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Macchina per scrivere, storia, caratteristiche, dattilografia

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Vecchia e preziosa macchina per scrivere Continental, pezzo da collezione fosse anche solo per l'importanza della macchina per scrivere nella storia

Vecchia e preziosa macchina per scrivere Continental

La storia della macchina per scrivere, l'evoluzione delle caratteristiche tecniche e lo strumento per usarla al meglio: la dattilografia.
Solo in parte la macchina da scrivere è stata sostituita dall'avvento del pc.
In parte, perché come spesso accade, estimatori affezionati ben difficilmente si libererebbero di un oggetto estremamente utile, mai sorpassato e sempre attuale come la macchina per scrivere.
Senza contare che, modelli storici dei primi esemplari sono rarità da collezione, troviamo oggi modelli di macchine meccaniche, elettroniche, che, nonostante il pc, continuano ad occupare uno spazio di rilievo nel cuore di diversi appassionati di scrittura.

Cenni storici della macchina da scrivere

Il precursore della macchina da scrivere risulta essere il cembalo scrivano, inventato da Giuseppe Ravizza nel 1855.

Tuttavia, questo modello prevedeva una scrittura invisibile, seppur dotato di nastro inchiostrante, telaio mobile portafoglio, tastiera (che ricordava i tasti del cembalo e da qui il nome di cembalo scrivano), dispositivo per stabilire l'interlinea, e campanello che indicava il fine riga, questo fu uno strumento utile anche ai non vedenti per poter scrivere grazie ad una macchina meccanica.

Diversi anni più tardi però, Giuseppe Ravizza mise a punto un altro modello, questo dotato di scrittura visibile.
Prima di dare vita ad uno strumento così importante, questo geniale inventore creò altri modelli, apportando di volta in volta miglioramenti, fino appunto ad arrivare a creare il modello con scrittura visibile.

Purtroppo però, non trovò mai un'azienda interessata a produrre su scala industriale questa pregevole invenzione, forse perché al tempo non si comprese a fondo la grande utilità ed il largo impiego che avrebbe avuto negli anni seguenti la macchina da scrivere.

Questa invenzione però, risultò basilare per inventare poi la macchina che trovò tanto successo commerciale.
Ad ogni tasto corrispondeva un martelletto, e tutti i martelletti posizionati a cerchio.

L'importanza del posizionamento dei caratteri marchiati sui tasti, fu studiata proprio per permettere un minor affaticamento durante la scrittura, per trovare più rapidamente i caratteri desiderati, e cercare di rendere più funzionale la dattilografia, indipendentemente dalla scrittura a tastiera cieca.

Ovvero, apprendere al meglio il posizionamento dei tasti per poter scrivere con una certa velocità, ad esempio ascoltando un dettato.

L'industriale statunitense Remington invece capì l'importanza di questa macchina, acquisì infatti i diritti su di un modello già piuttosto perfezionato che gli fu presentato da alcuni tipografi suoi connazionali, ed iniziò la produzione su larga scala.

Il primo esemplare prodotto nel 1873 denominato The typewriter, presentava 45 tasti posizionati su quattro file.
I martelletti portacaratteri sempre disposti a cerchio come nel precursore cembalo scrivano, posizionati sotto il rullo, il carrello permetteva la lettura del foglio scritto.

Nel 1880 grazie alla collaborazione con alcuni ingegneri, venne messa a punto la Caligraph, il primo modello di macchina da scrivere che permetteva la scrittura in maiuscolo, minuscolo, e dotata di barra spaziatrice.

I brevetti applicati alle nuove migliorie continuarono la loro evoluzione, rendendo possibile anche l'impiego del nastro bicolore.
Altri modelli importanti risultano essere la Underwood, Hammond, Olivetti, per citare alcuni storici nomi della macchina da scrivere.

Il progetto partì, prese il largo, ed i miglioramenti applicati ai vari modelli non si fermarono più.
Nel 1961 la IBM rivoluziona il sistema di scrittura impiegando un elemento mobile, una sfera plastica rivestita di materiale metallico su cui sono impressi i caratteri.

È questa sfera a muoversi mentre il carrello resta fisso durante la scrittura.
Accanto all'evoluzione tecnica di questo prezioso strumento di scrittura trova giusto ed importante rilievo il design, funzionale, esteticamente gradevole ed innovativo, che contribuisce in larga misura a rendere la macchina per scrivere insostituibile in ogni ufficio dedito alla scrittura.

Come ben sappiamo, i personal computer hanno sostituito in larga parte questa macchina, non possiamo però dimenticare la fondamentale importanza che ha avuto nello sviluppo tecnologico legato ai metodi di scrittura.

Tanto che oggi, appassionati e cultori dell'oggetto custodiscono gelosamente gli esemplari in loro possesso, senza contare che alcuni non hanno mai rinunciato, nemmeno dopo l'invasione del pc, alla macchina da scrivere come strumento di scrittura.

