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Patek Philippe orologi, storia e tipologie

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Orologio da polso Patek Philippe

Orologio da polso Patek Philippe

Possiamo paragonare Patek Philippe per gli orologi con la Rolls Royce delle automobili.
Entrambi sinonimi di un certo design, ricerca e perfezione stilistica, buongusto, esclusività del prodotto.
La creatività che contraddistingue gli orologi Patek Philippe, ha sempre caratterizzato la società nel proporre i suoi prodotti, la vasta esperienza e più di 70 brevetti fanno di questo marchio uno di quelli che più gode considerazione nella produzione di alta orologeria.

Patek Philippe

Patek Philippe si fregia del Sigillo di Ginevra (Poinçon de Genève), un marchio di qualità che viene conferito secondo rigidi criteri di valutazione ad un ristretto numero di orologi di lusso.

Ogni anno si tiene a Ginevra un'esclusiva fiera dedicata a questo settore: il Salone Internazionale dell'Alta Orologeria.
Per ottenere questo importante riconoscimento è necessario porre una scrupolosa, minuziosa, maniacale attenzione nella produzione di ogni singolo componente, meccanismo, ingranaggio.

Quando si parla di orologi da collezione, Patek Philippe rappresenta per gli appassionati collezionisti uno degli orologi in assoluto più ambiti e ricercati.

Storia dell'azienda Patek Philippe

Antoine Norbert de Patek, polacco, era arrivato a Ginevra per studiare pittura con Alexandre Calame, pittore già conosciuto per la sua abilità di paesaggista.
I due si erano conosciuti in precedenza a Parigi, ma la carriera di artista di Patek Philippe ebbe breve durata perché comprese che la sua vocazione era un'altra.

Iniziò a studiare a fondo i sofisticati meccanismi degli orologi di alta qualità, e fu proprio grazie a questo che avvenne l'incontro con il Ceco-Polacco Francois Czapek, ed i due decisero di intraprendere insieme l'attività.

Nel 1839 nacque la Patek-Czapek, società con il suo quartier generale a Ginevra.
La nuova impresa nasce con i migliori auspici, e se la cava discretamente bene, anche se rimase una piccola nota nella storia dell'orologeria fino a quando, nel 1844 un incontro fortuito fece conoscere a Patek il giovane e promettente maestro orologiaio Jean Adrien Philippe, incontro che cambiò la sorte della giovane azienda.

Emigrato dalla Francia, Philippe si era distinto per essere riuscito nella costruzione di un orologio da tasca estremamente sottile, che poteva essere ricaricato con la corona invece che con la chiave.

La collaborazione e la società con Czapek continuò, ma Patek offrì al giovane ed ambizioso Philippe un posto come Direttore Tecnico della società.

Nel 1845 però, Patek decise di sciogliere la società con Czapek, e l'azienda continuò portando il solo nome di Patek.
Il giovane Philippe, grande lavoratore e persona particolarmente leale, fece crescere in modo notevole il commercio della società, e nel 1851 Patek decise che era giunto il momento di ricompensare in modo adeguato il suo giovane e valido Direttore Tecnico.

Diede una nuova organizzazione alla società, e da quel momento coinvolse direttamente anche quello che diventerà il suo nuovo socio, nacque così in quell'anno la Patek Philippe.

Qui la storia della società inizia davvero a consolidarsi. I due soci sono dotati di inventiva, creatività, ambizione.
Patek è chiaramente portato per la vendita, e promuove il marchio della propria azienda anche oltreoceano, sebbene all'epoca i viaggi così lunghi non erano molto semplici.

Il desiderio però, di promuovere il marchio in ogni parte del mondo fosse possibile, ha spinto Patek a compiere numerosi viaggi per promuovere l'arte orologiaia rappresentata dalla società.
Potremmo definirlo intrepido viaggiatore che documentava sui suoi diari le avversità incontrate nei suoi viaggi o le difficoltà con altri viaggiatori.

Adrien Philippe d'altro canto, era ben contento di restare a Ginevra e concentrare i suoi sforzi per vigilare quotidianamente sulla produzione dell'azienda, e la sempre crescente diffusione del marchio.
La società continuò a prosperare, regalando ai due soci molte soddisfazioni e gratifiche, Patek sopravvisse fino al 1877, e ricevette anche una onoreficenza da Papa Pio IX.

