Bilie e stecca da biliardo: strumenti di precisione

Bellissima e suggestiva fotografia in bianco e nero di due stecche e le palle nel triangolo sopra il tavolo da biliardo: bilie e stecca, fini strumenti di precisione e notevole fattura
Stecche e palle da biliardo (photo by StockSnap on Pixabay)

Bilie e stecca da biliardo: insieme ai birilli sono complementari strumenti di precisione e di gioco del tavolo da biliardo.


Prodotti di precisione

Le bilie (biglie, palle da biliardo) e la stecca (quando richiesta dal gioco), sono altri strumenti indispensabili per il gioco del biliardo (oltre al tavolo), cui è altrettanto importante la realizzazione e precisione della manodopera.

La qualità dei materiali impiegati nella costruzione, e l'attento assemblaggio necessari per ottenere il tavolo, devono trovare nelle bilie, e nella stecca, quando anch'essa fa parte del gioco, oggetti di precisione assoluta, che vadano ad essere complementari al tavolo.

Anche in questo caso, si tratta di strumenti di precisione che, come tali, non possono avere compromessi nella realizzazione; o sono calibrati, oppure non vanno bene.

Cenni storici delle bilie

Molto sfortunatamente, per gli imponenti e meravigliosi elefanti, l'avorio è stato per lungo tempo il materiale con in quale si costruivano le palle da biliardo; l'avorio è stato impiegato per produrre diversi oggetti, ricavato come ben sappiamo dalle zanne degli elefanti, questa triste e crudele pratica ha portato ad un vero e proprio massacro di questi splendidi animali.

Nonostante diversi divieti imposti per legge, il mercato di avorio non è stato debellato, in Asia e in Africa la protezione degli elefanti è un tema molto importante.

Già nella metà del XIX secolo, il massacro di elefanti per procurarsi l'avorio dalle zanne, aveva raggiunto livelli aberranti e preoccupanti, portando il prezzo dell'avorio stesso a cifre molto alte, non facendo che esasperare ancora di più il cinismo di mercanti senza scrupoli.

I primi esemplari di bilie da biliardo però, erano realizzati con legno e argilla, prima che si scoprisse il lusso ed il capriccio dell'avorio.

In Europa venivano utilizzate anche ossa animali per realizzare le bilie, quando il gioco del biliardo iniziava a farsi strada.

Nella seconda metà del XIX secolo, il problema relativo al dover necessariamente trovare un materiale alternativo, era già, fortunatamente, molto sentito da parte di alcuni, anche da parte dei produttori di tavoli e accessori per il gioco.

Altri materiali per le bilie

Si iniziò a sperimentare anche altri materiali, che non dovessero provocare stragi per realizzare le sfere.

Anche le materie plastiche hanno fatto danni, o meglio i danni sono stati fatti dal mancato rispetto ambientale ed umano nel voler a tutti i costi produrre un certo prodotto, in grande quantità a prezzi irrisori, ma questo è un altro discorso.

Anche la nitrocellulosa venne sperimentata per la realizzazione delle biglie, ma qualche problema lo presentò.

Si provarono materiali cementizi, e poi diversi materiali plastici quando la produzione della plastica divenne più familiare e stabile.

Attualmente, e da un po' di tempo a questa parte, il materiale utilizzato per realizzare le palle da biliardo è la resina sintetica, che con un catalizzatore viene fatta rapprendere, ed assume una durezza notevole.

Diverse resine di questo tipo, vengono utilizzate per le pavimentazioni, anche quelle industriali, quindi si può immaginare quale resistenza abbiano.

Vengono prodotte con stampi, e per ottenere migliori risultati vengono create due parti: una sfera più piccola inserita in una sfera più grande;, in modo da eliminare il rischio che si possa inglobare aria durante il processo di lavorazione, che andrebbe a cambiare il peso della bilia, quindi la sua precisione.

Quando non si utilizza la resina sintetica, vengono impiegati composti plastici.

Misure delle bilie

La sfericità delle bilie dev'essere perfetta (manco a dirlo), ed a seconda delle diverse specialità, cambiano le dimensioni, ed i colori.

Nel gioco 5 birilli (boccette), sono previste 3 bilie, una bianca, una gialla, e una rossa chiamata anche “pallino”.

Il diametro dev'essere compreso tra i 63 ed i 63,2 mm ed un peso che va da 224 a 228 grammi. L'eventuale differenza di peso tra la bilia più pesante e quella più leggera, non può superare 1 grammo.

Quando le bilie sono 8 ed 1 pallino, le 4 bianche e 4 rosse, perfettamente sferiche del diametro compreso tra 61 e 61,5 mm ed un peso tra 205 e 220 grammi, mentre il pallino di colore blu ha un diametro di 59 mm.

Esistono anche differenze per quello che può essere il medesimo gioco, in base al tavolo da biliardo impiegato, se all'italiana, alla goriziana, invece che internazionale. Nel gioco all'Americana, le bilie misurano ø 57,2 mm per 162 grammi. Snooker ø 52,4 mm e Pool ø 50,8 mm.

Le bilie d'avorio sono considerate pezzi da collezione, in quanto ci si augura che non se ne producano più, quindi quelle esistenti destinate a diventare sempre più rare.

