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Lenti a contatto, storia, materiali, pro e contro

10 minuti
aggiornato il
Fotografia di occhio con lente a contatto: le lenti a contatto possono essere una soluzione alternativa agli occhiali da vista per chi le tollera: ma l'igiene e il corretto utilizzo devono sempre essere ai massimi livelli di guardia per non rovinare gli occhi

Lente a contatto

Le lenti a contatto comportano la massima igiene e pulizia che siano estetiche o correttive, però sempre rivolgersi preventivamente al medico oculista.
Le lenti a contatto sono realizzate in materiale plastico, molto sottili, capaci di correggere le mancanze visive come gli occhiali, con il vantaggio di non farsi notare. L'igiene e la pulizia delle lenti sono requisiti molto importanti per un sano e corretto utilizzo. Sono sia correttive che estetiche.

Cenni storici delle lenti a contatto

Di primo acchito non si direbbe che le lenti a contatto hanno una storia così vecchia, per quanto mi riguarda sono uno di quegli oggetti che istintivamente mi portano a pensare a qualcosa di moderno, anche se non so perché. Sebbene ancora oggi per alcune persone sembra una cattiva idea infilarsi un corpo estraneo negli occhi per vedere meglio, milioni di persone nel mondo, da molti anni ormai, portano lenti a contatto e ne sono estremamente soddisfatte.

Con me non hanno funzionato, ma questo è un altro discorso.

La storia delle lenti viene parzialmente attribuita anche a Leonardo Da vinci, sebbene la sua fosse probabilmente più un'osservazione scientifica che la volontà di creare oggetti destinati a correggere disturbi visivi. Tuttavia grazie ai suoi studi si comprese che quando l'acqua preme sul bulbo oculare cambia la capacità visiva, guardando semplicemente con gli occhi in una ciotola di vetro trasparente colma di acqua.

Da questo si comprese anche come fosse possibile manipolare in qualche modo la cornea per riuscire a vedere meglio, si iniziò allora a pensare che un minuscolo contenitore pieno d'acqua da poter applicare nell'occhio potesse correggere deficit visivi. L'idea era partita.

Vennero prese in considerazione e scartate davvero molte idee prima di arrivare a qualcosa di concreto, dopo l'osservazione che Leonardo inserì in uno dei suoi testi nel 1509. Nel 1636 lo scienziato francese René Descartes ideò un tubo riempito di acqua che appoggiava direttamente sull'occhio, ma l'idea si rivelò impraticabile e subito lasciata cadere.

Il medico britannico Thomas Young nel 1801 descrisse i potenziali vantaggi, in determinati soggetti, della leggera pressione di una lente sulla cornea capace di migliorare la capacità visiva dove presenti deficit. Anche lo studioso inglese John Herschel confermò che era possibile apportare correzioni visive lavorando sulla cornea.

Sebbene le idee vi fossero, erano ancora incomplete perché non ci riusciva a comprendere come potessero essere applicate nella pratica; del resto la tecnologia presente oggi non è quella di 2 – 3 secoli or sono, per questo le idee degli studiosi erano ancora più coraggiose per certi aspetti. Passò altro tempo prima di riconsiderare il progetto e capire se fattibile.

Nel decennio del 1880 vennero realizzati prototipi di lente a contatto sclerale, realizzati in vetro, da Adolf Fick, medico svizzero, e August Mueller l'artigiano che realizzò il prodotto. Il medico Fick è conosciuto anche per aver ideato lenti adatte a correggere l'astigmatismo. Eugene Cult era un altro artigiano tedesco che lavorava il vetro, che collaborò con Fick.

All'inizio del XX secolo la Carl Zeiss Company già produceva lenti sclerali. Negli anni 30' grazie all'acquisizione di nuove tecnologie capaci di lavorare le materie plastiche, le lenti a contatto vennero prodotte con questa allora nuova tipologia di materiale, infrangibile, resistente ai graffi e molto trasparente. Negli anni 50' si iniziò ad utilizzarle anche a puro scopo estetico oltre che correttivo.

Materiali delle lenti a contatto

Le lenti a contatto sono oggi realizzate con polimeri vetrosi quelle rigide, e polimeri plastici, o meglio gommosi quelle morbide. Rigide, morbide, per quanto riguarda la tipologia di lente, che è realizzata in un modo invece che in un altro secondo le esigenze correttive.