Philippe, continuò il suo lavoro nella società, e morì nel 1894.
In seguito alla morte dei due talentuosi fondatori, tre impiegati di vecchia data dell'azienda decisero di assumere le redini della società, e divennero soci.

Nel 1901, la Patek Philippe venne riorganizzata come società azionaria con il nome di Ancienne Manufacture d'Horlogerie Patek Philippe, venne ricapitalizzata con la somma di 1,6 milioni di franchi, per l'epoca davvero un bel mucchio di soldi, sebbene non siano pochi nemmeno ora, ma per quel tempo stavano davvero a significare la notevole importanza, anche sotto il profilo economico, della società.

Sebbene l'azienda non ha prodotto fino al 1910 i movimenti (ebauches) con il proprio marchio, la qualità degli orologi ha continuato ad essere alta.

È possibile trovare oggetti risalenti a quegli anni, già molto complicati e sofisticati, caratterizzati dal design sobrio, particolari tecnici molto evoluti, frutto di un progetto già innovativo.
Come spesso accade per le aziende più rinomate e prestigiose, Patek Philippe ha ricevuto visita, nel suo quartier generale a Ginevra, da parte di molte personalità famose, ricchi uomini d'affari, ed esponenti regali di quel tempo.

Si rese quindi necessario, ed anche strategicamente furbo, costruire un apposito locale dove mostrare tutti i prodotti della società, in pratica una show-room, dove intrattenere cordialmente gli ospiti-clienti e permettere loro di trattare affari in modo del tutto discreto.

Risulta di particolare interesse notare come in quel periodo, Patek Philippe produsse orologi secondo precise direttive di gioiellieri, producendo anche una intera linea di orologi influenzati dallo stile Art Déco, in particolar modo per il gioielliere brasiliano Gondolo & Laboriau.

Gondolo oggi è un orologio in chiaro stile Art Déco firmato da Patek Philippe, creato nel 1993.
Il periodo della depressione economica ha fatto sensibilmente segnare il passo alle aziende produttrici di orologi di lusso, facendo calare sensibilmente le vendite, catapultando la società in serie difficoltà economiche, al punto di poter essere acquistata da un acquirente.

David LeCoultre, produttore di movimenti per orologio di Valle de Joux, propose un'offerta, ma questa venne rifiutata.

Patek Philippe venne così venduta a Jean e Charles Stern, già proprietari della Fabrique de Cadrans Stern Freres, azienda che produceva quadranti esclusivamente per Patek Philippe.

Venne assunto un nuovo Direttore Generale, Jean Pfister, la cui prima mossa fu di riorganizzare l'azienda, con nuove attrezzature, affinché potesse produrre da sé i propri movimenti.

Per la prima volta in tanti anni l'azienda era in grado di controllare totalmente la produzione in ogni suo aspetto, e grazie ad un orologio come il Calatrava lanciato sul mercato nel 1932, la società riuscì a vendere un ottimo numero di esemplari e lo stato finanziario era in netta ripresa.

Questo periodo è caratterizzato dalla grande innovazione di modelli di orologio molto innovativi e particolari, orologi con indicazione delle ore del mondo, come anche il Reference 1526, sofisticato modello con calendario perpetuo, che venne introdotto nel mercato e ben preso ristabilì come azienda leader Patek Philippe.

Altro aspetto particolarmente importante era che la conduzione della società faceva capo alla famiglia Stern, di conseguenza non si rendeva necessario convocare consigli di amministrazione per approvare o rifiutare un progetto.

Henri Stern, figlio di Charles, nel 1934 si trasferì a New York, e venne incaricato della responsabilità della distribuzione in America dei prodotti della società, e la Henri Stern Agency venne stabilita nella Grande Mela dove ancora oggi ha sede questa agenzia che rappresenta Patek Philippe.

Nel periodo degli anni del 1950, i maestri orologiai di Patek Philippe riuscirono a mettere a punto orologi davvero sorprendenti, con quadranti dipinti a mano, orari delle diverse località del mondo, cronografo con frazioni di secondo, ripetizione minuti, ed altri cronometri particolarmente sofisticati che divennero presto un vezzo da possedere per esponenti dell'alta società.

