Lenti fotocromatiche, storia, caratteristiche, pro e contro

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Lenti fotocromatiche per occhiali da vista: il vantaggio di avere 2 paia di occhiali in uno solo, anche se funzionano parzialmente quando hanno davanti un vetro
(photo by Andreas on Pixabay)

Lenti fotocromatiche; sono in grado di passare da uno stato di chiaro a quello scuro e viceversa grazie a una reazione chimica reversibile.


Il processo fotocromatico della lente, viene innescato sottoponendola a irradiazione di luce solare, lo stesso risultato si ottiene ovviamente anche con l’irradiazione di raggi ultravioletti, ad esempio utilizzando uno specifico strumento in laboratorio, per sottoporre a test le lenti, o comunque uno specifico prodotto.

Storia delle lenti fotocromatiche

I primi modelli, furono realizzati dalla Corning, azienda specializzata nella lavorazione del vetro e della ceramica, nella metà degli anni 60: corning․com

L’azienda statunitense, portò a termine con successo gli studi relativi all’applicazione di materiali in grado di reagire chimicamente alla luce, applicando i risultati alle lenti in vetro per uso oftalmico.

In un primo momento, la possibilità di avere lenti fotocromatiche, era possibile solamente con lenti in vetro, in quanto il processo chimico riguardava lenti prodotte in materiale minerale, in questo caso, il vetro.

In vetro

Non era ancora possibile creare un prodotto realizzato in materiale infrangibile, che presenta il vantaggio di essere più leggero del vetro, a prova di caduta, e più facilmente portabili dalle persone che hanno la necessità di usare occhiali da vista.

Al peso della montatura infatti, è necessario aggiungere quello relativo alle lenti, che se in vetro, può diventare un peso di una certa importanza per l’occhiale, e soprattutto per chi li indossa.

Anche il peso tutto sommato esiguo di un occhiale, va essere pensato indossato, praticamente a cavallo del naso, per una giornata intera.
Può essere piuttosto stressante se il peso arreca fastidio; ben conosce l’argomento chi gli occhiali li porta.

In materiale infrangibile

Sebbene negli Stati Uniti, i primi modelli di lente infrangibile fotocromatica vennero commercializzati a partire dagli anni 80 (American Optical, con il primo modello Photolite, realizzato nel 1981), fu necessario attendere ancora qualche anno, per avere una più larga commercializzazione delle lenti infrangibili fotocromatiche.

La commercializzazione su larga scala della lente infrangibile e fotocromatica, iniziò, come logico pensare, quando il prodotto presentava qualità sufficientemente buone per offrire al consumatore una resa ottimale, tuttavia i primi modelli erano ancora inferiori qualitativamente rispetto alle lenti in vetro.

Grazie al susseguirsi di studi, come quelli eseguiti dalla PPG Industries, e dalla Transitions Optical Incorporation, destinate a diventare aziende leader nel settore, la produzione delle lenti fotocromatiche in materiale infrangibile, diventò sempre più all’avanguardia.

Questo, grazie anche all’ausilio delle nuove tecnologie più recenti, sempre in costante evoluzione, che permettono lavorazioni della massima precisione.

Il prodotto, ha raggiunto con il tempo qualità e affidabilità tali, da risultare largamente commercializzato, e apprezzato, nel mondo.

Tecnologìa delle lenti fotocromatiche

La variazione di colore delle lenti, effetto fotocromatico, o fotocromatismo, richiede un procedimento differente se le lenti da realizzare sono di vetro, o in materiale infrangibile; polimero plastico per uso oftalmico, che ormai ha sostituito il vetro, non solo per quanto riguarda le lenti degli occhiali, bensì anche per il display degli smartphone, televisori, etc.

Lavorazione del vetro

Per quanto riguarda le lenti in vetro, veniva impiegato il vetro borosilicato, conosciuto ai più come Pyrex™, marchio registrato proprio dalla sopracitata Corning Incorporated.

Al vetro borosilicato, viene aggiunta una miscela di sali di alogenuro d’argento, ovvero sale d’argento e un componente alogeno come fluoro, che ha proprietà fotosensibili, che saranno però tali dopo avere sottoposto la miscela a un processo ad alta temperatura, nel quale sarà possibile determinare la colorazione finale della lente, o meglio; la colorazione del fotocromatismo della lente, ricordiamo infatti che a prodotto finito la lente potrà avere colorazione scura sotto irradiazione di luce; giallo, grigio, azzurro, verde, etc.

Materiale infrangibile

Quando invece si rende necessario eseguire la lavorazione per arrivare all’effetto fotocromatico di una lente in materiale plastico, si ricorre a miscele di isomeri; l’isomeria è un fenomeno per il quale differenti composti simili per peso molecolare e composizione, hanno proprietà chimiche e fisiche diverse.

