Tosaerba: meccanico, e con motore

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Tosaerba sopra un manto erboso piuttosto folto con erba alta: per ogni prato serve il giusto tosaerba di potenza e capacità adeguate
(photo by Daniel Watson on Unsplash)

Tosaerba: meccanico, a motore (elettrico o a scoppio), a cilindro (con lame elicoidali), con lame rotanti.


Il tosaerba a lama rotante, per tagliare laddove l'erba è alta, oppure particolarmente dura, su terreni ciottolosi e sconnessi, l'azione delle lame rotanti è simile ad una falce, e richiede la rotazione delle lame ad alta velocità.

La lama elicoidale, è indicata per tagli frequenti, e lavora con precisione tagliando l'erba in modo netto.

Cenni storici del tagliaerba

La storia del tosaerba, è legata al desiderio di avere prati ben curati, pratica in auge nella Francia del 700, e in Inghilterra per le grandi residenze.

Ma oltre la falce, le forbici, e animali da pascolo, non si andò oltre fino al 1830, anno in cui l'ingegnere inglese Edwin Beard Budding (1795-1846, bbc․com), brevettò il primo tagliaerba, la cui progettazione era iniziata qualche anno prima.

Il primo esemplare

Un modello che adottava una serie di lame intorno ad un cilindro, che quando ruotava otteneva un taglio molto ordinato del prato; cilindro che si azionava quando l'utensile veniva spinto da un semplice supporto tubolare, con maniglia per poter spingere, installato sull'attrezzo. Veniva impiegato per grandi prati, e campi da gioco.

Come spesso accade, una volta realizzato il primo prototipo, è molto più facile poi portare modifiche, miglioramenti per rendere l'utilizzo più facile.

Il primo tosaerba in commercio

Il primo esemplare realizzato per essere commercializzato era parecchio grande e pesante, adatto quindi al taglio di erba in grandi appezzamenti.

Il cilindro sui cui erano posizionate le lame, veniva azionato da ingranaggi, fino a quando, qualche anno dopo, venne realizzato un meccanismo a catena, che portava la forza del rullo posteriore al cilindro con le lame; un utensile più leggero, e molto silenzioso rispetto ai precedenti.

Il mercato

Nei primi anni successivi il 1860, iniziarono ad essere proposti modelli in diverse dimensioni, per accontentare le esigenze dei più, anche di chi aveva il prato davanti casa.

Ben presto si affacciarono sul mercato modelli molto leggeri e maneggevoli, in grado di essere utilizzati con estrema facilità, come il tosaerba realizzato dallo statunitense Elwood McGuire, che poteva essere usato facilmente, ed ebbe notevole successo come prodotto di massa.

Il traino degli animali

I primissimi modelli, quelli più pesanti e ingombranti, erano trainati dagli animali, e non tutti potevano permettersi economicamente di mantenerli.

Gli attrezzi richiedevano parecchia forza, non solo per essere movimentati, bensì azionati proprio attraverso la spinta.

Sul finire del XIX secolo, erano disponibili modelli meccanici leggeri e confortevoli nell'utilizzo, sebbene la fatica dovesse sempre essere tutta prodotta dall'essere umano.

Per questo, ci si ingegnava per arrivare ad avere un motore capace di azionare il tosaerba, la cui forza dell'uomo dovesse risultare davvero minima, per riuscire a tosare l'erba anche in grandi appezzamenti.

Il primo modello a benzina in commercio

Nel 1902, si mise a punto il tosaerba silenzioso con meccanismo a catena, Thomas Green, realizzò il primo tagliaerba alimentato a benzina, da poter essere commercializzato.

Nel 1919 negli U.S.A. Edwin George, fece lo stesso. Tuttavia, il costo non permetteva una larga commercializzazione del prodotto; non ancora.

Fu però James Sumner, che nel 1893 che realizzò il primo esemplare motorizzato, alimentato a petrolio, azionato da una caldaia a vapore.

Innovativo, perché il carbone era largamente utilizzato al tempo, e lui optò per una diversa alimentazione.

La postazione di guida

Interessanti i modelli realizzati negli anni 20 dalla britannica Atco, la prima azienda a realizzare macchine tosaerba motorizzate, con postazione per operatore che, da seduto, poteva movimentare il mezzo (atco․co․uk).

