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Lenti fotocromatiche, storia, caratteristiche, pro e contro

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aggiornato il
Lenti fotocromatiche per occhiali da vista: il vantaggio di avere 2 paia di occhiali in uno solo, anche se le lenti fotocromatiche funzionano parzialmente quando hanno davanti un vetro

Lenti fotocromatiche

Le lenti fotocromatiche sono in grado di passare da uno stato di chiaro a quello scuro e viceversa grazie ad una reazione chimica ovviamente reversibile, il processo fotocromatico della lente viene innescato sottoponendo ad irradiazione di luce solare la stessa lente (lo stesso risultato si ottiene ovviamente anche con l’irradiazione di raggi ultravioletti, ad esempio utilizzando uno specifico strumento in laboratorio per sottoporre a test la lente o comunque uno specifico prodotto).

Cenni storici delle lenti fotocromatiche

I primi modelli di lenti fotocromatiche furono realizzati dalla Corning, azienda specializzata nella lavorazione del vetro e della ceramica, nella metà degli anni 60.

L’azienda statunitense portò a termine con successo negli studi relativi all’applicazione di materiali in grado di reagire chimicamente alla luce, applicando tali studi alle lenti in vetro per uso oftalmico.
In un primo momento la possibilità di avere lenti fotocromatiche era possibile solamente con lenti in vetro, in quanto il processo chimico riguardava lenti prodotte in materiale minerale, in questo caso il vetro.

Non era infatti possibile realizzare lenti fotocromatiche prodotte in materiale infrangibile, che presentano il vantaggio di essere più leggero del vetro, oltre che ovviamente a prova di caduta, e più facilmente portabili dalle persone che hanno la necessità di usare occhiali da vista.

Al peso della montatura infatti è necessario aggiungere quello relativo alle lenti, che se in vetro può diventare un peso di una certa importanza per l’occhiale e soprattutto per l’utilizzatore. Anche il peso tutto sommato esiguo di un occhiale deve essere pensato indossato, sostanzialmente a cavallo del naso, per una giornata intera.

Può assumere un ruolo piuttosto stressante se il peso arreca fastidio, ben conosce l’argomento chi gli occhiali li porta.
Sebbene negli Stati Uniti i primi modelli di lente infrangibile fotocromatica vennero commercializzati a partire dagli anni 80 (American Optical con il primo modello Photolite realizzato nel 1981), sarà necessario attendere ancora qualche anno per avere una più larga commercializzazione delle lenti infrangibili fotocromatiche.

La commercializzazione su larga scala della lente infrangibile e fotocromatica iniziò, come logico pensare, quando il prodotto presentava qualità sufficientemente buone per offrire al consumatore una resa ottimale, tuttavia i primi modelli erano ancora inferiori qualitativamente rispetto alle lenti in vetro.

Grazie al susseguirsi di studi, come quelli eseguito dalla PPG Industries e dalla Transitions Optical Incorporation, destinate a diventare aziende leader nel settore, la produzione delle lenti fotocromatiche in materiale infrangibile divenne sempre più all’avanguardia, grazie anche all’ausilio delle nuove tecnologie più recenti sempre in costante evoluzione che permettono lavorazioni della massima precisione, il prodotto ha raggiunto con il tempo una qualità ed affidabilità tali da risultare largamente commercializzato ed apprezzato nel mondo.

Tecnologìa delle lenti fotocromatiche

La variazione di colore delle lenti, effetto fotocromatico o fotocromatismo, richiede un procedimento differente se le lenti da realizzare sono di vetro od in materiale infrangibile (polimero plastico per uso oftalmico).
Per quanto riguarda ad esempio le lenti in vetro viene impiegato il vetro borosilicato, conosciuto ai più come Pyrex, marchio registrato proprio dalla sopracitata Corning Incorporated.

Al vetro borosilicato viene aggiunta una miscela di sali di alogenuro d’argento (ovvero sale d’argento ed un componente alogeno come fluoro), che ha proprietà fotosensibili, che saranno però tali dopo avere sottoposto la miscela ad un processo ad alta temperatura nel quale sarà possibile determinare la colorazione finale della lente, o meglio la colorazione del fotocromatismo della lente, ricordiamo infatti che a prodotto finito la lente potrà avere colorazione scura sotto irradiazione di luce; giallo, grigio, azzurro, verde, etc.

