Maschera protettiva con filtro per contaminanti

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Maschera protettiva con filtri e bombolette spray: la corretta manutenzione della maschera protettiva con filtri è molto importante per l'efficace funzionamento della stessa
Maschera protettiva con filtri (photo by Felix Lichtenfeld on Pixabay)

La maschera protettiva con filtro è indispensabil per i lavoratori che sono a contatto con sostanze pericolose per inalazione; contaminanti.


Caratteristiche della maschera protettiva con filtri

Ogni maschera dev'essere adeguata alla protezione da specifiche sostanze, i filtri quindi, anche intercambiabili, devono essere idonei per i diversi tipi di protezione in base ai diversi inquinanti.

La maschera con filtro per la protezione delle vie respiratorie, fa parte dei DPI, nello specifico APVR, che sono obbligatori per legge, al fine di tutelare e proteggere la salute dei lavoratori, laddove vi siano contaminanti sul luogo di lavoro.

Leggi l'articolo sulla Gazzetta Ufficiale.

Le maschere protettive con filtri possono essere suddivise in:

• Semimaschera (quando copre naso, bocca, mento);

• pieno facciale (che deve coprire mento, bocca, naso, occhi);

e vengono dette:

a pressione negativa, quando l'azione filtrante sfrutta la capacità polmonare, dotate di valvola di espirazione.

A ventilazione assistita, un dispositivo, azionato da un motore elettrico, che preleva aria dall'esterno, la depura attraverso i filtri e la immette nella maschera collegata al dispositivo, solitamente casco o cappuccio.

Ad aria compressa, dove l'aria da respirare è prelevata da una bombola, o da un dispositivo che depura l'aria, e la fornisce alla maschera collegata al dispositivo.

L'efficacia

La maschera protettiva con filtro, è destinata a essere utilizzata laddove l'inalazione debba essere completamente filtrata, quando l'operatore si accinge a entrare in contatto con sostanze, non solo polverose, ma sotto forma di gas, vapori organici, sprigionati da composti chimici durante il loro utilizzo, o lavorazione.

Ovviamente sostanze che non possono essere inalate al fine di proteggere la salute, sono quasi sempre nocive anche quando entrano in contatto con la pelle, quindi la maschera è solo uno dei dispositivi obbligatori per legge, secondo i lavori svolti.

Guanti protettivi, scarpe antinfortunistiche, occhiali di protezione, vestiti adeguati, etc.

Devono offrire la totale protezione al lavoratore. E un impianto di aspirazione nell'ambiente di lavoro non deve mancare, anch'esso è obbligatorio laddove vi siano lavorazioni che lo richiedono.

Anche le protezioni di carta, le mascherine con carboni attivi sono maschere (monouso) con filtro, tuttavia la loro tenuta non è ermetica, e quasi perfettamente isolata come in una maschera protettiva in gomma che va ad aderire sulla pelle del volto, isolando naso e bocca in maniera molto più efficace.

Per una protezione concreta

Le maschere di carta con carboni attivi, servono solo a evitare di respirare cattivi odori, ma non offrono nessuna protezione, o almeno minima, alle vie respiratorie in caso di gas, vapori e polveri.

Una maschera protettiva con filtro quindi deve almeno essere semimaschera, ovvero coprire mento, bocca e naso, e permettere di filtrare completamente l'aria contaminata.

Solitamente sono realizzate in materiale sintetico, come silicone “ultra dolce”, ipoallergenico e particolarmente morbido, in modo tale da adattarsi perfettamente al volto dell'operatore che la indossa.

È particolarmente importante l'estrema morbidezza del materiale sintetico, e anallergico, in quanto deve ermeticamente isolare le vie respiratorie dell'operatore, dall'aria contaminata.

I filtri intercambiabili possono essere avvitati e svitati dall'apposito supporto, quando sono da sostituire, o quando si è terminato di utilizzare la maschera.

Maschere filtranti “usa e getta” sono da buttare quando i filtri risultano saturi; tuttavia la qualità del materiale sintetico deve sempre essere alta, per adattarsi nel miglior modo possibile al volto dell'operatore, per impedire che l'aria contaminata possa essere inalata.

La normativa EN 140 è quella che stabilisce i requisiti per la semimaschera:

Semimaschere e quarti di maschera
La norma EN 140 specifica i requisiti minimi per le semimaschere e i quarti di maschera destinati
a essere usati come parte degli apparecchi di protezione delle vie respiratorie, con l'eccezione
degli apparecchi destinati alla fuga o all'uso subacqueo. Sono incluse le prove di laboratorio e le
prove pratiche di impiego per la valutazione della conformità ai requisiti.[1]

[1] [2] Tratto dal documento in PDF sul sito fabspa.it e citato il link nel codice sorgente della pagina.

