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Motoscafo, storia, caratteristiche, tipologie

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Motoscafo con motore entrobordo

Motoscafo

Il motoscafo, è un'imbarcazione dotata di motore, o più di uno, interno od esterno nella parte posteriore dello scafo (poppa), a secondo di questo i motoscafi sono detti entrobordo o fuoribordo.
Il fuoribordo è solitamente utilizzato nelle piccole medie imbarcazioni per non rubare spazio, mentre in quelle più grandi, nei motoscafi da crociera, noti come cruisers il motore è situato all'interno dello scafo.
Si tratta di imbarcazione veloce, utilizzata anche come mezzo di locomozione e spostamento nelle località balneari, e come mezzo di crociera se di dimensioni adeguate.

Cenni storici del motoscafo

Il legno di mogano fu nei primi modelli di motoscafo costruiti il materiale che riscontrava maggior successo, per la resistenza che è in grado di dimostrare alle sollecitazioni.

I primi modelli, quasi esclusivamente legati alle competizioni o comunque alla velocità, raggiungevano costi notevoli, solo pochi potevano permettersi tale spesa.

Soprattutto per la costruzione del motore, il cui progetto era improntato ad aumentare l'affidabilità e l'utilizzo migliore del motore in ambiente nautico.

Intorno al 1920 il motoscafo era un'imbarcazione destinata a pochi, la produzione in serie non poteva ancora venire contemplata per gli elevati costi di produzione di ogni singola imbarcazione.

Negli stessi anni però ebbe inizio negli U.S.A. la produzione in serie di motoscafi, anche se l'acquisto era destinato a pochi, per via dei prezzi che erano quasi l'equivalente di una modesta abitazione.

Chris Craft fu la prima azienda produttrice che riuscì ad ottenere maggiori risultati rispetto alla concorrenza, allora comunque ristretta.

Il motore entrobordo era posizionato al centro della barca, e le linee ed i disegni dello scafo erano improntati sulla velocità, mentre la stabilità dello scafo era ancora da evolvere parecchio.

Le finiture erano eleganti, il motoscafo iniziava sì ad essere prodotto in serie, ma il suo costo proibitivo rendeva possibile l'acquisto solo alle persone economicamente più agiate.
Durante la seconda guerra mondiale, venne introdotto l'utilizzo del compensato marino.

Questo particolare compensato, è caratterizzato dal posizionamento dei fogli di legno, in cui le fibre sono collocate a 90° da un foglio al successivo, il cuo scopo è compensare il naturale movimento del legno.
Ne scaturisce un materiale stabile, non soggetto ad imbarcarsi, che evita una possibile e altrettanto naturale deformazione del legno.

Speciali collanti utilizzati per saldare i fogli, ne hanno fatto un materiale specifico per l'utilizzo nautico.
Materiale più economico del mogano, e comunque in grado di garantire soddisfacenti prestazioni.

La vetroresina, in anni successivi, divenne il materiale più impiegato nella costruzione degli scafi, anche di grandi dimensioni.
Il costo della produzione venne notevolmente abbattuto, e questo spinse i produttori ad abbandonare quasi definitivamente il mogano per la costruzione dello scafo.

Questo per quanto riguarda gli U.S.A., fino a quel momento indiscussi leader nella produzione di motoscafi per uso turistico.
Negli anni intorno al 1950, quando gli americani abbandonarono l'idea del mogano, in Italia iniziarono a svilupparsi progetti che invece puntavano proprio su questo pregiato legno per la costruzione degli scafi.

L'azienda produttrice SVAN, che produsse sia aeroplani che i famosi MAS (Motobarca Armata Svan), imbarcazioni da guerra in dotazione alla Regia Marina Italiana, fu la tradizione costruttiva grazie alla quale i produttori si cimentarono nella costruzione dei nuovi modelli di motoscafo.

Essendo i MAS imbarcazioni caratterizzate dall'estrema velocità, la produzione di legno per imbarcazione in Italia divenne ben presto rinomata, si puntò sull'efficienza dello scafo in legno, anche se l'acquisto rimaneva ancora ad appannaggio di pochi.

