Diamanti: storia: peso: purezza: colore: taglio: classificazioni

    
aggiornato il
Diamanti sul contrafforte delle calzature della sposa
Diamanti sul contrafforte delle calzature (photo by Terje Sollie on Pexels)

I diamanti sono un composto di carbonio cristallizzato, con struttura molecolare molto compatta, una durezza notevole, la più elevata.


Usato anche per uso industriale

Largamente impiegato per uso industriale, il diamante ricopre un ruolo importantissimo anche nella gioielleria, dove viene anche abbinato a metalli nobili creando gioielli di elevato valore.

Il punto di fusione

Sappiamo che è composto da puro carbonio, come la grafite che si utilizza per le matite, ma grazie alla particolare struttura compatta è possibile raggiungere il punto di fusione del diamante ad una temperatura davvero impressionante: 3.820° Kelvin (questi), intorno ai 3.600°C.

Più del doppio della temperatura necessaria per fondere l'acciaio, la cui fusione avviene a 1.435°C.

Il calore e la pressione della terra

Migliaia di anni or sono, la forza del calore e della pressione della terra, hanno saputo trasformare il carbonio, in diamante.

Il diamante, è la soluzione di carbonio ad alta pressione.

Il magma kimberlitico

Quando il magma kimberlitico (conformazione di uno specifico tipo di vulcano con determinate caratteristiche minerali e chimiche) salì verso la crosta terrestre, seguendo profonde spaccature, subì un raffreddamento che portò alla formazione del diamante, cristallizzando il carbonio.

Oltre che nelle zone vulcaniche, cratoniche per maggior precisione, si è ipotizzato da studi recenti di geologia, che sia possibile la formazione dei diamanti anche sotto il fondale degli oceani, dove vi sia presenza di carbonio e determinate condizioni fisiche, e geologiche.

Camini vulcanici

In alcuni camini vulcanici (camini kimberlitici), risultano presenti i diamanti.

I condotti dei crateri, sono composti da kimberlite e roccia locale polverizzata, dove all'interno si trovano i diamanti.

Cos'è la kimberlite

È una roccia presente nei camini vulcanici, che va a riempire i dicchi: corpi rocciosi caratterizzati da roccia o minerale derivati dalla solidificazione di materiale fuso, o parzialmente fuso, come ad esempio il magma.

Ed è un'importante roccia diamantifera, il cui nome deriva dalla città di Kimberley, in Sudafrica, città mineraria per eccellenza (guarda).

Il diamante, oltre che rivestire un enorme valore commerciale, è altresì oggetto di enorme interesse scientifico, per la particolare conformazione i cui studi di geologia, hanno permesso di saperne di più.

Cenni storici del diamante

Nell'antichità, si pensava che i diamanti fossero lacrime degli Dèi, o frammenti di stelle caduti sulla terra.

La vera origine del diamante, è ancora un mistero per certi aspetti.

Risulta ben difficile stabilire con precisione quando i primi diamanti furono effettivamente scoperti, nell'antichità però, e fino al XVIII secolo, il bacino diamantifero dell'India fu quello di maggiore interesse.

Venezia

Nel XVI secolo, in seguito a rapporti commerciali che si vennero a creare tra Europa e Asia, Venezia diventò un importante punto di passaggio per il commercio dei diamanti, grazie anche a questo la città contribuì a creare la più importante Repubblica Mercantile per il commercio di tutto l'Occidente.

Venezia, risultava posizionata in maniera ottimale per raggiungere Bruges (oggi città del Belgio, guarda) dove il taglio dei diamanti diventò una fiorente attività, in virtù di abili artigiani, che intravidero la possibilità di creare un commercio importante.

Anversa

Per via del successivo insabbiamento dell'importante insenatura marittima dello Zwin (se vuoi saperne di più), il commercio venne dirottato gradualmente ad Anversa, città in fiorente espansione commerciale, in grado di offrire notevoli strutture, più idonee alle attività di mercato.

Ad Anversa si iniziarono a studiare ed evolvere tecniche di taglio del diamante, contribuendo in maniera determinante a dare alla città una ricchezza notevole, in virtù del traffico commerciale che si venne a creare, dove i diamanti spiccavano in posizione privilegiata.

Amsterdam

Sul terminare del XVII secolo, Amsterdam diventò un importante centro di commercio, e trasse vantaggio da questo per avere maggior controllo sui diamanti.

I pezzi migliori rimanevano nella città, ma gli abili artigiani di Anversa riuscirono comunque a continuare nel loro lavoro, anche se furono costretti a ricevere pietre di qualità inferiore.

Grazie alle tecniche di taglio e di lavorazione, furono capaci di creare diamanti piccoli ma di pregevole fattura e finitura, questo permise loro di continuare a svolgere un ruolo importante nel mercato dei diamanti, occupandone un posto di tutto rispetto.

