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Pneumatici: caratteristiche, manutenzione e sicurezza

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aggiornato il
Pneumatico su bellissima ruota con raggi di automobile d'epoca

Pneumatico

Gli pneumatici sono componenti particolarmente importanti dei mezzi di trasporto dai quali dipendono molti aspetti legati alla sicurezza.
Per ogni veicolo un buon pneumatico è davvero in grado di rivalutarne l'utilizzo, la facilità di guida, il controllo del mezzo.
Per questi motivi è importante, oltre che per obbligo di legge, che gli pneumatici siano sempre efficienti ed in buone condizioni, mai usurati più del dovuto.

Cenni storici degli pneumatici

Dalle ruote in legno ricoperte di ferro (come un anello) di un discreto spessore, ai copertoni del XIX secolo e prima ancora del XVIII perché diversi brevetti vennero presentati già allora.

Fu grazie a persone come lo scozzese John Boyd Dunlop (1840 – 1921), lo statunitense Charles Goodyear (1800 – 1860), Robert William Thomson (scozzese, 1822 – 1873) che la gomma fece un passo in avanti nella realizzazione dei copertoni.

Nonostante l'importante contributo, Goodyear e Thompson non ebbero alcun merito per le loro ingegnose invenzioni ed innovazioni, andò meglio a Dunlop, sebbene all'epoca il (lo) pneumatico veniva impiegato su biciclette, tricicli, “carretti motorizzati”, piccoli mezzi; del resto le automobili non erano ancora “commercializzate” perché non ancora realizzate, anche se già pensate.

Fu Thompson che realizzò la camera d'aria per le ruote della sua carrozza, anche se la sua idea non venne presa in considerazione che molto tempo dopo, come per Goodyear del resto, e l'azienda che porta il suo nome come tributo lui non la vide mai.

Il vantaggio della gomma portava a maggiore silenziosità del mezzo meccanico in movimento, minore sforzo per la propulsione, migliore frenata e tenuta di strada; in alcuni modelli nel battistrada venivano inseriti pezzi di cuoio o inserti metallici per migliorare la presa (grip); del resto le strade non erano asfaltate come oggi.

Un grande salto di qualità nella realizzazione e produzione di pneumatici avvenne quando le automobili iniziarono ad essere commercializzate, vennero presi in considerazioni tanti aspetti che prima potevano non essere così importanti e palesi, come il riscaldamento delle gomme e la loro tenuta quando surriscaldate, l'usura, l'importanza del battistrada ed il suo specifico disegno, la durata, il tipo di mescola, quindi la lavorazione.

Via via che nuovi modelli di automobili, autocarri (nel francese “camion”), autobus, trattori, motociclette, biciclette, venivano realizzati (ed occorre ribadire il fatto che i mezzi a motore hanno inciso in maniera rilevante sugli pneumatici e la loro produzione) modelli specifici di gomme, dando il via ad una produzione su larga scala degli pneumatici, facendo delle industrie produttrici dei veri e propri colossi, tanto da diventare imperi economici di grande rilievo nell'economìa di molti Paesi.

La ricerca e gli strumenti tecnologicamente più avanzati hanno portato alla creazione di gomme praticamente personalizzate per ogni specifico modello di mezzo a motore, e non solo.

Caratteristiche degli pneumatici

Gli pneumatici possono avere una camera d'aria interna (tube type), oppure senza (tubeless), e gomma piena come ad esempio per il carrello elevatore (muletto).

La composizione è gomma (elastomeri), inserti metallici (fascette, fili), fibre tessili per dare corpo alla struttura; la lavorazione richiede diversi passaggi, come la vulcanizzazione della gomma (ideata da Charles Goodyear) per rendere la gomma con le caratteristiche ideali per realizzare poi i copertoni.

Le diverse mescole e le dosi di ciascun materiale per realizzare pneumatici, sono proprie di ciascuna azienda, la concorrenza non è indifferente, e puntare ad esempio a fornire le gomme per la Formula 1 equivale a saper produrre prodotti che vengono poi sottoposti alle massime sollecitazioni meccaniche e di usura, quindi farsi una notevole pubblicità poiché si dimostra di avere sia le competenze che le tecnologie necessarie per realizzare le gomme per le monoposto della competizione Regina della velocità.

La gomma, sintetica e naturale, ` il materiale su cui si basa la produzione degli pneumatici, ed il nero di carbonio è il pigmento utilizzato non solo per dare il colore alle gomme, bensì anche per conferire maggiore resistenza all'usura.

La gomma, lo zolfo (vulcanizzazione), ed il nero carbonio sono gli ingredienti nella mescola delle gomme, ed i processi di miscelazione e la quantità dei diversi materiali dipendono anche da uno specifico lotto di gomme; per automobili veloci (anche da gara), utilitarie, autocarri, autobus, mezzi edili, trattori, etc.

Saper produrre pneumatici idonei per le vetture da corsa implica di saper realizzare pneumatici per la automobili; tuttavia le grandi industrie lavorano non solo per queste ma per realizzare prodotti per tutti i tipi di veicoli.

