Macchina per scrivere: storia: caratteristiche: dattilografia

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Vecchia e preziosa macchina per scrivere Continental, pezzo da collezione fosse anche solo per l'importanza della macchina per scrivere nella storia
Vecchia e preziosa macchina per scrivere Continental (photo by Teresa Wilde on Pixabay)

Macchina per scrivere: la storia: l'evoluzione delle caratteristiche tecniche e lo strumento per usarla al meglio: la dattilografia.

  1. Cenni storici
    1. Giuseppe Ravizza
    2. La sua fondamentale invenzione
    3. Il posizionamento dei caratteri
    4. Remington
    5. The typewriter
    6. Caligraph
    7. Altri marchi storici
    8. I PC
  2. Caratteristiche
    1. Elettrica

Solo in parte, la macchina da scrivere è stata sostituita dall'avvento del PC e dalle tastiere.

In parte, perché come spesso accade, estimatori affezionati ben difficilmente si libererebbero di un oggetto estremamente utile, mai sorpassato e sempre attuale.

Senza contare che, modelli storici dei primi esemplari, sono rarità da collezione, troviamo oggi modelli di macchine da scrivere meccaniche, elettroniche, che, nonostante il PC, continuano ad occupare uno spazio di rilievo nel cuore di diversi appassionati di scrittura.

Cenni storici della macchina da scrivere

Il precursore della macchina da scrivere, risulta essere il cembalo scrivano, inventato da Giuseppe Ravizza nel 1855 (questo).

Tuttavia, questo modello prevedeva una scrittura invisibile, seppur dotato di nastro inchiostrante, telaio mobile porta fogli, tastiera (che ricordava i tasti del cembalo e da qui il nome di cembalo scrivano), dispositivo per stabilire l'interlinea, e campanello che indicava il fine riga.

Questo fu uno strumento utile anche ai non vedenti, per poter scrivere grazie ad una macchina meccanica.

Giuseppe Ravizza

Diversi anni più tardi però, lo stesso Giuseppe Ravizza (1811-1885), mise a punto un altro modello, questo dotato di scrittura visibile.

Prima di dare vita ad uno strumento così importante, questo geniale inventore creò altri esemplari, apportando di volta in volta miglioramenti, fino appunto ad arrivare a creare il modello con scrittura visibile.

Purtroppo però, non trovò mai un'azienda interessata a produrre su scala industriale questa pregevole invenzione, forse perché al tempo non si comprese a fondo la grande utilità ed il largo impiego che avrebbe avuto negli anni seguenti, la macchina per scrivere.

L'invenzione fondamentale del geniale inventore

Questa invenzione però, risultò basilare per inventare poi la macchina che trovò tanto successo commerciale.
Ad ogni tasto corrispondeva un martelletto, e tutti i martelletti posizionati a cerchio.

Il posizionamento dei caratteri

L'importanza del posizionamento dei caratteri marchiati sui tasti: fu studiato proprio per permettere un minor affaticamento durante la scrittura, per trovare più rapidamente i caratteri desiderati, e cercare di rendere più funzionale la dattilografia, indipendentemente dalla scrittura a tastiera cieca.

Ovvero, apprendere al meglio il posizionamento dei tasti, per poter scrivere con una certa velocità, ad esempio ascoltando un dettato.

Remington

L'industriale statunitense Remington (read about), invece capì l'importanza di questa macchina, acquisì infatti i diritti su di un modello già piuttosto perfezionato, che fu presentato da alcuni tipografi connazionali, ed iniziò la produzione su larga scala.

The TypeWriter

Il primo esemplare prodotto nel 1873, denominato The typewriter, presentava 45 tasti posizionati su quattro file.

I martelletti portacaratteri sempre disposti a cerchio come nel precursore cembalo scrivano, posizionati sotto il rullo, il carrello permetteva la lettura del foglio scritto.

