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Maschera protettiva con filtro

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Maschera protettiva con filtri e bombolette spray: la corretta manutenzione della maschera protettiva con filtri è molto importante per l'efficace funzionamento della stessa

Maschera protettiva con filtri

Le maschere con filtro sono indispensabili per i lavoratori che sono a contatto con sostanze pericolose per inalazione (contaminanti). Ogni maschera deve essere adeguata alla protezione da specifiche sostanze, i filtri quindi (anche intercambiabili) devono essere idonei per i diversi tipi di protezione in base ai diversi inquinanti.

Caratteristiche della maschera protettiva con filtri

La maschera con filtro per la protezione delle vie respiratorie fa parte dei DPI (denominati anche APVR) che sono obbligatori per legge al fine di tutelare e proteggere la salute dei lavoratori laddove vi siano contaminanti sul luogo di lavoro.

Le maschere con filtri possono essere suddivise in:

● Semimaschera (quando copre naso, bocca, mento)

● Pieno facciale (che deve coprire mento, bocca, naso, occhi)

e vengono dette:

● A pressione negativa (quando l'azione filtrante sfrutta la capacità polmonare), dotate di valvola di espirazione.

● A ventilazione assistita (un dispositivo, azionato da un motore elettrico, che preleva aria dall'esterno, la depura attraverso i filtri e la immette nella maschera collegata al dispositivo solitamente casco o cappuccio).

● Ad aria compressa (dove l'aria da respirare è prelevata da una bombola o da un dispositivo che depura l'aria e la fornisce alla maschera (collegata al dispositivo).

La maschera con filtro è destinata ad essere utilizzata laddove l'inalazione debba essere completamente filtrata quando l'operatore si accinge ad entrare in contatto con sostanze non solo polverose, ma sotto forma di gas, vapori organici, sprigionati da composti chimici durante il loro utilizzo.

Ovviamente sostanze che non possono essere inalate al fine di proteggere la salute, sono quasi sempre nocive anche quando entrato in contatto con la pelle, quindi la maschera è solo uno dei dispositivi obbligatori per legge secondo i lavori svolti. Guanti, scarpe antinfortunistiche, occhiali protettivi, vestiti adeguati, etc. devono offrire la totale protezione al lavoratore. Ed un impianto di aspirazione nell'ambiente di lavoro non deve mancare, anch'esso è obbligatorio laddove vi siano lavorazioni che lo richiedono.

Anche le protezioni di carta (definite mascherine) con carboni attivi sono maschere (monouso) con filtro, tuttavia la loro tenuta non è ermetica e (quasi) perfettamente isolata come in una maschera in gomma che va ad aderire sulla pelle del volto isolando naso e bocca in maniera più efficace.

Le maschere di carta con carboni attivi servono solo ad evitare di respirare cattivi odori ma non offrono nessuna protezione (troppo minimale) alle vie respiratorie in caso di gas, vapori e polveri.

Una maschera con filtro quindi deve almeno essere semimaschera, ovvero coprire mento, bocca e naso e permettere di filtrare completamente l'aria contaminata. Solitamente sono realizzate in materiale sintetico, come silicone “ultra dolce”, ipoallergenico e particolarmente morbido, in modo tale da adattarsi perfettamente al volto dell'operatore che la indossa.

È particolarmente importante l'estrema morbidezza del materiale sintetico (e anallergico) in quanto deve ermeticamente isolare le vie respiratorie dell'operatore dall'aria contaminata.

I filtri intercambiabili possono essere avvitati e svitati dall'apposito supporto quando sono da sostituire o quando si è terminato di utilizzare la maschera.

Maschere filtranti “usa e getta” sono da buttare quando i filtri risultano saturi; tuttavia la qualità del materiale sintetico deve sempre essere alta per adattarsi nel miglior modo possibile al volto dell'operatore, per impedire che l'aria contaminata possa essere inalata.

La normativa EN 140 è quella che stabilisce i requisiti per la semimaschera.

I filtri intercambiabili della maschera protettiva

I filtri per semimaschera devono rispondere a specifiche EN (Standard in francese è Norme, in tedesco Norm) e la normativa EN 141 è il requisito minimo per la protezione delle vie respiratorie.

Quando si avvita il filtro al supporto non è necessario stringere troppo in quanto si danneggerebbe il supporto stesso, quindi si comprometterebbe la capacità filtrante della maschera; è sufficiente avvitarlo fino quando arriva “al blocco”, senza forzare.

I colori dei filtri, le rispettive sigle, e le classi, offrono un'indicazione per specificare quali sono le caratteristiche di ciascun filtro e per cosa deve essere utilizzato.

A – Marrone – Utilizzato per gas e vapori organici (solventi, idrocarburi) il cui punto di ebollizione è superiore ai 65°C.

B – Grigio – Per gas acidi e vapori inorganici.

E – Giallo – Anidride solforosa e gas acidi.

K – Verde – Ammoniaca e derivati come le ammine.

Le classi (1 – 2 -3) sono associate alla sigla identificativa dei filtri per stabilirne la capacità:

● Classe 1 – Bassa capacità

● Classe 2 – Media capacità

● Classe 3 – Alta capacità

I filtri sono in grado di proteggere anche dalle polveri, nel caso si avesse contatto solo con queste potrebbe essere indicata una semimaschera filtrante usa e getta, la durata dipende sempre ovviamente dal tempo di esposizione.

Il rivenditore specializzato è in grado di consigliare qual è la tipologia di filtri che si deve adattare alle specifiche esigenze in base ai contaminanti del luogo di lavoro.

Uso e manutenzione della maschera protettiva con filtri

La semimaschera è dotata di nastri elastici (in nylon), regolabili per essere adattati ad essere indossati nel modo migliore per ciascuno, e supporti plastici che appoggiano sulla testa affinché il posizionamento della semimaschera sia ottimale.

● Quando la semimaschera è indossata deve essere ben ferma sul volto e non impedire visibilità o movimenti dell'operatore.

● I nastri ed i supporti plastici di allacciamento devono sempre risultare in buone condizioni e non presentare lacerazioni di sorta.

● Una volta terminato l'utilizzo è bene smontare i filtri e conservarli in sacchetti chiusi in modo da non esporli in nessuna misura a nessun tipo di contaminazione; anche se iniziano a lavorare con la “pressione” della respirazione, si conservano più a lungo e meglio in sacchetti con chiusura a pressione (l'ho constatato personalmente).

● La semimaschera va pulita per bene all'interno ed all'esterno con un panno pulito, basta anche la carta igienica; la maschera va pulita con cura, specialmente nella parte interna dove sudore e condensa possono depositarsi, occorre una pulizia semplice ma accurata. La gomma siliconica si deterge in maniera efficace.
Non utilizzare detergenti. Al limite acqua tiepida.

● La barba ed i baffi limitano parecchio la tenuta ermetica della maschera e non è igienico l'utilizzo. La gomma siliconica della semimaschera deve aderire in maniera ideale per proteggere in maniera efficace le vie respiratorie dai contaminanti presenti nell'aria del luogo di lavoro, quando si eseguono i processi di lavorazione.

● Quando i filtri sono saturi (di polveri) la respirazione dell'operatore inizia a diventare difficoltosa, se esausti perdono la loro capacità filtrante e l'operatore inala i contaminanti.

● L'utilizzo delle protezioni individuali della vie respiratorie (maschere) non esclude in nessuna misura l'aspiratore (sistema di aspirazione centralizzato) la cui estremità del tubo flessibile deve essere posizionata in prossimità della lavorazione al fine di pulire l'aria il più possibile dai contaminanti.

 

               

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

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