Carrello elevatore: caratteristiche e modelli

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Immagine vettoriale ben realizzata di un carrello elevatore, il muletto, veicolo indispensabile in tantissime e diverse attività lavorative
(photo by OpenClipArt Vectors on Pixabay)

Carrello elevatore (muletto): si rivela indispensabile laddove sia necessaria la movimentazione della merce, in depositi, magazzini, aziende.

Si tratta di un veicolo industriale, di particolare potenza per movimentare carichi di peso elevato, in tempo ridotto.


Cenni storici del carrello elevatore

Inizia presumibilmente la sua storia nei primi anni del 900, almeno per quanto riguarda la “versione moderna”, usando dei trattori modificati secondo le specifiche esigenze, aggiungendo a questi una sorta di forche, di pale, affinché potessero tornare utili nel sollevamento merci, e relativa movimentazione.

Sempre nei primissimi anni del XX secolo, negli Stati Uniti d'America vennero impiegati dalle ferrovie dei particolari carrelli, alimentati con batterie dei camion, più potenti quindi, in grado di fornire maggiore potenza in energia elettrica prodotta, per azionare il motore.

Questo rendeva più agevole il carico e scarico delle merci sui vagoni dei treni.

Ransomes, Sims and Jeffries

Durante il periodo della Prima Guerra Mondiale, il marchio britannico Ransomes, Sims and Jeffries, con sede a Ipswich, un centro rurale dell'Inghilterra Orientale, precisamente nella contea di Suffolk, dove l'agricoltura ha sempre avuto buona importanza, ed ha iniziato a commercializzare diversi macchinari, destinati alla movimentazione meccanizzata.

Towmotor Company and Yale & Towne Manufacturing

Negli anni immediatamente successivi la fine del primo conflitto mondiale, ancora negli U.S.A. si iniziò l'utilizzo anche nelle fabbriche di trattori dotati di forche per elevazione, e la statunitense Towmotor Company and Yale & Towne Manufacturing, entrò nel mercato dei carrelli elevatori (yale․com).

Anche durante il successivo, e altrettanto tragico periodo bellico della Seconda Guerra Mondiale, l'uso dei carrelli elevatori trovò grande impiego per la movimentazione dei prodotti relativi all'industria bellica.

Terminata anche questa disastrosa pagina storica per l'intera umanità, questo mezzo industriale ha finalmente trovato ampio utilizzo in un mondo più sereno e rinfrancato dal crescente sviluppo industriale.

Il conseguente impiego del muletto, ha dunque trovato ampio riscontro presso tutte le aziende che avessero merci da movimentare.

Toyota

Il primo modello della nipponica Toyota, fu realizzato nel 1956, e nel decennio successivo il primo carrello elevatore della casa giapponese venne venduto negli Stati Uniti.

Il marchio Toyota, ha trovato successivamente largo riscontro in tutto il mondo sempre per quanto riguarda i carrelli elevatori. Linde, risulta un altro marchio oggi largamente utilizzato.

Molto interessante notare come, nel periodo post bellico e la crescente industrializzazione, e relativa maggiore necessità di spazio anche verticale, i capannoni e gli spazi destinati allo stoccaggio si svilupparono anche in altezza, di conseguenza il muletto ha dovuto rispondere alle esigenze di movimentazione verticale, con movimentazione in altezza via via superiore.

Caratteristiche

Questo mezzo, spesso e volentieri noto come e chiamato semplicemente muletto, per via dell'ingente lavoro che è chiamato a compiere, che ricorda inevitabilmente quello del mulo sui percorsi di montagna, e non solo, si presenta al giorno d'oggi sul mercato, con caratteristiche di affidabilità, potenza, dimensioni, tali da soddisfare qualsiasi tipo di esigenza.

Dalle aziende medio/piccole, ai porti marittimi, questo veicolo industriale con relative capacità e potenza, deve soddisfare l'intera gamma della movimentazione delle merci.

Può essere retrattile, trilaterale, laterale, commissionatore, quadridirezionale, etc.

