Motoscafo: storia, caratteristiche, tipi di una bella imbarcazione

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Motoscafo con motore entrobordo
(photo by Alex Svenson on Pixabay)

Motoscafo: imbarcazione dotata di motore, o più d'uno, interno o esterno nella parte posteriore dello scafo (poppa), secondo questo aspetto, i motoscafi sono definiti entrobordo o fuoribordo.


Il fuoribordo è solitamente utilizzato nelle piccole, medie imbarcazioni per non rubare spazio, mentre in quelle più grandi, nei motoscafi da crociera, noti come cruisers il motore è situato all'interno dello scafo.
Si tratta di imbarcazione veloce, utilizzata anche come mezzo di locomozione e spostamento nelle località marittime, e come mezzo di crociera quando di dimensioni adeguate.

Cenni storici del motoscafo

Il legno di mogano, fu nei primi modelli costruiti, il materiale che riscontrava maggior successo, per la resistenza che è in grado di dimostrare alle sollecitazioni.

I primi esemplari, quasi esclusivamente legati alle competizioni, o comunque alla velocità, raggiungevano costi notevoli, solo pochi potevano permettersi tale spesa.

Soprattutto per la costruzione del motore, il cui progetto era improntato ad aumentare l'affidabilità, e l'utilizzo migliore in ambiente nautico.

Intorno al 1920, era un'imbarcazione destinata a pochi; la produzione in serie non poteva ancora venire contemplata, per gli elevati costi di produzione di ogni singola imbarcazione.

Negli stessi anni però, ebbe inizio negli U.S.A. una buona produzione di motoscafi, anche se l'acquisto era destinato ancora a pochi, per via dei prezzi che erano quasi l'equivalente di una modesta abitazione.

La prima azienda produttrice

Chris Craft (chriscraft․com), fu la prima azienda produttrice che riuscì a ottenere maggiori risultati rispetto alla concorrenza, allora comunque ristretta.

Il motore entrobordo, era posizionato al centro della barca, e le linee e i disegni dello scafo erano improntati sulla velocità, mentre la stabilità era ancora da evolvere parecchio.

Le finiture erano eleganti, il motoscafo iniziava sì a essere prodotto in serie; ma il suo costo proibitivo rendeva possibile l'acquisto solo alle persone economicamente più agiate.

Il compensato marino

Durante la seconda guerra mondiale, venne introdotto l'utilizzo del compensato marino.

Questo particolare compensato, è caratterizzato dal posizionamento dei fogli di legno, in cui le fibre sono collocate a 90 gradi da un foglio al successivo, il cui scopo è compensare il naturale movimento del legno.

Ne scaturisce un materiale stabile, non soggetto a imbarcarsi, che evita una possibile e altrettanto naturale deformazione del legno.

Speciali collanti utilizzati per saldare i fogli, ne hanno fatto un materiale specifico per l'utilizzo nautico.

Materiale più economico del mogano, e comunque in grado di garantire soddisfacenti prestazioni.

La vetroresina

Negli anni successivi, diventò il materiale più impiegato nella costruzione degli scafi, anche di grandi dimensioni.

Il costo della produzione venne notevolmente abbattuto, e questo spinse i produttori ad abbandonare quasi definitivamente il mogano, per la costruzione dello scafo.

Questo per quanto riguarda gli U.S.A. fino a quel momento indiscussi leader nella produzione di motoscafi per uso turistico.

Negli anni intorno al 1950, quando gli americani abbandonarono l'idea del mogano, in Italia iniziarono a svilupparsi progetti che invece puntavano proprio su questo pregiato legno per la costruzione degli scafi.

L'azienda SVAN e il motoscafo

L'azienda produttrice SVAN, che produsse sia aeroplani che i famosi MAS (Motobarca Armata Svan), imbarcazioni da guerra in dotazione alla Regia Marina Italiana, fu la tradizione costruttiva grazie alla quale i produttori si cimentarono nella realizzazione dei nuovi modelli di questo natante.

Essendo i MAS imbarcazioni caratterizzate dall'estrema velocità, la produzione di legno per imbarcazione in Italia diventò ben presto rinomata, si puntò sull'efficienza dello scafo in legno, anche se l'acquisto rimaneva ancora ad appannaggio di pochi.

