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Uno che scrive

La scacchiera e il gioco degli scacchi

11 minuti
aggiornato il
Scacchiera completa di scacchi, immagine dal gioco sul PC Windows Chess game: il grande coinvolgimento intellettivo della disciplina degli scacchi è qualcosa di veramente notevole ed arduo

Scacchiera

La scacchiera e il gioco degli scacchi: una disciplina caratterizzata da grande coinvolgimento intellettivo e dalla bellezza delle scacchiere e dei Pezzi.
Il gioco degli scacchi è uno di quei “giochi” definiti “da tavolo”, sebbene il supporto, ovvero la scacchiera, può essere posizionata ovunque vi sia lo spazio adatto, anche sul pavimento dove nella cultura orientale sedersi a terra (senza usare le sedie) è cosa normale, e le origini del gioco sono proprie dell'Asia, quindi tale definizione (gioco da tavolo) è occidentale.

Il gioco degli scacchi

Sul gioco degli scacchi sono stati scritti libri, manuali, è quasi riduttivo definirlo un gioco perché è una disciplina, una prova di abilità, intelligenza e strategia non indifferente.
Anzi, la complessità è notevole e materia di studio.
La FIDE (Federazione Internazionale degli scacchi) organizza le Olimpiadi degli scacchi dal 1927.

La scacchiera è formata da 64 caselle, 8 colonne perpendicolari a 8 righe. Le caselle (denominate Case) sono di colore alternato (bianco e nero, o comunque chiaro e scuro, tradizionalmente si definisce il Bianco e il Nero per distinguere i 2 colori dei Pezzi) tra loro, in modo da formare delle linee diagonali dove alcuni Pezzi possono muoversi proprio in diagonale (Regina e Alfiere).

I Pezzi degli scacchi sono 16 per ciascun avversario:

● Re

● Regina

● Alfiere (2)

● Cavallo (2)

● Torre (2)

● Pedone (8)

Il Re si può muovere in una delle caselle adiacenti a quella in cui si trova, nelle 4 direzioni ed in diagonale ma di 1 Casa per volta ed in base a chi ha davanti; ed 1 sola volta in tutta la partita può eseguire l'arrocco(1);

La Regina è la padrona del gioco, si muove in orizzontale, verticale, diagonale, avanti e indietro, per quante Case desidera;

L'Alfiere è un altro Pezzo potente, si muove in diagonale, sia in avanti che indietro;

Il Cavallo ha l'interessante e strategico movimento ad L, due Case contigue e una a lato, nelle 4 direzioni;

La Torre si muove nelle 4 direzioni, in orizzontale e verticale;

Il Pedone può muovere solo in avanti, alla prima mossa di 2 Case, poi solo di 1 alla volta e può mangiare i Pezzi solo in diagonale.

Come si vede nell'immagine qui sotto, le Torri sono posizionate ai lati, a rientrare si trovano rispettivamente Cavallo, Alfiere, Re (sulla destra del giocatore), Regina, per quanto riguarda la prima fila; davanti a questi Pezzi troviamo gli 8 Pedoni.

Nelle partite tra professionisti il gioco è a tempo, ovvero è stabilito un tempo massimo per eseguire una mossa, per dar modo al giocatore di riflettere.

Le partite possono durare molte ore, specialmente tra professionisti, dove la bravura di uno fatica sempre a prevalere su quella dell'altro. La FIDE si preoccupa di stabilire il regolamento da rispettare, relativo a tutti gli aspetti di un incontro.

Breve storia del gioco degli scacchi

Il gioco degli scacchi è molto antico, anche non sapendone nulla a riguardo ma guardando i Pezzi si ha un certo richiamo all'antico, Re, Regina, cavalli, alfieri, torri…

Il Senet è uno dei giochi da tavolo più antichi, praticato nell'Antico Egitto oltre 3.000 anni a.C. or sono.

Liubo è un altro gioco da tavolo praticato nell'Antica Cina dal periodo di oltre 1.500 anni a.C.

Chaturanga era il gioco praticato in India che più si avvicina, o forse ne è proprio il precursore, dell'odierno gioco degli scacchi, in quanto aveva i Pezzi che più assomigliano (meglio dire uguali) a quelli di oggi, e le mosse simili.

Raja, il Re; il pezzo della Regina; gli Elefanti, i Cavalli, le Torri, ed i Soldati (i Pedoni). Inequivocabile l'attinenza con gli scacchi come li conosciamo oggi, nell'era moderna meglio dire, perché da secoli l'attuale gioco degli scacchi è consolidato così come lo conosciamo.

Era il VI secolo a.C. e sebbene altri giochi da tavolo fossero antecedenti, non somigliavano, se non per la tavola che è il supporto dei pezzi, al gioco degli scacchi Con tutta probabilità è proprio l'India che ha visto nascere questo gioco, portato poi in Occidente dal mondo Arabo.

