Orologio: il delicato mestiere di scandire il tempo

✎ aggiornato il
Orologio in stile sportivo da polso: il delicato mestiere di scandire il tempo
Orologio da polso (photo by Sven van der Pluijm on Unsplash)

Orologio: il delicato mestiere di scandire il tempo: instancabile strumento di precisione per la misurazione della cosa più preziosa.


L'orologio misura qualcosa che non si ferma mai

Misurare il tempo, è un'esigenza che ha accompagnato l'uomo sin dalla sua nascita.
Via via che l'evoluzione dell'essere umano è progredita, questa esigenza si è fatta sempre più necessaria, ed ha accompagnato l'evoluzione dell'essere umano con quella della sua intelligenza, grazie alla quale l'essere umano stesso è riuscito a pensare, progettare e costruire uno strumento sempre più affidabile e preciso per misurare il passare del tempo l'orologio.

Cenni storici dell'orologio

La meridiana è stato il primo strumento di misurazione del tempo, (masterpiece, un capolavoro) con cui l'essere umano si è cimentato: sono passati millenni da allora, si parla del periodo a.C.

Quando l'uomo iniziò a mettere a punto mezzi di navigazione, si trovò costretto a misurare il tempo nella maniera più precisa ed affidabile che gli fosse possibile: da un dato errato poteva anche sbagliare una rotta, saper misurare il tempo si comprese subito che era di vitale importanza.

Clessidre, orologi ad acqua, oppure quelli a candela usati nel Medioevo, non potevano certo essere considerati soddisfacenti per compiere una traversata ad esempio, non poteva bastare come riferimento per capire con sufficiente precisione il tempo trascorso.

Nel caso di previsioni ottenute da calcoli su quanto tempo potesse occorrere svolgere un determinato viaggio, se non si avessero avuti riscontri affidabili, tutti i calcoli di previsione sarebbero stati vani.

I primi esemplari di orologio meccanico, pare possano risalire intorno all'anno 1.000 d.C.

Con il proseguire dei secoli, gli orologi iniziarono a diventare familiari per i Monaci, che potevano meglio sfruttare il tempo da impiegare nelle loro attività.

Nel XVIII secolo

Facendo un salto nel tempo nel XVIII secolo, il Governo Britannico mise in palio un cospicuo premio in denaro per l'artigiano che fosse riuscito a costruire il più preciso ed affidabile orologio, che doveva servire alla navigazione.

Grazie al continuo studio, ed all'applicazione pratica della teoria, l'orologio diventò ben presto anche prezioso gioiello da indossare e sfoggiare, prezioso due volte: per la sua irrinunciabile e pratica funzione di misurazione del tempo, e prezioso perché realizzato anche con metalli nobili, quali argento, oro, platino.

La macchina di Anticitera, altro capolavoro d'ingegneria, è il reperto in assoluto più antico, tra quelli ritrovati, per misurare il tempo, in grado di calcolare il sorgere del sole, la fase lunare, un meraviglioso calcolatore che eseguiva numerose operazioni, strumento che risale circa al 100 a.C.

I primi modelli di orologio meccanico, comparvero intorno al XIII secolo, e mostravano comunque le caratteristiche tipiche degli orologi meccanici, costruiti in tempi più recenti.

Non erano dotati di quadrante con lancette, bensì di una suoneria che squillava ogni tot tempo trascorso.

Il principio di funzionamento dell'orologio meccanico, è basato su di un motore, nei primi modelli realizzato con un peso distribuito sulla circonferenza di un cilindro, la cui lenta rotazione, si rendeva possibile via via che gradatamente il peso scendeva.

Un dispositivo con ruote dentate che, collegate al cilindro, potevano ruotare; una ruota di scappamento che controllava l'intero movimento degli ingranaggi, arrestando, a tempi prestabiliti, la discesa del peso.

Orologio da polso

L'orologio da polso è stato creato in un primo momento solo per la donna, l'uomo era solito portare l'orologio da tasca, la cipolla.

