Formati di pasta: spaghetti e maccheroni tra i più conosciuti

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Formati di pasta fresca e secca, pomodori e prezzemolo, i diversi formati di pasta fresca, o secca, incidono in maniera diversa sulla cottura e sulla resa di pasta e condimento
Formati di pasta (photo by Franco Battisti on Life Of Pix)

Formati di pasta: in base alla forma e consistenza sono in grado di incidere sulla cottura, sul condimento, quindi sul gusto.

  1. I più conosciuti
  2. Spaghetti
    1. Che età hanno gli spaghetti?
    2. La paternità degli spaghetti
    3. La diatriba
    4. La tradizione artigianale Cinese
    5. La trafila in bronzo
    6. Il numero degli spaghetti
    7. Tempo di cottura
  3. Maccheroni
    1. Nati dai maccheroni
    2. Marco Polo
    3. Muhammad al Idrisi

I formati di pasta più conosciuti

Tanto la pasta fresca, quanto la pasta secca, è un alimento completo e prezioso che fa parte della cosiddetta cucina mediterranea, sebbene oggi sia un prodotto esportato e quindi conosciuto, e apprezzato, in tutto il mondo.

Gli spaghetti, ed i maccheroni, per antonomasia sono tra quelli più conosciuti.

Per quanto riguarda la pasta secca trafilata, è previsto l'impiego del grano duro.

Sua maestà la pasta: gli spaghetti

Gli spaghetti sono sicuramente tra i formati di pasta uno tra i più conosciuti.

Che età hanno gli spaghetti?

La stampa internazionale ha riportato della scoperta, da parte di archeologi cinesi, nel nord ovest della Cina, un importante reperto, un piatto di spaghetti vecchio di almeno 4000 anni.

Diverse testate giornalistiche, a suo tempo, ne hanno scritto: National Geographic (take a look), The Guardian (read about), Repubblica (guarda).

Pare che il desinare, fosse stato interrotto a casa di un evento come un terremoto, che ha impedito la continuazione del pasto.

Tale piatto di spaghetti, è infatti stato ritrovato sotto le macerie, comunque sufficientemente protetto, in modo tale da poter essere ritrovato 4000 anni dopo.

La paternità degli spaghetti

Questo indubbiamente, attribuirebbe ai Cinesi, non agli Italiani e nemmeno agli Arabi, la scoperta, se così vogliamo chiamarla, degli spaghetti, della popolazione che per prima, ha introdotto questo tipo di alimento.

La diatriba

Tuttavia è sull'essiccamento, che la diatriba, specialmente tra Italiani e Cinesi, sembra non avere fine in quanto è su questo che alcuni storici e gli astronomi italiani fanno affidamento, per attribuire all'Italia la paternità degli spaghetti, in quanto a loro dire, solo in Italia c'erano, già da tempi remoti, le condizioni ideali per procedere all'essiccamento della pasta.

La tradizione artigianale Cinese

Diatribe a parte, gli spaghetti nella tradizione artigianale Cinese, vengono prodotti allungando più volte l'impasto, fino a farlo diventare sottilissimo, e di notevole lunghezza.

In Italia, la produzione industriale di spaghetti, è talmente apprezzabile che rende più facile acquistarli, che produrli in casa: lavoro sempre mirabile.

La trafila in bronzo

Questo interessantissimo formato di pasta secca, quando prodotto da trafile in bronzo, a secondo del tipo di trafilatura impiegata, può conferire, come anche ad altri formati di pasta del resto, uno spaghetto più o meno ruvido, capace di una certa rugosità, per far meglio aderire il condimento, il sugo, quando gli spaghetti vengono serviti a tavola, nel piatto.

Il numero degli spaghetti

Gli spaghetti numero 3, sono conosciuti come spaghettini, essendo più sottili si prestano ad una cottura più veloce.

I numero 4, che anch'essi ben si prestano ad una cottura di 7 minuti circa, poi i numero 5, che in linea di massima corrispondono ai classici spaghetti, e troviamo poi gli spaghettoni, numero 8.

Occorre tenere presente, che ogni produttore ha contraddistinto gli spaghetti con misure proprie, quindi queste possono variare, da un produttore ad un altro.

Tempo di cottura

In base alle misure degli spaghetti varia ovviamente il tempo di cottura, che indicativamente si può stimare intorno agli otto minuti circa, e in base a condimento viene scelta la misura ideale degli spaghetti.

Vermicelli, vermicelloni; in base alle dimensioni, anche gli spaghetti danno origine a tutta una serie di formati, dalle tipologie pressoché simili.

I maccheroni

Sono indubbiamente famosi tanto quanto gli spaghetti, forse di più: un formato di pasta di forma tubolare, che presenta una certa rugosità, una rigatura, sulla superficie, per favorire l'aggrapparsi del sugo, del condimento, al maccherone.

La loro lunghezza indicativa è intorno ai 5, 6 cm e mediamente un diametro di 1 cm.

Sebbene sia possibile trovare in commercio diversi formati, nella fattispecie di maccheroni che meglio si prestano alle personali esigenze, dovute magari alla preparazione di particolari ricette, che prevedono l'uso di condimenti tipici, per cui l'impiego di un formato di maccheroni, più o meno grosso, risulta idoneo.

Altri formati nati dai maccheroni

Questo formato, dà origine a tutta una serie di formati di pasta che prende spunto proprio dal maccherone: ad esempio i lumaconi, maccheroni che e presentano una certa curvatura, dei semicerchi; le penne, sostanzialmente dei maccheroni con il taglio obliquo alle estremità, che presentano una rigatura sulla superficie.

Anche le penne sono un formato importante per quanto riguarda la pasta secca, anch'esse parecchio conosciute.

I rigatoni: in cui la rigatura della superficie, ha notevole importanza.

Marco Polo

Marco Polo (1254-1324), vuole la leggenda o la storia, risulti spesso implicato nell'aver portato in Italia, dalla Cina, tanto gli spaghetti in quanto i maccheroni.

Muhammad al Idrisi

Tuttavia, da testi italiani precedenti la nascita di Marco Polo, si trova riscontro tanto per quanto riguarda gli spaghetti quanto per i maccheroni, infatti Idrisi ((1099-1165)), scrittore e viaggiatore Berbero, menzionò nella sua opera il “Libro di Ruggero” proprio i vermicelli, prodotti nelle vicinanze di Palermo.

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