Smerigliatrice angolare (flessibile)

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Flessibile, smerigliatrice angolare durante una lavorazione di taglio di asta metallica
(photo by Jacqueline Macou on Pixabay)

Smerigliatrice angolare (flessibile): utensile molto usato in carpenteria, falegnameria, edilizia, portatile alimentato elettricamente anche a batteria.


Il flessibile, può essere alimentato anche ad aria compressa, a combustibile, come i modelli più grandi usati per tagliare materiali particolarmente duri, nelle demolizioni edili ad esempio.

Tra i più usati in assoluto per diverse lavorazioni, i modelli più piccoli vengono impiegati anche nel fai da te.

I diversi dischi disponibili, la cui grandezza varia in base a quella dell'utensile, permettono una vasta gamma di tagli e smerigliature, dalle più grossolane, a quelle più fini.

Storia del flessibile

Nel 1922, i tedeschi Ackermann e Schmitt, realizzarono il primo modello di smerigliatrice nella loro azienda di Stoccarda (flex-tools․com).

Non era dotata di disco, il motore era guidato da un albero flessibile; ecco da dove arriva il nome con cui è usualmente chiamato questo attrezzo, alla cui estremità era presente la parte utensile.

Qualche anno più tardi, modificarono il prodotto sostituendo l'albero con un ingranaggio ad angolo, il primo modello di smerigliatrice angolare

Dapprima un modello a bassa velocità, e nel 1954 commercializzarono il prodotto ad alta velocità, sotto il marchio Flex, tanto famoso da aver dato già, prima il nome alla smerigliatrice, che in Italia ad esempio è chiamata: flessibile.

Un utensile duttile, capace di molare, carteggiare, tagliare, lucidare, su molteplici materiali e superfici, per incidere il muro per realizzare asole, tagliare le piastrelle o lucidarle, può lavorare anche il metallo, la differenza è data dai dischi che vengono utilizzati, oltre che dalla potenza dell'attrezzo, e la sua alimentazione.

Caratteristiche

I modelli più piccoli sono realizzati anche in plastica, quelli più possenti in metallo, sebbene leggero da non incidere in maniera negativa sul peso, per agevolare l'operatore, per garantire maggiore affidabilità nei periodi di lavoro prolungati.

Il principio di funzionamento è dato dal meccanismo della corona ipoide, ovvero dove due ruote dentate a 45°, quindi coniche, possono lavorare simultaneamente, posizionate l'una ad angolo retto rispetto all'altra.

In base alle diverse lavorazioni che è portata a eseguire, i dischi possono essere diamantati, per il taglio di materiali duri, abrasivi, con la carta vetrata, c'è una miriade di densità diverse, spazzole di metallo, in cotone, e materiale simile, per lucidare.

Funzionamento

Praticamente, la smerigliatrice angolare, ha un'impugnatura laterale che supporta quella sul corpo dell'utensile, vicina al cavo di alimentazione, o batteria.

I grandi modelli a benzina, o gasolio, per tagliare la pietra, hanno robuste impugnature apposite in metallo tubolare.

Sono realizzati in materiale plastico, i modelli più piccoli, e usati più o meno saltuariamente, la testa è solitamente in metallo, o lega, e robusti telai metallici, o plastica/metallo, per prodotti via via più grandi, adatti a lavorazioni più impegnative, per potenza, e tempo di lavoro.

Le misure standard dei dischi, sono sempre state 115 mm, 125 mm, 230 mm.

Tuttavia, l'impiego sempre più specifico del flessibile, ha spinto i produttori a realizzare dischi, quindi anche smerigliatrici, di dimensioni più vicine possibile alle specifiche esigenze.

Bricolage, fai da te, fanno certamente parte delle motivazioni che hanno portato a produrre dischi di molteplici dimensioni, oltre quelle standard.

Molti modelli, sono dotati di sacchetto con dispositivo di aspirazione polvere, come per il trapano del resto.

Alimentazione del flessibile

Un modello con disco di diametro di 115 mm, l'entry level se vogliamo, con potenza di 700 Watt circa che corrispondono a 300, più o meno, di potenza erogata, e un peso complessivo indicativo di 2 kg, oltre i 10.000 giri/minuto a vuoto, con alimentazione da rete elettrica, rappresenta un buon utensile.

A batteria

I modelli a batteria, sono disponibili per piccoli prodotti, sarebbe impensabile dotare di batteria smerigliatrici angolari destinate a eseguire lavorazioni pesanti, e che richiedono tempo.

Gli utensili con batteria, sono utilizzati per lavorazioni che non hanno durata di tempo prolungata, e potenza richiesta entro certi limiti (medio/bassa).