I primi orologi da polso risalgono alla fine del XIX secolo. Essendo creati per la donna, assunsero da subito anche il ruolo di gioielli.

Purtroppo, anche la guerra fa parte della storia dell'umanità, e proprio nel primo conflitto mondiale si scoprì l''estrema utilità dell'orologio da polso, molto comodo e di veloce informazione visiva, piuttosto che doverlo estrarre dalla tasca come si era soliti usare.

Per effettuare attacchi in modo coordinato, le truppe vennero equipaggiate anche con orologi da polso.

La produzione del prodotto quindi si estese su scala industriale, ed al finire della prima guerra mondiale, l'orologio da polso consolidò ben presto il suo successo commerciale.

I primi modelli ovviamente prevedevano una carica manuale, si dovette aspettare fino al 1957 per vedere funzionante il primo modello di orologio con funzionamento elettrico, grazie all'ausilio di una batteria, che andava a sostituire la molla del meccanismo di precisione.

Nel 1963 venne prodotto il primo modello di orologio da polso con movimento al quarzo.

L'evoluzione

Negli anni 70 presero piede gli orologi digitali, che affiancarono quelli, analogici fino ad allora, nella produzione.

Questi orologi permettono di visualizzare l'ora grazie alle cifre sul display, invece delle tradizionali lancette.

Quando venne introdotto sul mercato il microprocessore, questo permise di costruire orologi con funzioni spesso dilettevoli, quali calcolatrice, videogiochi, etc.

I materiali impiegati nella costruzione di orologi da polso sono diversificati; non solo i metalli nobili come platino, oro, argento, acciaio e oro utilizzati sempre nei modelli più prestigiosi dell'orologeria, bensì anche la plastica (ricordiamo lo Swatch), oppure il solo acciaio.

Un buon orologio non può prescindere dall'essere costruito in metallo, se non pregiato, almeno in acciaio, per garantire una certa struttura affidabile del prodotto, ed una sua durata nel tempo.

Il meccanismo di precisione è il vero cuore pulsante, e ad oggi possiamo trovare modelli piuttosto affidabili ad un prezzo non eccessivo, grazie all'enorme commercializzazione.

Se invece abbiamo denaro da spendere, troviamo quanto di meglio i maestri orafi sanno offrire, in termini di prestigio, e qualità del prodotto.

Orologio da tasca

L'orologio da tasca, non ha mai smesso di esercitare il suo fascino, trovò diffusione prima di quello da polso, il suo utilizzo venne in gran parte sostituito da quest'ultimo, per motivi di praticità.

Un orologio da tasca però, ha sapore di tempi lontani, di storia, di fascino.

Ancora oggi è possibile trovare pezzi da collezione, perfettamente conservati e funzionanti.

Orologi da tasca come quelli prodotti da Patek Philippe, Breguet, tanto per citare due nomi, sono oggetto ambìto per ogni collezionista, di orologi e antiquariato.

L'orologio da tasca è fatto per chi vuole guardare il tempo, lo vuole osservare, per chi non ha timore di fermarsi un attimo e ritagliarsi quel piccolo spazio necessario a contemplare quel piccolo pezzo di storia che si porta in tasca: il suo orologio.

La catena risulta essere parte integrante, da applicare poi all'occhiello del panciotto, o al passante dei pantaloni, per non possa cadere accidentalmente.

Anche la catena, è sempre in stile con la manifattura dell'orologio.

Il mercato di questa tipologia di prodotto, è certamente più ristretto rispetto a quello da polso, quindi è bene rivolgersi a rivenditori specializzati che ben conoscono l'argomento, la sua storia, i marchi dei prodotti migliori.

In quanto a meccanica, estetica, valore, si trova quanto di meglio la storia dei grandi marchi è stata capace di produrre.

Si tratta di oggetti dalla fine lavorazione, dal design prettamente stilizzato, che rispecchiano il periodo storico e l'architettura stilistica del tempo, pezzi pregiati da possedere, e conservare.