Sul finire dell'800

Negli ultimi anni dell'800, si scoprirono i giacimenti diamantiferi della città di Kimberley, in SudAfrica.

Il commercio di pietre grezze iniziò su larga scala, questo non fece che accrescere ulteriormente il ruolo già importante della città di Anversa, nella lavorazione delle pietre.

Ancora oggi, Anversa rappresenta un ruolo importante nel commercio dei diamanti, che affonda la sua esperienza consolidata nel tempo dalla tradizione di compravendita e lavorazione delle pietre che iniziò nel XVI secolo.

Caratteristiche del diamante

L'abilità e la notevole precisione con cui viene eseguito il taglio del diamante, influisce in maniera determinante sulle caratteristiche di brillantezza, fuoco, bellezza e valore.

Solo l'esperto tagliatore, può stabilire quale sia il taglio idoneo da effettuare sulla pietra grezza, studiandone al meglio le caratteristiche, e la forma.

La capacità del tagliatore quindi, assume un'importanza rilevante nel prodotto finale destinato al commercio.

Quando al diamante (pietra grezza), viene eseguito il taglio caratterizzato da un minimo di 57 sfaccettature, questo assume il ruolo di brillante.

Il taglio

Tra i tagli di diamante più conosciuti, troviamo:

Taglio rotondo;

ovale;

a marquise, o navetta;

cuore;

smeraldo, che può essere quadrato, o rettangolare;

goccia;

baguette;

carrè.

4C

Sono quattro le caratteristiche (definite 4C) con cui viene classificato un diamante:

Peso espresso in carati (Carat weight);

Purezza (Clarity);

Colore (Colour);

ed il sopracitato Taglio (Cut).

Il peso

Un Carato equivale a 0,2 grammi. Regola che fu adottata per unificare il peso del diamante, anticamente pesato comparando la pietra ai semi del carrubo, definiti carati (guarda).

Un carato è diviso in 100 punti, per ulteriore facilità nel distinguere il peso delle pietre, dove 100 punti corrispondono ad un carato.

Con il peso, il diamante varia di conseguenza anche la sua dimensione, o grandezza.

La purezza

Risulta molto raro, trovare diamanti che al loro interno non contengano piccole tracce di carbonio non cristallizzato.

Queste tracce, vengono denominate inclusioni, alcune delle quali non sono visibili ad occhio nudo, ma devono essere ingrandite con la lente.

Le inclusioni sono vere e proprie impronte digitali del diamante, attribuite dalla Natura, che fanno di ogni pietra un pezzo univoco.

Minore è la presenza delle inclusioni, maggiore sarà la purezza del diamante, quindi il suo valore.

Per classificare il grado di purezza, vengono adottati sistemi internazionali di graduazione.

I principali sistemi di graduazione

Tre, tra i principali sistemi di graduazione risultano essere:

GIA (il sito)

CIBJO (sito)

HRD sito.

Il grado di purezza

La terminologia unificata Confedorafi, permette in base a ciascuna sigla attribuita al diamante, di determinarne il grado di purezza.

FL, puro alla lente, privo di caratteristiche interne ed esterne;

IF, privo di caratteristiche interne visibili alla lente a 10 ingrandimenti;

VvS1 VvS2, inclusioni molto, molto piccole visibili alla lente a 10X;

VS1 VS2, inclusioni molto piccole visibili alla lente a 10X;

S1 S2, inclusioni piccole visibili alla lente a 10X;

P1 P2 P3, inclusioni visibili ad occhio nudo.

Il termine FL, determina quindi il massimo grado di purezza di un diamante.

Il colore

Qual è il miglior colore per un diamante? La trasparenza.

Maggiore è l'assenza di colore, maggiore è il valore della pietra; comunque molto rare quelle caratterizzate da una quasi totale assenza di colore, e molto ambite e ricercate, perché considerate più preziose.

La maggior parte dei diamanti, presenta una colorazione lieve, appena accennata di giallo o marrone, altri pezzi, molto rari, presentano colorazioni denominate fancies, o fancy color, fantasia, e sono caratterizzate da un colore ben definito.

Il taglio

Il taglio eseguito, è capace di valorizzare al meglio un diamante, per far sprigionare più luce; e perché questo sia tagliato correttamente, la luce deve essere riflessa dalle sfaccettature del padiglione, in modo che la luce stessa possa sortire dalla parte superiore della pietra.

Maggiore è l'abilità del tagliatore, maggiore sarà la capacità della gemma di sprigionare luce, ed assumerà di conseguenza maggior valore.

Alle caratteristiche di purezza, peso, colore, nulla si può fare, perché attribuite dalla Natura; il taglio quindi, può davvero fare la differenza in qualità, nel valutare poi la bellezza di un diamante.

