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Uno che scrive

La newsletter come una lettera scritta con carta e penna (n.2)

7 minuti
aggiornato il
Perché una newsletter non può essere così sentita, intensa e piacevole come una lettera scritta a mano ? Infatti può, questo è solo uno dei lati belli del piacere di scrivere, un piacere che non può essere cancellato, bello come correre a perdifiato

Il piacere di scrivere non può essere mai cancellato

Perché una newsletter non può essere così sentita, intensa e piacevole come una lettera scritta con carta e penna ?

Infatti può, eccome, da dilettante professionista questo lusso me lo posso, me lo voglio permettere.

Ciò che scrivi per te si legge più volentieri

Scrivi come se non ci fosse nessuno che legge, che guarda quello che scrivi, scrivi come se non avessi restrizioni, scrivi quello che senti realmente, non avere paura di esporti, tanto qualcuno che a prescindere disprezza quello che fai, anche per il solo povero gusto di rompere, ci sarà sempre, ma vai oltre.

A me da una newsletter mi piacerebbe nascesse uno scambio di email ad esempio, un sano confronto di esperienze, qualcosa di realmente social.

Non mi sono mai piaciute le newsletter troppo aziendali, le ho sempre trovate terribilmente noiose, che sanno di comunicati stampa, di telegrammi, di prestampati, di copia e incolla, oppure quelle con un po' di contenuto, però piene, zuppe di link; eccheccazzo.
Perché farcire a dismisura una newsletter di link ? Certo, se hai prodotti da vendere, capisco, ma vacci piano: inizia con un link, poi porti sul sito chi si è iscritto, e se proprio puoi creare una landing page per ragguagliare gli iscritti di quanto pensi sia interessante.

Ma anche se, soprattutto se, hai qualcosa da vendere, nulla ti vieta di scrivere qualcosa che valga la pena di essere letto, provaci almeno, qualcosa che vada oltre gli algoritmi, la keyword density e tutte le altre paranoie da falsi esperti del web.
Internet non deve essere lasciato esclusivamente nelle mani degli speculatori senza scrupoli, la passione, il sincero interesse e l'amore per il proprio lavoro devono essere il motore che ci spinge a fare del nostro meglio.

Scrivere con una tastiera (meccanica), con la macchina per scrivere, deve procurare lo stesso piacere che provi quando scrivi con il tuo strumento di scrittura preferito: la penna stilografica, la matita, la penna d'oca da intingere nell'inchiostro.

E poi la qualità della carta che ti scegli, magari quella riciclata, leggermente più porosa di quella maggiormente raffinata: perché scrivere deve sempre essere un piacere, altrimenti cosa scrivi a fare ?

E se scrivi una newsletter puoi, devi, mettere la stessa passione, lo stesso entusiasmo che usi quando scrivi agli amici, o a qualcuno che consideri speciale.

La prima newsletter la scrivo qui

Questa è la prima newsletter di af1.it, io sono Felice Amadeo, e sono piacevolmente emozionato per questa opera prima.
No, non mi sono montato la testa, ormai è matematicamente impossibile, mi fa però sinceramente piacere scriverti qualcosa, e mi auguro che nasca un rapporto costruttivo, anche se di poco tempo ogni tanto, anche con un semplice scambio di email dove ci si scambiano esperienze, trovo che questo sia molto più social dei social.

Per quanto mi riguarda, negli ultimi tempi ho raccolto istintivamente per strada altre due interessanti emozioni, che si sono trasformate in due nuove passioni, che mi piacciono molto.
Le passioni, piccole (non lo sono mai) o grandi che siano, alimentano la nostra vita, con la curiosità, la soddisfazione, l'interesse, la ricerca, la continua conoscenza.

La mia mamma mi ripeteva spesso: “la ghera resù chela egia che la disia de mor mia perché ta 'mparet vergot de nof toc i de.”
Traduco dal bergamasco: “aveva ragione quella vecchia che diceva di non morire perché impari qualcosa di nuovo tutti i giorni.”

Negli ultimi anni della mia vita, ho dovuto, e finalmente voluto, fare di necessità virtù facendo mio il concetto: meglio tardi che mai.
La parola “ormai”, io tanti anni fa l'avevo cancellata dal mio personale vocabolario, o meglio pensavo di averlo fatto: così, fortunatamente mi sono assicurato di averla cancellata per davvero, e vivo meglio.

Tutti gli articoli scritti su af1.it sono farina del mio sacco, e alcuni sono vecchi di anni, sebbene con il mio lavoro al sito, tra le altre cose, cerco anche di tenerli costantemente aggiornati e che possano in qualche modo tornare utili a chi legge.

