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Storia dei diamanti, peso, purezza, colore, taglio e classificazioni

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Diamanti sul contrafforte delle calzature della sposa

Diamanti sul contrafforte delle calzature

Il diamante è un composto di carbonio cristallino, caratterizzato da struttura molecolare molto compatta, questo ne conferisce una durezza elevata, la maggiore tra tutti gli elementi conosciuti.
Largamente impiegato per uso industriale, il diamante ricopre un ruolo importantissimo anche nella gioielleria, dove viene anche abbinato a metalli nobili creando gioielli di elevato valore.

Cenni storici del diamante

Nell'antichità si pensava che i diamanti fossero lacrime degli Dèi, o frammenti di stelle caduti sulla terra.
La vera origine del diamante è ancora un mistero per certi aspetti.

Sappiamo che è composto da puro carbonio, come la grafite che si utilizza per le matite, ma grazie alla particolare struttura compatta è possibile raggiungere il punto di fusione del diamante ad una temperatura davvero impressionante: 3815°C, più del doppio della temperatura necessaria per fondere l'acciaio, la cui fusione avviene a 1435°C.

Miliardi di anni or sono la forza del calore e della pressione della terra, hanno saputo trasformare il carbonio in diamante.
Il diamante infatti è la soluzione di carbonio ad alta pressione.

Quando il magma kimberlitico (conformazione di uno specifico tipo di vulcano con determinate caratteristiche minerali e chimiche) salì verso la crosta terrestre seguendo profonde spaccature, subì un raffreddamento che portò alla formazione del diamante, cristallizzando il carbonio.

Oltre che nelle zone vulcaniche, cratoniche per maggior precisione, si è ipotizzato da studi recenti di geologia, che sia possibile la formazione dei diamanti anche sotto il fondale degli oceani, dove vi sia presenza di carbonio e determinate condizioni fisiche e geologiche.

In alcuni camini vulcanici (camini kimberlitici) risultano presenti i diamanti. I condotti dei crateri sono composti da kimberlite e roccia locale polverizzata dove all'interno si trovano i diamanti.

La kimberlite è appunto una roccia presente nei camini vulcanici, che va a riempire i dicchi (corpi rocciosi caratterizzati da roccia o minerale derivati dalla solidificazione di materiale fuso o parzialmente fuso come ad esempio il magma), ed è una importante roccia diamantifera il cui nome deriva dalla città di Kimberley, in Sudafrica, città mineraria per eccellenza.

Il diamante, oltre che rivestire un enorme valore commerciale, è altresì oggetto di enorme interesse scientifico, per la particolare conformazione i cui studi di geologia ci hanno permesso di saperne di più.

Risulta ben difficile stabilire con precisione quando i primi diamanti furono effettivamente scoperti, nell'antichità però, e fino al XVIII secolo il bacino diamantifero dell'India fu quello di maggiore interesse.

Nel XVI secolo, grazie a rapporti commerciali che si vennero a creare tra Europa e Asia, Venezia diventò un importante punto di passaggio per il commercio dei diamanti, grazie anche a questo Venezia contribuì a creare la più importante Repubblica Mercantile per il commercio di tutto l'Occidente.

Venezia, risultava posizionata in maniera ottimale per raggiungere Bruges (oggi città del Belgio) dove il taglio dei diamanti diventò una fiorente attività grazie ad abili artigiani che intravidero la possibilità di creare un commercio importante.

Per via del successivo insabbiamento dell'importante insenatura marittima dello Zwin, il commercio venne dirottato gradualmente ad Anversa, città in fiorente espansione commerciale in grado di offrire notevoli strutture più idonee alle attività di mercato.

Ad Anversa si iniziarono a studiare ed evolvere tecniche di taglio del diamante, contribuendo in maniera determinante a dare alla città una ricchezza notevole, in virtù del traffico commerciale che si venne a creare, dove i diamanti spiccavano in posizione privilegiata.

Sul terminare del XVII secolo, Amsterdam diventò un importante centro di commercio, e trasse vantaggio da questo per trarre maggior controllo sui diamanti: i pezzi migliori rimanevano nella città, ma gli abili artigiani di Anversa riuscirono comunque a continuare nel loro lavoro anche se furono costretti a ricevere pietre di qualità inferiore.

Grazie alle tecniche di taglio e di lavorazione furono capaci di creare diamanti piccoli ma di pregevole fattura e finitura, questo permise loro di continuare a svolgere un ruolo importante nel mercato dei diamanti occupandone un posto di tutto rispetto.

