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Guanti protettivi, tipologie e sottoguanti

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aggiornato il
I guanti protettivi in neoprene sono utili in tantissime occasioni, tanto per la pulizia domestica, industriale, e per qualsiasi altro utilizzo in cui si devono maneggiare sostanze potenzialmente nocive o pericolose per la pelle

Guanti protettivi

I guanti protettivi sono di estrema utilità (in alcuni casi indispensabili) per la protezione delle mani in diversi lavori: a ciascun lavoro il suo guanto.
Il contatto continuo con la pelle delle mani con il tessuto dei guanti tuttavia non è né igienico né salutare, un altro guanto, questa volta in cotone, torna utile per mantenere le mani sempre asciutte e ulteriormente pulite.
Questo soprattutto per chi esegue lavori che implicano di portare i guanti protettivi per molte ore al giorno o comunque per periodi di tempo prolungati.

I sottoguanti sono la prima protezione

I sottoguanti in cotone sono la prima protezione per le mani quando si ha la necessità di portare i guanti protettivi per periodi di tempo prolungati.
Senza i sottoguanti si verificherebbero diversi problemi (e altri ancora se ne potrebbero verificare), come sudorazione continua, consumo del guanto nella parte interna che verrebbe corrosa dal sudore, fastidio alle mani, prurito, fastidi alla pelle.
Per diversi anni ho avuto l'esigenza di portare guanti protettivi non meno di 8 ore al giorno, ed i sottoguanti in cotone sono stati una delle migliori invenzioni con cui abbia avuto a che fare.

Ci sono in cotone leggero (li vendono anche in farmacia ma sono venduti a prezzo maggiore rispetto ad un rivenditore specializzato), un po debolucci, si rompono spesso e facilmente soprattutto se l'utilizzo (come era nel mio caso) è prolungato.
Poi si trovano in commercio anche acquistabili all'ingrosso quelli in cotone particolarmente rinforzato, consistente, praticamente il doppio degli altri, molto robusti, confortevoli, duraturi.

In un primo istante si percepisce una differenza nella sensibilità, dato che si indossano sottoguanti e guanti, ma ben presto ci si abitua ad avere la massima sensibilità anche indossando i sottoguanti più in cotone consistente.

Personalmente li usavo sotto i guanti in lattice che indossavo non meno di 8 ore al giorno, ed in caso di necessità sopra quelli di lattice quelli in neoprene, butilene, per evitare che quelli in lattice potessero sciogliersi, dato che la loro protezione non può garantire da prodotti aggressivi.
I sottoguanti in cotone possono essere usati per indossare qualsiasi tipo di guanto, è importante che quando indossato sia aderente e permetta una presa facile e sicura.
Vanno cambiati almeno 1 volta al giorno, soprattutto se il loro utilizzo è prolungato in quanto si bagnano facilmente di sudore, comunque assorbito bene tanto da lasciare la pelle senza problema alcuno.

Guanti protettivi in lattice monouso

I guanti in lattice, fino a pochi anni fa nell'immaginario collettivo probabilmente conosciuti prevalentemente come da chirurgo, sono diventati familiari anche nelle aziende, nelle officine meccaniche, in tutti quei lavori dove praticamente servono come protezione dallo sporco che richiederebbe saponi e paste abrasive speciali per pulire la pelle, e tempo e fatica per essere tolto anche da sotto le unghie dove penetra facilmente quando ci si sporca a mani nude.

Del resto i guanti in lattice sono venduti in confezioni economiche e sono tanti, quindi si risparmia sia il tempo che si dovrebbe impiegare per pulire a fondo le mani sporche, nonché il detergente specifico necessario alla pulizia.
Sono usa e getta ma durano anche diverse ore, quando poi li si toglie vengono logicamente buttati.

Vengono notoriamente usati anche in ambito medicale, e ve ne sono di quelli in cui il lattice ha in s´ una piccola percentuale di Aloe vera (sono di colore verde) per risultare lenitivi alla pelle anche in caso di utilizzi prolungati, in ambito sanitario ovviamente vanno cambiati molto più spesso, indicativamente almeno 1 volta l'ora.
A differenza di un'officina meccanica o altro impiego dove fin quando si rompono possono essere utilizzati dato che le regole sanitarie non sono così restrittive come in un ambulatorio medico.

Anche i colori servono a distinguere le tipologie di guanto, verdi (possono contenere Aloe vera ma non è certo una regola), bianchi con polvere perché sia facilmente indossabile e mantenga la pelle tonica, neri quando utilizzati in industria con sostanze chimiche quali quelle usate dai parrucchieri, tatuatori, etc. sono dotati anche di grip antiscivolo per migliorare la presa, sebbene la superficie esterna di tutti i guanti in lattice sia sufficientemente asciutta e garantisca comunque una certa sicurezza nella presa.