Anche per quanto riguarda il tagliaerba a lame rotanti, fu necessario attendere gli anni 30 per realizzare modelli a benzina, che presentassero necessariamente un motore potente, e sufficientemente contenuto nelle dimensioni, per dare elevata velocità di rotazione alle lame, la cui affilatura doveva essere altrettanto notevole.

Nel periodo successivo alla Seconda Guerra Mondiale, iniziò ad esserci un primo grande riscontro delle vendite del prodotto.

Con l'inizio dell'impiego su larga scala di materiale plastico, e motori ad alta potenza, è aumentata anche la produzione di tagliaerba, con lame rotanti sempre più efficienti.

Caratteristiche

Il rasaerba, può essere realizzato sia in metallo, che in materiale plastico, la tecnologia produttiva degli ultimi decenni, ha praticamente sostituito il metallo in moltissime produzioni.

Un robusto materiale plastico, è resistente, non si graffia, o comunque non come il metallo, è leggero, costa meno, rappresenta un buon rapporto qualità/prezzo; tuttavia, per chi ama la carrozzeria in metallo, sono disponibili modelli, più costosi, con telaio in acciaio ad esempio.

Contenitore di raccolta

Il contenitore di raccolta dell'erba tagliata, disponibile nei modelli motorizzati, per alcuni è una comodità se si desidera raccogliere l'erba, invece che lasciarla sul terreno.

Se però il terreno è particolarmente ampio, si deve svuotare frequentemente il cestello; questo smette di essere una comodità.

A meno che sia un mezzo con postazione di guida, e capiente cesto di raccolta, modelli però destinati a grandi appezzamenti.

Tosaerba a cilindro (con lame elicoidali)

Il tagliaerba di questo tipo, porta una serie di lame che ruotano orizzontalmente, formando una superficie elicoidale, in prossimità di una controlama fissata, tagliando l'erba in modo netto.

Il numero di lame varia in base al modello, più sono le lame, maggiori sono i tagli eseguiti, ma la sequenza di tagli dipende anche dalla velocità di rotazione del cilindro.

• La distanza tra la controlama fissa, e le lame elicoidali, è quella che stabilisce l'altezza da dare all'erba una volta tagliata.

Le lame elicoidali, e la controlama, non entrano mai in contatto, anche se sovente il taglio netto di questo tipo è paragonato a quello di una forbice ben affilata, proprio per la pulizia del lavoro eseguito.

Il taglio è accurato, e lascia il prato ben ordinato, anche quando l'erba è piuttosto sottile.

A lame rotanti

In questo modello, non c'è una controlama fissa, ma solamente le lame rotanti, che grazie all'alta velocità tagliano l'erba quando la lama provoca l'impatto con la stessa.

La velocità di rotazione delle lame, dev'essere elevata per eseguire un buon taglio, e l'affilatura deve sempre risultare ottimale.

Il taglio rispetto alle lame elicoidali, è meno netto e preciso, in linea di massima; affilatura e velocità delle lame, nonché esperienza dell'operatore, fanno la differenza per ottenere il taglio desiderato.

A propulsione manuale

Sono i modelli più economici, e a lama elicoidale, in caso contrario, data l'alta velocità richiesta dalle lame rotanti, la spinta dovrebbe essere molto energica.

Con motore elettrico

L'alimentazione elettrica, implica di avere nelle vicinanze una presa collegata alla rete, le abitazioni moderne con giardino esterno, sovente sono predisposte.

Ci sono modelli tradizionali con il cavo, il cui movimento del mezzo è vincolato dalla sua lunghezza, quindi dipende dalla grandezza del giardino.

Occorre ovviamente fare attenzione al cavo, che non finisca sotto le lame. I modelli con batteria, più d'una, più costosi, permettono la massima libertà di movimento, terminato l'utilizzo, si provvede alla ricarica.

Con motore a scoppio

I modelli indubbiamente più potenti, con motore a scoppio, due o quattro tempi, di diversa cilindrata (es.: 125, 140, 148, 160, 190 cc, etc.) sono adatti alla tosatura di erba in grandi appezzamenti.

Sono i più rumorosi e inquinanti, ma possono essere utilizzati ovunque. I motori richiedono anche regolare manutenzione periodica, quindi costi.

Semoventi o a spinta

Il motore del mezzo, è destinato a movimentare la rotazione delle lame, e nei modelli semoventi anche a una spinta dell'attrezzo, l'operatore lo deve solo guidare.

