Ombrello: per la pioggia e per il sole

@ Condividi via Email
Aggiornato:
Gente che cammina per la strada e attraversa un incrocio al semaforo con l'ombrello mentre piove
(photo by Seemann on Morguefile)

L'ombrello è l'oggetto più efficace per ripararsi dalla pioggia, anche dal sole quando particolarmente forte.


Non a caso è definito anche parasole, e curioso il fatto che oltre al sostantivo maschile, talvolta sia usato anche quello femminile: ombrella, sebbene il termine sia proprio di un'infiorescenza, che, manco a dirlo, ricorda inequivocabilmente la forma dell'oggetto in questione.
Semplice da utilizzare, utile, comodo. Tanto apprezzato e insostituibile da diventare, per alcune persone, irrinunciabile, specialmente dove le condizioni climatiche cambiano velocemente.

Storia dell'ombrello

La parola, deriva probabilmente dal latino, umbella, che significa parasole, e umbra, a cui vengono attribuiti diversi significati, tra i quali ombra, riparo, protezione, luogo appartato.

In inglese, si scrive umbrella, quindi è realistico supporre che l'origine della parola si trovi proprio nella lingua latina. Quando ha avuto origine?

Domanda da un milione di dollari, o euro se preferisci. L'istinto e la necessità dell'essere umano di ripararsi dalla pioggia battente, è qualcosa che va a ritroso fino alla sua primordiale esistenza.

La stessa cosa vale per quanto riguarda proteggersi dal sole. È nato prima come parasole, per ripararsi dal calore e dalla luce solare, oppure per ripararsi dalla pioggia?

Forse, proprio quando l'uomo iniziò a utilizzarlo, anche in una sua forma arcaica, si rese conto che trovava ottima utilità in entrambe le situazioni. La storia di questo oggetto, è degna di un romanzo, come tutte le cose che affondano la loro storia nelle radici del tempo.

L'uso moderno

Ovviamente, l'oggetto come è inteso oggi, trova la sua storia nei secoli recenti.

Sebbene sia nell'immaginario collettivo, grazie alle molteplici rappresentazioni cinematografiche, il classico ombrellino in uso delle nobildonne nel XVI e XVII secolo, il suo uso come oggetto personale e specifico per ripararsi dalla pioggia, è proprio degli ultimi 100 anni circa, e si può definire l'uso moderno.

In precedenza, era presumibile che vi fossero grandi ombrelli, di diverse forme, portati dai servitori per i propri padroni, sovrani, etc. e non necessariamente assumeva una forma rotonda quando aperto, talvolta era disposto a rettangolo, dove ai quattro lati vi erano quattro aste, ciascuna per ogni portatore.

Questo permetteva di riparare una o più persone, data l'ampiezza sviluppata dalla stoffa quando estesa.

Caratteristiche

La struttura può essere in legno, in acciaio inox, in alluminio, plastica. Il meccanismo che apre e chiude il telo, dovrebbe essere robusto e ben realizzato, al fine di conferire longevità ad un buon prodotto.

Il telo è solitamente materiale sintetico, poliestere, ovviamente impermeabile, ma può essere anche seta.

Lungo l'asta dell'ombrello, scorre il meccanismo che fa aprire a raggio il telaio, composto di sottili aste ricurve, su cui è fissato il telo, bloccato con cuciture, e rivetti.

La circonferenza sviluppata quando aperto, dipende dai modelli, comunque è sempre sufficiente per riparare una persona, e comunque realizzato in misure differenti, da un modello a un altro; grande per adulti, piccolo per bimbi, portatile, ma solitamente standard.

Una volta aperto, la calotta (telo e telaio) dev'essere a tenuta stagna, ben posizionato e ben collocato sul telaio, per impedire che passi attraverso l'acqua.

Una buona idea, è controllare il tessuto dell'parapioggia aperto in controluce, di modo che eventuali difetti di fabbricazione, siano visibili.

Telaio

Un telaio di buona qualità, deve resistere al vento, non collassare facilmente, non svolazzare, ma permettere invece al tessuto di rimanere ben teso, e che possa effettivamente riparare dalle intemperie.

Il telaio in alluminio, è quello più economico, tuttavia può piegarsi più facilmente dell'acciaio inox, che risulta più resistente e rigido, come il nichel, l'ottone, anche la fibra di vetro, oppure il legno, o robusto materiale plastico.

Molto importanti sono i rivetti, e la rivettatura, che determina la buona tenuta del tessuto sul telaio. La qualità di questo aspetto, durante la fase di lavorazione, influirà sulla longevità del paracqua, nelle ottimali condizioni.