Guanti in lattice multiuso

Quelli che si usano per lavare i piatti per intenderci. Quante volte li abbiamo visti, e continuiamo a vederli, gialli, felpati all'interno per garantire un certo comfort quando indossati, sono particolarmente indicati per le pulizia di casa, l'impiego di prodotti specifici per la pulizia, tuttavia non bisogna dimenticare che sono pur sempre in lattice e se a contatto con candeggina si deteriorano molto rapidamente e perdono elasticità, e la durata è compromessa.

Guanti protettivi da agenti chimici

Indicativamente guanti in gomma butilica (butile) trovano largo impiego per essere utilizzati con molte sostanze corrosive, come diluenti alla nitro, ammoniaca, prodotti a base di ammine, sostanze chimiche in genere, etc.
Anche in questo caso occorre ovviamente fare delle distinzioni, ogni sostanza può essere più corrosiva rispetto ad un'altra, quindi servono specifiche protezioni per ogni agente chimico con cui si è a contatto.

Come per tutti i dispositivi di protezione anche i guanti protettivi corrispondono a determinati criteri UNI EN (CEN) per risultare idonei, anche secondo i criteri di legge, per ogni specifica protezione.

La normativa UNI-EN 374 è quella relativa ai guanti di protezione da agenti chimici e microorganismi, in cui sono indicate:

● la resistenza alla penetrazione da acqua e aria, e si indica con un valore che va da 0 a 1;

● la resistenza alla permeazione che indica il tempo che impiega un agente chimico a permeare nel guanto rendendolo poi inefficace oltre che pericoloso.
Questa misurazione indica un valori che va da 1 a 6, dove:

● 1 – tempo di permeazione > (superiore) ai 10' (minuti);

● 2 – > 30'

● 3 – > 60'

● 4 – > 230'

● 5 – > 240'

● 6 – > 480'

Guanti protettivi dal calore

In caso di guanti che devono proteggere dal calore, anche in questo caso ovviamente si fa riferimento a norme ben precise, nella fattispecie la UNI EN 407 che stabilisce i criteri per i guanti destinati alla protezione da rischi termici, calore e fuoco.
Ci sono le sigle che vanno da A a F e i numeri da 1 a 4 per classificare il livello di resistenza del dispositivo di protezione.
Tra i materiali con cui sono realizzati figurano l'amianto, il cuoio, l'alluminio, etc.

Impiego dei dispositivi di protezione

Le normative UNI EN stabiliscono quali devono essere i requisiti idonei per ciascun dispositivo destinato alla protezione delle persone, in base allo specifico utilizzo che ne viene fatto.
Nel caso dei guanti è importante che siano comodi, confortevoli e sicuri nella presa quando indossati, e che effettivamente proteggano da quanto di pericoloso con cui si entra in contatto, siano prodotti chimici potenzialmente corrosivi, invece che calore, etc.

La protezione deve essere immediata e continua, soprattutto in caso di necessità di indossare i guanti per periodi di tempo prolungati, non si deve in nessuna misura accusare il minimo fastidio, o problema, con l'agente con il quale si è a contatto attraverso i guanti.
Importante non dimenticare che le protezioni dei guanti terminano solitamente all'avambraccio, quindi è sempre bene fare attenzione specialmente quando si immergono le mani in contenitori con sostanze chimiche, etc.

Il rispetto delle normative UNI EN stabilisce di per sé il primo criterio da rispettare affinché i dispositivi di protezione siano idonei e adeguati, ma l'utilizzo da parte dell'operatore deve da subito dare segnali immediati di effettiva protezione, in caso contrario occorre sospendere il lavoro e procedere alla sostituzione dei dispositivi di protezione con altrettanti adeguati.
Potenziali rischi da contatto elettrico, calore, taglio, è importante che ogni specifico lavoro da eseguire insieme ai rischi che comporta deve trovare lo specifico e più idoneo dispositivo di protezione.

I guanti in cuoio o in materiale sintetico che si usano per il carico e scarico di merci sono un prototipo interessante che presenta diverse protezioni contemporaneamente (anche se limitate in quanto non sono specifici per ogni singolo utilizzo) in un unico guanto, resistono sufficientemente al calore, al taglio, ed al primo contatto con diverse sostanze, occorre però non dimenticare che per ogni specifico utilizzo occorre uno specifico e idoneo dispositivo di protezione.

 

                 

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

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