Menu

af1.it

Scrivo sul mio blog

  | 

Il gioco e il tavolo da biliardo

13 minuti
aggiornato il
Tavolo da biliardo con triangolo, palle, stecche: il gioco del biliardo è una disciplina notevole, come la realizzazione dei tavoli, delle stecche e delle bilie, fini strumenti di precisione ottenuti la lavorazioni molto attente

Tavolo da biliardo

Il tavolo da biliardo se d'epoca può essere anche una forma di investimento, sempre e comunque deve essere preciso, robusto e stabile.
Il gioco del biliardo per essere praticato utilizza strumenti che sono oggetti finemente lavorati, sempre ottimi oggetti, in alcuni casi vere e proprie opere d'arte: il tavolo da biliardo e le bilie, quando presenti anche le stecche.
Oggetti sempre preziosi perché devono necessariamente essere costruiti con estrema precisione, quindi già per questo importanti; in alcuni casi, vista l'importanza storica del gioco, si vedono tavoli ulteriormente arricchiti dal pregiato lavoro estetico.

Storia del biliardo

Anche l'origine del gioco del biliardo ha una storia antica e interessante. Le origini sono sicuramente antiche, le bilie (palle) i birilli, il tavolo da biliardo certo più recente.

È probabile che il gioco del biliardo sia un'evoluzione di giochi all'aperto, dove la palla veniva colpita, altrettanto probabilmente, con una mazza per scagliarla a distanze maggiori con facilità, senza ovviamente chinarsi per raccogliere e lanciare la palla.

Quindi è presumibile che il gioco del biliardo sia stato trasferito al coperto, con tutti i vantaggi che ne possono conseguire durante le stagioni fredde, o in caso di pioggia, e senza sporcarsi in nessuna misura i vestiti. Questo è senza dubbio un aspetto legato a persone dell'alta società, che potevano permettersi anche il lusso di giocare; le classi meno abbienti certamente no, comunque giochi molto più modesti.

Uno dei primi esemplari di tavolo da biliardo per il gioco al coperto è stato fatto realizzare da Luigi XIV, quindi in Francia se così fosse; le notizie a riguardo sono contrastanti, perché sia Francia, Italia, Spagna e Inghilterra sembrano rivendicare la paternità del tavolo da biliardo. Addirittura si narra che il gioco trovi le sue origini nel ritorno dalle prime spedizioni dei Templari per la difesa del Santo Sepolcro; un gioco Arabo proveniente dall'Asia che consisteva nel tirare una palla con una mazza. Anche la comparsa dell'Oriente dunque nelle origini del gioco.

La quantità di libri, manuali, guide sul gioco del biliardo e letteratura storica è, ancora una volta, paragonabile al gioco degli scacchi per l'interesse suscitato e per l'impegno ed il coinvolgimento emotivo, per la passione che ha saputo creare nel tempo.

È dunque presumibile supporre che il gioco abbia avuto origine da giochi all'aperto, praticati sull'erba, e il panno verde sul tavolo del biliardo richiama proprio l'erba. Delle assi in legno delimitavano il piano di gioco, sebbene il bastone usato per colpire le bilie era usato ancora come una mazza, solo successivamente venne affinato il gioco, aumentandone ulteriormente l'abilità, in quanto il bastone, la stecca, va a colpire di punta le bilie. In un primo momento il tavolo non era nemmeno rialzato dal pavimento, presumo proprio per facilitare il colpire le bilie con la mazza (una sorta di croquet).

Quando penso al gioco del biliardo mi viene istintivo pensare anche al bellissimo brano di Angelo Branduardi intitolato proprio “Il giocatore di biliardo”, il cui testo è scritto da Giorgio Faletti; personalmente questo brano lo giudico un capolavoro, e tra le altre è presente una frase davvero bella e significativa: “Per ogni geometria, ci vuol fantasia.” Perché la fantasia è il motore di tutto, ed è più che mai necessaria anche laddove sia indispensabile la tecnica, che, senza la fantasia, senza la creatività, sarebbe destinata a restare fine a se stessa.