Asta (albero)

La lunghezza dell'asta dell'ombrello, determina quella che sarà la circonferenza del tetto, calotta, cupola, una volta aperto. Più corta risulta l'asta, più piccola sarà la circonferenza sviluppata dal tessuto dispiegato.

Occorre tenere presente, che per le diverse stature della persona, serve un paracqua di diversa lunghezza, affinché questo possa risultare comodo anche durante il passeggio, e non esclusivamente quando piove, ed è ovviamente aperto per riparare dalla pioggia.

L'altezza più corretta per ciascuno, equivale indicativamente alla lunghezza dell'ideale bastone da passeggio: altezze diverse delle persone, quindi lunghezza diverse.

Se l'ombrello risulta portabile proprio come un bastone da passeggio per la propria statura, l'indicazione per l'acquisto è certamente buona.

Se l'asta è un tubo, esempio in acciaio, quindi cavo al suo interno, risulta resistente e leggero; se in legno sarà solitamente pieno, quindi leggermente più pesante. La solidità dell'asta, è importante, affinché il parasole svolga al meglio il suo compito.

Ovviamente, il metallo è più incline a sopportare eventuali piegamenti che il legno, in quanto la rigidità lo porterebbe a spezzarsi, se sottoposto a piegatura parecchio forte.

Vero è, che anche una forte pressione può piegare il tubolare di acciaio che, sebbene resistente allo spezzarsi, andrebbe comunque sottoposto a riparazione.

Il manico

È sicuramente una delle parti più importanti, non solo per quanto riguarda la facile maneggevolezza che deve avere, data dall'impugnatura, che deve risultare ottimale, ma può influire in maniera determinante anche sullo stile del prodotto; particolare degno di nota, per chi non lo considera solo come un oggetto che deve riparare dalla pioggia, ma comunque, anche un accessorio elegante, e portabile.

Un classico: con manico di legno, telaio e asta in acciaio, tessuto nero sulla cupola.

La punta

In acciaio o in legno, prodotte anche in plastica. Dipende dal gusto, per quanto riguarda la scelta, e anche dal soggettivo utilizzo che si intende fare: chi ad esempio desidera usarlo anche come bastone da passeggio, è bene che preferisca una punta resistente, acciaio inox o legno, che sia parte integrante della solida struttura del prodotto.

Apertura e chiusura

Il meccanismo di apertura, può essere automatico, o manuale. In entrambi i casi, lo scorrimento dev'essere facile, l'automatico è logico possa risultare più delicato del manuale, ma non per questo di inferiore qualità.

Lasciare, dopo l'uso sotto la pioggia, l'ombrello completamente aperto ad asciugare, è il modo migliore per conservare a lungo, e in buone condizioni, l'oggetto.

Tipi di ombrella

Esistono diverse tipologie di parapioggia, sebbene la funzionalità sia sempre in comune, il modello e l'eleganza dell'ombrella, possono essere selezionati con tutta la cura del caso, per chi mostra interesse nella cura del dettaglio.

Il manico può essere diritto o a uncino, invece che di altre forme comunque ergonomiche, di legno, oppure in acciaio, alluminio rivestito in finta pelle, resine poliuretaniche offerte in commercio come tessuto, che richiamano molto il cuoio, oppure realmente in pelle, o ancora in robusto materiale plastico, in ottone, alluminio satinato, in argento.

Troviamo per il tessuto il poliestere, disponibile in molteplici colorazioni, non solo a tinta unita, anche materiale plastico trasparente, talvolta totale, altre volte un inserto in un tessuto colorato, che è capace di rendere più piacevole il muoversi, anche se non precisamente una passeggiata, sotto la pioggia.

Per chi pretende qualcosa di più elegante, il tessuto può tranquillamente essere la seta.

Ombrello portatile

Non può essere paragonato a quello intero, per resistenza, eleganza, comodità di utilizzo, tuttavia offre il vantaggio di essere compatto, in quanto ripiegabile su sé stesso.

Anche quando aperto però, è raro che raggiunga circonferenze importanti, per quanto riguarda la calotta, una volta aperto.

Inoltre, l'asta è solitamente piuttosto corta, necessariamente telescopica che deve rientrare e accorciarsi quando si richiude, e se non è resistente, e sufficientemente rigida, si piega facilmente con vento piuttosto forte.

Per quanto riguarda la forma della cupola, se ne può trovare anche di maggiore profondità rispetto al solito, invece che aerodinamica, molto più limitata in lunghezza nella parte anteriore, rispetto al tradizionale, per estendersi maggiormente nella parte posteriore.

 

Felice Amadeo - af1.it
Dal 2006 lavoro con internet, scrivo i contenuti e provvedo alla gestione del sito. Ho conosciuto WordPress tanti anni fa, e dal 2013 uso questo.
Invecchiando, ho scoperto che mi piace portare il cappello.