Se non l'India comunque il mondo asiatico ha visto l'origine del gioco degli scacchi, introdotto poi per via di diversi contesti storici, e ovunque sia stato introdotto ha attecchito, tanto da diventare ad essere oggi una disciplina più che mai consolidata, un gioco (inteso nel significato più alto del termine) capace di coinvolgere in maniera emotiva ed intellettiva a livelli altissimi.

La definizione persiana di Re: Shah. Nel X secolo il gioco degli scacchi era già diffuso in Europa, dopo essere stato portato dal mondo arabo, in cui gioco arrivò dalla Persia; ecco l'intreccio storico. In Europa il gioco sopravvisse anche ad alcuni veti imposti dalla religione, che ne vietavano la pratica prima del XV secolo.

Quando gli scacchi arrivarono in Europa, la figura del Visir usato nei pezzi al fianco del Re, venne sostituito dalla Regina; il carro in una Torre, il cavallo in Cavaliere, etc. A differenza della Russia che sostituì la figura del Visir con quella della Regina solo diversi secoli dopo. Le figure dei pezzi hanno accompagnato il periodo storico e culturale di ciascun Paese.

Via via che il gioco degli scacchi acquisiva importanza nei diversi Paesi, le manifatture dei pezzi iniziarono anche a diventare veri e propri pezzi da collezione, realizzati con i materiali più pregiati; ceramica, metallo, legno, anche per quanto riguarda la lavorazione, le finiture, la precisione dei dettagli, l'originalità messa in opera da ogni artigiano.

I Pezzi e le Scacchiere, in alcuni casi delle vere e proprie opere d'arte, ed il movimento dei pezzi è sostanzialmente rimasto quello, un'accelerazione al gioco, se così vogliamo dire, è stata introdotta quando è stato consentito di far muovere i Pedoni di 2 Case alla loro prima mossa.

Il gioco degli scacchi rappresentava la battaglia tra 2 eserciti, ed ogni Paese in cui il gioco è arrivato e si è consolidato, ha saputo svilupparsi e personalizzarsi secondo le diverse culture, mantenendo però univoche le regole sostanziali del gioco.

Gioco che è stato molte volte menzionato in testi risalenti a secoli or sono; questo dimostra l'importanza che il gioco degli scacchi ha avuto nella storia, laddove sia arrivato è sempre stato preso in massima considerazione, per la passione cha ha suscitato ovunque, e dal XVII secolo in Europa si è ulteriormente consolidato nella cultura popolare, tanto da diventare una delle bandiere nazionali per la bravura dei propri giocatori.

Una disciplina tanto apprezzata al punto da organizzare tornei internazionali per vedere i propri migliori giocatori confrontarsi con quelli di altre nazioni. La storia, specialmente quella più recente in quanto, quando le democrazie si sono affermate sempre di più (pur con tutte le problematiche del caso) le attività culturali, sociali, sportive, etc. si sono diffuse sempre di più assumendo maggiore considerazione, questo ha permesso la formazione di professionisti delle diverse discipline.

Vero è che anche le dittature hanno spesso usato a scopi propagandistici le abilità di alcuni dei propri rappresentanti per infliggere sconfitte più o meno simboliche ai propri avversari, tuttavia noi continuiamo a fare il tifo per la Democrazia.

In diversi Paesi il gioco degli scacchi e la pratica della sua disciplina ha assunto notevole importanza, con tanto di scuole di alto livello dove esperti insegnano, e quindi contribuiscono a tramandare la tradizione del gioco.

Questa disciplina ha visto partite lunghissime, giocatori con capacità mnemonica invidiabile, uno zelo ed una meticolosità maniacali nell'affrontare le partite e nel conservare nella memoria ciascuna mossa, uno studio approfondito, da parte dei giocatori professionisti, di partite considerate storiche.

Il coinvolgimento emotivo, nervoso e intellettivo mette a dura prova anche e soprattutto i giocatori più esperti, i professionisti, che di fatto adottano la disciplina come parte integrante della loro vita.

Impossibile non pensare alla Russia quando si parla di scacchi, data la grande tradizione che ha visto grandissimi campioni, Anatolij Karpov, Garri Kasparov, solo per citarne alcuni. L'indiano Viswanathan Anand è campione del mondo 2012.

Tipologie di scacchiere

Le scacchiere, ovviamente complete dei Pezzi schierati e che simulano un momento ben preciso della partita, possono essere a tutti gli effetti anche degli ottimi complementi di arredo, in alcuni casi lussuosi oggetti d'arredo, pensiamo ad esempio una scacchiera in marmo, in onice, in legno lavorato e intagliato, in vetro, opale, etc. dove i Pezzi e la scacchiera stessa sono lavorati a mano da un abile artigiano. Oggetti capaci di essere costosi senza limite di prezzo, in base alla qualità dei materiali impiegati ed all'abilità dell'artigiano.