Questo è un aspetto fondamentale nel gioco del biliardo, gioco in cui la tecnica deve senza dubbio essere più che buona, accompagnata proprio dalla fantasia, dalla creatività che si deve muovere in schemi ben precisi (a ridaje, proprio come negli scacchi), anche per questo, indispensabile. Indispensabile come la ricerca da parte dei giocatori professionisti di risolvere il gioco nel minor numero di mosse possibili, e nella ricerca di virtuosismi tecnici, ispirati dalla fantasia, per ottenere che la tal bilia esegua il tal percorso per ottenere il tal risultato.

Negli anni a cavallo tra la fine del XV secolo e l'inizio del XVI, il tavolo rialzato iniziò a diventare molto popolare in Europa, e da allora il gioco non fece che interessare sempre di più. Dapprima in Francia ed Italia, poi in Spagna, Inghilterra, Germania, qualche decina di anni dopo anche nei Paesi del Nord Europa, come Danimarca, Norvegia, Svezia, Finlandia. Il gioco era destinato solo ai ceti più ricchi, che potevano permettersi di far realizzare su ordinazione il costoso tavolo e le bilie.

Anche quando il tavolo era presente nei locali pubblici, questi erano destinati alle persone più ricche (locali per ricchi), per vedere la popolarità del gioco del biliardo farsi strada in tutti i ceti sociali è stato necessario aspettare altro tempo. Un cosa buona è che nel frattempo comunque venivano scritti testi che descrivevano la storia del gioco, le tecniche, che anch'essi hanno contribuito al mantenimento di una disciplina sportiva ed un gioco ormai diventato tradizione; nel momento stesso in cui un fenomeno è capace di interessare così tante persone in diverse parti del mondo, una delle prime direzioni che si intraprende è quella della competizione.

Il gioco si diffuse sempre di più tanto che i tavoli vennero installati anche sulle navi, già nel XVI secolo. Nel XX secolo il gioco del biliardo ne ha visto una ulteriore diffusione, un'esplosione, anche in Italia. Tuttavia negli anni intorno al 1950 con l'avvento di un maggiore benessere dovuto anche e soprattutto al periodo di uscita, e di rinascita, dalla Seconda Guerra Mondiale, diverse forme di svago come la televisione, il cinema, le automobili, fecero vivere una sorta di declino al gioco del biliardo che fino a poco tempo prima svolgeva le sue competizioni in luoghi letteralmente affollati di spettatori.

La rivoluzione industriale ha permesso anche la costruzione su larga scala di tavoli da biliardo, rispetto al tempo in cui venivano fabbricati esclusivamente dai falegnami maestri artigiani.

Diventò sicuramente una disciplina destinata agli appassionati, pur mantenendo e consolidando, nel corso degli anni, il riscontro in un pubblico affezionato, e la continua tradizione dei giocatori professionisti. Letteratura, cinema (e musica) hanno più volta incentrato le loro storie proprio sul gioco del biliardo, indimenticabile il film The Hustler (Lo spaccone), interpretato da Paul Newman nei panni del giocatore “Fast” Eddie Felson che vuole sfidare il leggendario Minnesota Fats interpretato da Jackie Gleason. Una pellicola drammatica con un'indimenticabile Piper Laurie ed un sempre grande George Campbell Scott.

Il film, non l'unico, diede in qualche modo maggiore risalto ad un gioco che stava vivendo un certo declino negli U.S.A..

Il tavolo da biliardo

Il tavolo da biliardo ha misure standard, secondo i diversi modelli (all'Italiana, all'Americana, Internazionale), misure regolamentari (e regolamentate dalla FIBIS), le dimensioni in nessun caso sono ridotte:

● il bilardo all'Italiana (con buche strette, quindi bilie adeguate) può misurare cm 260 x 130, 270 x 135, 270 x 140;

● quello all'Americana (con buche larghe) misura cm 254 x 127;

● Internazionale (senza buche) che misura cm 284 x 142.

Questo per quanto riguarda le misure del campo da gioco; le misure esterne quindi sono di maggiore ingombro, occorre calcolare almeno 3 metri di lunghezza per mt 1,50. Esistono anche di misure leggermente differenti, in base alle diverse specialità (Snooker, Pool) ma il tavolo da biliardo è un imponente rettangolo alto all'incirca di 80 cm.

Deve necessariamente essere posizionato in una stanza di almeno 5,5 x 5 metri, pretendere di posizionarlo in un luogo più piccolo non è pensabile; meglio ancora comunque se si dispone di un locale più ampio. Occorre infatti ricordare che quando si gioca occorre spazio dove i giocatori possano muoversi liberamente e poter tirare con la stecca, o comunque avere lo spazio sufficiente per poter tirare le bilie liberamente anche quando la stecca non fa parte del gioco.