Ho avuto diversi siti in passato, e poi alcuni articoli sono arrivati qui (perché del maiale non si butta nulla) su af1.it, e un sito da gestire, possibilmente bene, è già tanto.
Vorrei raccontarti qualcosa, mi auguro di interessante, e magari aspetto la tua risposta, quindi se desideri iscriverti, sai come fare.

Non so dove mi porterà questa strada ma mi piace molto

Per diversi anni mi sono mantenuto con la pubblicità sui miei siti, in passato ne ho avuti diversi.
Per qualche anno tutto è andato bene, poi qualcosa si è rotto, succede, come se tutto quello che fino al giorno prima funzionava a meraviglia, come per incanto il giorno dopo fosse diventato spazzatura.

Tuttavia, quella che un tempo consideravo quasi una genialata, ovvero la pubblicità contestualizzata pay per click, trovo sia diventata troppo invadente, e non penso che faccia piacere nemmeno, e soprattutto, agli inserzionisti, quelli che pagano per mostrare i loro annunci pubblicitari, perché se escono dal contesto, non so quanto siano producenti.

La profilazione: esticazzi.
Un giorno di pochi mesi fa, ho provato a cancellare per bene la cronologia del browser, chiuderlo e riaprirlo, e fare le ricerche più disparate, saltando letteralmente di palo in frasca con le parole delle ricerche: da “emorroidi” a “auto d'epoca”, da “serramenti con doppi vetri” a “rimorchiare donne mature,” cliccando nel frattempo su qualche sito qua e là.

Poi, bello bello, vado sul mio sito, su questo, e provo a vedere se la pubblicità dei miei articoli fosse contestualizzata oppure no.
Oppure.
Vado sulla pagina dove ho scritto del lardo di Colonnata, e niente di meno ci trovo la pubblicità per la soluzione delle emorroidi, che quasi, ma solo quasi, mi fa crollare il mito dello squisito e goloso lardo di Colonnata, poi vado a guardare l'articolo dei doppi vetri, e la pubblicità era quella di siti dove rimorchiare donne mature.

Eristicazzi.
Uno come me, dilettante, uno che scrive, che spende tempo nel modo più onesto e leale possibile per scrivere meno errori possibili e buttare giù un articolo decente, e se non fa schifo a nessuno cercare di guadagnare qualcosa con della buona e sana pubblicità contestualizzata e pay per click, della contestualizzata nemmeno l'ombra, e resta il pay per click.

Ma chi se la clicca la pubblicità della soluzione delle emorroidi sulla pagina che tratta del lardo di Colonnata ?
Passi il rimorchiare che non guasta mai, almeno per me che non sono sposato.

Battutacce a parte, tutto ciò che per (de)merito dei cookie di profilazione, quelli che hanno incasinato, e non poco, la vita di coloro che gestiscono i siti web per via della privacy.

Temo che questo tipo di pubblicità, temo che i cookie di profilazione, miniera d'oro per gli speculatori di internet, siano arrivati, o meglio siano andati, oltre il limite.
Che oltretutto, se è vero che internet vive sulla velocità, tutti i cookie di profilazione che sono rimasti sul groppone del mio browser, erano rimasti indietro: io le parole chiave “emorroidi” e “rimorchiare donne mature” le avevo fatte prima, e avevo anche dato un'occhiata, seppur veloce, ai siti scaturiti dalle ricerche, giusto il tempo per farmi installare i cookie di profilazione, e vedere poi il risultato sulla pelle del mio sito.

I siti relativi alle parole chiave cui sopra, già li avevo visti, quando sono arrivato sul mio sito, ero già oltre, e su argomenti completamente diversi, e allora perché mostrarmi ancora pubblicità relative a ricerche che ormai, anche se di pochi minuti, appartenevano al passato ?

No, decisamente non ci siamo, non si possono calcolare gli esseri umani come semplici algoritmi da rincoglionire a tutti i costi.
Per questo poche settimane fa, ho deciso di sospendere la pubblicità presente sul sito, che per ovvi motivi rendeva molto poco, e così ho deciso di intraprendere un'altra strada per cercare, legittimamente e onestamente, di guadagnare dal sito.

Quale strada ? Onestamente ancora non lo so, ma comunque mi sento più leggero di prima.
Non so ancora dove mi possa portare la rotta che ho intrapreso, ma penso che attualmente sia la soluzione migliore della precedente.

Alla prossima, e rimani in contatto.

 

                 

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

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Tanti anni fa, quando c'erano ancora le lire, un bravo artista di strada, terminata la sua esibizione di giocoliere disse alla folla intorno: se il mio spettacolo vi è piaciuto, dimostratemelo, se non vi è piaciuto scrivetelo su “un deca…”

(un deca, le vecchie 10.000 lire…)
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