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Carrello elevatore, storia, caratteristiche, tipologie

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Immagine vettoriale ben realizzata di un carrello elevatore, il muletto, veicolo indispensabile in tantissime e diverse attività lavorative

Carrello elevatore

Il carrello elevatore (muletto) si rivela indispensabile laddove sia necessaria la movimentazione della merce, in depositi, magazzini, aziende. Si tratta di un veicolo industriale di particolare potenza per movimentare carichi di peso elevato in tempo ridotto.

Cenni storici del carrello elevatore

Il carrello elevatore inizia presumibilmente la sua storia nei primi anni del 900, usando dei trattori modificati secondo le specifiche esigenze, aggiungendo a questi una sorta di forche affinché potessero tornare utili nel sollevamento merci e relativa movimentazione.

Sempre nei primissimi anni del primo decennio del XX secolo negli Stati Uniti d'America vennero impiegati dalle ferrovie dei particolari carrelli alimentati con batterie dei camion, più potenti quindi, in grado di fornire maggiore potenza in energia elettrica prodotta per azionare il motore del carrello elevatore.

Questo rendeva più agevole il carico e scarico delle merci sui vagoni dei treni, durante il periodo della Prima Guerra Mondiale il marchio britannico Ransomes, Sims and Jeffries con sede a Ipswich, un centro rurale dell'Inghilterra Orientale, precisamente nella contea di Suffolk, dove l'agricoltura ha sempre avuto buona importanza, ha iniziato a commercializzare diversi macchinari destinati alla movimentazione meccanizzata.

Negli anni immediatamente successivi la fine del primo conflitto mondiale, ancora negli Stati Uniti d'America si iniziò l'utilizzo anche nelle fabbriche di trattori dotati di forche per elevazione, e la statunitense Towmotor Company and Yale & Towne Manufacturing entrò nel mercato dei carrelli elevatori.

Anche durante il successivo e altrettanto tragico periodo bellico della Seconda Guerra Mondiale l'uso dei carrelli elevatori trovò grande impiego per la movimentazione dei prodotti relativi all'industria bellica.

Terminata anche questa disastrosa pagina storica per l'intera umanità, il carrello elevatore ha finalmente trovato ampio utilizzo in un mondo più sereno e rinfrancato dal crescente sviluppo industriale, il conseguente impiego del muletto ha dunque trovato ampio riscontro presso tutte le aziende che avessero merci da movimentare.

Il primo modello della nipponica Toyota fu realizzato nel 1956, e nel decennio successivo il primo carrello elevatore della casa giapponese venne venduto negli Stati Uniti.

Il marchio Toyota ha trovato successivamente largo riscontro in tutto il mondo sempre per quanto riguarda i carrelli elevatori. Linde risulta un altro marchio oggi largamente utilizzato.

Molto interessante notare come, nel periodo post bellico e la crescente industrializzazione e relativa maggiore necessità di spazio anche verticale, i capannoni e gli spazi destinati allo stoccaggio si svilupparono anche in altezza, di conseguenza il carrello elevatore ha dovuto rispondere alle esigenze di movimentazione verticale con altezze via via superiori.

Caratteristiche del carrello elevatore

Il carrello elevatore, spesso e volentieri noto come e chiamato semplicemente muletto, per via dell'ingente lavoro che è chiamato a compiere che ricorda inevitabilmente quello del mulo sui percorsi di montagna e non solo, si presenta al giorno d'oggi al mercato con caratteristiche di affidabilità e potenza e dimensioni tali da soddisfare qualsiasi tipo di esigenza.

Dalle aziende medio piccole ai porti marittimi, il carrello elevatore con relative capacità e potenze deve soddisfare l'intera gamma della movimentazione delle merci.

Il carrello elevatore può essere retrattile, trilaterale, laterale, commissionatore, quadridirezionale, etc.

Al di là degli aggettivi che spiegano bene qual'è la caratteristica del muletto, il carrello elevatore per come lo si conosce è dotato di forche montate su carrello telescopico e postazione di guida.

Se sprovvisto di tale postazione solitamente di definisce hand pallet truck, ovviamente anch'esso movimentato da batterie elettroniche in quanto se sprovvisto si parla semplicemente di transpallet, carrello (meccanico), ovviamente con capacità di movimentazione parecchio ridotte, come logico supporre, rispetto al carrello elevatore che è sempre alimentato.

Elettricamente, invece che GPL, gasolio (Diesel), benzina, secondo quelle che devono essere le capacità di carico / scarico, elevazione, movimentazione, in locale aperto o chiuso.

Le forche si muovono in maniera laterale grazie al traslatore e verticale grazie al carrello telescopico. Il carrello elevatore può avere tre ruote, due anteriori e una posteriore centrale (anche doppia), o quattro ruote dove certamente la stabilità del mezzo è maggiore.

Il tre ruote può andare bene quando si intende risparmiare parte del denaro, laddove però non vi siano particolari esigenze di peso da movimentare e certamente su terreno pianeggiante privo di asperità.

Le gomme possono essere piene (cushion) dove non si sia necessità di lavorare con il mezzo all'aperto e su terreno anche sconnesso, al contrario si possono trovare dotazioni di appositi pneumatici indicati anche per terreni particolarmente accidentati.

Le gomme solide quindi possono trovare indicazione dove vi siano scarti di lavorazione che potenzialmente potrebbero forare pneumatici, viceversa in luoghi aperti e su terreni diversificati questi ultimi trovano migliore collocazione.

La parte posteriore del mezzo risulta sempre molto pesante per funzionare come contrappeso. Occorre ricordare che mediamente il carrello elevatore pesa il doppio della capacità massima di sollevamento: la pavimentazione (se presente) dove il mezzo sarà utilizzato deve rappresentare solida tenuta e non esere a rischio di cedimento.

