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Ombrello (per la pioggia o per il sole ?!)

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Gente che cammina per la strada e attraversa un incrocio al semaforo con l'ombrello mentre piove

Gente con l'ombrello

L'ombrello è l'oggetto più efficace per ripararsi dalla pioggia, o perché no, anche dal sole. Non a caso si chiama anche parasole. Semplice da utilizzare, utile. Tanto apprezzato ed insostituibile da diventare, per alcuni, irrinunciabile.

Cenni storici dell'ombrello

La parola ombrello deriva probabilmente dal latino, umbella, che significa parasole, ed umbra, a cui vengono attribuiti diversi significati, tra i quali ombra, riparo, protezione, luogo appartato.

In inglese si scrive umbrella, quindi è realistico supporre che l'origine della parola si trovi proprio nella lingua latina. Quando ha avuto origine ?!

Domanda da un milione di dollari, o euro se preferite. L'istinto e la necessità dell'uomo di ripararsi dalla pioggia battente è qualcosa che esiste da quando esiste l'essere umano.

La stessa cosa vale per quanto riguarda proteggersi dal sole. E' nato prima come parasole per ripararsi appunto dal calore e dalla luce del sole, oppure come ombrello per ripararsi dalla pioggia ?!

Forse proprio quando l'uomo iniziò ad utilizzarlo si rese conto che trovava ottima utilità in entrambe le situazioni. La storia di questo oggetto è degna di un romanzo, tanto affonda nelle radici del tempo.

Ovviamente l'oggetto come è inteso oggi, l'ombrello, trova la sua storia nell'ultimo secolo. Sebbene sia nell'immaginario collettivo, grazie alle molteplici rappresentazioni cinematografiche, il classico ombrellino in uso delle nobildonne nel XVI e XVII secolo, il suo uso come oggetto personale e specifico per ripararsi dalla pioggia è proprio degli ultimi 90 anni circa, e si può definire l'uso moderno.

In precedenza era presumibile che vi fossero grandi ombrelli, di diverse forme, portati dai servitori per i propri padroni, sovrani, etc. e non necessariamente l'ombrello assumeva una forma rotonda quando aperto, talvolta era disposto a rettangolo dove ai quattro lati vi erano quattro aste.

Questo permetteva di riparare una o più persone data l'ampiezza sviluppata dalla stoffa quando estesa.

Caratteristiche dell'ombrello

La struttura dell'ombrello può essere in legno, in acciaio inox od in alluminio. Il meccanismo che apre e chiude il telo deve essere robusto e ben realizzato, al fine di conferire longevità all'oggetto.

Il telo è solitamente materiale sintetico, poliestere, ovviamente impermeabile, ma può essere anche seta. Lungo l'asta dell'ombrello scorre il meccanismo che fa aprire a raggio il telaio, composto di sottili aste ricurve su cui è fissato il telo bloccato con cuciture e rivetti.

La circonferenza sviluppata dall'ombrello aperto dipende dai modelli, comunque è sempre sufficiente per riparare una persona, e comunque realizzato in misure, differenti si da un modello ad un altro (grande per adulti, piccolo per bimbi, portatile, etc.), ma solitamente standard.

Una volta aperto l'ombrello, la calotta (telo e telaio) deve essere a tenuta stagna, ben posizionato e ben collocato sul telaio, non deve passare ovviamente nulla.

Una buona idea è controllare il tessuto dell'ombrello aperto in controluce, di modo che eventuali difetti di fabbricazione siano visibili.

Telaio

Un telaio di buona qualità deve resistere al vento, non collassare facilmente, non svolazzare ma permettere invece al tessuto di rimanere ben teso e che possa effettivamente riparare dalle intemperie.

Il telaio in alluminio è quello più economico, tuttavia può piegarsi più facilmente dell'acciaio inox che risulta più resistente e rigido, come il nichel, l'ottone, anche la fibra di vetro, oppure il legno.

Molto importanti sono i rivetti, e la rivettatura che determina la buona tenuta del tessuto sul telaio. La qualità di questa operazione influirà sulla longevità dell'ombrello nelle ottimali condizioni.

Asta (Albero)

La lunghezza dell'asta dell'ombrello determina quella che sarà la circonferenza del tetto (calotta, cupola) una volta aperto. Più corta risulta l'asta più piccola sarà la circonferenza sviluppata.