Per compensare un certo tipo di deficit visivo può essere necessario utilizzare lenti rigide, per altri quelle morbide: non è il cliente, o paziente, che decide quali lenti usare, ma il medico oculista.

● Personalmente rimango piuttosto sconcertato dalla facilità con cui alcune persone acquistano (ed altre vendono) occhiali correttivi senza avere consultato un oculista. Io porto gli occhiali e non porterei mai delle lenti che non mi siano state consigliate se non dal solo medico oculista.

● Il danno visivo che si può causare portando lenti non adeguate è molto più facile di quanto si creda, a maggior ragione se si parla di lenti a contatto che appoggiano direttamente sull'occhio, ed oltre l'eventuale potere correttivo non adeguato, l'igiene riveste un'importanza basilare.

Materiali rigidi

● Il PMMA è forse il materiale più conosciuto nella produzione delle lenti a contatto RGI, impermeabile, duro, particolarmente resistente, non facilmente attaccabile da batteri, ben tollerato, non risulta però indicato in soggetti con scarsa lacrimazione.

CAB (in italiano acetato butirrato di cellulosa), il primo materiale ad essere utilizzato per le LAC RGP, ovvero in parole povere lenti a contatto rigide gas permeabili (definite anche semirigide), almeno abbiamo qualche indicazione anche sugli acronimi.

Anche questo un materiale apprezzato per la sua biocompatibilità, facilità di pulizia, piuttosto elastico.

La capacità permeabile delle lenti a contatto viene indicata con Dk: D è l'attitudine del gas di attraversare il materiale, k la solvenza dell'ossigeno nello stesso.

Quando venne aggiunto il silicone nella produzione delle lenti (negli anni 80) è iniziata una nuova fase della tecnologia improntata a trovare materiali sempre più compatibili e funzionali, al fine di far respirare quanto più possibile l'occhio quando si porta la lente.

Il problema da evitare infatti è quello di impedire una potenziale disidratazione degli occhi, e fare in modo che siano ossigenati a sufficienza, e con una presenza di velo lacrimale, anche quando si portano le lenti per periodi prolungati. Anche i fluoroacrilati sono stati impiegati per raggiungere questi obiettivi, visibilità, igiene e comfort.

Materiali morbidi

● L'idrogel (colloide) è un polimero plastico con ottima capacità idratante, le lenti risultano particolarmente morbide e gas permeabili, confortevoli, capaci di lasciare un'importante idratazione nell'occhio e lasciarlo respirare, anche se portate lunghi periodi.

● Il silicone è particolarmente permeabile all'ossigeno, morbido, resistente e malleabile, ben tollerato, manca però di attitudini idratanti.

● Così la tecnologia ha portato a unire le due cose, per così dire, avere cioè lenti sia gas permeabili che capaci di idratarsi, per essere portate anche lunghi periodi senza problemi. L'idrogel siliconico (o silicone hydrogel) è uno di questi materiali.

● Le lenti biomimetiche sono composte da materiali particolarmente tollerati dall'organismo, come la fosforilcolina, un derivato della colina che si trova in organismi animali e vegetali, per avere una biocompatibilità sempre maggiore.

Pro e contro delle lenti a contatto

Pro

● Esteticamente hanno il loro vantaggio, e si possono portare gli occhiali da sole con le LAC.

La visibilità è ottimale perché la lente copre al meglio la cornea; con diverse montature di occhiali è necessario voltare la testa più del normale se la visuale non è completa. Le LAC si adattano seguendo la curvatura dell'occhio, con lenti ad hoc si vede bene, e ci si sente come se non ci fossero.

● Niente fastidio al naso dovuto alle forcelle degli occhiali, e in alcuni casi alle orecchie per via delle aste.

Contro

● Non tutti possono portare le lenti a contatto; tra quelli che possono portarle qualcuno non può portare quelle morbide, o quelle rigide. Non improvvisare. Solo il medico oculista può stabilire se puoi portare le lenti a contatto e non compromettere la salute degli occhi.

● Le lenti giornaliere (usa e getta), come quelle prêt à porter sono indicate “per chi trova sul mercato” quelle che fanno al caso proprio; se ne trovano per tutti, o quasi. A differenza di 0,25 diottrie coprono una vasta gamma di necessità.

● Chi ha particolari deficit visivi, diversi da un occhio all'altro, deve necessariamente farsele realizzare “su misura”.