Incastonatura

A meno che non si decida di acquistare un diamante sfuso, questo sarà facente parte di un gioiello, anello, girocollo, etc.

Per posizionare, e mantenere le pietre su di un gioiello, si ricorre all'incastonatura, utilizzando delle punte (griffe) e dei bordi in metallo, che vengono pressati contro le pietre, e le trattengono.

Il metallo utilizzato per ottenere l'incastonatura, fornisce la base su cui alloggiare la pietra.

Esistono diverse soluzioni per incastonare una pietra, ed ottenere la soluzione estetica più congeniale.

Quella di incastonare le pietre, si può considerare un'arte a tutti gli effetti, anche in questo caso infatti il maestro artigiano è chiamato a valorizzare al meglio la pietra, da incastonare sul gioiello.

Incastonatura a griffes

Risulta più moderna, e permette di donare un certo risalto alla pietra, è un supporto formato da un filo di metallo, che si compone di due anelli sovrapposti.

L'anello sottostante, è la base su cui appoggiare la pietra, e per mantenere equidistanti gli anelli, vengono saldati dei fili, sempre in metallo, verticali.

Questi fili, ripiegati sulla pietra, andranno a garantirne la stabilità, lasciando libera la pietra quasi nella sua totalità, perché la si possa apprezzare al meglio.

È il tipo di incastonatura che riesce a donare buon rilievo alla pietra, e risulta parecchio utilizzato.

Il numero di griffes utilizzato, dipende dalla dimensione della pietra da incastonare.

Incastonatura all'inglese

In questo caso, il castone è un anello che va a cingere la pietra e la blocca, andando a ripiegare parte del bordo, una volta alloggiata la pietra stessa.

Incastonatura su lastra

Questa tipologia di lavorazione, prevede l'utilizzo di una piastra su cui viene eseguito un foro, o più di uno, nel caso di più pietre, dove farle allogiare.

I fori dovranno essere lavorati con una svasatura, in modo che la pietra possa appoggiare nel modo desiderato, più o meno incassata.

Incastonatura a pavé

Quando le pietre da incastonare nel gioiello sono molteplici, e devono risultare vicine, si può ricorrere all'incastonatura a pavé, che prevede: o l'utilizzo di piccole lastre con più fori (come accennato sopra), in cui posizionare le pietre; oppure piccole griffes di metallo.

L'effetto pavé si ottiene quando sono presenti più pietre molto vicine, di solito anche intervallandole con inserti di metallo.

Incastonatura invisibile

Questa particolare lavorazione, detta anche a binario, prevede di eseguire delle scanalature nelle pietre, grazie alle quali sarà possibile far scorrere le pietre stesse che si vanno ad inserire sui binari di metallo, e portate a contatto una pietra contro l'altra.

Questo tipo di incastonatura, è stato ideato da Cartier.

Il metallo usato per l'incastonatura, è sempre identico a quello del gioiello cui trovano collocazione le pietre.

Valutare l'acquisto

Al di là dei marchi famosi per la commercializzazione delle pietre, quando ci si appresta ad acquistare un diamante è necessario avere una certa competenza in materia di gemmologia, a meno che si possa avere la conoscenza di un gioielliere di fiducia.

Acquistare un diamante può rappresentare anche una forma di investimento del proprio denaro, investimento destinato a mantenere il proprio valore nel tempo.

È possibile rivolgersi ad un gemmologo qualificato per la valutazione di un diamante, sia esso sfuso, oppure inserito in un gioiello, incastonato.

Le gioiellerie specializzate nella vendita di diamanti, sono quelle che hanno un certo commercio di pietre e risultano essere il posto più consono dove procedere con l'acquisto.

Soprattutto se si ha intenzione di incastonare il diamante in un gioiello, un rivenditore qualificato può certamente rispondere alle specifiche esigenze.

Il consiglio che mi sentirei di seguire, è quello di poter disporre dell'esperienza di un gemmologo, e può esserlo anche un bravo orefice, se non si hanno le conoscenze necessarie in materia di diamanti.

Diamante insanguinato

Questo articolo, è scritto a puro scopo conoscitivo, per approfondire, per chi lo desidera, quanto di più saliente legato ai diamanti, che da sempre in molti Paesi rappresentano motivo di guerra per averne il controllo, con tutto ciò che di devastante ne consegue.

Se decidi di acquistare diamanti, assicurati che siano certificati e che provengano da zone dove non siano perpetrati crimini (diamanti conflict-free, provenienza, rintracciabilità della miniera, etc.) e gli operai che li estraggono siano trattati secondo eque regole etiche.

Leggi questa pagina se desideri approfondire.


 

Vuoi cercare un articolo?