Occorre tenere presente che per le diverse stature occorre un ombrello di diversa lunghezza, affinché questo possa risultare comodo anche durante il passeggio, e non esclusivamente quando piove ed è ovviamente aperto per riparare dalla pioggia.

L'altezza più corretta per ciascuno equivale indicativamente alla lunghezza dell'ideale bastone da passeggio: altezze diverse quindi lunghezza diverse. Se l'ombrello risulta portabile proprio come un bastone da passeggio per la propria statura, l'indicazione per l'acquisto è certamente buona.

Se l'asta è un tubo, esempio in acciaio, quindi cavo al suo interno risulta resistente e leggero; se in legno sarà ovviamente pieno quindi leggermente più pesante. La solidità dell'asta è importante affinché l'ombrello svolga al meglio il suo compito.

Ovviamente il metallo è più incline a sopportare eventuali piegamenti che il legno, in quanto la rigidità lo porterebbe a spezzarsi se sottoposto a piegatura parecchio forte. Vero è che anche una forte pressione può piegare il tubolare di acciaio che, sebbene resistente allo spezzarsi andrebbe comunque sottoposto a riparazione.

Manico

Il manico dell'ombrello è sicuramente una delle parti più importanti, non solo per quanto riguarda la facile maneggevolezza che deve avere, data dall'impugnatura che deve risultare ottimale, ma può influire in maniera determinante anche sullo stile dell'ombrello, particolare degno di nota per chi non lo considera solo come un oggetto che deve riparare dalla pioggia ma comunque, anche un accessorio elegante e portabile.

Un classico: ombrello con manico di legno, telaio e asta in acciaio, tessuto nero sulla cupola.

Punta

In acciaio o in legno, prodotte anche in plastica. Dipende dal gusto per quanto riguarda la scelta, ma anche dal soggettivo utilizzo che si intende fare dell'ombrello: chi ad esempio desidera usarlo come bastone da passeggio è bene che preferisca una punta resistente, acciaio inox o legno, che sia parte integrante della solida struttura dell'ombrello.

Apertura

Il meccanismo di apertura può essere automatico o manuale. In entrambi i casi lo scorrimento deve essere ottimale, l'automatico è logico possa risultare più delicato del manuale ma non per questo di inferiore qualità.

Lasciare, dopo l'uso sotto la pioggia, l'ombrello completamente aperto ad asciugare è il modo migliore per conservare a lungo ed in buone condizioni l'oggetto.

Tipologie di ombrello

Esistono diverse tipologie di ombrello, sebbene la funzionalità sia sempre in comune il modello e l'eleganza dell'oggetto possono essere selezionati con tutta la cura del caso per chi mostra interesse nella cura del dettaglio.

Il manico può essere diritto o ad uncino, invece che di altre forme comunque ergonomiche, di legno, oppure in acciaio o alluminio rivestito in finta pelle (resine poliuretaniche offerte in commercio come tessuto, che richiamano molto il cuoio), oppure realmente in cuoio, od ancora in robusto materiale plastico, in ottone, alluminio satinato, in argento.

Troviamo per il tessuto il poliestere, disponibile in molteplici colorazioni non solo a tinta unita, anche materiale plastico trasparente, talvolta totale altre volte un inserto in un tessuto colorato, che è capace di rendere più piacevole il muoversi, anche se non precisamente una passeggiata, sotto la pioggia.

Per chi pretende qualcosa di più elegante il tessuto può tranquillamente essere la seta.

L'ombrello portatile ovviamente non può essere paragonato a quello fisso, per resistenza, eleganza, comodità di utilizzo, tuttavia offre il vantaggio di essere compatto in quanto ripiegabile su sé stesso. Anche quando aperto è raro che raggiunga circonferenze importanti, per quanto riguarda la calotta, una volta aperto. Inoltre l'asta è solitamente piuttosto corta, necessariamente telescopica che deve rientrare ed accorciarsi quando l'ombrello si richiude, e se non è resistente e sufficientemente rigida, si piega facilmente con vento forte.

Per quanto riguarda la forma della cupola se ne può trovare anche di maggiore profondità rispetto al solito, invece che aerodinamica molto più limitata in lunghezza nella parte anteriore, rispetto al tradizionale, per estendersi maggiormente nella parte posteriore.

 

                 

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

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