Le dimensioni sono le più svariate, da piccoli capolavori in miniatura finemente lavorati, scacchiere tascabili, passando per una scacchiera dimensioni standard (dai 40 ai 48 cm circa), a quelle più grandi, alte, dove risalta la manifattura della scacchiera realizzata in materiale pregiato.

Gli scacchi in legno modello classico Staunton (dal nome dello scacchista inglese Howard Staunton, 1810 – 1874) risultano tra i più venduti, denominati anche Pezzi Staunton. Come ben sappiamo il Classico non tramonta mai, i Pezzi sono ben realizzati, possono essere calibrati con il piombo, con la parte inferiore che può avere il feltro per meglio appoggiare sulla scacchiera e proteggerla da eventuali graffi, una scatola in legno con apertura scorrevole può ospitare gli scacchi.

Anche dello stile Staunton ci sono diversi modelli, diversamente stilizzati per accontentare tutti i gusti, come quelli più esigenti dove i Pezzi sono in ebano, lavorati a mano con finiture che vanno ad impreziosire le figure, intagli sull'elmo dell'alfiere, briglie lavorate ai cavalli, lucidatura, e immancabile feltro sotto ciascun Pezzo. I più appassionati ovviamente tengono in considerazione il peso di ciascun pezzo nonché le dimensioni.

La colorazione quando presente deve risultare senza difetto alcuno, e da ogni punto di vista la scacchiera con i Pezzi ben si presta ad essere un complemento di arredo quando non addirittura un oggetto di arredamento, basti pensare ad esempio ad una scacchiera e pezzi in marmo, bianco, rosa, o verde, con la scacchiera in alcuni modelli alta oltre 10 cm, un blocco di marmo, alabastro, un pezzo da collezione e di arredo non indifferente.

In questi casi è possibile trovare una buona varietà dei Pezzi, in base al gusto dell'artigiano che ha realizzato il lavoro. E sono vere e proprie opere d'arte in molti casi, quando ogni pezzo viene lavorato a mano e rifinito, indipendentemente che sia legno o marmo, in quanto per far sì che un oggetto abbia di suo un certo valore il materiale deve essere di pregio, oltre alla qualità della manifattura dell'oggetto.

Le diverse qualità e tipologie dei legni, dei marmi, possono fare di una scacchiera e dei suoi Pezzi un oggetto davvero bello, importante anche dal punto di vista estetico oltre che da quello per cui è stato creato: il gioco degli scacchi, con tanto di rispetto artigiano per il peso di ciascun Pezzo e le sue dimensioni, per rendere la partita ancora più piacevole su di una scacchiera che è anche una cosa bella da vedere, da toccare.

Diversi artigiani specializzati nella lavorazione del legno, o del marmo, realizzano, tra le altre cose, anche scacchiere che sono capaci di soddisfare i gusti di ciascuno.

Se invece non si decide per avere anche un oggetto capace di integrarsi al meglio in un arredamento, si può tranquillamente scegliere un materiale più contemporaneo come quello plastico, se l'unica finalità è il gioco.

Questo è uno di quei casi secondo me, in cui se si decide per l'acquisto, vale almeno la pena di valutare una scacchiera con pezzi di almeno discreto materiale, che vengono offerti anche a prezzi interessanti.

Re e Regina di 15 cm circa di altezza sono già 2 pezzi niente male, come un pedone di 6 cm circa, rendono il gioco ancora più corposo per certi aspetti, anche la bellezza di un oggetto, che comunque è una valutazione soggettiva, può incentivare ulteriormente l'impegno e l'entusiamo che nutriamo per una passione.

Ci sono scacchiere e pezzi che sono ormai oggetti antichi a tutti gli effetti, che risultano pezzi da collezione, il cui acquisto si può intendere anche come forma di investimento. Onestamente, pur non essendo un giocatore, le scacchiere ed i loro Pezzi mi sono sempre piaciuti, ancor prima di conoscere le regole basilari del gioco.

Gioco che implica, ai livelli professionali più alti, preparazione e capacità non indifferenti, studio delle mosse, tanto ma tanto tempo da investire nell'apprendimento della disciplina, di tutti i suoi aspetti. Una disciplina ferrea che è indispensabile per affrontare il gioco e saper affrontare le sconfitte: perché in un professionista questo aspetto non è certo cosa da poco.

Anche questo è un aspetto molto affascinante di questa disciplina, il grande coinvolgimento emotivo, nervoso, cui i professionisti sono prede.

1) L'arrocco è una mossa che il Re può fare una sola volta nella partita e quando ancora si trova alla sua prima mossa; quando ancora non è stato mosso. Si può muovere di 2 Case a destra o sinistra verso una delle 2 torri, torre che si scambierà di posto con il Re per dargli maggiore difesa.

 

               

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

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