Negli anni 60 del secolo scorso, il Riva Aquarama diventò uno dei motoscafi più belli in assoluto, tanto da essere considerato ancora oggi, un vero e proprio capolavoro, una Ferrari dell'acqua, un prodotto stilistico altamente raffinato.

Questo modello, destinato ad un pubblico molto ristretto, veniva prodotto in circa 30 esemplari ogni anno, la cura e l'attenzione posta in ogni più piccolo particolare, ne fecero ben presto un modello di culto per gli appassionati.

Ad oggi ogni modello di questo storico motoscafo è considerato un vero e proprio oggetto ricercato dai collezionisti.
I motoscafi destinati ad uso taxi avevano una carena meno improntata sulla velocità vista la necessità di mantenere basse velocità soprattutto in zone dove questa è d'obbligo.

Nei primi anni del 1970 la svedese Volvo Penta e l'americana Mercury, costruirono modelli entrofuoribordo (piede poppiero) che rivoluzionarono l'ambito della navigazione, portando quasi la totalità delle imbarcazioni fino a ai circa 400 cavalli di potenza, ad adottare questo sistema, a suo tempo certamente innovativo.

Questo sistema prevede l'alloggiamento del motore nella poppa dello scafo, un solo complesso costituito da elica, timone, riduttore e motore che presenta diverse caratteristiche vantaggiose.

Concepito per ridurre l'ingombro, agevolare la manutenzione, ha trovato ampio successo soprattutto nelle imbarcazioni medio-piccole destinate al trasporto commerciale.

Praticamente l'entrofuoribordo è situato all'interno della barca ma grazie ad un piede esterno è sollevabile idraulicamente.

Nel corso degli anni l'impiego della vetroresina negli scafi è diventato sempre più preponderante, abbattendo i costi di produzione e successiva commercializzazione, soprattutto a favore dell'appassionato che decide di acquistare un motoscafo senza spendere cifre un tempo considerate proibitive e destinate quindi solo ad un numero ristretto di persone.

Caratteristiche del motoscafo

Il motoscafo è inteso come barca senza cabina e dotata di motore, sia esso fuoribordo o entrobordo.
I materiali impiegati nella costruzione del motoscafo possono essere legno, plastica, vetroresina, per arrivare a lamiere di acciaio negli scafi più grandi.

Nella scelta dello scafo, si rende necessario valutare la tipologia di motore da applicare.
Nel caso di un motoscafo fuoribordo, il motore potrà essere applicato anche ad altri scafi che prevedono questa tipologia di motore, ovvero con la poppa predisposta all'alloggiamento, all'aggancio del motore stesso.

Per le altre tipologie di motorizzazione, entrobordo ed entrofuoribordo il motore è alloggiato all'interno dello scafo che rimane legato alla tipologia stessa, non è possibile semplicemente cambiare lo scafo.
La sagoma dello scafo risulta quindi concepita per ospitare una determinata tipologia di motorizzazione, di conseguenza la scelta dello scafo stesso assume notevole importanza.

Il motore fuoribordo ha migliorato molto nel corso degli anni la sua affidabilità, la facilità di gestione e manutenzione.

Soprattutto nelle piccole imbarcazioni lascia maggiore spazio all'abitabilità della barca.
Il motore 4 tempi risulta meglio indicato nelle piccole potenze erogate, all'incirca sui 100 cavalli, risulta meno dispendioso dell'entrofuoribordo quando occupa la stessa fascia di prezzo.

Tuttavia oggi anche il 4 tempi è in grado di godere di un'evoluzione tecnologica che presenta un ottimo rapporto qualità/prezzo.
Il motore a due tempi trova ottima collocazione nel motoscafo fuoribordo per le velocità in grado di raggiungere, capaci di sviluppare potenze di tutto rispetto.

Solitamente un motoscafo trova miglior soluzione nell'adottare un motore fuoribordo, le imbarcazioni con motore entrobordo si prestano meglio ad altre soluzioni di navigazione.

