Brunello di Montalcino: storia, disciplinare ed etichettatura

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Tappo di sughero ed etichetta di una bottiglia di Brunello di Montalcino che ne permettono la tracciatura
Etichetta e tappo della bottiglia del Brunello di Montalcino

Brunello di Montalcino: un eccellente vino rosso D.O.C.G. prodotto in Toscana nel territorio del celeberrimo Comune in provincia di Siena.
Vino particolarmente pregiato, contribuisce in maniera determinante a mantenere qualitativamente alta nel mondo la reputazione e produzione italiana dei vini.




Cenni storici del Brunello di Montalcino

Il nome Brunello, si deve alla particolare colorazione intensa, scura, dei chicchi di uva Sangiovese, così caratterizzati nella zona di Montalcino.

Fu ad opera di un grande vinificatore, Clemente Santi, nato nel 1795, che ebbe inizio la ricerca sulle potenzialità di quest'uva.

Ferruccio Biondi, nipote del nonno Clemente (la mamma Caterina Santi ed il papà Jacopo Biondi), riprese gli studi iniziati dal nonno, e riuscì, pochi decenni prima del novecento, a creare un vino che sarebbe diventato una tra le perle enologiche più apprezzate nel mondo.

Prima del 900

Quegli anni significarono realmente un punto di svolta, indirizzato alla qualità, nella produzione del vino italiano, già forte della sua storia, che con il Brunello trovò davvero uno spazio di elite riservato ai grandi vini.

L'arte italiana “del fare”

Per via della scrupolosa selezione delle uve, e della loro lavorazione, il prezzo fu da subito elevato, quindi il prodotto era destinato solo ai più abbienti, sebbene intenditori di ogni parte del globo furono concordi nel decantare le lodi di un vino tanto pregiato e declamarne un posto di diritto nella ristrettissima cerchia di vini di elevatissima qualità, tanto per la produzione delle uve, quanto per la sua filiera produttiva, per arrivare a quelle che sono infine sono le particolari caratteristiche organolettiche di questo prezioso vino, frutto del Sapere italiano, dell'ingegnosità e dell'Arte di Fare.

Il periodo “oscuro” delle uve

Le uve del Brunello passarono tempi piuttosto oscuri intorno al 1930, quando furono decimate dalla fillossera, un insetto fitofago responsabile della malattia della vite, importata dall'America.

Superato questo difficile momento che andò a minare seriamente il patrimonio viticolo della zona di Montalcino, il Brunello iniziò una crescita inarrestabile in termini di qualità e produzione, sebbene la sua produzione risulti pur sempre ristretta in termini di quantità; caratteristica del resto di molti vini particolarmente pregiati.

Dopo il 1950

Il Brunello di Montalcino, riuscì ad arrivare ad un prezzo più abbordabile, a farsi dunque conoscere ed apprezzare ulteriormente da un numero più elevato di persone.

Nel 1966, si fregiò dell'etichetta D.O.C. e fu il primo vino italiano nel 1980 a conseguire anche l'ancor più preziosa D.O.C.G.

Disciplinare del Brunello di Montalcino

Regola la Certificazione D.O.C.G., e prevede che la produzione del vino debba avvenire esclusivamente da uve coltivate nel territorio le cui località siano previste dalla disciplinare stessa (Comune di Montalcino), e solo esclusivamente da uve di vitigno Sangiovese, denominate Brunello nelle previste località.

Il volume alcolico

Il totale è di un minimo di 12% sul volume totale, nel caso vengano specificate le vigne di provenienza, il volume minimo è di 12,50%.

Vinificazione del Brunello di Montalcino

Prevede un periodo minimo di 5 anni, di affinamento in botti di rovere di almeno 2, ed un affinamento ulteriore in bottiglia di almeno 4 mesi, 6 per il vino Riserva.

Considerando quindi l'annata della vendemmia, non può essere commercializzato prima del 1 gennaio dell'anno successivo il termine dei 5 anni, 6 per il Riserva.