Gli orologi della produzione comunque erano caratterizzati sempre da una qualità di livello decisamente alto, superiore.
Alcuni dei modelli più spettacolari sono stati l'automatico Patek Philippe con Calibri 12-600 o 27-460, oppure il Reference 2526 contraddistinto dal quadrante in porcellana.

Per la bellezza notevole di questo esemplare, dovuta al suo particolare, prezioso e delicato quadrante, la richiesta da parte dei collezionisti è davvero elevata, ed il prezzo raggiunge soglie davvero incredibili: si pensi che, anche per altri modelli di orologio Patek Philippe il prezzo in alcuni casi ha raggiunto un valore del 10.000% in più rispetto al prezzo originale.

Sono a tutti gli effetti investimenti atti a durare nel tempo, ad implementare addirittura il valore dell'investimento stesso.
Nel 1958 Henri Stern tornò in Svizzera per sostituire Jean Pfister ed investire la carica di Presidente ed Amministratore Delegato della prestigiosa azienda.

Sotto la sua guida, Patek Philippe ha potuto continuare a crescere, implementare le vendite, continuando a dedicare un occhio di riguardo alla massima qualità dei pezzi prodotti.
Modello come il Nautilus, ha contribuito in maniera determinante a far superare alla società il momento di crisi di vendite degli anni 70 e 80.

Il già importante Servizio di Assistenza venne implementato ulteriormente, e migliorato anche il processo produttivo dei movimenti.
Un grande passo in avanti in questa prospettiva è stato raggiunto con il Calibro 240, un movimento a carica automatica caratterizzato da un micro-rotore capace di consentire ai disegnatori di orologi Patek Philippe di creare modelli da polso ultrapiatti.

Nel 1990 Henry Stern abbandonò il ruolo di Presidente della società per avviarsi ad un meritato pensionamento, e da quel momento il figlio Philippe che iniziò a lavorare in azienda nel 1977, è stato responsabile della supervisione delle vendite e delle scelte commerciali della società.

Philippe ha dato buona prova delle sue capacità anche come dirigente, introducendo sul mercato un orologio da donna come il Reference 5035, la serie di Gondolo, in omaggio al laboratorio brasiliano Gondolo & Laboriau, incrementando ulteriormente le vendite, consolidando la presenza di laboratori in Ginevra, creando un nuovo quartier generale dello State Of Art nel 1996.

Una particolarità che ha contraddistinto negli anni Patek Philippe è stata la guida familiare della società, che ha dimostrato ottime capacità di vendita e produzione.

Lo stesso Philippe Stern promise che, malgrado le vantaggiose offerte di vendere la società e gli enormi sforzi finanziari per farla progredire, continuerà a rimanere di proprietà della famiglia, per continuare al meglio una tradizione di passione per l'alta orologeria che negli anni ha dato tanti eccellenti risultati.

Per perseguire questo importante obiettivo, Philippe insegna a suo figlio Thierry per prepararlo un giorno alla guida della prestigiosa azienda di famiglia.
Dal 2009 Thierry è il presidente, ed è la quarta generazione che continua ad onorare un prezioso ed importante cammino iniziato nel 1845, cercando di continuare, anche in futuro, a produrre quanto di meglio Patek Philippe sia in grado di fare.

Tipologie di orologi Patek Philippe

Come già accennato nei cenni storici, Patek Philippe è azienda che produce tutti i pezzi da sé, vigilando al massimo, come è ovvio che sia, sulla massima qualità della produzione, e può fregiarsi dell'importante Sigillo di Ginevra che attesta l'elevata qualità degli orologi prodotti.
Non si può non ricordare la famosa collezione Calatrava, introdotta nel 1932.

La Croce di Calatrava è formata da quattro gigli disposti in direzione dei quattro punti cardinali.
Calatrava è una località della Nuova Castiglia, e nel periodo del Medioevo fu teatro di scontri e cruenti combattimenti tra Cristiani e Musulmani.

Per una migliore difesa della postazione, anche strategica da un punto di vista geografico, l'Abate Raymond Serrat diede vita nel 1158 all'Ordine di Calatrava, e scelse come simbolo dell'Ordine la ormai famosa Croce gigliata.
Questo Ordine, che seguiva l'esempio di quello dei Templari fondato nel 1119 da Ugo Di Payns e Goffredo Di Saint Omer, aveva il fine di difendere dalle invasioni musulmane il territorio.
Si presume quindi che i modelli di questa collezione possano essere un tributo all'Ordine.