Al di là degli aggettivi che spiegano bene qual è la caratteristica del muletto, per come lo si conosce è dotato di forche montate su carrello telescopico, e postazione di guida.

Muletto elettrico manuale

Se sprovvisto di tale postazione, prende il nome de hand pallet truck, muletto elettrico manuale, ovviamente anch'esso movimentato da batterie elettroniche, in quanto se sprovvisto, si parla semplicemente di transpallet, carrello meccanico, muletto manuale, ovviamente con capacità di movimentazione parecchio ridotte, come logico supporre, rispetto al carrello elevatore alimentato con energia.

Alimentazione

Elettrica, invece che GPL, gasolio (Diesel), benzina, secondo quelle che devono essere le capacità di carico/scarico, elevazione, movimentazione, in locale aperto, o chiuso.

Le forche si muovono in maniera laterale grazie al traslatore, e verticale grazie al carrello telescopico.

Il carrello elevatore può avere tre ruote, due anteriori e una posteriore centrale, anche doppia, o quattro ruote, dove certamente la stabilità del mezzo è maggiore.

Ruote

Il tre ruote può andare bene quando si intende risparmiare parte del denaro, laddove però non vi siano particolari esigenze di peso da movimentare, e certamente su terreno pianeggiante, e privo di asperità.

Le gomme possono essere piene (cushion), dove non vi sia necessità di lavorare con il mezzo all'aperto, e su terreno anche sconnesso; al contrario, si possono trovare dotazioni di appositi pneumatici, indicati per terreni anche particolarmente accidentati.

Le gomme solide quindi, possono trovare indicazione dove vi siano scarti di lavorazione che potenzialmente potrebbero forare pneumatici, viceversa, in luoghi aperti e su terreni diversificati, questi ultimi trovano migliore collocazione.

La parte posteriore del mezzo, risulta sempre molto pesante, per funzionare come contrappeso.

Occorre ricordare che mediamente, il muletto pesa il doppio della capacità massima di sollevamento: la pavimentazione, se presente, dove il mezzo è utilizzato, deve rappresentare solida tenuta, e non essere a rischio di cedimento.

Carrello elevatore elettrico

In locale chiuso, sarebbe controproducente l'utilizzo di un muletto alimentato a combustibile, dove invece l'alimentazione elettronica risulta ottimale; non solo per quanto riguarda l'importante aspetto delle condizioni ambientali, bensì anche per le capacità di esercizio espresse.

Nel modello elettrico, le batterie, numerose e potenti, posizionate solitamente sotto il sedile di guida in apposito vano, rappresentano il vero e proprio motore del mezzo.

Batterie controllate da centraline elettroniche, in grado di avere capacità di ottimizzazione dello sfruttamento dell'energia prodotta.

Caricabatterie

L'elettrico, ha il suo specifico caricabatterie, un apposito apparato collegato a energia elettrica, solitamente a 380 volt per uso industriale, che ha l'aspetto di un comune distributore, collegato attraverso apposito cavo, a quello di alimentazione del muletto.

La frequenza della necessità di carica, dipende ovviamente dall'intensità di utilizzo del mezzo, e la durata della carica, secondo le capacità totale delle batterie.

Come vale per tutte le apparecchiature elettroniche a ricarica, è inutile, oltre che dannoso per le batterie, sottoporle in maniera eccessivamente preventiva alla ricarica.

Empiricamente, ogni qualvolta le batterie vengono sottoposte a ricarica, perdono parte della loro vita, sebbene parecchio longeva.

Occorre sottoporre a carica quando l'indicatore segnala che le batterie sono prossime alla riserva, oppure quando questa è appena iniziata (meglio).

Il muletto alimentato elettricamente, può avere ottime capacità di potenza, distribuita in agile movimentazione, sollevamento peso, indicativamente per carichi fino a 3.500 kg.