Quando invece si rende necessario eseguire la lavorazione per arrivare all’effetto fotocromatico di una lente in materiale plastico, si ricorre a miscele di isomeri, l’isomeria è un fenomeno per il quale differenti composti simili per peso molecolare e composizione hanno proprietà chimiche e fisiche diverse.

Le oxazine (isomeri appunto) sono ad esempio utilizzate per questo procedimento. I materiali plastici impiegati per la realizzazione delle lenti sono largamente usati oggi, i vantaggi rispetto al vetro sono notevoli e lo standard qualitativo del materiale plastico utilizzato (CR330), nonché il peso ridotto fanno delle lenti infrangibili prodotti largamente utilizzati nell’uso oftalmico.

Utilizzo delle lenti fotocromatiche

Le lenti fotocromatiche sono meno trasparenti, quando non sottoposte ad irradiazione di luce, rispetto alle lenti tradizionali; tuttavia l’alto livello qualitativo ha fatto sì che sia impercettibile tale differenza e permettere comunque all’occhio di vedere in maniera ottimale.

Quando la luce irradia le lenti fotocromatiche queste iniziano immediatamente a raggiungere la colorazione e scurire la lente fino a raggiungere, in meno di un minuto, la quasi completa colorazione, sebbene il processo fotocromatico continua per circa un quarto d’ora portando la lente a scurire in modo ottimale, e naturalmente maggiore sarà l’intensità luminosa maggiore sarà la reazione dei composti fotosensibili usati nelle lenti.

Viceversa quando da molta luce si passa ad ambiente con minore intensità luminosa in pochi minuti la lente torna al suo stato di trasparenza.
La colorazione può essere disponibile in diverse tonalità secondo i componenti utilizzati nella lavorazione, colorazione che può variare dal grigio, al verde, al blu, al marrone; ricordiamo che il marrone ed il grigio risultano presenti nelle miscele impiegate nella realizzazione della lente fotocromatica.

Pro e contro delle lenti fotocromatiche

Quali sono i vantaggi dell’utilizzo di queste lenti ?!

Avere ad esempio a disposizione un solo paio di occhiali all in one, tutto in uno perché no, lenti da vista e contemporaneamente da sole in un unico paio di occhiali, ovviamente con la montatura più adeguata alle proprie esigenze e gusti.
Un solo paio di lenti ottimali tanto per quando si è in locali chiusi o comunque non sottoposti a particolare intensità luminosa, quanto per esposizione a intensa luminosità, con le lenti che riescono bene a far apparire, anche magari grazie all’uso della giusta montatura, dei perfetti occhiali da sole.

Un solo paio di occhiali, leggeri, infrangibili, comodi.

Gli svantaggi ?!

Non saranno mai scure come le lenti da sole, che offrono una protezione completa (secondo il tipo di lente) e immediata dall’esposizione solare. Se si usano per guidare l’auto la lente non potrà scurire in tutta la sua capacità in quanto il vetro dell’auto (parabrezza) filtra parte dei raggi UV.

La fotosensibilità delle lenti fotocromatiche è dovuta ad un processo termico, quindi in caso di eccessivo calore le lenti potrebbero scurire con maggiore difficoltà, al contrario di quanto accade con temperature più fredde dove l’oscuramento delle lenti risulta immediato.

I vantaggi ed i limiti di queste lenti dipendono molto da quelle che sono le specifiche e soggettive esigenze, tanto per necessità quanto per gusti; non arrivano alla perfezione ma lo standard qualitativo è ottimale, ed ovviamente i pareri possono cambiare da persona a persona.

Il prezzo può variare in base a diversi fattori: lenti in vetro od infrangibili, lenti per miopìa, presbiopìa, astigmatismo, lenti sottili invece che di grosso spessore se la correzione delle diottrie è importante, etc. nonché le personali e soggettive esigenze specifiche per gli occhiali da vista.

Il prezzo per una lente fotocromatica può superare anche di parecchio i 100,00 € ed ovviamente occorre tenere presente anche il costo della montatura degli occhiali.

Non improvvisare mai: prima di acquistare occhiali, vai sempre dal medico oculista (non dall'ottico, dal medico oculista), e chiedere, senza paura anche una volta in più.

 

                 

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

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