Storia della bicicletta

Storia della bicicletta, dal celerifero, al velocipede, alla trasmissione a catena
(Foto di Laci Moln´r da Pixabay)

Storia della bicicletta, dal celerifero, al velocipede, alla trasmissione a catena, un mezzo di trasporto che non invecchia mai.


Dal celerifero, al velocipede, poi alla trasmissione a catena: per un mezzo di trasporto che è sempre attuale, e in continua evoluzione, nonostante l'età.

Storia della bicicletta

La bicicletta, non ha mai smesso, fin dalla sua invenzione, di creare appassionati, che a loro volta hanno ispirato e chiesto ai progettisti, modelli sempre più selettivi, per ciascuna specialità.

Fu grazie ad un disegno attribuito a Leonardo Da Vinci (1452-1519), relativo a un mezzo molto somigliante a una odierna bicicletta, che fa affondare le radici in un tempo ben lontano la storia di questo veicolo per eccellenza.

Mezzo il cui motore è la propulsione muscolare, una camminata sviluppata all'ennesima potenza se vogliamo, perché la propulsione è sempre la stessa.

Il velocipede

È stato nel XIX secolo, che dopo diversi tentativi, i primi velocipedi (bicicli), rivoluzionarono il modo di spostarsi senza motore.

Caratterizzati da un'enorme ruota anteriore, molto ampia nel diametro, sviluppato dal movimento ellittico dei pedali, e un ruotino posteriore.

La sella era posizionata sopra la grande ruota anteriore, lo spessore delle ruote piuttosto sottile, data ovviamente l'ampiezza del raggio di quella anteriore.

Il celerifero

Prima dei bicicli, veri e propri velocipedi, apparve il celerifero (jourdelo․it); un telaio in legno su 2 ruote, i cui perni erano uniti da un'asse, e la propulsione avveniva scalciando a terra, grosso modo come un monopattino.

Il celerifero vide la sua evoluzione con l'importante innovazione dello sterzo, grazie all'inventore tedesco Karl Drais (1785-1851), mentre il veicolo fu opera del Conte Méde de Sivrac, francese (1865-1938).

Le pedivelle

L'invenzione delle pedivelle, da parte del carpentiere scozzese (almeno questa è una versione accreditata da alcuni studiosi, ma contrastata da altri) Kirkpatrick MacMillan (1812-1878), creò di fatto la bicicletta, il primo mezzo che non aveva bisogno, proprio grazie alle pedivelle, di non mettere i piedi a terra per sviluppare velocità.

E negli anni a seguire, si arrivò dunque, grazie a sterzo, pedivelle e pedali (questa volta toccò a un altro carpentiere entrare nella storia, il francese Ernest Michaux, 1813-1883).

Al velocipede, con pedivelle, pedali e sterzo, la velocità prodotta e il controllo su di essa, iniziò a rappresentare la prossima evoluzione del mezzo.

Le grandi dimensioni della ruota anteriore, erano volute proprio per dare maggiore velocità al biciclo, che aveva ancora la trazione anteriore, e questo rappresentava un problema nel controllo della velocità, specialmente nelle curve.

La trasmissione a catena

Importante il lavoro svolto dall'orologiaio francese André Guilmet, che nel 1869 fece realizzare un velocipede con la catena, grazie alla quale si sviluppava la trasmissione a catena, con ingranaggio sulla ruota posteriore, che scorreva grazie a un secondo ingranaggio, collocato sulla metà approssimativa del veicolo, dove presenti pedali e pedivelle.

Non fu però semplice, come ovvio presupporre, centrare l'obiettivo al primo colpo; furono necessari diversi tentativi.

Nella trasmissione a catena, col senno di poi, ci si accorse che era un'ulteriore rivoluzione, fu possibile ridurre le gargantuesche dimensioni della ruota anteriore, e aumentare quelle della posteriore; tuttavia, la velocità non risultava quella desiderata, si iniziò a lavorarci sopra.

Gli pneumatici

Però il dado era tratto, e i continui tentativi portarono risultati sempre migliori nel corso degli anni, si iniziò a lavorare sul telaio, e quando gli pneumatici iniziarono a diventare una realtà quasi consolidata, questo influì ulteriormente sullo sviluppo della bicicletta.

L'industria della bicicletta, ha rappresentato una pagina importante dell'economia dagli inizi del 900, quando ancora, su strada, era proprio la bicicletta a essere il mezzo di trasporto più evoluto e congeniale. Era una fortuna, un lusso, avere la bici.

Tutto il resto, è storia.
La storia della bicicletta, un mezzo di trasporto sempre attuale, che non invecchia mai.