E il peso ?! Un tavolo da biliardo può pesare tranquillamente anche una tonnellata, quanto un'utilitaria; quindi serve un posto idoneo per piazzare 1.000 kg.

Le realizzazioni sono diverse, possono andare dal moderno ai modelli stile '800, beato chi può permettersi biliardi d'epoca (1700 – 1800) e ancora più beato se lo può sistemare in casa propria; si tratta di un oggetto che inevitabilmente diventa parte integrante dell'arredamento, anche se posizionato in una stanza completamente dedicata.

Costano poco ?! No, niente affatto, costano un sacco di soldi, e sarebbe illogico il contrario, vista la mole di materiale che serve a realizzarli e la precisione assoluta che devono avere, e ovviamente devono essere posizionati come si deve, il tavolo da gioco deve risultare perfettamente diritto, ed ovviamente il pavimento deve essere ben allineato; sarebbe assurdo se il giocatore fosse in misure di altezza diverse in una posizione del biliardo rispetto ad un'altra; improponibile. Anche se il biliardo è dotato degli accorgimenti necessari per poterlo mettere in bolla, il pavimento della stanza in cui il tavolo viene posizionato ha la sua importanza.

Questo per dire che il tavolo da biliardo deve essere collocato in una stanza idonea, molto grande e dove la pavimentazione sia sistemata a regola d'arte. Indispensabile l'apposita illuminazione sopra il tavolo, dove le lampade, potenti e con plafoniera (per non disturbare con la luce diretta i giocatori) sono posizionate a circa 90 cm dal piano di gioco. Si possono anche acquistare modelli realizzati specificamente secondo i propri gusti. Ci sono anche modelli economici che possono avere una copertura per trasformare il tavolo da biliardo in un normale tavolo.

Il piano da gioco è realizzato con lastre di ardesia di notevole spessore (minimo 45 mm per quelli regolamentari), ed il tavolo è solitamente realizzato in legno massello, e si comprende perché il peso è notevole. Il piano di gioco è ricoperto con il classico panno verde, morbido, in lana pettinata. Tanto il posizionamento delle lastre di ardesia sul piano di gioco e il panno, quanto tutta la costruzione del tavolo, è un lavoro che prevede la massima cura.

Una volta realizzato è importante che le bilie abbiano la giusta aderenza sul piano di gioco, e questo dipende da ogni particolare di realizzazione, dall'assemblaggio dei legni, al posizionamento delle tavole di ardesia, alla copertura con il panno ed alla qualità del materiale impiegato; un tavolo da biliardo può essere anche un'opera d'arte per il valore dei materiali impiegati e per la bontà della realizzazione. È uno di quei lavori che non può avere compromessi, o è perfetto, oppure non va bene.

Il panno in alcuni casi è rosso, in altri blu, e comunque se si desidera un modello personalizzato lo si può avere del colore che si preferisce; altro discorso per quello omologato che deve soddisfare il regolamento delle competizioni.

L'ardesia utilizzata per il piano da gioco è il materiale preferito dai puristi in quanto offre maggiore stabilità, è possibile anche l'impiego di altri materiali, come la resina artificiale (utilizzata anche per realizzare le bilie una volta costruite in avorio) o altro materiale plastico sistemato a di nido d'ape. Viene utilizzato anche l'MDF, pannello di fibra a media densità.

Per quanto riguarda il legno sono diverse le tipologie impiegate, come il pioppo (un legno tenero) che presenta caratteristiche naturali di autoriparazione in caso di piccoli graffi, altri legni particolarmente duri e robusti sono quercia, ebano, acero, impiegati anche come rivestimento. La combinazione tra un legno tenero ed uno duro, assemblati con cognizione da personale competente e specializzato, fa sì che si possa realizzare un tavolo dalle ottime caratteristiche e prestazioni, non solo preciso ma anche robusto.

Ogni azienda tra quelle specializzate nella realizzazione di tavoli da biliardo, ha proprie modalità di lavorazione e assemblaggio, sebbene a grandi linee il lavoro sia comune, simile. L'impiego di macchine utensili (tornio, fresa, etc.) trova spazio nella realizzazione di questi tavoli, che poi possono essere anche rifiniti e arricchiti con differenti lavorazioni e materiali pregiati, secondo i modelli.