Sia da uomo che da donna, questi orologi si contraddistinguono per lo stile classico che ha caratterizzato al meglio Patek Philippe, tanto che il Calatrava rappresenta l'orologio classico per eccellenza nell'alta orologeria.
Il Calatrava firma la storia di Patek Philippe, storia che parte dal 1932 per questa collezione.

È il risultato di una concezione estetica di avanguardia, linee sottili di un'eleganza esclusiva, una fine espressione artistica.
Realizzato sia in oro bianco che giallo, è il simbolo della massima espressione stilistica di Patek Philippe.
Un orologio essenziale, senza eccessivi decori, caratterizzato da un quadrante di discrete dimensioni, due sottili lancette ad indicare le ore ed anche i secondi, secondo i vari modelli, datario, numeri arabi o romani.

Molto sottile, in alcuni modelli ultrapiatto come il Calatrava Reference 5120, simbolo dell'aristocrazia orologiaia.
Numeri romani, lancette nere molto sottili, su quadrante splendidamente bianco di porcellana, la lunetta Clous de Paris (particolare decorazione e lavorazione) dona ulteriore risalto alla semplicità estetica dell'orologio.

Staatliches Bauhaus, nota come Bauhaus è stata una scuola d'arte e di pensiero stilistico che ha operato in Germania dal 1919 fini ai primi anni del 1930.
Questa scuola veniva considerata per molti aspetti il pensiero moderno dello stato dell'arte, la concezione secondo cui lo stile del disegno deve essere consono all'oggetto ed alla sua funzionalità.

Sin dal primo modello di Calatrava, questo pensiero stilistico veniva sposato da Patek Philippe nel concepire un orologio che, dalla sua creazione in poi, non ha mai smesso di essere un punto di riferimento importante per l'alta orologeria.
Anche nei modelli della collezione di più recente realizzazione questa concezione stilistica non è mai andata perduta, al contrario, ha cercato di seguire l'evoluzione del gusto e dello stile contemporaneo.

Collezione davvero ricca di modelli, sia da uomo che da donna, che spaziano dai meccanismi più sofisticati alle indicazioni più ricche (data, ora, secondi, etc.) non perdendo però mai di vista lo stile, ormai classico, di questo orologio.

Questo stile, che punta ad una essenzialità dell'oggetto, tende ad essere privo di tutti quegli abbellimenti che potrebbero mettere in secondo piano la massima funzionalità ed estetica dell'orologio, concentrando al massimo la visibilità sulle lancette, ed a questi livelli, prodotto inteso anche come piccola (per dimensioni) opera d'arte, come per ogni prodotto relativo all'alta orologeria.

Partendo dunque dalla semplice ed essenziale forma a moneta del quadrante, in tutti questi anni dal 1932 in poi, Patek Philippe ha implementato la collezione Calatrava con movimenti ed estetica che continuano ad essere un punto di riferimento importante.

Altro storico modello è il Nautilus, introdotto sul mercato dalla Maison ginevrina nel 1976.
Fino a quel momento Patek Philippe aveva prodotto orologi dallo stile inconfondibilmente classico, elegante, decise così di cimentarsi nella produzione di un nuovo orologio sportivo di lusso, che potesse diventare ulteriore punto di riferimento negli strumenti di misurazione del tempo di elevato lignaggio.

La forma del quadrante è chiaramente ispirata agli oblò delle navi, o dei sottomarini: il Nautilus era, nelle avventure fantastiche, il sottomarino di Capitano Nemo nei romanzi di Jules Verne.

Non solo, ma il Nautilus fu il primo sommergibile funzionante progettato dall'americano Robert Fulton.
Un orologio da uomo, sportivo, elegante, che Patek Philippe decise di produrre ed ancora una volta il modello risultò apprezzato dagli appassionati.

Il modello originale è stato il Reference 3700/1, realizzato in acciaio, orologio robusto, che secondo il desiderio di Patek Philippe doveva risultare come nuovo riferimento di segnatempo sportivo di lusso, dallo stile ben preciso.

Il disegno del quadrante reinterpretava al meglio quelle che erano le forme degli oblò nei primi modelli dei mezzi di navigazione: finestre rotonde, con montatura in acciaio chiuse ai lati rispettivamente da una cerniera e da viti di fissaggio per comprimere al meglio le guarnizioni.