Nei modelli a spinta invece, il motore provvede solo alla rotazione delle lame, in quanto è l'operatore che provvede alla movimentazione spingendo l'utensile, grazie ad una comoda impugnatura.

Mulching (pacciamatura)

Questo tipo di taglio eseguito, fa sì che l'erba tagliata, sia sminuzzata e distribuita sul prato come concime naturale.

Solitamente, è una caratteristica che fa aumentare il costo del prodotto, ed è indicata per prati di dimensioni medio/grandi, serve valutare se in prati piccoli, valga la pena spendere di più per l'acquisto di questo attrezzo.

Alcuni modelli, si ha la predisposizione per montare il mulching kit.

A cuscino d'aria

Ovviamente motorizzato, il mezzo, sia elettrico che a scoppio, è sostenuto da un cuscino d'aria prodotta dal motore.

Questi modelli possono andar bene su terreni sconnessi, tuttavia presentano dei limiti, non c'è raccolta dell'erba tagliata, e se si hanno particolari pretese estetiche, comprensibilissime, del taglio, sono difficili da ottenere.

Robot

Come per gli aspirapolvere per uso domestico, anche per il tosaerba esistono i robot, autonomi, elettrici con batteria ricaricabile, molto costosi; anche se a detta dei produttori sono rivoluzionari, e si risparmia in consumo e manutenzione, la spesa iniziale non è certo abbordabile.

Con postazione operatore

In questo caso si parla ovviamente di prati di grandi dimensioni (es.: campi da gioco, parchi, etc.), dove il mezzo ha la postazione di guida per l'operatore.

Valutare l'acquisto

La potenza del motore è importante, meglio che sia leggermente sovradimensionato rispetto all'effettiva necessità, al fine di garantire maggiore durata al motore stesso, che se dovesse sempre lavorare al suo limite, questo inciderebbe in maniera negativa sull'usura, e sulla manutenzione periodica.

Indicativamente, per 200 metri quadri circa, un motore di 1.800 Watt se elettrico, o 4 cavalli se a scoppio. Ovviamente occorre valutare quale sia il miglior attrezzo per il proprio prato.

• Per un piccolo prato, è sufficiente un semplicissimo ed economico modello a propulsione manuale, meccanico, con lame elicoidali: un'energica spinta da parte dell'operatore, non consuma nulla e non inquina, e l'erba tagliata la si raccoglie.

Del resto, è giusta la comodità, ma se si ha il desiderio di avere un prato, si ha anche la volontà di avere soddisfazione nel prendersene cura.

Giardino medio/grande

Per giardini invece di medie, grandi dimensioni, il modello elettrico, sempre con lame elicoidali, funziona molto bene, e l'elettricità non inquina come il combustibile; altro discorso è quello relativo al potenziale inquinamento ambientale, legato alla produzione di energia elettrica.

Nel mezzo elettrico, l'unico limite è dato dalla lunghezza del cavo, mentre quello alimentato a batteria non ha questo svantaggio, ma ovviamente costa di più.

• Il motore a scoppio invece, è la soluzione praticabile laddove vi siano grandi metrature di prato.

Larghezza del taglio

Va adeguata alla metratura del prato, e alla potenza del mezzo. Maggiore è l'ampiezza delle lame, minori saranno i passaggi necessari; ovvio che la larghezza di taglio dev'essere adeguata alle dimensioni del prato.

• Anche la frequenza dei tagli da eseguire, incide sul tipo di prodotto da comprare; taglio infrasettimanale, settimanale, bisettimanale, etc.

Le ruote, devono essere solide, in maniera crescente per potenza dell'utensile, rappresentano una componente importante, incidono sulla capacità di operare, il perno dovrebbe sempre essere di buone dimensioni, specialmente nei modelli più potenti.

• Nei tagliaerba semoventi, occorre fare ancora più attenzione alla qualità e robustezza delle ruote, e del loro impianto.

La marca: diversi marchi sono sinonimo di qualità, non per il fatto che sono famosi, bensì perché in caso di necessità di pezzi di ricambio, se un'azienda ha un passato professionale e di vendita, non si avranno difficoltà a reperire i pezzi che servono, e l'assistenza necessaria.

 

Felice Amadeo - af1.it
Dal 2006 lavoro con internet, scrivo i contenuti e provvedo alla gestione del sito. Ho scoperto WordPress tanti anni fa, e dal 2013 uso questo.