I controlli di qualità sono necessariamente molto alti, il tavolo deve risultare preciso per far sì che le bilie possano scivolare sul tappeto nel modo più preciso, e questo ovviamente si rende possibile grazie a tutta la precisione messa in ogni passo della produzione e dell'assemblaggio.

Viti, incastri, binari, le lastre posizionate per i piano di gioco coperte poi dal panno che è una sorta di fiore all'occhiello del tavolo da biliardo; tavolo le cui sponde sono importanti, per garantire la giusta elasticità e consentire il rimbalzo idoneo alle bilie, viene utilizzato caucciù e legno morbido, poi rivestito dal panno del piano di gioco.

La costruzione del tavolo da biliardo è un lavoro che richiede notevole precisione ed esperienza.

Alcuni modelli sono dotati di un termoriscaldatore elettrico per impedire all'eventuale umidità di compromettere la scorribilità delle bilie sul panno; ecco perché ancora una volta, è importante il luogo in cui viene collocato il tavolo da biliardo, se si trova in un ambiente climatizzato in maniera ottimale non è necessario il termoriscaldatore, in caso contrario esiste anche questa possibilità.

Come scegliere il tavolo da biliardo per valutare l'acquisto

Ovviamente la scelta del tavolo da biliardo nel caso si decida per l'acquisto, è da valutare in base al gioco che si intende fare (stecca, carambola, boccette, snooker, pool…) perché già in base a questo ci sono, come abbiamo visto, differenti misure del tavolo.

Per chi ha la fortuna di poterne avere uno in casa l'unico limite che si impone è quello del prezzo, perché anche per questo specifico tipo di prodotto, è possibile trovare modelli semplicemente spettacolari, finiture raffinate ed eleganti realizzate con materiali pregiati.

Si possono trovare anche tavoli da biliardo d'epoca che rappresentano senz'altro anche una forma di investimento, per chi invece non desidera investire molto denaro è possibile far cadere la scelta su modelli usati e rimessi a nuovo, oppure quelli in svendita da qualche esercizio commerciale come bar, sale da biliardo, o ancora i modelli economici che però non possono essere paragonati ai tavoli regolamentari.

Soprattutto se si desidera imparare, è importante farlo con il giusto strumento; le traiettorie, la direzione delle bilie, dipende sì, com'è ovvio che sia, dall'abilità del giocatore, ma se il tavolo da biliardo non risponde come deve va a falsare il gioco in quanto il giocatore deve correggere il tiro per ottenere ciò che desidera. Come uno strumento di precisione, se non risulta calibrato come deve, non è più preciso.

Se ci si prepara su di un tavolo non corretto e poi ci si cimenta in un torneo con tavolo regolamentare, quanto si è imparato potrebbe non corrispondere al gioco che si intende realizzare.

Per avere un tavolo da biliardo in casa occorre avere il giusto spazio, è una gran cosa per chi si può permettere di averlo. Vengono realizzati anche modelli particolarmente lussuosi da allestire sugli yacht, comunque sulle imbarcazioni di lusso. Ancora una volta, sono pensati e realizzati per essere anche oggetti di arredo, oltre che tavoli da gioco.

Un gioco che richiede parecchia concentrazione, disciplina e abilità, ecco perché non solo il tavolo, ma anche le bilie e la stecca devono essere all'altezza della situazione.

 

                 

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

af1.it è mantenuto dalla mia passione.
Se vuoi sostenere af1.it dai il tuo contributo.
PayPal.me af1it

Se qualche articolo ti è piaciuto e vuoi dare un contributo, ti ringrazio.

Tanti anni fa, quando c'erano ancora le lire, un bravo artista di strada, terminata la sua esibizione di giocoliere disse alla folla intorno: se il mio spettacolo vi è piaciuto, dimostratemelo, se non vi è piaciuto scrivetelo su “un deca…”

(un deca, le vecchie 10.000 lire…)
So smile & stay in touch !!!

 

 

af1.it usa cookie tecnici anche di terzi per le statistiche visite e per annunci pubblicitari.
Per sapere come negare il consenso leggi l'informativa estesa.
Cliccando su Va bene, scorrendo la pagina o continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie.
Leggi informativa estesa

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi