Patek Philippe orologio: la storia della Maison di Ginevra

Patek Philippe orologio: la storia
(Photo by Omkar Jadhav on Unsplash)

Patek Philippe orologio la storia: possiamo paragonare Patek Philippe per gli orologi con la Rolls Royce delle automobili.


Entrambi sinonimi di un certo design, ricerca e perfezione stilistica, buongusto, esclusività del prodotto.
La creatività che contraddistingue gli orologi Patek Philippe, ha sempre caratterizzato la società nel proporre i suoi prodotti, la vasta esperienza e più di 70 brevetti fanno di questo marchio uno di quelli che ha più considerazione, nella produzione di alta orologeria.

La Maison

Si fregia del Sigillo di Ginevra (Poinçon de Genève), un marchio di qualità che viene conferito secondo rigidi criteri di valutazione, a un ristretto numero di orologi di lusso.

Ogni anno, si tiene a Ginevra un'esclusiva fiera dedicata a questo settore: il Salone Internazionale dell'Alta Orologeria.

Per ottenere questo importante riconoscimento, è necessario porre una scrupolosa, minuziosa, maniacale attenzione nella produzione di ogni singolo componente, meccanismo, ingranaggio.

Quando si parla di orologi da collezione, Patek Philippe rappresenta per gli appassionati collezionisti, uno degli orologi in assoluto più ambiti e ricercati.

Patek Philippe orologio: la storia

Antoine Norbert de Patek (1811-1877 Wikipedia), polacco, era arrivato a Ginevra per studiare pittura con Alexandre Calame, pittore già conosciuto per la sua abilità di paesaggista.

I due si erano conosciuti in precedenza a Parigi, ma la carriera di artista di Patek ebbe breve durata, perché comprese che la sua vocazione era un'altra.

Iniziò a studiare a fondo i sofisticati meccanismi degli orologi di alta qualità, e fu proprio grazie a questo, che avvenne l'incontro con il Ceco-Polacco Francois Czapek (czapek․com), e i due decisero di intraprendere insieme l'attività.

Nel 1839, nacque la Patek-Czapek, società con il suo quartier generale a Ginevra.

La nuova impresa nasce con i migliori auspici, e se la cava discretamente bene, anche se rimase una piccola nota nella storia dell'orologeria, fino a quando, nel 1844, un incontro fortuito fece conoscere a Patek, il giovane e promettente maestro orologiaio Jean Adrien Philippe (1815-1894 lepoint․fr), incontro che cambiò la sorte della giovane azienda.

La svolta

Emigrato dalla Francia, Philippe si era distinto per essere riuscito nella costruzione di un orologio da tasca estremamente sottile, che poteva essere ricaricato con la corona, invece che con la chiave.

La collaborazione e la società con Czapek continuò, ma Patek offrì al giovane e ambizioso Philippe, un posto come Direttore Tecnico della società.

Nel 1845 però, Patek decise di sciogliere la società con Czapek, e l'azienda continuò portando il solo nome di Patek.

Il giovane Philippe, grande lavoratore e persona particolarmente leale, fece crescere in modo notevole il commercio della società, e nel 1851, Patek decise che era giunto il momento di ricompensare in modo adeguato il suo giovane e valido Direttore Tecnico.

Diede una nuova organizzazione alla società, e da quel momento coinvolse direttamente anche quello che diventerà il suo nuovo socio: nacque così in quell'anno, la Patek Philippe.

La società si consolida

Qui la storia della società inizia davvero a consolidarsi. I due soci sono dotati di inventiva, creatività, ambizione.

Patek è chiaramente portato per la vendita, e promuove il marchio della propria azienda anche oltreoceano, sebbene all'epoca, i viaggi così lunghi non erano molto semplici.

Il desiderio però di promuovere il marchio in ogni parte del mondo, ha spinto Patek a compiere numerosi viaggi per promuovere l'arte orologiaia, rappresentata dalla società.

Potremmo definirlo intrepido viaggiatore, che documentava sui suoi diari le avversità incontrate nei suoi spostamenti, o le difficoltà con altri viaggiatori.

Adrien Philippe d'altro canto, era ben contento di restare a Ginevra e concentrare i suoi sforzi per vigilare quotidianamente sulla produzione dell'azienda, e la sempre crescente diffusione del marchio.

La società continuò a prosperare, regalando ai due soci molte soddisfazioni e gratifiche, Patek sopravvisse fino al 1877, e ricevette anche un'onoreficenza da Papa Pio IX.

Philippe, continuò il suo lavoro nella società, e morì nel 1894.

In seguito alla morte dei due talentuosi fondatori, tre impiegati di vecchia data dell'azienda, decisero di assumere le redini della società, e divennero soci.

Gli inizi del 900

Nel 1901, la Patek Philippe venne riorganizzata come società azionaria, con il nome di Ancienne Manufacture d'Horlogerie Patek Philippe.

Venne ricapitalizzata con la somma di 1,6 milioni di franchi, per l'epoca davvero un bel mucchio di soldi, sebbene non siano pochi nemmeno ora; ma per quel tempo, stavano davvero a significare la notevole importanza, anche sotto il profilo economico, della società.

Sebbene l'azienda non ha prodotto fino al 1910 i movimenti (ebauches) con il proprio marchio, la qualità degli orologi ha continuato a essere alta.

È possibile trovare oggetti risalenti a quegli anni, già molto complicati e sofisticati, caratterizzati dal design sobrio, particolari tecnici molto evoluti, frutto di un progetto già innovativo.

L'evoluzione del business

Come spesso accade per le aziende più rinomate e prestigiose, Patek Philippe ha ricevuto visita, nel suo quartier generale di Ginevra, da parte di molte personalità famose, ricchi uomini d'affari, ed esponenti regali di quel tempo.

Si rese quindi necessario, e anche strategicamente azzeccato, costruire un apposito locale dove mostrare tutti i prodotti della società.

In pratica una show-room, dove intrattenere cordialmente gli ospiti/clienti, e permettere loro di trattare affari in modo del tutto discreto.

Risulta di particolare interesse, notare come in quel periodo, la Maison Patek Philippe produsse orologi secondo precise direttive di gioiellieri, producendo anche un'intera linea di orologi influenzati dallo stile Art Déco, in particolar modo per il gioielliere brasiliano Gondolo & Laboriau.

Gondolo oggi, è un orologio in chiaro stile Art Déco, firmato da Patek Philippe, creato nel 1993.

La grande depressione

Il periodo della depressione economica, ha fatto sensibilmente segnare il passo alle aziende produttrici di orologi di lusso, facendo calare sensibilmente le vendite, catapultando la società in serie difficoltà economiche, al punto di poter essere acquistate da un acquirente.

David LeCoultre, produttore di movimenti per orologio di Valle de Joux, propose un'offerta, ma questa venne rifiutata.

Patek Philippe venne così venduta a Jean e Charles Stern, già proprietari della Fabrique de Cadrans Stern Freres, azienda che produceva quadranti esclusivamente per Patek Philippe.

La ripresa dopo la crisi

Venne assunto un nuovo Direttore Generale, Jean Pfister, la cui prima mossa fu di riorganizzare l'azienda, con nuove attrezzature, affinché potesse produrre da sé i propri movimenti.

Per la prima volta in tanti anni, l'azienda era in grado di controllare totalmente la produzione in ogni suo aspetto, e grazie a un orologio come il Calatrava, lanciato sul mercato nel 1932, la società riuscì a vendere un ottimo numero di esemplari, e lo stato finanziario era in netta ripresa.

Questo periodo è caratterizzato dalla grande innovazione di modelli di orologio molto innovativi e particolari, con indicazione delle ore del mondo, come anche il Reference 1526, sofisticato modello con calendario perpetuo, che venne introdotto nel mercato, e ben preso ristabilì come azienda leader Patek Philippe.

Altro aspetto particolarmente importante, era che la conduzione della società faceva capo alla famiglia Stern, di conseguenza non si rendeva necessario convocare consigli di amministrazione per approvare, o rifiutare, un progetto.

La famiglia Stern

Henri Stern, figlio di Charles, nel 1934 si trasferì a New York, e venne incaricato della responsabilità della distribuzione in America dei prodotti della società.

La Henri Stern Agency, venne stabilita nella Grande Mela, dove ancora oggi ha sede questa agenzia che rappresenta Patek Philippe.

Nel periodo degli anni del 1950, i maestri orologiai di Patek Philippe, riuscirono a mettere a punto pezzi davvero sorprendenti.

Con quadranti dipinti a mano, orari delle diverse località del mondo, cronografo con frazioni di secondo, ripetizione minuti, e altri cronometri particolarmente sofisticati, che diventarono presto un vezzo da possedere, per esponenti dell'alta società.

Gli orologi della produzione comunque erano caratterizzati sempre da una qualità di livello decisamente alto, superiore.

Pezzi da collezione e investimento

Alcuni dei modelli più spettacolari, sono stati l'automatico Patek Philippe con Calibri 12-600 o 27-460, oppure il Reference 2526 contraddistinto dal quadrante in porcellana.

Per la bellezza notevole di questo esemplare, dovuta al suo particolare, prezioso e delicato quadrante, la richiesta da parte dei collezionisti è davvero elevata, e il prezzo raggiunge soglie davvero incredibili.

Anche per altri modelli di orologio della Maison, il prezzo in alcuni casi ha raggiunto un valore del 10.000% in più, rispetto al prezzo originale.
Sono a tutti gli effetti investimenti destinati a durare nel tempo, e implementare addirittura il valore dell'investimento stesso.

Nel 1958, Henri Stern tornò in Svizzera, per sostituire Jean Pfister, e investire la carica di Presidente e Amministratore Delegato della prestigiosa azienda.

Sotto la sua guida, l'azienda ha potuto continuare a crescere, implementare le vendite, continuando a dedicare un occhio di riguardo alla massima qualità dei pezzi prodotti.

Il Nautilus, ha contribuito in maniera determinante a far superare alla società il momento di crisi di vendite degli anni 70 e 80.

L'ulteriore crescita dell'azienda

Il già importante Servizio di Assistenza, venne implementato ulteriormente, e migliorato anche il processo produttivo dei movimenti.

Un grande passo in avanti in questa prospettiva, è stato raggiunto con il Calibro 240, un movimento a carica automatica, caratterizzato da un micro-rotore, capace di consentire ai disegnatori della Maison, di creare orologi da polso ultrapiatti.

Nel 1990, Henry Stern abbandonò il ruolo di Presidente della società, per avviarsi a un meritato pensionamento.

Da quel momento, il figlio Philippe, che iniziò a lavorare in azienda nel 1977, è stato responsabile della supervisione delle vendite, e delle scelte commerciali.

Philippe ha dato buona prova delle sue capacità anche come dirigente, introducendo sul mercato un orologio da donna come il Reference 5035, la serie di Gondolo, in omaggio al laboratorio brasiliano Gondolo & Laboriau, incrementando ulteriormente le vendite, consolidando la presenza di laboratori in Ginevra, creando un nuovo quartier generale dello State Of Art nel 1996.

La guida familiare della società

Una particolarità che ha contraddistinto negli anni l'azienda, è stata la guida familiare della società, che ha dimostrato ottime capacità di vendita e produzione.

Lo stesso Philippe Stern, promise che, malgrado le vantaggiose offerte di vendere la società e gli enormi sforzi finanziari per farla progredire, continuerà a rimanere di proprietà della famiglia, per continuare al meglio una tradizione di passione per l'alta orologeria, che negli anni ha dato tanti eccellenti risultati.

Per perseguire questo importante obiettivo, Philippe insegna a suo figlio Thierry, per prepararlo alla guida della prestigiosa azienda di famiglia.

Dal 2009, Thierry è il presidente (patek․com), ed è la quarta generazione che continua a onorare un prezioso e importante cammino iniziato nel 1845, cercando di continuare, anche in futuro, a produrre quanto di meglio Patek Philippe sia in grado di fare.