Nel corso degli anni, l'impiego della vetroresina negli scafi è diventato sempre più preponderante, abbattendo i costi di produzione e successiva commercializzazione.

Soprattutto a favore dell'appassionato, che decide di acquistare un motoscafo senza spendere cifre un tempo considerate proibitive, e destinate quindi solo a un ristretto numero di persone.

A questo link, è scaricabile un documento in PDF intitolato “Alcuni appunti per una storia dei motoscafi lagunari”, sul sito trasporti․provincia․venezia․it

Motoscafo Riva Aquarama

Negli anni 60, il Riva Aquarama, iniziò a essere considerato uno dei motoscafi più belli in assoluto, tanto da esserlo ancora oggi, un vero e proprio capolavoro, una Ferrari dell'acqua, un prodotto stilistico altamente raffinato.

Interessanti queste fotografie su Pinterest nella sezione Riva Boat, del profilo Bellini Nautica.

Questo modello, destinato a un pubblico molto ristretto, veniva prodotto in circa 30 esemplari ogni anno, la cura e l'attenzione messe in ogni più piccolo particolare, ne fecero ben presto un'imbarcazione di culto per gli appassionati.

A oggi, ogni modello di questo storico motoscafo, è considerato un vero e proprio oggetto ricercato dai collezionisti.

I motoscafi destinati a uso taxi, avevano una carena meno improntata sulla velocità, vista la necessità di mantenerla limitata, soprattutto in zone dove questa è d'obbligo.

Piede poppiero

Nei primi anni del 1970, la svedese Volvo Penta e l'americana Mercury, costruirono modelli entrofuoribordo (piede poppiero[1]), che rivoluzionarono l'ambito della navigazione, portando quasi la totalità delle imbarcazioni, fino a circa 400 cavalli di potenza, ad adottare questo sistema, a suo tempo certamente innovativo.

[1]Guarda la pagina sul sito Volvo Penta, alla voce “Correzione dell'assetto per una migliore navigazione”.

Questo sistema, prevede l'alloggiamento del motore nella poppa dello scafo, un solo complesso costituito da elica, timone, riduttore e motore, che presenta diverse caratteristiche vantaggiose.

Concepito per ridurre l'ingombro, agevolare la manutenzione, ha trovato ampio successo soprattutto nelle imbarcazioni medio/piccole, destinate al trasporto commerciale.

Praticamente, l'entrofuoribordo è situato all'interno della barca, ma grazie a un piede esterno è sollevabile idraulicamente.

Caratteristiche del motoscafo

È inteso come barca senza cabina, e dotata di motore, sia esso fuoribordo, o entrobordo.

I materiali impiegati nella costruzione, possono essere legno, plastica, vetroresina, per arrivare a lamiere di acciaio negli scafi più grandi.

Nella scelta dello scafo, si rende necessario valutare la tipologia di motore da applicare.

Nel caso di un fuoribordo, il motore potrà essere applicato anche ad altri scafi, che prevedono questa tipologia di propulsore, ovvero con la poppa predisposta all'alloggiamento, all'aggancio del motore stesso.

Lo scafo

Per le altre tipologie di motorizzazione, entrobordo ed entrofuoribordo, il motore è alloggiato all'interno dello scafo, che rimane legato alla tipologia stessa, non è possibile semplicemente cambiare lo scafo.

La sagoma di questo risulta quindi concepita per ospitare una determinata tipologia di motorizzazione, di conseguenza la scelta dello assume notevole importanza.

Il motore fuoribordo ha migliorato molto nel corso degli anni la sua affidabilità, la facilità di gestione e manutenzione.

Soprattutto nelle piccole imbarcazioni, lascia maggiore spazio all'abitabilità dell'imbarcazione.

Propulsore

Il motore 4 tempi, risulta meglio indicato nelle piccole potenze erogate, all'incirca sui 100 cavalli, risulta meno dispendioso dell'entrofuoribordo, quando occupa la stessa fascia di prezzo.

Tuttavia oggi, anche il 4 tempi è in grado di fruire di un'evoluzione tecnologica, che presenta un ottimo rapporto qualità/prezzo.