Negli ultimi anni dell'800, si scoprirono i giacimenti diamantiferi della città di Kimberley, in SudAfrica.
Il commercio di pietre grezze iniziò su larga scala, questo non fece che accrescere ulteriormente il ruolo già importante della città di Anversa nella lavorazione delle pietre.

Ancora oggi Anversa rappresenta un ruolo importante nel commercio dei diamanti, che affonda la sua esperienza consolidata nel tempo dalla tradizione di compravendita e lavorazione delle pietre che iniziò nel XVI secolo.

Caratteristiche del diamante

L'abilità e la raffinata precisione con cui viene eseguito il taglio del diamante influisce in maniera determinante sulle caratteristiche di brillantezza, fuoco, bellezza e valore.

Solo l'esperto tagliatore può stabilire quale sia il taglio idoneo da effettuare sulla pietra grezza, studiandone al meglio le caratteristiche e la forma.

La capacità del tagliatore quindi, assume un'importanza rilevante nel prodotto finale destinato all'acquisto.
Quando al diamante (pietra grezza) viene eseguito il taglio caratterizzato da un minimo di 57 sfaccettature, questo assume il ruolo di brillante.

Tra i tagli di diamante più conosciuti troviamo:

Taglio rotondo;

Taglio ovale;

Taglio a marquise o navetta;

Taglio a cuore;

Taglio a smeraldo, che può essere quadrato o rettangolare;

Taglio a goccia;

Taglio a baguette;

Taglio a carrè.

Sono quattro le caratteristiche (definite 4C) con cui viene classificato un diamante:

Peso espresso in carati (Carat weight);

Purezza (Clarity);

Colore (Colour);

● ed il sopracitato Taglio (Cut).

Il peso

Un Carato equivale a 0,2 grammi. Regola che fu adottata per unificare il peso del diamante, anticamente pesato comparando la pietra ai semi del carrubo.

Un carato è diviso in 100 punti per ulteriore facilità nel distinguere il peso delle pietre, dove 100 punti corrispondono ad un carato appunto.
Con il peso il diamante varia di conseguenza anche la sua dimensione, o grandezza.

La purezza

Risulta molto raro trovare diamanti che al loro interno non contengano piccole tracce di carbonio non cristallizzato.
Queste tracce vengono denominate inclusioni, alcune delle quali non sono visibili ad occhio nudo, ma devono essere ingrandite con la lente.

Le inclusioni sono vere e proprie impronte digitali del diamante, attribuite dalla natura, che fanno di ogni pietra un pezzo univoco.
Minore è la presenza delle inclusioni, maggiore sarà la purezza del diamante, quindi il suo valore.
Per classificare il grado di purezza vengono adottati sistemi internazionali di graduazione.

Tre tra i principali sistemi di graduazione risultano essere GIA, CIBJO, HRD.

La terminologia unificata Confedorafi, permette in base a ciascuna sigla attribuita al diamante, di determinarne il grado di purezza.

FL, puro alla lente, privo di caratteristiche interne ed esterne;

IF, privo di caratteristiche interne visibili alla lente a 10 ingrandimenti;

VvS1 VvS2, inclusioni molto molto piccole visibili alla lente a 10 ingrandimenti;

VS1 VS2, inclusioni molto piccole visibili alla lente a 10 ingrandimenti;

S1 S2, inclusioni piccole visibili alla lente a 10 ingrandimenti;

P1 P2 P3, inclusioni visibili ad occhio nudo.

Il termine FL quindi determina il massimo grado di purezza di un diamante.

Il colore

Qual è il miglior colore per un diamante ? La trasparenza.
Maggiore è l'assenza di colore, maggiore è il valore della pietra, comunque molto rare quelle caratterizzate da una quasi totale assenza di colore, e molto ambite e ricercate, perché considerate più preziose.

La maggior parte dei diamanti presenta una colorazione lieve, appena accennata di giallo o marrone, altri pezzi, molto rari, presentano colorazioni denominate fancies o fancy color, fantasia, e sono caratterizzate da un colore ben definito.

Il taglio

Il taglio eseguito dunque è quello capace di valorizzare al meglio un diamante, per far sprigionare più luce, e perché questo sia tagliato correttamente la luce deve essere riflessa dalle sfaccettature del padiglione in modo che la luce stessa possa sortire dalla parte superiore della pietra.

Maggiore è l'abilità del tagliatore, maggiore sarà la capacità della gemma di sprigionare luce ed assumerà di conseguenza maggior valore.

Alle caratteristiche di purezza, peso, colore, nulla si può fare perché attribuite dalla natura, il taglio quindi può davvero fare la differenza in qualità nel valutare poi la bellezza di un diamante.