Giovane coppia che indossa semimaschere protettive con filtri intercambiabili
Giovane coppia (Photo by Obi Onyeador on Unsplash)

Filtri intercambiabili della maschera protettiva

Devono rispondere a specifiche EN (Standard in francese è Norme, in tedesco Norm), e la normativa EN 141 è il requisito minimo per la protezione delle vie respiratorie.

Filtri antigas e combinati
La norma EN 141 si riferisce ai filtri antigas e combinati da utilizzarsi come componenti di
apparecchi delle vie di respiratorie non assistiti, a eccezione degli apparecchi destinati alla fuga e
dei facciali filtranti. Contiene le prove di laboratorio per accertare la conformità ai requisiti.[2]

• I colori dei filtri, le rispettive sigle, e le classi, offrono un'indicazione per specificare quali sono le caratteristiche di ciascun filtro, e per cosa deve essere utilizzato.

A – Marrone – Utilizzato per gas e vapori organici (solventi, idrocarburi) il cui punto di ebollizione è superiore ai 65°C.

B – Grigio – Per gas acidi e vapori inorganici.

E – Giallo – Anidride solforosa e gas acidi.

K – Verde – Ammoniaca e derivati come le ammine.

Le classi (123) sono associate alla sigla identificativa dei filtri, per stabilirne la capacità:

Classe 1 – Bassa capacità

Classe 2 – Media "

Classe 3 – Alta "

I filtri sono in grado di proteggere anche dalle polveri, nel caso si avesse contatto solo con queste potrebbe essere indicata una semimaschera filtrante usa e getta, la durata dipende sempre ovviamente dal tempo di esposizione.

Avvertenze

Il rivenditore specializzato, è in grado di consigliare qual è la tipologia di filtri che si deve adattare alle specifiche esigenze, in base ai contaminanti del luogo di lavoro.

È una cosa intelligente chiedere consiglio al medico specializzato in medicina del lavoro, in quanto la maschera protettiva con filtro, protegge dai contaminanti, ma può limitare notevolmente la capacità respiratoria, e creare potenziali problemi specialmente quando indossate per lunghi periodi di tempo, e secondo le diverse tipologie di protezione.

Io ricordo che difficilmente riuscivo a tenere indossata la semimaschera per oltre un'ora, e poi avevo bisogno di uscire all'aria aperta, a fare dei bei respiri, e compatibilmente con il lavoro, cercavo, quando possibile, di non indossarla per almeno 2 ore, in modo da respirare meglio.

Uso e manutenzione della maschera protettiva con filtri

• Quando si avvita il filtro al supporto, non è necessario stringere troppo in quanto si danneggerebbe, quindi si comprometterebbe la capacità filtrante; è sufficiente avvitarlo fino quando arriva “al blocco”, senza forzare.

La maschera è dotata di nastri elastici, in nylon, regolabili per essere adattati a essere indossati nel modo migliore per ciascuno, e supporti plastici che appoggiano sulla testa, affinché il posizionamento della maschera sia ottimale.

• Quando è indossata, dev'essere ben ferma sul volto, e non impedire visibilità o movimenti dell'operatore.

• I nastri e i supporti plastici di allacciamento, devono sempre risultare in buone condizioni e non presentare lacerazioni di sorta.

Pulizia

• Una volta terminato l'utilizzo, è bene smontare i filtri e conservarli in sacchetti chiusi in modo da non esporli in nessuna misura a nessun tipo di contaminazione; anche se iniziano a lavorare con la “pressione” della respirazione, si conservano più a lungo e meglio in sacchetti con chiusura a pressione: l'ho constatato personalmente durante gli anni in cui ho lavorato in un'azienda chimica.

• La maschera va pulita per bene all'interno e all'esterno con un panno pulito, dopo ogni utilizzo, basta anche la carta igienica; va pulita con cura, specialmente nella parte interna dove sudore e condensa possono depositarsi, occorre una pulizia semplice ma accurata. La gomma siliconica si deterge in maniera efficace.

Non utilizzare detergenti. Al limite acqua tiepida.

• La barba e i baffi limitano parecchio la tenuta ermetica della maschera, e non è igienico l'utilizzo. La gomma siliconica deve aderire in maniera ideale per proteggere in modo efficace le vie respiratorie dai contaminanti presenti nell'aria del luogo di lavoro, quando si eseguono i processi di lavorazione.

• Quando i filtri sono saturi, la respirazione dell'operatore inizia a diventare difficoltosa, se esausti perdono la loro capacità filtrante e l'operatore inala i contaminanti.

• L'utilizzo delle protezioni individuali della vie respiratorie, non esclude in nessuna misura l'aspiratore (sistema di aspirazione centralizzato), la cui estremità del tubo flessibile deve essere posizionata in prossimità della lavorazione al fine di pulire l'aria il più possibile dai contaminanti.