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Bicchiere: storia, lavorazione, tipologie

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Bicchiere di acqua ghiacciata con limone e pepe: il bicchiere realizzato in vetro è certamente più corretto dal punto di vista igienico per un uso quotidiano

Bicchiere di acqua particolarmente fresca

Il bicchiere è l'apposito contenitore destinato ad ospitare le bevande che servono a colmare la nostra sete e provvedere al fabbisogno quotidiano di liquidi ed alla degustazione di diverse bevande. Il bicchiere realizzato in vetro è certamente più corretto dal punto di vista igienico per un uso quotidiano.

Cenni storici del bicchiere

Probabilmente è dal quarto secolo avanti Cristo che iniziarono a fare la comparsa delle coppe, calici destinati a contenere le bevande per essere utilizzati nei momenti conviviali, contenitori di forma conica, oppure semi-sferici realizzati in vetro oppure in terracotta, su cui talvolta spiccavano ornamenti come decorazioni, incisioni, fili di metallo prezioso a tal punto da proporre realizzazioni potevano essere considerate come veri e propri gioielli per l'alto valore dei materiali impiegati nella costruzione e per la capacità dei maestri artigiani che eseguivano tali realizzazioni.

Questo ovviamente per quanto riguarda i bicchieri realizzati in proposito dall'uomo; infatti non è da escludere, anzi credo sia proprio logico supporre, che l'uomo abbia utilizzato per bere recipienti che la natura offriva: come le conchiglie ad esempio, oppure gusci di frutti (esempio: cocco) cui veniva tolta la polpa e poi opportunamente ripuliti per essere utilizzati come bicchieri. Non solo conchiglie ma anche corni opportunamente scavati e lavorati, oppure corteccia.

Con l'inizio della lavorazione del vetro e del metallo fecero la comparsa calici spesso di pregevole fattura destinati alle persone più abbienti, nobili e regnanti, che talvolta amavano persino incastonare diamanti in quelle che diventavano preziose coppe destinate a contenere bevande. Si pensi ad esempio a bellissimi calici realizzati in oro zecchino e pietre preziose incastonate, destinati all'uso sacro, in cerimonie e funzioni religiose.

Ecco quindi che ancora una volta il lavoro dell'uomo si mette al servizio della cultura, com'è giusto che sia, dall'espressione sociale, liturgica e religiosa.

Giusto perché sacro profano debbano sempre andare di pari passo alcune fonti citano la coppa per lo champagne sia stata modellata sul seno di Madame de Pompadour, se questo fosse vero le inebrianti bollicine non potrebbero trovarsi in un luogo più appropriato.

Del resto non ci sarebbe di che scandalizzarsi, il piacere del buon vino è sempre andata di pari passo con la buona compagnia, con il piacere dello stare insieme, del divertimento, anche per condividere determinati momenti con chi ci è più caro.

Come ovvio supporre i bicchieri in vetro utilizzate per primi nelle classi sociali più abbienti, quando ancora il vetro stesso non era oggetto di uso quotidiano da parte di tutti. Il proletariato infatti utilizzava ciotole di terracotta, recipienti vari tanto in legno quanto otri di pelle per contenere il vino, o comunque altre bevande.

Nel quarto secolo avanti Cristo che il vetro iniziò ad essere impiegato per realizzare contenitori destinati alle bevande, o quanto meno fu in quel periodo in questo tipo di contenitori realizzati per l'appunto in vetro fecero la propria comparsa, realizzati da maestri artigiani di Grecia, Italia, Libano, Egitto, Siria.

Contenitori, coppe dalle forme più svariate, con e senza gambo e relativa base, tuttavia sempre muniti ovviamente di comoda base di appoggio, realizzati, concepiti e pensati infatti per essere utilizzati al tavolo.

Complice il crollo dell'impero romano, via via che il medioevo iniziò la sua comparsa storica con quella sorta di decadimento culturale inequivocabile che tutti conosciamo, il bicchiere di vetro tornò ad essere sostanzialmente usato solo dalle classi sociali più elevate, la povera gente che nell'ignoranza e nella miseria era tenuta per meglio essere controllata non poteva certo permettersi l'uso di suppellettili tanto che faticava in primo luogo procurarsi cibo e bevande.

Fu Venezia nel XV secolo che diede vita ad una vera e propria rinascita dell'arte vetraria che ma ha smesso di essere insegnata e tramandata nel corso del tempo, tanto che ancora oggi possiamo trovare bicchieri in vetro realizzati con particolari finiture di pregio, da non dimenticare anche la manifattura di Germania e di Boemia, anche questi paesi specializzati nell'arte vetraria nella produzione di contenitori in vetro in particolar modo bicchieri.

Nel 1820 negli Stati Uniti grazie alla metodologia di lavorazione dello stampaggio a pressione la commercializzazione di massa del bicchiere iniziò il suo percorso.

Produzione e lavorazione del bicchiere

Il diossido di silicio e il composto del silicio si va a costituire quasi completamente il vetro comune, denominato anche vetro siliceo, altre sostanze denominate fondenti (come il carbonato di sodio ed il carbonato di potassio) vengono talvolta aggiunte al fine di abbassare il livello di fusione e facilitare la lavorazione.