Orologio al quarzo

L'orologio al quarzo, ottiene il suo movimento grazie alla capacità di vibrazione dei cristalli di quarzo, con alimentazione della batteria.

Il cristallo di quarzo viene adeguatamente tagliato, e produce un numero ben preciso di vibrazioni al secondo: ecco calcolato il tempo.

Ad ogni numero di vibrazioni, corrisponde un lasso di tempo ben preciso. Nell'orologio da polso, la frequenza di vibrazioni ogni secondo, è di 32.768.

Per poter impiegare cristalli di quarzo più piccoli, e permettere lavori più sofisticati, ove ci sia una limitata disponibilità di spazio, la frequenza caratteristica delle vibrazioni può essere moltiplicata: tale frequenza viene definita armonica, ed è sempre un multiplo della frequenza caratteristica di base.

Display digitale

Nel caso del display digitale, questo rende disponibili le cifre andando a tradurre il tempo trascorso, di modo che possa essere visualizzato con i numeri.

In questo caso, viene mostrato l'orario preciso dell'istante, prima di passare al valore successivo trascorso un determinato lasso di tempo: visualizzazione in minuti, in secondi, etc.

Il tipo di display più utilizzato risulta essere quello a cristalli liquidi, molto leggero, di basso consumo energetico, ed esteticamente accattivante, soprattutto nei modelli di ultima generazione, per chi ama questa tipologia di prodotto: personalmente, preferisco le lancette.

Il movimento al quarzo può naturalmente essere impiegato anche con un quadrante a lancette; le vibrazioni prodotte vanno a dare istruzioni ad un motore elettrico, che di conseguenza movimenta i meccanismi che muovono poi le lancette.

Queste, ottengono l'informazione grazie al tempo misurato, e che rendono quindi visibile.
Ovvero: la misurazione del tempo viene calcolata per analogia con il fenomeno fisico che produce il movimento.

Pensa ad una clessidra con la sabbia: una certa quantità di sabbia che passa nel contenitore sottostante, impiegando uno spazio prestabilito di tempo.

Ricarica dell'orologio

Quando automatico, provvede da sé alla carica, che altrimenti andrebbe effettuata manualmente.

La carica automatica si rende possibile grazie ad un rotore. Ad ogni movimento effettuato, la massa rotante ruota sul proprio asse, con l'impiego di ingranaggi trasmette l'energia alla molla di carica.

La molla è opportunamente dotata di un dispositivo in gradi di sospendere la carica quando sufficiente, in caso di movimenti continui e frequenti del polso, si andrebbe inevitabilmente incontro a carica eccessiva, e conseguente rottura dei meccanismi.

La rotazione del rotore può avvenire in entrambi i sensi, orario e antiorario (mai definizione fu più idonea), denominate monodirezionale e bidirezionale.

Indubbio che quest'ultima è capace di sfruttare in maniera ottimale qualsiasi tipo di movimento proiettato sull'orologio.
Un movimento comunque minimo, è in grado di determinare la ricarica automatica dell'orologio.

Maggiore sarà l'immobilità dello stesso, minore risulterà il tempo utile di ricarica.
Del resto c'è anche chi preferisce il buon orologio meccanico, e mai ne farebbe a meno.

Per questioni affettive, convinzioni personali, ovviamente nessuno discute della maggiore precisione di misurazione del movimento al quarzo, ma esistono veri gioielli meccanici capaci comunque di avere tolleranze di errore davvero molto ridotte, tanto da non preoccuparsene.

Il fascino di un orologio meccanico è indiscusso, e accompagna letteralmente l'evoluzione ed il progresso stesso dell'essere umano.

Del resto, pur sfruttando la precisione del quarzo, molto spesso l'aspetto del quadrante è identico a quello di un orologio meccanico, da qui si comprende che il classico, è sempre attuale.

#tag: orologi