Gli pneumatici sono progettati per ogni specifico modello di veicolo, e devono tenere conto di tanti fattori: resistenza, velocità, frenata, sicurezza, ecco perché ogni specifico veicolo deve necessariamente montare specifici tipi di pneumatici, non solo per quanto riguarda le misure che obbligatoriamente devono essere rispettate per essere montate correttamente sui cerchi.

● La carcassa forma la struttura della gomma, che poi deve sopportare la pressione quando si gonfia, il carico del veicolo, e tutte le sollecitazioni di trasporto e frenata, surriscaldamento, etc.

Possono essere convenzionali, radiali.

Gli pneumatici convenzionali (indicati anche come diagonali, tessili, a tele incrociate) presentano le fibre tessili (tele di sommità) posizionate in modo diagonale le une con le altre, sovrapposte, il vantaggio di questo tipo di gomma è dal fatto che il fianco (parte laterale) rimane più robusto, grazie all'intreccio di fili in acciaio che compone l'armatura.

Rispetto agli pneumatici radiali sono meno indicati alle alte velocità, quindi alle automobili; trovano però ottimo impiego in altre applicazioni come ad esempio nei mezzi pesanti che si utilizzano nei cantieri edili, oppure in ambito agricolo.

Gli pneumatici radiali: la disposizione delle tele di sommità che compongono l'armatura sono disposte in maniera longitudinale alla gomma, trasversali alla rotazione della stessa. La migliore distribuzione del carico permette al fianco una minore usura ed un'attitudine alle alte velocità, ecco perch&eacute in ambito automobilistico trovano logico impiego.

La definizione cinturato è il nome dello pneumatico radiale data da Pirelli.

● Il battistrada è la zona dello pneumatico a contatto con l'asfalto, le gomme che compongono la mescola del battistrada devono resistere alle sollecitazioni e non surriscaldare, e resistere all'usura.

● La scolpitura è data dai solchi che provvedono anche a far liberare le gomme dall'acqua; secondo i diversi tipi di pneumatici sono presenti scolpiture diverse, più o meno profonde ed elaborate.

● Le tele di cintura sono quelle che praticamente avvolgono longitudinalmente la gomma ed hanno l'armatura comporta da fili metallici.

● Il cerchietto è la zona in cui lo pneumatico viene fissato al cerchio, nella cosìddetta zona bassa.

Le sigle: come leggere le indicazioni presenti sugli pneumatici

Nella parte laterale delle gomme (fianco) vengono impresse a caldo le caratteristiche specifiche di ogni modello, oltre il marchio del produttore. Ogni veicolo contiene nel Libretto di circolazione le specifiche che devono avere gli pneumatici consentiti, nel rispetto della legge, per ogni determinato mezzo.

Esempio: Marca 225/50 R 15 H 86 Modello

● Il marchio del produttore è ovviamente bene in vista (la pubblicità su ciascun pneumatico).

Le misure sono espresse in millimetri, dove nell'esempio in oggetto abbiamo:

Larghezza: 225 mm

Altezza: 50 mm

Gli pneumatici si intendono ribassati quando l'altezza È inferiore a 60 mm, e super ribassati quando inferiore a 45 mm.

R: sta per Radiale;

15: il diametro in pollici del cerchione;

H: l'indice di velocità, equivale a 210 km/ orari di velocità massima quando è presente H;

86: l'indice di carico dello pneumatico quando è alla corretta pressione di gonfiaggio; nel caso di 86 indica 530 kg di peso.

● Il modello indica la denominazione per lo specifico pneumatico, data dal produttore.

Sono poi presenti:

● la data di produzione indicato con (esempio): DOT 0611 (4 cifre).

Le prime 2 cifre (06) indicano la sesta settimana dell'anno, le ultime 2 cifre (11) l'anno, quindi 2011.

● È indicato il senso di rotazione della gomma con delle frecce (<<<<);

ECE indica l'omologazione europea dello pneumatico;

TL, senza camera d'aria interna, ormai per le automobili vengono prodotti così da anni;

● Il fiocco di neve indica che la gomma è compatibile con la stagione invernale;

M + S: significa Mud and Snow, ovvero fango e neve, pneumatici per le stagioni invernali.

TWI (o indicazioni simili): questa scritta è presente sul fianco della gomma, e nelle scanalature longitudinali sono presenti diversi risalti, inserti, delle sporgenze, che quando sono oltre il battistrada anche di pochissimo, indicano che l'usura dello pneumatico ne richiede la sostituzione.

Manutenzione degli pneumatici

La manutenzione degli pneumatici è molto importante per la sicurezza di ogni veicolo. La loro sollecitazione è notevole, devono sopportare un carico di peso che si moltiplica quando sono sottoposti al loro lavoro; frenate, sterzate, etc.