Caligraph

Nel 1880, grazie alla collaborazione con alcuni ingegneri, venne messa a punto la Caligraph, il primo modello di macchina da scrivere che permetteva la scrittura in maiuscolo, minuscolo, e dotata di barra spaziatrice (take a look).

I brevetti applicati alle nuove migliorie, continuarono la loro evoluzione, rendendo possibile anche l'impiego del nastro bicolore.

Altri marchi storici

Altri modelli importanti risultano essere la Underwood, Hammond, Olivetti, per citare alcuni storici nomi della macchina da scrivere.

Il progetto partì, prese il largo, ed i miglioramenti applicati ai vari esemplari non si fermarono più.

Nel 1961, la IBM rivoluziona il sistema di scrittura, impiegando un elemento mobile, una sfera plastica rivestita di materiale metallico su cui sono impressi i caratteri (read about).

La sfera IBM che ha rivoluzionato la macchina per scrivere
La sfera IBM (Scs / Public domain)

È questa sfera a muoversi, mentre il carrello resta fisso durante la scrittura, ed era il solo nastro ad essere sostituito quanto terminato

Accanto all'evoluzione tecnica di questo prezioso strumento di scrittura, trova giusto ed importante rilievo il design; funzionale, esteticamente gradevole ed innovativo, che contribuisce in larga misura a rendere la macchina per scrivere insostituibile in ogni ufficio dedito alla scrittura.

I personal computer

I PC hanno sostituito in larga parte questa macchina, non possiamo però dimenticare la fondamentale importanza che ha avuto nello sviluppo tecnologico legato ai metodi di scrittura.

Tanto che oggi, appassionati e cultori dell'oggetto, custodiscono gelosamente gli esemplari in loro possesso, senza contare che alcuni non hanno mai rinunciato, nemmeno dopo l'invasione del PC, alla macchina da scrivere come strumento di scrittura.

Caratteristiche della macchina da scrivere

Non va dimenticato che, la macchina da scrivere, ha introdotto una nuova professione: la dattilografia.

Il particolare posizionamento dei tasti, che anche oggi troviamo ad esempio sulla tastiera del PC, è stato concepito espressamente per la scrittura a memoria.

Non doversi concentrare sulla posizione dei tasti, durante la scrittura.

Ad ogni tasto corrisponde un martelletto, capace di trasferire l'inchiostro (presente sul nastro) sul foglio.

Il carrello porta fogli, si sposta durante la scrittura, e tramite leve è possibile gestire il ritorno a capo ed impostare l'interlinea più consona.

IBM Selectric priva di carrello
IBM Selectric (Oliver Kurmis / CC BY)

Macchina per scrivere elettrica

I modelli elettrici, resero possibile l'impiego di una sfera con impresso i caratteri, sfera che permise a suo tempo la sostituzione dei martelletti.

La sfera si muove imprimendo i caratteri sul foglio, ed in questo caso il carrello non c'è, in quanto non c'è più la necessità di spostare il foglio; è la sfera ad occuparsi di muoversi.

Nei modelli di recente generazione, l'automatizzazione del funzionamento ha reso possibile la produzione di macchine davvero funzionali, leggere, portatili, estremamente maneggevoli.

La possibilità di gestire in modo automatico la sottolineatura, centratura, e tutte quelle funzioni di editing che oggi troviamo nei fogli di lavoro per scrittura presenti su quasi tutti i PC.

Le tastiere hanno assunto un design sempre più ergonomico, facile e comodo da utilizzare, è sufficiente una lieve pressione sui tasti, quasi come sulla tastiera del PC, per imprimere i caratteri sul foglio.

Certo i modelli più datati, non prevedevano questa facilità: era infatti necessario imprimere una certa forza sui tasti per ottenere una scrittura ottimale sul foglio.

Questi aspetti li conoscono bene quelle persone che, qualche anno fa, hanno svolto l'allora innovativo corso di dattilografia per imparare come scrivere in maniera corretta e veloce dal dettato.

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Felice Amadeo

L'autore: Felice Amadeo
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