Penna stilografica: non cedere alla fretta se ami scrivere

Il piacere di scrivere con la penna stilografica è qualcosa che esalta ulteriormente il piacere della scrittura con uno strumento semplice ma di precisione
Penna stilografica (photo by Todabasura on Pixabay)

Penna stilografica: non cedere mai alla fretta di scrivere, e con questo strumento sopra un foglio di carta ricicliata è anche meglio.


Penna stilografica: uno strumento di precisione

La penna stilografica è uno strumento di precisione per scrivere, la scrittura si rende possibile grazie ad un serbatoio che contiene inchiostro e lo fa fuoriuscire lentamente grazie alla gravità quando si scrive grazie ad un pennino.

Una sorte di ponte tra la scrittura antica (con la penna d'oca) ed il moderno. “Non può essere veloce come una qualsiasi penna”, merita attenzione nell'utilizzo, e passione.

Cenni storici

La storia della scrittura si perde nella notte dei tempi, i geroglifici, le incisioni rupestri, le incisioni sulla pietra con altre pietre, oppure con strumenti di metallo; ma con il metallo siamo già avanti.

Nel XVIII secolo fece la sua comparsa la penna stilografica, quando la scrittura rappresentava già uno strumento perfezionato da parte dell'uomo, uno strumento comunicativo senza eguali.

Nel XIV secolo venne brevettata dal governo francese, ma la penna con un serbatoio d'inchiostro risale probabilmente al X secolo, i disegni di Leonardo da Vinci raffigurano una penna avente un serbatoio d'inchiostro.

Preceduta dalla piuma d'oca

Preceduta dalla piuma d'oca intinta nell'inchiostro per scrivere, la penna stilografica si può definire l'evoluzione di questo stile di scrittura.

Logico supporre quando si arrivò a scrivere con la piuma d'oca e inchiostro, ci si chiedesse come poter allestire una penna con un serbatoio capace di durare nel tempo, e quindi potesse permettere una buona autonomia da parte dello scrittore, del disegnatore, del miniaturista, dell'artista.

Uno strumento di scrittura evoluto

Abbiamo dunque a che fare con uno strumento di scrittura decisamente moderno, la cui storia è iniziata prima della penna a sfera (questa rappresenta per certi aspetti la modernità della penna per scrivere), un periodo dunque in cui la scrittura era già consolidata da secoli nell'importanza della comunicazione da parte dell'essere umano.

I marchi

Ecco allora apparire marchi destinati ad accompagnare la storia di questo strumento di scrittura, Waterman, Parker, per citarne alcuni (Visconti, azienda nata nel 1988 e che produce penne davvero interessanti), che hanno prodotto pezzi diventati da collezione, capaci di valere cifre davvero importanti.

Era logico supporre, che un oggetto simile fosse entrato a pieno diritto anche nell'ambito del collezionismo, in quanto parliamo di uno strumento per scrivere, ed in un lungo periodo storico questo è stato l'unico modo più evoluto per farlo da parte dell'uomo: scrivere su carta con una penna.

Non perdiamo la memoria storica

Oggi che siamo abituati alla tastiera del PC, evoluzione (per la scrittura veloce) della macchina per scrivere (che certo ha lasciato l'importanza della dattilografia), la penna stilografica continua a rappresentare un oggetto di rara bellezza, capace di donare un piacere particolare a chi la utilizza.

Trattandosi infatti di un oggetto necessariamente costruito con perizia e cura, uno strumento di precisione, da sempre è stato caratterizzato da finiture particolarmente importanti.

Incisioni e decorazioni sull'involucro esterno, che sono diventati parte integrante dell'oggetto stesso, considerato di per sé quasi un oggetto prezioso.

Tanto per l'importanza e la qualità del materiale impiegato per la sua costruzione, quanto per l'estrema meticolosità necessaria per la sua realizzazione, che deve necessariamente dare il meglio per produrre quello che, ripeto, è uno strumento di estrema precisione.

Come funziona

La gravità e la capillarità (interazione tra liquidi e solidi: in questo caso inchiostro e pennino), sono i fenomeni che permettono la scrittura.

Dotata di serbatoio ricaricabile contenente inchiostro, oppure di cartuccia intercambiabile; l'inchiostro quindi arriva al pennino, dal serbatoio, o dalla cartuccia, ed arriva scendendo, al pennino.

La parte inferiore, che contiene il pennino, è collegata al resto della penna (che contiene il serbatoio con l'inchiostro) con un meccanismo a vite, oppure a pressione, medesimo meccanismo impiegato per usare il cappuccio.

Il serbatoio

Il serbatoio di inchiostro è un contenitore di metallo da applicare (a vite o a pressione) sull'involucro che contiene il pennino.

Può essere ricaricato di inchiostro. Esistono anche in commercio cartucce (di materiale plastico esempio in polipropilene), con inchiostro di diverso colore, usa e getta.

Vengono applicate a pressione nell'involucro che contiene il pennino, e proprio esercitando la pressione si fora l'involucro di materiale plastico, che permetterà la fuoriuscita dell'inchiostro.

Il pennino

Il pennino è in materiale metallico, esempio acciaio, alluminio, oro, argento, platino, ne esistono davvero diverse tipologie.

La parte esterna che si trova sulla stessa superficie dell'involucro, è solitamente arrotondata, per seguire la rotondità della penna.

Termina in maniera visibilmente appuntita, sulla cui parte terminale fuoriesce l'inchiostro durante la scrittura.

Il taglio che viene dato alla punta, può conferire una particolare tipologia di scrittura.

Solitamente, il pennino è posizionato all'interno di un cilindro, che può essere anche materiale plastico, a sua volta inserito nella struttura della penna.

È in acciaio inossidabile negli oggetti di moderna produzione, in quanto è di ottima resistenza alla normale abrasione sulla carta durante la scrittura.

Iridio sulla punta

L'iridio sulla punta del pennino d'oro, rappresenta quanto ha visto nascere la penna stilografica.

Sulla superficie arrotondata, il pennino presenta un taglio longitudinale, in linea con l'involucro della penna, e proprio grazie alla citata capillarità, permette di trasferire inchiostro dal serbatoio al pennino, poi sulla carta, durante la scrittura.

Il foro di sfiato

È anche dotato di un foro di sfiato, facendo circolare aria al serbatoio di inchiostro, al fine di permettere una più omogenea ed uniforme stesura dell'inchiostro stesso.

Tanto il taglio longitudinale, quanto il foro di sfiato, riescono ad essere un punto elastico del metallo, affinché questo possa sopportare con maggiore facilità eventuali tensioni al quale viene sottoposto durante la scrittura.

Non dimentichiamo infatti che parliamo di una sottile lamina di metallo, e proprio in quanto sottile capace di donare una scrittura esteticamente gradevole.

Più fori di sfiato

Quando sono presenti sul pennino più fori di sfiato, agevolano ulteriormente la fuoriuscita di inchiostro, per ottenere una scrittura più consistente.

I primi esemplari meno rigidi

Nei primi modelli di penne stilografiche, il pennino probabilmente era molto più morbido, capace di maggiore tensione, ovvero di esercitare flessibilità durante la scrittura.

Questa tipologia di pennino, venne usata per molto tempo da scrittori che non avevano necessità di ricaricare e produrre più copie dello stesso documento.

Esemplari più rigidi

In un secondo momento, vennero introdotti pennini aventi una maggiore rigidità, in quanto venne largamente impiegata anche per uso lavorativo, sovente dove vi era la necessità di scrivere, anche ricopiando, più copie di un documento.

Pennino stilizzato

Taglio longitudinale, e foro di sfiato, capaci di diventare incisioni stilizzate, secondo un disegno ben definito, voluto dal cliente, dal progettista, dal costruttore.

Ad esempio, possiamo trovare fori di sfiato che sono semplicemente dei piccoli buchi rotondi, oppure simili ai simboli delle carte da gioco (picche, fiori, quadri, cuori), etc.

Interessante questo particolare, per valorizzare ulteriormente il design, sempre elegante, di una penna di questo tipo.

Meccanismo di ricarica della penna stilografica

I primi esemplari, presentavano sovente il serbatoio di ricarica con apposito contagocce.

Sebbene risultasse operazione dispendiosa in termini di tempo, cui dedicare attenzione per non sporcare, questo sistema di ricarica trova spazio ancora oggi nelle attuali produzioni di penne stilografiche.

Del resto, avere a che fare con l'inchiostro, implica necessariamente perizia ed attenzione da parte dell'utilizzatore.

Quindi non è affatto raro trovare persone che amano utilizzare penne stilografiche aventi proprio questa tipologia di ricarica; non solo, ma la preferiscono ad altre tipologie, in quanto possono riempire a piacimento (secondo quelle che ovviamente sono le capacità del serbatoio), il contenitore di inchiostro.

Self filler

Successivamente, vennero introdotto differenti meccanismi per ricaricare l'inchiostro del serbatoio, denominati self-filler.

Si tiene premuto il pulsante presente sull'involucro esterno, mentre si intinge il serbatoio nel contenitore di inchiostro; rilasciando il pulsante, l'inchiostro stesso viene aspirato all'interno dell'involucro del serbatoio.

Crescent filler

Il sistema crescent-filler fu introdotto da Conklin (guarda sul sito fountaipen.it) nel 1901.

Uno dei primi esemplari in assoluto ad essere prodotta in serie con questa tipologia di ricarica, uno dei primi sistemi self-filling, caratterizzato da una semplice rotazione di un anello per caricare il serbatoio.

Squeeze filler

Altro sistema di meccanismo interessante, è quello denominato squeeze-filter, che attraverso una semplice pressione di un pulsante posizionato sull'involucro metallico del serbatoio, permette di caricare facilmente di inchiostro il serbatoio.

Filler touchdown

O ancora, il cosiddetto filler-touchdown, permette la ricarica grazie ad un pistone presente nel serbatoio, agisce come una sorta di siringa.

Il sistema di ricarica a stantuffo o cartuccia, è quello oggi maggiormente utilizzato, da chi desidera velocizzare le cose.

Le cartucce

Da ricordare che cartucce sono standard, in formati adottati dai maggiori produttori di penne stilografiche, di modo che possano essere tranquillamente ospitati nei rispettivi serbatoi.

Questo permette di poter usufruire di un solo tipo di cartuccia, pur potendo usare molteplici penne stilografiche di marchi diversi.

Pulizia e manutenzione

Mantenere pulita esternamente una penna stilografica, non è certo un'operazione difficile.

È sufficiente un panno morbido e asciutto, da utilizzare per tutta la lunghezza della penna, semmai imbevuto di acqua per detergere il pennino.

Pulizia interna

Acqua fredda: nient'altro, nemmeno acqua calda o detergenti o qualsivoglia solvente. Solo ed esclusivamente acqua fredda per eseguire la pulizia interna.

Se è di nostro uso abituale, almeno ogni due mesi dovrebbe essere sottoposta a pulizia interna.

Ricordiamo ancora, con semplice acqua fredda, ed essere accuratamente scaricata, quindi ripulita.

Così deve essere riposta, ben pulita, se non abbiamo intenzione di utilizzarla per un periodo di tempo più o meno lungo.

In caso contrario, possiamo procedere nuovamente alla ricarica con l'inchiostro, per poterla riutilizzare dopo averla accuratamente pulita.

Qualità dell'inchiostro

Riuscire facilmente nella pulizia, passa anche dal corretto utilizzo dell'inchiostro, che non deve necessariamente essere della stessa marca della penna.

È importante però, che l'inchiostro non sia troppo vecchio, per evitare eventuale capacità corrosiva, quindi ossidazione o addirittura muffa, che si può presentare in inchiostro mal conservato.

Un buon rivenditore specializzato, è certamente in grado di consigliare quale tipo di inchiostro usare per una specifica penna.

Inchiostro più o meno fluido

Può essere usato inchiostro di diversa viscosità, secondo le caratteristiche di costruzione della penna, ovvero dove la fuoriuscita di inchiostro dal pennino sia più asciutta, invece che corposa.

Non è uno strumento di scrittura qualunque

Una penna stilografica, non è uno strumento di scrittura qualunque; al contrario, risulta essere una scelta ben precisa da parte dello scrittore, una persona che sicuramente ama scrivere, e quando lo fa desidera prendersi il tempo necessario che la scrittura necessita.

Non viene usata per scrivere qualcosa di fretta, bensì mettersi comodamente seduti possibilmente davanti ad una scrivania, prendere la carta che più piace, ed iniziare a scrivere.

La carta riciclata su cui scrivere

Personalmente, trovo particolarmente piacevole scrivere sulla carta riciclata, che assorbe l'inchiostro con maggiore capacità.

Ricorda sempre di scegliere un inchiostro di qualità, in quanto rappresenta davvero la benzina della nostra penna stilografica.

E la manutenzione, ovvero una buona pulizia periodica e regolare, dipende dalla nostra volontà di mantenere al meglio lo strumento di scrittura per eccellenza.

Scrivere è un piacere. Buona scrittura -:)