Il cosìddetto nero gomme, quel composto che va a lucidare il fianco delle gomme quando ovviamente sono state precedentemente lavate e pulite, non serve solo per l'aspetto estetico, ma aiuta a mantenere la gomma morbida ed elastica, andando a prevenire screpolature e tagli.

Contiene glucosio per ammorbidire la gomma, viene offerto in commercio liquido con un pennello per distribuirlo sul fianco delle gomme, oppure spray; una volta spruzzato si attende qualche secondo, la schiuma evapora e fa rimanere la gomma lucida con il colore vivo.

In internet sono presenti anche diverse ricette “fai da te” per produrre con minima (davvero minima) spesa dell'ottimo nero gomme per la propria automobile, o motocicletta. Praticamente: acqua, glucosio, glicerina.

Lasciare il veicolo fermo per lunghi periodi di tempo va a compromettere (anche) le gomme, che tendono a schiacciarsi sotto il peso del mezzo, ed ovalizzarsi; se un veicolo è fermo da tempo sarà quasi certamente necessaria la sostituzione degli pneumatici se questi non risultassero più idonei e pronti nella risposta su strada.

Occorre prestare molta attenzione allo stato delle gomme nel caso si intenda utilizzare nuovamente un veicolo fermo da molto tempo.

La pressione deve sempre essere controllata, periodicamente, mai essere troppo oltre la pressione indicata; esempio, se fosse necessaria 2,3 bar per le ruote anteriori e 2,1 per quelle posteriori, nel caso si debba affrontare un viaggio particolarmente lungo, specialmente, se non a pieno, ma con un discreto carico, si possono gonfiare a 2,4 davanti e 2,2 dietro, tuttavia è sempre preferibile mantenere la pressione delle gomme controllata, anche una volta in più e procedere al gonfiaggio della corretta pressione.

Controllare periodicamente, e spesso, la pressione delle gomme previene la loro usura, ne allunga la vita, diminuisce i consumi del veicolo che lavora sempre con il corretto sforzo, e soprattutto garantisce maggiore sicurezza (migliore tenuta di strada con le gomme gonfie correttamente); avere le gomme sgonfie e dover frenare, magari in modo brusco, non è una bella esperienza.

Infatti l'impiego obbligatorio (dal 1 novembre 2012 per ottenere l'omologazione nell'Unione Europea) dei sensori di pressione sugli pneumatici (TPMS) serve proprio per dare maggiore sicurezza alle autovetture, quindi alle persone.

Il periodico controllo visivo dello stato delle gomme va a dare altre importanti indicazioni sullo stato delle stesse, il battistrada e le scolpiture devono essere ben marcate, non è necessario attendere che le gomme diventino troppo lisce, e pericolose, oltre che incorrere in sanzioni.

Non è necessario che le gomme si consumino a tal punto da dover essere misurati i battistrada e le scanalature con il calibro, per capire che è ora di sostituirle: sempre e solo da personale specializzato, il buon gommista, che sottopone a bilanciatura (taratura, equilibratura) ogni pneumatico e convergenza quando necessario.

La convergenza misura l'angolo di ciascuna ruota con l'asse longitudinale del veicolo. La sostituzione degli pneumatici deve essere eseguita da personale capace e con le strumentazioni adeguate. Il controllo dal gommista è bene sia periodico per visionare lo stato delle gomme.

La sicurezza dei veicoli anche dagli pneumatici

La sicurezza del veicolo dipende anche dagli pneumatici, e la loro corretta manutenzione. Ogni veicolo deve montare modelli specifici consentiti per garantire al veicolo di poter viaggiare e comportarsi al meglio; ogni specifico modello di veicolo necessita di un altrettanto specifico, o più d'uno, modello di gomme per poter garantire la sicurezza, e la garanzia è data dal costruttore del mezzo sempre che rispetti tutte le specifiche dell'omologazione.

Ogni veicolo, pur montando gli stessi pneumatici consentiti per misure specifiche, può montare diverse tipologie di pneumatico: più o meno morbido per quanto riguarda la consistenza della gomma, con scolpiture particolari, più o meno adatto a specifiche velocità, esempio per le vetture sportive. In ogni caso ogni modello deve essere omologato.

Gli pneumatici ricostruiti (ricoperti, gomme rigenerate) sono ottenuti da vecchi pneumatici la cui struttura è ancora in buono stato e sono stati sostituiti i battistrada che hanno una durata più breve rispetto alla carcassa della gomma.

Occorre valutare con attenzione se si è disponibili a montare gomme rigenerate, in base ai chilometri che si devono percorrere, al percorso ed alle sollecitazioni che gli pneumatici devono sostenere.

Ovvio che un'automobile sportiva di lusso non può montare gomme ricoperte, né del resto un fuoristrada.

Le gomme usate possono essere acquistate solo se in ottimo / buono stato, e comunque è sempre necessario valutare attentamente l'impiego che se ne fa, km percorso giornaliero e sollecitazioni.

 

                 

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

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(un deca, le vecchie 10.000 lire…)
So smile & stay in touch !!!

 

 

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