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Cardiofrequenzimetro per uso sportivo, caratteristiche e utilizzo

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Cardiofrequenzimetro per uso sportivo, caratteristiche e utilizzo

Cardiofrequenzimetro per uso sportivo

Il cardiofrequenzimetro permette di monitorare costantemente il battito cardiaco durante le sessioni di allenamento.
Come funziona questo strumento, riferito solo ed esclusivamente per uso sportivo in soggetti privi di patologie, cardiache e non.
Sono disponibili sia con fascia toracica oltre al display sul polso, oppure senza fascia.

Prima sempre dal medico

Iniziamo col dire che: il cardiofrequenzimetro non può servire come indicatore dello stato di salute del cuore, di conseguenza solo il medico cardiologo può dare valide indicazioni in merito.
Il cardiofrequenzimetro tiene monitorato il battito cardiaco, durante la sessione di allenamento ad esempio, a questo serve principalmente in ambito sportivo.

Ricordiamo sempre che prima di intraprendere qualsiasi attività fisica è necessario il parere del medico sullo stato di salute del soggetto.
Il medico disporrà al soggetto tutti gli esami clinici necessari per stabilire se possa iniziare determinate attività fisiche.

Se quindi si è soggetti sani, abilitati dal medico ad effettuare allenamenti e sforzi fisici, quale miglior consigliere del medico cardiologo per comprendere come interpretare al meglio i parametri rilevati dal cardiofrequenzimetro nelle sessioni di allenamento ?
Il prodotto, come si presenta, come funziona, come viene utilizzato.

Caratteristiche del cardiofrequenzimetro

Il cardiofrequenzimetro si presenta sovente come un comune orologio da polso, oltre che incorporare le funzioni di un normale orologio sportivo, indicherà il battito cardiaco del soggetto in allenamento.
Questo si rende possibile sia grazie ad una fascia elastica da avvolgere intorno al torace, nel cardiofrequenzimetro da polso con fascia toracica, oppure senza.

Nel caso con fascia toracica,, è necessario magari umidificare gli elettrodi posti sulla fascia per meglio farli aderire alla pelle.
Esistono soluzioni apposite oppure è sufficiente acqua se gli elettrodi sono in tessuto, oppure un poco di saliva.
La fascia, elastica e regolabile, non deve stringere il torace ma bensì risultarne aderente.

Questa fascia toracica è alimentata da batterie, che solitamente hanno durate molto lunghe, dalle 2.500 alle 3.000 ore, e quando si sostituiscono vanno sostituite anche quelle dell'orologio.
Il software racchiuso nel display dell’orologio riceve i dati trasmessi dalla fascia sul petto, e sotto forma di numeri è possibile visualizzare la frequenza cardiaca.

Il display può anche essere collocato sul manubrio nel caso di allenamento in bicicletta: questo al fine di vedere nel modo più facile possibile la frequenza cardiaca in allenamento.
Solitamente i numeri sul display sono grandi, ben visibili, ricordate che sotto sforzo si deve essere concentrati, non si ha tempo per cercare questa o quella informazione, dunque: ottima visibilità del display.

Anche nel caso di un podista e quindi indossato al polso come orologio, deve fornire istantaneamente le indicazioni visive relative al battito cardiaco.
Anche l’orologio incorpora batterie con le quali funziona, e grazie ad una breve telemetria (trasmissione senza fili, wireless) la fascia toracica ed il display non devono distanziare tra loro oltre 50 cm circa.

Interessante anche la versione con sensore ottico che misura la frequenza cardiaca valutando la pressione del sangue, grazie al sensore collocato sulla cassa dell'orologio.

Utilizzare il cardiofrequenzimetro

Per utilizzare il cardiofrequenzimetro occorre avere una mente allenata, che permette di valutare in tempo reale i dati scaturiti.

Come per tutto, le prime volte si dovrà prendere un pizzico di familiarità con lo strumento, dopo pochissime sessioni di allenamento risulterà normale il suo utilizzo, quindi si riusciranno a valutare istantaneamente le indicazioni fornite sul display.

Indipendentemente dai diversi strumenti che possono essere utilizzati in allenamento, il primo in grado di valutare lo stato fisico e lo sforzo prodotto è il soggetto stesso che si allena.

Non è necessario strumento alcuno ad esempio per capire se si sta esagerando o se l’allenamento non è intenso a sufficienza.

Ovviamente il cardiofrequenzimetro viene utilizzato per lo più in allenamenti di lunga durata come la maratona, la corsa in bicicletta, la corsa campestre, lo sci di fondo, etc.