Sabbia silicea, carbonato di sodio, ossido di piombo, acido borico, nitrato di potassio, carbonato di calcio, anidride arseniosa, ossido di antimonio sono per esempio impiegati quando si vuole produrre il vetro cristallo.

Tanto per la lavorazione industriale quanto per quella artigianale sostanzialmente il principio è sempre lo stesso, ovvero portare il composto sopra elencato ad altissime temperature (che possono variare dai 1000 ai 1800°C) diviso in specifiche quantità destinate alla produzione di un singolo bicchiere, una volta riscaldato il composto viene soffiato ed espanso (dove assume la forma del bicchiere stesso) e successivamente raffreddato di modo che il prodotto ottenuto sia destinato a mantenere la forma adatta nonché solidità e rigidità.

Ovvio che le lavorazioni artigianali richiedono più tempo rispetto a quelle industriali, e logicamente il lavoro ottenuto se ben eseguito risulta di fine fattura, un prodotto sicuramente pregiato, più o meno sofisticato, è altresì corretto affermare che la produzione industriale ha raggiunto livelli qualitativi molto buoni; ma ovviamente se si desidera acquisire un prodotto unico nel suo genere e si è disposti a investire maggiore denaro, la soluzione artigianale può rappresentare la risposta alle specifiche esigenze, in quanto capace di proporre un prodotto ad hoc.

Le lavorazioni sulla superficie del vetro ad esempio possono essere molteplici: dalla rigatura alla zigrinatura, decorazioni specifiche anche con metalli preziosi o colori, addirittura la forma che può essere scelta con precisa cognizione specifica dall'inizio della lavorazione.

Si potrebbe desiderare un bicchiere a calice con stelo e base di appoggio invece che un boccale con base in peltro, invece che una caraffa liscia anziché bombata e con superficie lavorata, e via dicendo. E sebbene i costi siano maggiori il cristallo rappresenta certamente una soluzione elegante e raffinata; cristallo che può avere differente spessore secondo il bicchiere che si va a scegliere.

Tipologie di bicchieri

Acqua, succhi di frutta, bevande gassate, non occorre un bicchiere specifico, è sufficiente che sia un contenitore ampio e comodo per chi beve.

Diverso è il discorso se parliamo di birra, vino, e se poi spumante ecco che il bicchiere occorre sia nuovamente diversificato, non per un mero gusto estetico ma bensì per poter apprezzare al meglio la specifica tipologia di bevanda in questione che può esprimere al meglio le proprie caratteristiche organolettiche solo se versata nel giusto bicchiere.

Iniziamo a citare qualche esempio per bere il vino negli appositi bicchieri: il calice cosiddetto tulipano (la cui forma del contenitore richiama proprio quella dei titoli del fiore della loro classica disposizione), gambo allungato come il corpo del bicchiere che presenta una lieve rientranza della parte superiore, risulta adatto per vini bianchi leggeri.

Altro bicchiere interessante sempre per il vino è quello denominato Renano (il cui nome deriva, o meglio risulta essere aggettivo “proprio del fiume Reno”) che risulta indicato sempre per il vino bianco che presenti però maggiore struttura.

Per il vino rosso, che come il bianco si divide in corposo e meno corposo, troviamo il piccolo balloon che risulta ben indicato per il vino rosso leggero, non particolarmente corposo, con modesta struttura.

A differenza del grand balloon che risulta invece particolarmente indicato per vino rosso corposo, di struttura, particolarmente invecchiato.

Per lo spumante secco risulta idoneo bicchiere denominato flute, mentre la coppa risulta certo più favorevole per gli spumanti dolci.

Discorso totalmente diverso per la birra, che necessita di bicchieri totalmente differenti al fine di poterla apprezzare in una corretta degustazione: calice a chiudere, a tulipano, colonna conica, pinta, boccale. Per ciascuna birra il suo bicchiere.

Indico volentieri questi interessanti link dove puoi trovare delucidazioni in merito al corretto uso dei bicchieri per la birra: mondo birra: i vari tipi di bicchieri e per il vino: tipi di vino e bicchieri.

Ancora diverso è il tipo di bicchiere se si desidera degustare un buon whiskey, un brandy, una grappa. Un bicchiere grande, dall'ampia pancia, da scaldare per bene con il palmo della mano può risultare ottimale per far sprigionare al meglio i profumi di uno specifico tipo di bevanda alcolica. Indicativamente per le grappe, brandy, cognac e whiskey in base a corposità, grado di invecchiamento e struttura, si possono scegliere i medesimi bicchieri indicati per il vino.

Fatte eccezioni per i dovuti casi, come anche nel vino del resto, dove il bicchiere risulta essere particolarmente ampio per poter fare in modo che la bevanda possa sprigionare al meglio i propri sentori.

Tanto nel vino quanto nei superalcolici il bicchiere non deve mai essere riempito fino all'orlo, ma indicativamente per il vino fino a 2/3 e in modesta misura per whiskey, grappe, cognac, brandy.

Al contrario della birra dove questa deve essere versata fino al riempimento del bicchiere stesso, conferendo particolare e gradevole aspetto estetico, ai fini del gusto e di una corretta degustazione, la giusta presenza di schiuma (qualche centimetro in altezza) che arriva appena sotto la superficie.

 

                 

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

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