● Tra le LAC “a tempo determinato” (giornaliere, settimanali) ci sono anche quelle con acido ialuronico, che viene rilasciato lentamente per favorire la bio-compatibilità per chi non ha una lacrimazione ottimale.

Ma chi può consigliare in merito ?! Esatto, solo il medico oculista.

● Devono essere mantenute con igiene impeccabile, la pulizia è importantissima.

Pulizia e igiene delle lenti a contatto

La manutenzione delle lenti a contatto è prettamente legata alla loro pulizia.

● Detergente

● Disinfettante

● Prodotto per risciacquare

● Soluzione conservante

Ogni volta che si mettono o tolgono le LAC è necessario lavarsi per bene la mani con sapone, devono essere perfettamente pulite per non contaminare le lenti.

Poi occorrono specifici prodotti adatti per le diverse tipologie di LAC, rigide, morbide, etc.

Quando ben pulite vanno conservate in apposito contenitore con specifica soluzione liquida.

Considerazioni sull'utilizzo delle lenti a contatto

Le lenti a contatto, che siano correttive oppure no, non possono essere scelte con superficialità, occorre sempre il parere del medico oculista prima e dell'optometrista contattologo poi. Quest'ultimo non è un medico, ma è specializzato nelle lenti a contatto, ma non può eseguire il proprio lavoro senza l'indicazione del medico oculista.

Soprattutto è il paziente, o cliente o ambedue le cose insieme, anche in caso di lenti a puro uso estetico, che deve farsi consigliare dal medico oculista prima di decidere quali lenti a contatto portare e se idoneo a portarle, non sono per tutti.

Da qualche anno porto gli occhiali, e appena iniziai ad averne bisogno pensai di provare con le lenti a contatto, con la prescrizione ovviamente del medico oculista per quanto riguarda i valori correttivi da applicare alle lenti.

Tanto per cominciare scelsi, a conti fatti, l'ottico sbagliato, che mi realizzò delle lenti morbide che non si adattavano al tipo di correzione cui avevo bisogno. Purtroppo solo dopo, domandai una volta in più (avrei dovuto farlo prima) al medico oculista, che piuttosto stupito mi disse: ero certo che le avessero realizzato lenti rigide, viste le correzioni di cui necessita.

Le lenti andavano bene in quanto a portabilità, mi ero abituato gradatamente a portarle fino ad arrivare a 8 – 10 ore al giorno, tuttavia le morbide non erano indicate per le mie necessità, in quanto una lente mi dava un lieve ma continuo fastidio per il semplice fatto che le lenti morbide per me non erano idonee.

Diciamo che ho preso una fregatura. Mi sono rivolto ad un altro ottico, e senza dirgli nulla della fallimentare esperienza precedente, ma presentandogli solo la stessa prescrizione ottico correttiva del medico oculista, mi disse: nel suo caso le lenti devono essere rigide.

E le realizzò, anche in quel caso mi abituai a portarle in maniera graduale e andavano alla grande, le portavo praticamente dalla mattina alla sera. Sfortunatamente una sorta di allergia stagionale al giungere della bella stagione mi procurava fastidio nel portarle, così lasciai perdere e passai agli occhiali con lenti fotocromatiche.

Ripeto, le lenti giuste realizzate come si deve da persona capace competente, andavano davvero bene, se non fosse stato per via del problema di lieve congiuntivite allergica probabilmente le porterei ancora oggi, solo che avendo sospeso di portarle avrei dovuto riabituarmi gradatamente di nuovo e non mi andava più.

Anni dopo comunque ho lavorato in fabbrica nel settore chimico, e come addetto alle lavorazioni ero in contatto con vapori, fumi, etc. Ovviamente usavo i dispositivi di protezione delle vie respiratorie e occhiali protettivi, e onestamente non so come me la sarei cavata con le lenti a contatto.

Morale della favola: sottoporsi sempre ad una visita dal medico oculista per portare lenti, e chiedere un parere in più ad un buon optometrista contattologo. Se avessi chiesto ad un secondo optometrista, probabilmente mi avrebbe chiarito le idee subito, avrei evitato una fregatura (anche economicamente).

Alla domanda: quali sono le lenti a contatto più adatte per me ?

Non risponderti da te. Non decidere tu quali lenti acquistare, chiedi sempre un parere medico specialistico.

 

                 

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

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(un deca, le vecchie 10.000 lire…)
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