Birilli

Ed i birilli? Sono ovviamente omologati anch'essi (dalla FIBIS per quanto riguarda l'Italia), con tanto di misure: 7 mm il diametro alla base, 10 mm nel punto più largo, per un totale di 25 mm di altezza, 1 rosso al centro e 4 bianchi, oppure 8 bianchi secondo le specialità di gioco.

La stecca per il gioco del biliardo

La stecca, al pari delle bilie e del tavolo da biliardo, è un altro strumento di precisione; la tradizione vede il legno come materiale nella realizzazione, tuttavia alluminio, fibra di carbonio, e vetroresina, sono altre tipologie di materiale che hanno dato ottimi risultati.

Per il giocatore di biliardo, la stecca è come la chitarra per il chitarrista, il violino per il violinista; è lo strumento col quale realizzare le proprie geometrie, chissà quante volte cercate e pensate, un po' come per il giocatore di scacchi.

La stecca ha avuto evoluzione parallela al tavolo da biliardo, fece la sua comparsa quando il tavolo era già rialzato, perché l'antenata della stecca era una sorta di mazza più vicina al croquet, quindi con una mazza che colpiva ad angolo retto.

Quando il gioco venne trasferito, per così dire, al coperto proprio con il tavolo, e l'evoluzione del gioco portò a far sì che si venne a modificare il modo di colpire la palla, con una bastone, e di punta: la stecca.

Questo ha decisamente rivoluzionato il gioco, dando possibilità a nuove geometrie fino a poco prima impensabili, perché la stecca per un bravo giocatore da biliardo, è come il pennello per un bravo pittore; deve dipingere sul piano di gioco traiettorie utili, e spettacolari, per esprimere al meglio il proprio stile e raggiungere il risultato.

Un'arte

Il gioco del biliardo è un'arte.
Venne subito istintivo ai giocatori, di sfregare la punta della stecca contro il muro, nei primi esemplari assoluti, prima di impiegare il gessetto, e l'utilizzo della stecca fece cambiare stile alle sponde del tavolo, in quanto il rimbalzo ha assunto molta più rilevanza; non più sponde, quasi solo per delimitare il campo di gioco, ma parti integranti del gioco stesso, in quanto dai rimbalzi scaturiscono molteplici geometrie e traiettorie.

La lunghezza di una stecca varia dai 140 ai 150 cm, secondo le specialità del gioco, ha una conformazione conica, il diametro del puntale va dagli 8 ai 13 mm sempre ovviamente in base alle diverse specialità. Un peso indicativo di 600 grammi.

Triangolo sul tavolo
Triangolo (Photo by Marcelo Leal on Unsplash)

Caratteristiche della stecca per il biliardo

Le stecche più moderne, sono quelle smontabili in 2 parti per facilitare il trasporto, tuttavia anche quelle intere (monopezzo) possono avere il giocatore che le preferisce.

Nei modelli smontabili, calcio (ovvero l'impugnatura), ed il puntale, vengono assemblati/smontati con un giunto in metallo, o legno, filettato.

Ogni parte della stecca è importante, perché riesca a colpire secondo le esigenze soggettive; ogni giocatore professionista, o appassionato, ha la sua stecca che meglio si adatta alle proprie caratteristiche.

• L'impugnatura viene ricoperta da materiale antiscivolo per facilitare la presa, può essere utilizzato neoprene, materiale siliconico con un ottimo grip, molto utilizzati rispetto al tessuto come lino, cotone, più utilizzati nei decenni scorsi, comunque ancora impiegati, in bellissimi modelli realizzati in legno.

All'estremità è presente un inserto in gomma, o cuoio, per far sì che se la stecca fosse appoggiata al pavimento nella parte inferiore, non si rovini.

L'impugnatura è importante perché da qui il giocatore inizia l'utilizzo dello strumento, il peso dell'impugnatura può essere regolato laddove previsto nella realizzazione dell'oggetto, con pregevoli sistemi che vanno a calibrare il peso, con anelli.

Il bilanciamento della stecca

Viene eseguito in base al tipo di gioco, cambiano anche le misure del tavolo, quindi cambia anche la bilanciatura ed il tipo di stecca, più che mai personale al giocatore.

Il puntale è un altro punto focale, è la parte dello strumento che colpisce la bilia; e non è poco.

Può essere realizzato in legno (anche multistrato), alluminio, fibra di carbonio, materiali sintetici (plastici e resine), poi viene applicato un pezzo di cuoio (incollato o avvitato), all'estremità, nel punto in cui la stecca deve colpire la palla.

Il cuoio è normale che subisca l'usura del tempo e dell'utilizzo, per questo il giocatore tiene sempre controllato anche questo particolare, come il musicista tiene accordato il suo strumento.

La diversa elasticità o rigidità del cuoio, può far cambiare il tiro. E per la stecca ci sono tutti gli accessori del caso; puntali più rigidi o meno, a seconda del giocatore, del gioco, etc.

Il puntale è il punto in cui la stecca sopporta il colpo con la bilia; un punto cruciale.

Per quanto riguarda l'estetica, è possibile far realizzare quanto si desidera, andando a personalizzare, indipendentemente dai materiali con i quali viene realizzata. Disegni, incisioni, impressioni, etc.

Anche in questo caso l'Italia eccelle con le aziende specializzate nella realizzazione di stecche per biliardo.