O meglio: con una spesa certamente inferiore siamo in grado di ottenere ottimi rapporti qualità/prezzo con un fuoribordo, anche per la maggiore semplicità di impiego.

Ben sappiamo che le carene si dividono sostanzialmente in due tipi: carena dislocante e planante.
Le carene dislocanti, solitamente tondeggianti sono impiegate nelle barche a vela, nei pescherecci, ed in parecchie imbarcazioni della marina mercantile.

Le carene plananti invece, come suggerisce il nome stesso, sono progettate per imbarcazioni che debbono sviluppare elevate velocità di crociera.
La loro costruzione permette di planare sull'acqua grazie alla caratteristica dello scafo che si solleva per via alla spinta dinamica che si viene a creare.

Questo tipo di carena si rivela particolarmente idoneo per piccole unità di navigazione come il motoscafo.

Grazie all'evoluzione dei motori fuoribordo, si è in grado di ottenere dal motoscafo ottime prestazioni di potenza e di velocità, per chi ha deciso di godere del piacere della navigazione vicino alle coste, il sogno di possedere una barca a motore diventa realtà.

Ovviamente, in base alla specifica tipologia di motoscafo si rendono possibili spostamenti brevi, medi od anche piuttosto lunghi, dipende dal prezzo che intendiamo spendere e di conseguenza le caratteristiche specifiche del motoscafo che si intende acquistare.
Come per le automobili per intenderci, c'è di tutto e di più.

Dotati di confortevoli interni necessari per una buona abitabilità della barca, e completi della strumentazione più idonea per la navigazione medio-breve, non certo concepiti per crociere lunghissime ovviamente.

Senza entrare nella tipologia di cruisers cabinati in cui è possibile accedere ad imbarcazioni anche dalle lunghezze ragguardevoli, capaci di produrre crociere di tutto rispetto, sia in termini di abitabilità che di navigazione, il motoscafo rappresenta una ottima soluzione economicamente contenuta per godere di piacevoli escursioni di media distanza.

Distanza che può anche diventare lunga, potendosi permettere imbarcazioni certo più costose che per tipologia già si avvicinano ai cruisers.

Motoscafo fuoribordo, entrobordo, entrofuoribordo

● Il fuoribordo è quello che occupa ovviamente meno spazio all'interno dello scafo, il peso però è concentrato sull'estremità di poppa, di conseguenza anche la spinta dinamica.

A parità di potenza di un motore entrobordo ed entrofuoribordo rimane comunque la soluzione più economica.
L'entrofuoribordo diventa improponibile per motori di poca potenza: sarebbe più la spesa che l'impresa per intenderci.

●L'entrobordo invece si rivela una buona scelta quando la potenza del motore tende a salire e diventa un limite nel fuoribordo.

Tuttavia la planata nell'entrobordo non si rende possibile per via del dislocamento dei pesi posizionati diversamente nello scafo.
Non stiamo parlando però di motoscafi da competizione, quindi le velocità di navigazione sono comunque più che soddisfacenti.

● Il fuoribordo e l'entrofuoribordo (grazie alla possibilità di sollevare il motore) godono di maggiore facilità di trasporto sul carrello, e rendono possibile la navigazione in fondali bassi grazie a questa peculiarità: nell'entrobordo le appendici sulla carena complicano maggiormente queste operazioni.

Se non si hanno mezzi di trasporto adeguati però, è sufficiente rivolgersi ad aziende specializzate che si occupano del trasporto dell'imbarcazione utilizzando in tutta sicurezza mezzi adeguati.

La scelta definitiva spetta all'acquirente, in base alle esigenze di navigazione e disponibilità economiche.

Riassumendo semplicemente, il fuoribordo risulta essere la soluzione più economica per potenze fino ad un certo livello, l'entrobordo si rivela idoneo per potenze oltre il limite nel fuoribordo, e l'entrofuoribordo è da considerare, visti i costi, per potenze piuttosto elevate.
Buona navigazione …

 

                 

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

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