Tastiera HHKB Pro 2: parte seconda

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Tastiera HHKB Pro 2
(Photo by Peppy Toad on Unsplash)

Tastiera HHKB: chi passa diverse ore al giorno a scrivere davanti al PC ha bisogno di una tastiera semplice ma speciale.


Strumento di lavoro

Questa tastiera, è realizzata dalla Giapponese PFU, Fujitsu's Company.

Chi scrive per lavoro, per passione, per necessità quando passione e lavoro si legano, di solito passa parecchie ore a scrivere con la tastiera.

È uno strumento di scrittura indispensabile per lavorare al PC, che si tratti di scrivere articoli, testo in genere, o codice di programmazione; ecco, anche in questo caso la familiarità con la tastiera è qualcosa di forte, la devi conoscere bene per evitare il più possibile errori, basta un apice di troppo, o in meno, per mandare in palla il software.

La precisione di battitura è forse l'aspetto più importante per uno strumento come questo; meno errori fai, meno tempo impieghi per correggere.
Con la tastiera HHKB mi trovo davvero bene, e non ha mezze misure: o ti piace tanto, o per niente.

Mi trovo a mio agio quando scrivo articoli, e quando metto mano al codice di programmazione.

Particolare, ma non per caso

A parte il fatto che si tratta di una tastiera 60 percent, ormai le mie predilette, a parte il fatto che ha gli switch Topre che mi piacciono particolarmente, ha un layout che quando ti ci abitui ti trovi cosi bene che non vuoi più tornare indietro, sebbene ci siano altre tastiere che uso regolarmente e mi piacciono molto.

Ma questa è particolare, anche se dall'aspetto non si direbbe.
È piuttosto leggera, non particolarmente robusta come una tastiera con il telaio in alluminio, a prima vista il layout non ti convince se non l'hai ancora provata e ci hai fatto l'abitudine, ma; se ti strega, è come il primo amore, non lo dimentichi più.

Il layout

Passando diverse ore al giorno a scrivere, inevitabilmente per me la tastiera non è solo uno strumento indispensabile, è molto di più.
Ogni strumento di scrittura ti permette di mettere su carta quello che hai in mente, anche se invece del foglio di carta è uno elettronico.

Dalla tastiera che uso esigo di avere il massimo in termini di comodità, facilità di utilizzo, rendimento; la tastiera HHKB è una di quelle che fa al caso mio.

Il layout dei tasti è quasi simmetrico, se questo aspetto in un primo istante può disorientare, quando ti ci abitui scopri che è di una comodità come poche.

L'ergonomia sulla quale si basa la tastiera HHKB è davvero notevole nella sua semplicità; ergonomia è un sostantivo femminile che abbiamo sentito tante volte, molto spesso anche a sproposito solo per fare colpo, o scena se preferisci.

Ma si tratta di una disciplina scientifica che studia la qualità di interazione tra persona e tecnologia, qualunque essa sia.

In parole povere, è la ricerca per dare maggiore soddisfazione e comfort possibile alle persone durante l'uso di uno specifico dispositivo; può essere una poltrona direzionale, un attrezzo da lavoro, e nella fattispecie, la tastiera HHKB.

Keycaps della tastiera HHKB

I keycaps sono in PBT testurizzato, e risultano particolarmente piacevoli al tatto, mai provato prima altri tasti in PBT come questi sebbene ne conosca di ottimi; quelli della Vortex Core, della Leopold FC660C, della Unicomp.

La testurizzazione, puoi leggere sull'Enciclopedia Treccani, è un processo di lavorazione usato per dare maggiore elasticità alle fibre, ad esempio nella tessitura.

Keycaps in PBT come quelli della tastiera HHKB sono davvero qualcosa di diverso, di particolare nel particolare, di nuovo, per me almeno che prima non avevo mai provato tasti del genere.

Storia della tastiera HHKB

La storia di questa tastiera è prettamente legata all'ergonomia, alla facilità di utilizzo, per quanto strano possa sembrare se non hai mai avuto a che fare con tastiere simili.

Il Professor Eiiti Wada, professionista UNIX, ha partecipato al progetto, e alla realizzazione di questo prodotto, che nel 1995 ha visto la luce.

Sulla pagina del sito HHkeyboard.com puoi leggere in breve la storia di questa tastiera, nata per semplificare la vita a chi la usa parecchie ore al giorno.

Switch tastiere meccaniche
(image on realforce.co.jp)

Switch Topre 45 gr.

Gli switch Topre hanno un ruolo fondamentale nella tastiera HHKB, da alcuni definiti ibridi, da altri a membrana, quanto conta per me è che piacciono molto, li trovo estremamente confortevoli, non affaticano nemmeno dopo ore di lavoro.

Sono diversi da tutti gli altri che ho provato, ma non progettati e realizzati in modo diverso per l'inutile gusto di stupire a tutti i costi, bensì per risultare più che mai pratici, comodi, efficaci durante la digitazione.

Sono piuttosto silenziosi, leggeri, pratici, specialmente nella HHKB.
La differenza che si trova con la Leopold FC660C ad esempio è corposa, nonostante siano sempre gli stessi switch, in quanto montati su backplate e non PCB, e i keycaps sono diversi, più massicci, questo amplifica il ritorno tattile quando i tasti vengono premuti.