Mentre il motore a 2 tempi, trova ottima collocazione nel fuoribordo, per le velocità in grado di raggiungere, capace di sviluppare potenze di tutto rispetto.

Solitamente, si trova miglior soluzione nell'adottare un motore fuoribordo, le imbarcazioni con motore entrobordo, si prestano meglio ad altre soluzioni di navigazione.

O meglio: con una spesa certamente inferiore, siamo in grado di ottenere ottimi rapporti qualità/prezzo con un fuoribordo, anche per la maggiore semplicità di impiego.

La carena

Le carene si dividono sostanzialmente in due tipi: carena dislocante e planante.

Quelle dislocanti, solitamente tondeggianti, sono impiegate nelle barche a vela, nei pescherecci, e in parecchie imbarcazioni della marina mercantile.

Le plananti invece, come suggerisce l'aggettivo, sono progettate per imbarcazioni che devono sviluppare elevate velocità di crociera.

La loro costruzione, permette di planare sull'acqua, grazie alla caratteristica dello scafo che si solleva, per via della spinta dinamica che si viene a creare.

Questo tipo di carena, si rivela particolarmente idoneo per piccole unità di navigazione, come appunto il motoscafo.

Valutare la scelta

Grazie all'evoluzione dei motori fuoribordo, si è in grado di ottenere dall'imbarcazione ottime prestazioni di potenza e di velocità.

Per chi ha deciso di godere del piacere della navigazione vicino alle coste, il sogno di possedere una barca a motore, diventa realtà.

Ovviamente, in base allo specifico tipo di natante, si rendono possibili spostamenti brevi, medi, o anche piuttosto lunghi, dipende dal prezzo che intendi spendere, e di conseguenza le caratteristiche specifiche della barca che intendi acquistare.

Come per le automobili per intenderci, c'è di tutto e di più.

Dotati di confortevoli interni, necessari per una buona abitabilità, e completi della strumentazione più idonea per la navigazione medio/breve, non certo concepiti per crociere lunghissime ovviamente, come uno yacht.

Senza entrare nella tipologia di cruisers cabinati, in cui è possibile accedere a imbarcazioni di lunghezze anche ragguardevoli, capaci di produrre crociere di tutto rispetto, sia in termini di abitabilità che di navigazione, il motoscafo rappresenta un'ottima soluzione economicamente contenuta, per godere di piacevoli escursioni di media distanza.

Distanza che, può anche diventare lunga, potendosi permettere imbarcazioni certo più costose, che per tipologia già si avvicinano ai cruisers.

Motoscafo fuoribordo, entrobordo, entrofuoribordo

• Il fuoribordo è quello che occupa ovviamente meno spazio all'interno dello scafo, il peso però è concentrato sull'estremità di poppa, di conseguenza anche la spinta dinamica.

A parità di potenza di un motore entrobordo ed entrofuoribordo, il fuoribordo rimane comunque la soluzione più economica.

L'entrofuoribordo diventa improponibile per motori di poca potenza: sarebbe più la spesa che l'impresa, per intenderci.

•L'entrobordo invece, si rivela una buona scelta quando la potenza del motore tende a salire, e diventa un limite nel fuoribordo.

Tuttavia, la planata nell'entrobordo non si rende possibile, per via del dislocamento dei pesi posizionati diversamente nello scafo.

Non stiamo parlando però di motoscafi da competizione, quindi le velocità di navigazione sono comunque più che soddisfacenti.

Riassumendo

• Il fuoribordo e l'entrofuoribordo (grazie alla possibilità di sollevare il motore), godono di maggiore facilità di trasporto sul carrello, e rendono possibile la navigazione in fondali bassi.

Grazie a questa caratteristica: nell'entrobordo le appendici sulla carena complicano maggiormente queste operazioni.

Se non si hanno mezzi di trasporto adeguati però, è sufficiente rivolgersi ad aziende specializzate, che si occupano del trasporto dell'imbarcazione, utilizzando in tutta sicurezza mezzi adeguati.

Riassumendo semplicemente, il fuoribordo risulta essere la soluzione più economica per potenze fino ad un certo livello.

L'entrobordo si rivela idoneo per potenze oltre il limite per il fuoribordo, e l'entrofuoribordo è da considerare, visti i costi, per potenze piuttosto elevate.

Buona navigazione.