Carrello elevatore elettrico

In locale chiuso sarebbe controproducente l'utilizzo di un muletto alimentato a combustibile, dove invece l'alimentazione elettronica risulta ottimale, non solo per quanto riguarda l'importante aspetto delle condizioni ambientali ottimali ma bensì anche per le capacità di esercizio espresse.

Nel carrello elevatore elettrico le batterie (numerose e potenti posizionate solitamente sotto il sedile di guida in apposito vano) rappresentano il vero e proprio motore del mezzo, batterie controllate ormai da centraline elettroniche in grado di avere capacità di ottimizzazione dello sfruttamento dell'energia prodotta.

Il carrello elevatore elettrico ha il suo specifico caricabatterie, un apposito apparato collegato ad energia elettrica (solitamente a 380 volt per uso industriale) che ha l'aspetto di un comune distributore, collegato attraverso apposito cavo a quello di alimentazione del muletto.

La frequenza della necessità di carica dupende ovviamente dall'intensità di utilizzo del mezzo, e la durata della ricarica secondo le capacità totale delle batterie.

Come vale per tutte le apparecchiature eletrroniche a ricarica, è inutile oltre che dannoso alle batterie, sottoporre in maniera eccessivamente preventiva la carica delle batterie.

Empiricamente ogni qualvolta le batterie vengono sottoposte a ricarica perdono parte della loro vita, sebbene parecchio longeva.

Occorre sottoporre a carica quando l'indicatore segnala che le batterie sono prossime alla riserva, oppure quando questa è appena iniziata (meglio).

Il carrello elevatore alimentato elettricamente può avere ottime capacità di potenza, distribuita in agile movimentazione, sollevamento peso, indicativamente per pesi fino a 3500 kg.

Carrello elevatore diesel o gpl

Solitamente la scelta di un carrello elevatore alimentato a combustibile si rende necessaria quando l'utilizzo del mezzo è particolarmente intenso, continuo, e l'impiego del muletto quotidianamente molto sfruttato (oltre le 4 – 5 ore al giorno).

Sarebbero altrimenti destinate a breve vita le batterie, senza contare che se alimentato con combustibile è sempre pronto ad essere utilizzato: è sufficiente rifornire il serbatoio di carburante. Al contrario, se il muletto elettrico è scarico occorrono diverse ore per ricaricare le batterie ed il lavoro di movimentazione, carico e scarico dovrebbe essere interrotto.

Oltre la lunga autonomia di utilizzo del carrello elevatore alimentato a combustibile, determinata solo dal rifornimento del carburante, può entrare in gioco anche una elevata necessità in termini di capacità di sollevamento.

Oltre i 3500 kg di peso da sollevare è bene considerare il muletto Diesel (a gasolio), oppure a gpl, visto il costo ormai proibitivo della benzina.

Valutare l'acquisto del carrello elevatore

Prima di procedere alla scelta del modello da acquistare occorre avere bene in mente la necessità di quello che sarà il lavoro da svolgere ed il peso normalmente movimentato.

Autonomia di lavoro: se l'uso del carrello elevatore è saltuario, poche ore al giorno (3 – 4) e peso da sollevare non oltre i 35 quintali, queste prerogative possono far propendere per l'acquisto di un muletto elettrico, specialmente se la movimentazione avviene quasi esclusivamente in ambiente chiuso.

Luogo di lavoro: se l'ambiente di lavoro del carrello elevatore è chiuso risulta assurdo e non pertinente l'alimentazione a combustibile, oltre che dannoso, inquinare l'ambiente interno, da vietare assolutamente soprattutto per proteggere la salute dell'operatore autista e personale in loco.

Terreno o pavimentazione: in ambiente provvisto di pavimentazione le gomme piene possono andare bene, anche laddove vi siano detriti di lavorazione che potrebbero forare gli pneumatici, indicati invece dove vi sia un terreno sconnesso, spesso all'aperto, magari antistante il capannone, dove vi sia una particolare necessità di presa e aderenza del penumatico sul terreno: e in questo caso l'alimentazione a combustile e motore risulta più indicata.

Le quattro ruote motrici completano una ottima capacità per quanto riguarda aderenza ottimale del mezzo durante la movimentazione, potenza di sollevamento e stabilità.

Movimentazione e peso merci: se il carrello elevatore si deve spostare tra corridoi di scaffali può essere necessario, in base allo spazio, un mezzo quadridirezionale o con movimento esclusivamente laterale.

La persona che ha il compito di guidare il carrello elevatore conosce certamente quali sono le difficoltà che deve affrontare nel proprio lavoro, non esiste miglior consulente, quindi anche se i soldi per l'acquisto sono del titolare è bene che questi, per investire denaro in modo corretto e proficuo, compri il muletto più idoneo seguendo i consigli dell'operatore.

Il prezzo ovviamente varia in base al modello, proprio come per un'automobile. La postazione dotata di termoriscaldatore / aria condizionata è uno di quei requisiti importanti per chi passa molte ore al giorno esposto agli sbalzi climatici con il proprio mezzo, anche se aumenta, come ovvio, il prezzo di acquisto, è uno di quei parametri da tenere a mente al fine di migliorare la produttività e la qualità di vita sul lavoro.

Poche ore al giorno di utilizzo e carico medio di trasporto 1500 kg: conviene il carrello elevatore alimentato eletticamente. Più di 4 -5 ore al giorno di utilizzo e carichi medi di 3000 kg, meglio optare per l'alimentazione a combustibile.

Stabilità del mezzo, facilità di utilizzo, garanzia e assistenza sono requisiti basilari.

 

                 

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

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