Questa è la pagina del brevetto di questi switch, dove puoi scaricare il documento in PDF; la loro interessante progettazione è in grado di realizzare un prodotto particolarmente apprezzabile dal punto di vista pratico.

La cupola in gomma che riveste la molla conica, è quanto fa di questo progetto il punto focale.
Sono interruttori elettrostatici capacitivi; un'accoppiata che offre risultati interessanti a livello pratico.

Il tasto Control (Ctrl)

Il tasto Ctrl posizionato dove solitamente si trova Caps Lock ovvero quel tasto che permette di scrivere tutto in MAIUSCOLO quando azionato, è altro aspetto che all'inizio mi aveva scombussolato.

La tastiera HHKB in effetti, un po' di training, di allenamento, lo richiede, ma per quanto mi riguarda ne è valsa la pena, la soddisfazione che provi quando ti ci abitui, ti fa davvero avere il controllo su tutti i comandi che devi impartire, dalla semplice battitura, ai comandi vari come seleziona, taglia, copia, etc.

Le prime volta che la usavo, cercavo il tasto Ctrl sulla posizione standard, ovvero il primo tasto in basso a sinistra, a destra, o ambo le parti.

Quando poi mi sono abituato a usarlo dove si trova di default sulla HHKB, mi ci trovo così bene che anche sulle altre tastiere che uso l'ho spostato li con gli dip switch, che permettono di personalizzare il layout.

Questo aspetto mi ha fatto riflettere una volta in più su quanto il layout della tastiera HHKB sia stato progettato, pensato, realizzato per mantenere il più possibile le dita vicine alla posizione home-row.

Flip posteriori

Personalmente mi piacciono molto le tastiere che non hanno bisogno di essere sollevate nella parte posteriore per essere comunque usate bene; le KBParadise V60 ne sono sprovviste, perché non servono, sono sufficientemente alte nella parte dietro, a scendere sul davanti, un altro esempio di orpelli inutili cui se ne può fare a meno.

E la tastiera HHKB di orpelli inutili ne ha eliminati parecchi.
Come ad esempio l'amplificatore dell'impianto Hi-Fi; non ha bisogno d'altro che del pulsante di accensione, e del regolatore del volume, il resto avanza, e sarebbe un'inutile interruzione del segnale elettrico.

Un altro esempio è quello della Vortex Core, nessun flip posteriore, telaio piatto, e risulta comunque molto pratica.

Anche la Leopold FC660C ha i flip posteriori, come la HHKB del resto, che non uso mai.
Ritengo la struttura delle due tastiere buona, comoda, senza dover estrarre i flip posteriori per rialzare la tastiera nella parte retrostante.

Per quanto mi riguarda, questi sono particolari non da poco che fanno la differenza
tra un prodotto di qualità, rispetto ad uno che ne ha meno.

La HHKB addirittura ha 2 regolazioni possibili per ogni flip; ne faccio tranquillamente a meno, anche se ci sono.

Una tastiera senza mezze misure

Quando usavo solo le tastiere full size, pensavo fosse per me impossibile rinunciare ai tasti da f1 a f12 così come mi sembrava assurdo rinunciare al tastierino numerico, o ai tasti multifunzione che lo precedono.

Pensavo fosse anche impossibile potessi rinunciare alle frecce direzionali.
Mi sbagliavo.

Se uso una tastiera full-size, per avere i caratteri numerici sono le dita, e la home-row a portata di mano, devo spostarla un pezzo verso destra.

Home Row
(source image Mr. French Classroom Page)

Quindi, devo spostare la tastiera parecchio a destra rispetto allo schermo, altrimenti non potrei essere posizionato al centro del monitor, e non potrei nemmeno avere la home row dove serve.

Spostando la tastiera di un pezzo sulla destra, devo spostare anche il mouse e sistemarlo in una posizione per niente comoda, alla faccia dell'ergonomia e della sindrome del tunnel carpale.

Quando ho comprato la mia prima tastiera meccanica, la Inflictor, c'era una 60 percent che mi piaceva parecchio, ma mi sembrava assurdo fosse sprovvista di tasti multifunzione e tastierino numerico; peraltro mai usato in vita mia.

Avevo la sensazione che senza le frecce direzionali, i tasti Home e End, mi sarei trovato in difficoltà, per poi scoprire con piacere che non era così.

Una tastiera tagliata su misura, è quanto di meglio ho scoperto lavorando al PC.
I tasti fn e fn2 nel caso della Vortex Core, permettono di avere tutti i comandi sotto le dita, senza spostare le mani a destra e sinistra, come dovrei fare con una tastiera full-size.

Il divertimento con cui mi ci sono abituato, mi sorprende ancora.

OK, ma il prezzo?! Eh, il sistema valutario internazionale

 

Felice Amadeo - af1.it
Dal 2006 lavoro con internet, scrivo i contenuti e provvedo alla gestione del sito. Ho conosciuto WordPress tanti anni fa, e dal 2013 uso questo.
Invecchiando, ho scoperto che mi piace portare il cappello.