Caratteristiche della macchina da scrivere

Non va dimenticato che, la macchina da scrivere, ha introdotto una nuova professione: la dattilografia.
Il particolare posizionamento dei tasti, che anche oggi troviamo ad esempio sulla tastiera del personal computer, è stato concepito espressamente per la scrittura a memoria.
Non doversi concentrare sulla posizione dei tasti durante la scrittura del dettato.

Ad ogni tasto corrisponde un martelletto, capace di trasferire l'inchiostro (presente sul nastro) sul foglio.
Il carrello portafoglio si sposta durante la scrittura, e tramite leve è possibile gestire il ritorno a capo ed impostare l'interlinea più consona.

Questo per quanto riguarda i modelli meccanici od elettrici.
I modelli elettronici resero possibile l'impiego di una sfera con impresso i caratteri, sfera che permise a suo tempo la sostituzione dei martelletti.

La sfera si muove imprimendo i caratteri sul foglio, ed in questo caso il carrello rimane fisso, in quanto non c'è più la necessità di spostare il foglio: è la sfera ad occuparsi di muoversi.
Nei modelli di recente generazione l'automatizzazione del funzionamento ha reso possibile la produzione di macchine davvero funzionali, leggere, portatili anche, estremamente maneggevoli.

La possibilità di gestire in modo automatico la sottolineatura, centratura, e tutte quelle funzioni di editing che oggi troviamo nei fogli di lavoro per scrittura presenti su quasi tutti i pc.

Le tastiere hanno assunto un design sempre più ergonomico, facile e comodo da utilizzare, è sufficiente una lieve pressione sui tasti (proprio come sulla tastiera del pc) per imprimere i caratteri sul foglio.

Certo i modelli più datati, non prevedevano questa facilità: era infatti necessario imprimere una certa forza sui tasti per ottenere una scrittura ottimale sul foglio.

Questi aspetti li conoscono bene quelle persone che, qualche anno fa, hanno svolto l'allora innovativo corso di dattilografia per imparare come scrivere in maniera corretta e veloce dal dettato.

La dattilografia e la macchina per scrivere

Non sarebbe corretto parlare a proposito della macchina per scrivere senza citare la dattilografia.
Tecnica di scrittura nata proprio con e per la tastiera, al fine di riuscire, dopo corretto apprendimento, a scrivere in modo veloce con pochissimi errori di battitura.

Le prime scuole che insegnavano questa tecnica, ancora preziosa oggi, sono nate nel XIX secolo seguendo da vicino l'evoluzione della macchina da scrivere e di tutti i miglioramenti cui era dotato ogni modello di più recente produzione.

Prima negli Stati Uniti D'America, poi anche in Europa, in pochi anni si poteva fruire di numerosi e provetti dattilografi, capaci in poco tempo di imprimere su carta migliaia di caratteri.

La dattilografia ha segnato una svolta importante nella tipografia, nel giornalismo, negli uffici commerciali, ovunque vi sia stato, o vi è ancora, da scrivere.

Il cuore della tecnica consiste nella diteggiatura, nella corretta posizione innanzitutto dello stare seduti davanti alla tastiera.
Il metodo conosciuto come scrittura a tastiera cieca consente al dattilografo di imparare gradualmente a scrivere sulla tastiera, imparando il preciso posizionamento di ogni carattere, senza la necessità di guardare i tasti.

Nel caso infatti di lunghi dettati, questo risulterebbe senza ombra di dubbio uno stress visivo molto pesante.
Grazie invece ad una precisa tecnica di apprendimento è possibile scrivere senza guardare i tasti, ma bensì il foglio sul quale vengono impressi i caratteri: questo risulta certo molto meno affaticante e più piacevole, vedere tradotto istantaneamente su carta il lavoro della diteggiatura.

Le dita delle mani hanno un compito ben preciso, ciascuna delle dita deve occuparsi di determinati tasti.
I pollici vengono impiegati per la spaziatura, mentre le dita della mano, posizionate sempre sulla seconda fila di tasti a partire dal basso, svolgono ruoli ben precisi.

Le dita della mano sinistra hanno il compito di digitare dal mignolo sulla lettera A all'indice sulla lettera F, mentre per la mano destra il mignolo è posizionato sulla lettera ò (in caso di tastiera del tipo QWERTY oppure sulla M in tastiera QZERTY), ed il dito indice sulla lettera J.
Naturalmente ogni dito ha il compito di trovare ogni tasto.

Anche sulla tastiera del vostro pc se notate esiste una linea in rilievo sui tasti F e J, questo è il riferimento per avere le dita in posizione standard dalla quale si parte per sviluppare poi la scrittura come previsto dalla dattilografia.

La fila di tasti centrale infatti risulta il punto di riferimento dal quale partire per gestire, con ogni singolo dito, ciascun carattere.
La tecnica della dattilografia, prevede di mantenere una corretta posizione in seduta, una pressione sui tasti equiparata all'effettiva necessità, e cercare, nonostante la velocità di battitura, di mantenere quella concentrazione necessaria al fine di affaticarsi il meno possibile producendo comunque un lavoro ottimale.

Il tutto ovviamente, dopo parecchio esercizio e tanto impegno.

 

                 

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

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