Incastonatura del diamante

A meno che non si decida di acquistare un diamante sfuso, questo sarà facente parte di un gioiello, anello, girocollo, etc.
Per posizionare e mantenere le pietre su di un gioiello si ricorre all'incastonatura, utilizzando delle punte (griffe) e dei bordi in metallo che vengono pressati contro le pietre e le trattengono.

Il metallo utilizzato per ottenere l'incastonatura fornisce la base su cui alloggiare la pietra.

Esistono diverse soluzioni per incastonare una pietra ed ottenere la soluzione estetica più consona alle esigenze d'acquisto.
Quella di incastonare le pietre, si può considerare un'arte a tutti gli effetti, anche in questo caso infatti il maestro artigiano è chiamato a valorizzare al meglio la pietra da incastonare sul gioiello.

Incastonatura a griffes

L'incastonatura a griffes, che risulta più moderna e permette forse di donare maggiore risalto alla pietra, è un supporto formato da un filo di metallo che si compone di due anelli sovrapposti.

L'anello sottostante è la base su cui appoggiare la pietra, e per mantenere equidistanti gli anelli vengono saldati dei fili, sempre in metallo, verticali.
Questi fili, ripiegati sulla pietra, andranno a garantirne la stabilità lasciando libera la pietra quasi nella sua totalità perché la si possa apprezzare al meglio.

È il tipo di incastonatura che riesce a donare maggior rilievo alla pietra, e risulta parecchio utilizzato.
Il numero di griffes utilizzato dipende dalla dimensione della pietra da incastonare.

Incastonatura all'inglese

In questo caso il castone è un anello che va a cingere la pietra e la blocca, andando a ripiegare parte del bordo una volta alloggiata la pietra stessa.

Incastonatura su lastra

Questa tipologia di lavorazione prevede l'utilizzo di una piastra su cui viene eseguito un foro, o più di uno nel caso di più pietre, dove alloggerà la pietra.
I fori dovranno essere lavorati con una svasatura in modo che la pietra possa appoggiare nel modo desiderato, più o meno incassata.

Incastonatura a pavé

Quando le pietre da incastonare nel gioiello sono molteplici e devono risultare vicine, si può ricorrere all'incastonatura a pavé, che prevede o l'utilizzo di piccole lastre con più fori (come accennato sopra) in cui posizionare le pietre, oppure piccole griffes di metallo.

L'effetto pavé si ottiene quando sono presenti più pietre molto vicine, di solito anche intervallandole con inserti di metallo.

Incastonatura invisibile

Questa particolare lavorazione, detta anche a binario, prevede di eseguire delle scanalature nelle pietre, grazie alle quali sarà possibile far scorrere le pietre stesse che si vanno ad inserire sui binari di metallo, e portate a contatto una pietra contro l'altra.

Questo tipo di incastonatura è stato ideato da Cartier.
Il metallo usato per l'incastonatura è sempre identico a quello del gioiello cui trovano collocazione le pietre.

Acquistare un diamante

Al di là dei marchi famosi per la commercializzazione delle pietre, quando ci si appresta ad acquistare un diamante è necessario avere una certa competenza in materia di gemmologia, a meno che si goda della conoscenza di un gioielliere di fiducia.

Acquistare un diamante può rappresentare anche una forma di investimento del proprio denaro, investimento destinato a mantenere il proprio valore nel tempo.

È possibile rivolgersi ad un gemmologo qualificato per la valutazione di un diamante, sia esso sfuso oppure inserito in un gioiello, incastonato.

Le gioiellerie specializzate nella vendita di diamanti, sono quelle che hanno un certo commercio di pietre e risultano essere il posto più consono dove procedere con l'acquisto.

La varietà del taglio, colore, purezza, permettono di avere una scelta ottimale del diamante da scegliere.
Soprattutto se si ha intenzione di incastonare il diamante in un gioiello, un rivenditore qualificato può certamente rispondere alle specifiche esigenze.

Il consiglio che ripeto è quello di poter disporre dell'esperienza di un gemmologo se non si hanno le conoscenze necessarie in materia di diamanti.
Una consulenza da parte di uno specialista può indirizzare al meglio nella spesa.

Questo articolo è scritto a puro scopo conoscitivo, per approfondire per chi lo desidera quanto di più saliente legato ai diamanti, che da sempre in molti Paesi rappresentano motivo di guerra per averne il controllo, con tutto ciò che di devastante ne consegue.
Se decidi di acquistare diamanti, assicurati che siano certificati e che provengano da zone dove non siano perpetrati crimini (diamanti conflict-free, provenienza, rintracciabilità della miniera, etc.) e gli operai che li estraggono siano trattati secondo eque regole etiche.

 

               

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

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