Le oxazine, isomeri appunto, sono ad esempio utilizzate per questo procedimento. I materiali plastici impiegati per la realizzazione delle lenti sono largamente usati, i vantaggi rispetto al vetro sono notevoli, e lo standard qualitativo del materiale plastico utilizzato (CR330), nonché il peso ridotto, fanno delle lenti infrangibili prodotti largamente utilizzati, nell’uso oftalmico.

Utilizzo delle lenti

Le lenti fotocromatiche, sono meno trasparenti, quando non sottoposte a irradiazione di luce, rispetto alle lenti tradizionali; tuttavia, l’alto livello qualitativo, ha fatto sì che sia impercettibile tale differenza, e permettere comunque all’occhio di vedere in maniera ottimale.

Quando la luce irradia le lenti, queste iniziano immediatamente a raggiungere la colorazione, e scurire la lente fino a raggiungere, in meno di un minuto, la quasi completa colorazione.

Il processo fotocromatico continua per circa un quarto d’ora, portando la lente a scurire in modo ottimale, naturalmente maggiore sarà l’intensità luminosa, maggiore sarà la reazione dei composti fotosensibili usati nelle lenti.

Viceversa, quando da molta luce si passa a ambiente con minore intensità luminosa, in pochi minuti la lente torna al suo stato di trasparenza.

La colorazione

Può essere disponibile in diverse tonalità, in diversi colori, secondo i componenti utilizzati nella lavorazione; colorazione che può variare dal grigio, al verde, al blu, al marrone, al quasi nero.

Ricordiamo che il marrone e il grigio, risultano presenti nelle miscele impiegate nella realizzazione della lente fotocromatica.

Pro e contro

Quali sono i vantaggi dell’utilizzo di queste lenti?

• Avere ad esempio a disposizione un solo paio di occhiali all in one, tutto in uno, lenti da vista e contemporaneamente da sole in un unico paio di occhiali, ovviamente con la montatura più adeguata alle proprie esigenze, e gusti.

• Un solo paio di lenti, ottimali tanto per quando si è in locali chiusi, o comunque non sottoposti a particolare intensità luminosa, quanto per esposizione a intensa luminosità, con lenti che riescono bene a far apparire, anche magari grazie all’uso della giusta montatura, degli ottimi occhiali da sole.

• Un solo paio di occhiali, leggeri, infrangibili, comodi.

Gli svantaggi

• Non saranno mai scure come le lenti da sole, che offrono una protezione completa, secondo il tipo di lente, e immediata dall’esposizione solare.

• Se li usi per guidare l’auto, la lente non potrà scurire in tutta la sua capacità, in quanto il vetro del parabrezza, filtra buona parte dei raggi UV.

• La fotosensibilità di queste lenti, è dovuta a un processo termico, quindi in caso di eccessivo calore, le lenti potrebbero scurire con maggiore difficoltà; al contrario di quanto accade con temperature più fredde, dove l’oscuramento delle lenti risulta più veloce.

Considerazioni

I vantaggi, e i limiti, di queste lenti, dipendono molto da quelle che sono le specifiche e soggettive esigenze, tanto per necessità, quanto per gusti; non arrivano alla perfezione, ma lo standard qualitativo è alto, e ovviamente i pareri possono cambiare da persona a persona.

Il prezzo può variare in base a diversi fattori: lenti in vetro, ormai impensabile, anche per via del peso, o infrangibili (decisamente), lenti per miopia, presbiopia, astigmatismo, lenti sottili invece che di grosso spessore, se la correzione delle diottrie è importante, etc. nonché le personali e soggettive esigenze specifiche per gli occhiali da vista.

Il prezzo di una sola lente fotocromatica, può superare anche di parecchio i 100,00 € e ovviamente occorre tenere presente anche il costo della montatura degli occhiali.

Non improvvisare mai: prima di acquistare occhiali, vai sempre dal medico oculista, non dall'ottico, dal medico oculista; che ha la competenza specifica, e un lungo studio universitario alle spalle, e chiedi, senza paura, anche una volta in più.

La mia esperienza

Personalmente, le lenti fotocromatiche le ho portate per 7 anni circa, mi sono trovato bene da subito.

Il problema era quando guidavo l'auto con forte sole, dovevo usare il parasole sopra il parabrezza, questo è l'unico limite, rilevante, che ho trovato.

Preferisco: o lenti da vista però da sole, quindi un altro paio di occhiali, oppure le lenti da sole che si sovrappongono alla montatura.

 

Felice Amadeo - af1.it
Dal 2006 lavoro con internet, scrivo i contenuti e provvedo alla gestione del sito. Ho conosciuto WordPress tanti anni fa, e dal 2013 uso questo.
Invecchiando, ho scoperto che mi piace portare il cappello.