Sola la piccola percentuale del 6% di vino necessario per le colmature, può essere mantenuto in contenitori diversi dal rovere.

Tutte queste operazioni relative a produzione, imbottigliamento, affinamento, praticamente l'intera filiera produttiva del vino, deve avvenire nel luogo di produzione.

Imbottigliamento

La commercializzazione del Brunello di Montalcino prevede bottiglie di tipo cosìddetto Bordolese, vetro scuro e chiusura con tappo di sughero, in formati con capacità di:
0,375 centilitri;

0,500 "

0,750 "

1.500 "

3.000 "

5.000 "

Etichettatura

Deve riportare la denominazione D.O.C.G. con la definizione Brunello di Montalcino, queste etichette vengono prodotte in misura limitata.

Inoltre, deve riportare il codice dell'azienda produttrice, ed il numero della bottiglia, di modo che la rintracciabilità della bottiglia stessa sia facile e chiara.

Grazie al sito Consorzio del vino Brunello di Montalcino, puoi eseguire una ricerca riguardo la tracciabilità del vino da questa pagina.

È strumento messo a disposizione dal Consorzio, per stabilire la provenienza del Brunello rintracciando dati quali: produttore, numerazione della partita, idoneità dell'apposita Commissione di degustazione della Camera di Commercio di Siena, nonché i dati analitici del vino della bottiglia in oggetto di ricerca.

Sito peraltro dove trovare molte informazioni e notizie aggiornate a disposizione del consumatore, anche per quanto riguarda le indagini atte a prevenire la commercializzazione di prodotto contraffatto.

Caratteristiche organolettiche del Brunello di Montalcino

Il colore del Brunello di Montalcino è un rosso rubino carico, intenso, chiaramente tendente al granata.

Gli ampi e grandi bicchieri facilitano la decantazione per sentire al meglio il profumo, forte ed intenso, ed il sapore anch'esso forte, caratteristico, tannico, asciutto, armonico, con sentori di piccoli frutti del sottobosco, con una forte persistenza aromatica.

Per poterne apprezzare al meglio le qualità, è consigliabile degustarlo ad una temperatura di 18, 20°C.

Un vino dalla forte struttura e carattere, indicato con formaggi locali e stagionati, nonché carni rosse o selvaggina.

Da conservare al buio, in luogo quieto e fresco, con temperatura costante, le bottiglie nella classica posizione orizzontale, leggermente inclinate nella parte anteriore, di modo che il tappo di sughero si mantenga bagnato.

Dove acquistare il Brunello di Montalcino

Consigliato l'acquisto dove la cui fiducia del consumatore sia appurata.

Consiglio tanto banale quanto necessario, purtroppo ben sappiamo come la sofisticazione di prodotti pregiati italiani sia oggetto di commercio da parte di persone truffaldine e senza scrupoli.

Tuttavia, la quantità di persone oneste, ottime aziende produttrici del Brunello, enoteche specializzate, strumenti a disposizione del consumatore, anche online, permettono al consumatore stesso di poter acquistare con consapevolezza acquisendo preventivamente informazioni, un prodotto altamente qualitativo e realmente unico nel suo genere.

Il prezzo

Non può essere economico, vista la scrupolosa lavorazione che abbraccia l'intera filiera produttiva, dalla coltivazione del vitigno alla qualità delle uve, produzione del vino, l'affinamento minimo, la selezione.

Un prodotto la cui qualità è davvero elevata, ed il prezzo è consono alla qualità.

Almeno una volta nella vita, è da provare, se decidiamo di permetterci il lusso, di tanto in tanto, di regalare a noi stessi ed alle persone cui vogliamo bene, di assaporare un vino prezioso, frutto di eccelso lavoro.

L'ennesimo risultato italiano di sapiente produzione vinicola, specchio della nostra storia.

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Felice Amadeo

L'autore: Felice Amadeo
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