Le statistiche relative a sforzi prodotti da discipline in cui la potenza è punto focale, come la velocità (100 mt, 200 mt, etc.) è bene siano seguite direttamente da un medico, in quanto l’atleta, che concentrato al massimo per produrre lo sforzo nel minor tempo possibile, non potrebbe valutare al meglio i parametri clinici.

Di conseguenza teniamo conto che il cardiofrequenzimetro misura lo sforzo prodotto dal cuore in un determinato momento: solo il soggetto può sapere quanta forza ha ancora in corpo.

Limite anaerobico

Per impostare correttamente lo strumento è opportuno conoscere il proprio limite anaerobico, un valore che rappresenta quanta intensità di allenamento un soggetto è in grado di mantenere in un lasso di tempo relativamente breve, pochi minuti.

I muscoli producono acido lattico durante lo sforzo fisico: se la dispersione di acido lattico è superiore a quanto prodotto dal muscolo stesso, la soglia anaerobica viene superata.
Ne consegue una drastica riduzione dello sforzo che si è ancora in grado di produrre.

Limite massimo

Il limite massimo è rappresentato dal massimo sforzo sostenibile dal soggetto, pochi istanti, in cui il fisico è capace di dare il massimo in termini di sforzo fisico.

Limite minimo

Il limite minimo rappresenta la soglia di ingresso del battito cardiaco in allenamento, ovvero nei momenti iniziali in cui si inizia lo sforzo.

Frequenza media
La frequenza media del battito cardiaco è quella espressa calcolando, per ogni soggetto, il battito cardiaco medio durante lo sforzo fisico.
Tutte le misure impostate sul cardiofrequenzimetro vengono visualizzate sul display ed intese come bpm, ovvero battiti per minuto.
Di conseguenza si troveranno valori nelle regolazioni come FC max – FC min dove FC sta per Frequenza Cardiaca.

L’unico modo serio e valido per conoscere realmente i propri limiti consiste nel sottoporsi ad esame cardiologico dal medico.

Improvvisare, non vale davvero la pena, non si scherza con la salute.

Ricordiamo ancora che il cardiofrequenzimetro non può aiutare il cuore a stare meglio, ma solo a monitorare la frequenza cardiaca.
Quindi un soggetto giudicato sano dal medico, dopo essere stato sottoposto a visite specifiche, è bene consulti direttamente questo per capire e stabilire quali siano i propri limiti di Frequenza Cardiaca, di modo che possano essere presi come riferimento in allenamento.

Le varie tavole teoriche, in internet se ne trovano diverse, relative all’impostazione del cardiofrequenzimetro, lasciamole alla teoria.

Per la pratica rivolgiamoci al medico, ogni soggetto presenta sempre un caso a sé: ciò che può essere idoneo per un soggetto può non esserlo per un altro, pur nelle medesime condizioni di sforzo fisico.

Dotazioni del cardiofrequenzimetro

Un display ampio con numeri altrettanto grandi risulta ben visibile, quindi da preferire, meglio ancora se retroilluminato: questo facilita senza dubbio di essere visto anche in condizioni di forte luce, oppure adeguatamente illuminato quando buio.
Le dotazioni basilari dovrebbero riguardare:

● Frequenza Cardiaca (bpm) e Frequenza Cardiaca espressa in percentuale sulla FC max (%bpm).

● FC media in allenamento.

Scegliendo modelli via via a salire con il prezzo, questi comprendono dotazioni come la velocità, riepilogo distanza percorsa, indicatore di calorie bruciate, etc.

L’Own Code è una funzione relativa alla trasmissione codificata della frequenza cardiaca, di modo che non possano sorgere interferenze con altri cardiofrequenzimetri.

Own Cal calcola il dispendio energetico in calorie profuso durante l’allenamento.
Diversi software mettono in condizione di collegare al pc il cardiofrequenzimetro, con interfaccia USB e studiare i dati, e poi essere nuovamente trasferiti, ottimizzati secondo le esigenze, sul cardiofrequenzimetro per impostare il range desiderato da seguire negli allenamenti.

Si trovano poi tutte le funzioni comuni ad un normale orologio, di modo che, con un unico strumento si possa visualizzare ora e Fc rapidamente.

Per concludere, il cardiofrequenzimetro può risultare un buon supporto durante gli allenamenti.
Tuttavia, se non si conoscono i propri limiti, risulta inutile.

Visto quindi che un soggetto sano che pratica attività sportiva deve eseguire controlli clinici periodici, è opportuno consultare il medico per impostare al meglio i parametri che saranno di riferimento in allenamento.

 

                 

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

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