Diesel o GPL

Solitamente, la scelta di un veicolo alimentato a combustibile, si rende necessaria quando l'utilizzo del mezzo è particolarmente intenso, continuo, e l'impiego del muletto quotidianamente molto sfruttato, oltre le 4, 5 ore al giorno.

Sarebbero altrimenti destinate a breve vita le batterie, senza contare che, se alimentato con combustibile, è sempre pronto ad essere utilizzato: è sufficiente rifornire il serbatoio di carburante.

Al contrario, se il muletto elettrico è scarico, occorrono diverse ore per ricaricare le batterie, e il lavoro di movimentazione, carico e scarico, dovrebbe essere interrotto.

Oltre la lunga autonomia di utilizzo del mezzo alimentato a combustibile, determinata solo dal rifornimento del carburante, può entrare in gioco anche un'elevata necessità in termini di capacità di sollevamento.

Oltre i 3.500 kg di peso da sollevare, è bene considerare il muletto Diesel (a gasolio), oppure a GPL, visto il costo ormai proibitivo della benzina.

Valutare l'acquisto

Prima di procedere alla scelta del modello da acquistare, occorre avere bene in mente la necessità di quello che sarà il lavoro da svolgere, e il peso normalmente movimentato.

1) Autonomia di lavoro: se l'uso mezzo è saltuario, poche ore al giorno (2, 3) e peso da sollevare non oltre i 35 quintali, queste prerogative possono far propendere per l'acquisto di un muletto elettrico, specialmente se la movimentazione avviene quasi esclusivamente in ambiente chiuso.

2) Luogo di lavoro: se l'ambiente di lavoro è chiuso, risulta assurdo e non pertinente l'alimentazione a combustibile, oltre che dannoso, inquinare l'ambiente interno, da vietare assolutamente soprattutto per proteggere la salute dell'operatore autista, e personale in azienda.

3) Terreno o pavimentazione: in ambiente provvisto di pavimentazione, le gomme piene possono andare bene, anche laddove vi siano detriti di lavorazione che potrebbero forare gli pneumatici.

Questi ultimi indicati invece, dove vi sia un terreno sconnesso, spesso all'aperto, magari antistante il capannone, sul cantiere, dove vi sia una particolare necessità di presa e aderenza del pneumatico sul terreno:: in questo caso, l'alimentazione a combustibile del motore, risulta più indicata, quando non scelta obbligata.

4) Le quattro ruote motrici, completano una notevole capacità per quanto riguarda aderenza ottimale del mezzo durante la movimentazione, potenza di sollevamento, e stabilità.

5) Movimentazione e peso merci: se il mezzo si deve spostare tra corridoi di scaffali, può essere necessario, in base allo spazio, un mezzo quadridirezionale, o con movimento esclusivamente laterale.

L'operatore

La persona che ha il compito di guidare il veicolo, conosce certamente quali sono le difficoltà che deve affrontare nel proprio lavoro.

Non esiste miglior consulente, quindi anche se i soldi per l'acquisto sono del titolare, è bene che questi, per investire denaro in modo corretto e proficuo, compri il muletto più idoneo seguendo i consigli dell'operatore.

Il prezzo ovviamente varia in base al modello, proprio come per un'automobile.

La postazione dotata di riscaldamento/aria condizionata, è uno di quei requisiti importanti per chi passa molte ore al giorno esposto agli sbalzi climatici con il proprio mezzo, come per i trattori, anche se aumenta, come ovvio, il prezzo di acquisto, è uno di quei parametri da tenere a mente al fine di migliorare la produttività e la qualità di vita sul lavoro.

Poche ore al giorno di utilizzo, e carico medio di trasporto 1.500 kg: conviene il muletto alimentato elettricamente.

Più di 4, 5 ore al giorno di utilizzo, e carichi medi di 3.000 kg, meglio optare per l'alimentazione a combustibile.

Stabilità del mezzo, facilità di utilizzo, garanzia e assistenza sono requisiti basilari per un veicolo industriale come il carrello elevatore.

 

Felice Amadeo - af1.it

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