Otto semicerchi disposti ad ottagono formano il quadrante del Nautilus, impermeabile, Patek Philippe ha trasferito la linea di eleganza che sempre ha contraddistinto gli orologi della Maison anche ad un modello sportivo.

La grande cassa del primo esemplare venne denominata Jumbo, definizione ancora utilizzata dagli appassionati per riferirsi a questo segnatempo sportivo di lusso.
Qualche anno più tardi, la produzione di questo esemplare venne anche implementata con modelli da donna, modelli che, come del resto quelli da uomo, sono oggetto di ricerca da parte dei collezionisti.

Anche in questo caso, ad oggi la linea del Nautilus è rimasta pressoché invariata, fedele alla linea originale, e non potrebbe essere altrimenti, quando prende vita un prodotto stilisticamente interessante ed innovativo, questo è destinato a durare nel tempo pur correggendo le linee al gusto ed al design più attuale.

Oro bianco, rosa, fasi lunari, anche per il Nautilus è possibile spaziare in una buona gamma di scelta di orologi, sempre ovviamente contraddistinti da elevata, minuziosa e pregiata fattura.
Altro segnatempo importante di Patek Philippe è l'elegante Ellisse d'Oro, con cassa di forma ellittica, fine incrocio tra cerchio e rettangolo sapientemente proporzionati.

Quando fu introdotto nel mercato il primo modello, nel 1968, stupì piacevolmente per la sua forma anche artisti ed architetti che trovarono affascinante l'equilibrata disposizione delle linee che formano l'orologio, per le proporzioni che lo contraddistinguono.

Il concetto del disegno è basato infatti sullo studio della sezione aurea, meglio ancora sulla regola aurea, ovvero la giusta ed equilibrata proporzione delle forme, delle dimensioni, regola che è oggetto di studio sin dai tempi più antichi, che è basilare per ottenere un buon lavoro architettonico e/o figurativo.
Modello estremamente elegante, sobrio, più che mai degno del nome che porta: Ellisse d'Oro.

Altro modello che non si può non citare è il Gondolo, che anche nei modelli più recenti ed attuali è comunque una moderna reinterpretazione dello stile Art Déco.
Cassa rettangolare, oppure quadrata, od ancora linee dritte nelle parti superiore ed inferiore ed ellittiche ai lati come nel Reference 5098, particolarmente apprezzabile anche il 4981 da donna, dove le linee ellittiche sono quelle superiore ed inferiore e diritte ai lati, altro innovativo modello di introdurre un elegante orologio nella gioielleria destinata alla donna.

Per poi arrivare ai modelli che appartengono alla collezione Grande Complication, calendario perpetuo, time zones, ore del mondo, cronografi, dove la sobria eleganza è sempre la regola, meccanismi e movimenti sofisticati contraddistinguono ogni singolo pezzo.

Troviamo anche interessanti modelli di orologio da tasca, con e senza coperchio, il Lepine e l'Hunter, Grandi complicazioni per eccellenza che racchiudono al loro interno tutto il sapere orologiaio della Maison di Ginevra.
Per descrivere al meglio ogni modello di orologio, sono necessarie pagine per elencare in modo ottimale tutte le caratteristiche univoche di ogni singolo modello, e mi auguro che questo sito possa diventare con il suo evolversi sempre più esaustivo.
Per conoscere la produzione attuale di modelli Patek Philippe, e non solo, è possibile visitare il sito ufficiale patek.com.

Dove acquistare gli orologi Patek Philippe

Come per ogni acquisto di un orologio di alto lignaggio, rivenditori autorizzati e competenti sono la regola dove rivolgersi per effettuare le scelte migliori.
Questi oggetti che, anche per il prezzo, sono a tutti gli effetti delle opere d'arte dell'alta orologeria, in caso di revisione e manutenzione necessitano di operatori altamente qualificati e garanzia, e nessuno meglio dello stesso produttore può garantire questa prerogativa.

Anche nel caso di acquisto di usato, occorre avere competenza adeguata, conoscere il prodotto specifico, e la garanzia è regola da seguire obbligatoriamente, sia per certificazione di originalità dell'orologio, il suo perfetto funzionamento, e la sicurezza che non vi siano state manomissioni che andrebbero indelebilmente a deteriorare la qualità di funzionamento ed il valore dell'oggetto.

 

                 

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

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