18 Volt e 4 Ampére ora (Ah) per la batteria, 115 mm diametro del disco, 10.000 giri/minuto e 2,5 kg (circa) di peso inclusa la batteria sono sicuramente dati tecnici di un'ottima smerigliatrice angolare alimentata con batteria, piccola, maneggevole e potente per le dimensioni.

Con alimentazione da rete elettrica

Se si va sul professionale, un modello elettrico con cavo, con disco da 230 mm di diametro, di oltre 2.500 Watt di potenza, oltre 6.000 giri minuto a vuoto, 6 kg circa di peso. Questo è un modello adatto a lavorazioni medio/pesanti, e tempo di lavorazione prolungato.

Poi, l'alimentazione a 380 Volt è propria degli ambienti di lavoro.

Ad aria compressa

L'alimentazione può essere anche ad aria compressa, però la potenza è destinata a diminuire in maniera drastica.

Solitamente, le piccole smerigliatrici angolari così alimentate, sono utilizzate dove non ci sono materiali particolarmente duri da lavorare, come ad esempio la vetroresina, e sovente impiegate anche per la lucidatura.

Combustibile

Troviamo anche l'alimentazione combustibile per imponenti flessibili, con motore a scoppio, ma qui si esce dall'angolare, usati però per tagliare murature, pietra, barre di ferro di notevole spessore, etc.

Come una mototroncatrice, in questi casi il lavoro è relativo al taglio.

Dischi della smerigliatrice angolare

Così come ogni flessibile deve avere potenza adeguata, secondo le lavorazioni che deve eseguire, ogni disco dev'essere adeguato alla lavorazione da effettuare.

• Sono diversi, per molteplici utilità, indipendentemente dal diametro, taglio di ceramica, calcestruzzo, metallo, o molatura. Ci sono sia dischi specifici per il taglio, che per taglio e sgrossatura.

Per quanto riguarda i dischi da taglio, sono realizzati anche di esiguo spessore, esempio 1,9 mm invece di 2,4, misura più standard, per un disco di 230 mm di diametro, molto resistenti, al fine di ottenere un taglio ancora migliore.

La polvere di diamante che viene applicata, e il procedimento di lavorazione del disco, costa, e voler risparmiare su questo accessorio importante, significa spendere di più, paradossalmente.

Un disco inadeguato, fa impiegare più tempo di lavoro, in quanto è meno efficiente, consuma più energia perché impiega più tempo, richiede maggiore sforzo da parte dell'operatore, e il risultato potrebbe risultare compromesso.

Tipi disco più comuni per flessibile

• Il disco da sbavo, da sgrossatura, anch'esso va sempre adeguato al tipo di materiale da lavorare: metallo, legno, etc. Rigido, semiflessibile, secondo le specifiche necessità.

• I fogli abrasivi, sono disponibili nelle diverse densità, secondo le esigenze, sono utilizzati per levigare, si montano sul platorello.

Il surriscaldamento del disco, quando non adeguato alla specifica lavorazione, o perché di mediocre qualità, mette anche a rischio la sicurezza dell'operatore, oltre che produrre un risultato qualitativamente inferiore.

Sicurezza durante l'utilizzo del flessibile

La sicurezza è un aspetto fondamentale nell'utilizzo di qualsivoglia utensile, nella fattispecie della smerigliatrice angolare, il cui disco è scoperto nella parte anteriore, tale da permettere la lavorazione, mentre su quella posteriore presenta la protezione a semicerchio.

Le cuffie antirumore e gli occhiali protettivi sono indispensabili, per lavorare in sicurezza, e l'attenzione dev'essere massima.

Il rumore può davvero essere notevole, oltre a quello che può anche essere attenuato, se il flessibile è ben costruito, soprattutto laddove si lavori il metallo, la pietra, il rumore diventa davvero notevole, in carpenteria, e in edilizia, le scintille, la polvere, e le schegge, sono all'ordine del giorno in questo tipo di lavorazioni.

Ormai gli standard di produzione hanno, o dovrebbero avere, un occhio di riguardo per la sicurezza, in caso di blocco del disco dovrebbe essere dotata di dispositivo di spegnimento (KickBack). Sarebbe molto pericoloso se, dopo un blocco improvviso, il disco ripartisse a girare tutto d'un tratto.

Anche un dispositivo che fa partire lentamente la rotazione del disco all'accensione, e ne provoca il quasi immediato arresto una volta spento, l'interruttore, è un'opzione legata alla sicurezza.

Il dispositivo elettronico che regola l'intensità dell'alimentazione, in base all'energia richiesta, migliora le prestazioni.

 

Felice Amadeo - af1.it
Dal 2006 lavoro con internet, scrivo i contenuti e provvedo alla gestione del sito. Ho conosciuto WordPress tanti anni fa, e dal 2013 uso questo.
Invecchiando, ho scoperto che mi piace portare il cappello.