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GDPR: nommecovvincepenniente (newsletter n.2)

      
aggiornato il  
Pagherei, se potessi, per sapere cosa ne pensa il buon Homer Simpson a proposito della GDPR, ultima normativa, o regolamento, o chiamalo come ti pare, che non semplifica la buonafede di tutti gli internauti leali
Mmmm… regolamento generale sulla protezione dei dati… mmm…

GDPR: nommecovvincepenniente: chi e perché le scrive certe normative ? Servissero concretamente a qualcosa, sarebbe un nobile principio.
Ma a conti fatti, servono davvero oppure no?

  1. Chi le scrive certe normative ?
  2. Mi sento più sollevato…
  3. Cosa cambia ?

Chi le scrive certe normative, e perché?

I regolamenti relativi alla privacy su internet, ed i provvedimenti che tutti i siti che raccolgono i dati devono osservare, sembrano scritti da persone che internet non lo hanno mai utilizzato, o comunque lo hanno utilizzato poco, e quasi certamente non lo conoscono bene, o perlomeno fingono di non conoscerlo bene.

Perché ho la netta sensazione, che è qualcosa in più di una sensazione, che siano regolamenti, o leggi, che di fatto vanno, tanto per cambiare, a penalizzare quelli più deboli giuridicamente parlando, ovvero coloro che non possono disporre di un plotone personale di avvocati agguerriti e incazzati.

Le multinazionali, non hanno certo difficoltà ad adeguarsi a queste normative (e chiamale come ti pare), un team che si occupa di questo, un team che si occupa di quest'altro, etc. etc. etc…

Ricordo quella, di normativa, che qualche anno fa quando ha obbligato tutti i siti web che usavano cookie di profilazione, ad esporre quegli orribili banner rompipalle, come se cambiasse qualcosa: quanti leggono le cosìddette informative estese? Se lo fai, meglio indossare mutande di ghisa così eviti di spappolarti i coglioni.
Senza contare che, con un'informazione adeguata, si poteva far comprendere ai più quanto sia, tutto sommato semplice, gestire, o bloccare, i cookie direttamente dal browser.

No, complichiamoci la vita, tanto è bello.
Sono entrato nel tunnel dell'onestà da piccolo, mi ci hanno spinto dentro, e non ne sono più uscito.
Il solo pensiero di raccogliere dati personali, che peraltro nemmeno uso, anzi li dovrei raccogliere per terzi, fa rabbrividire, viste le minacce di sanzioni per i trasgressori: ma trasgressori de che?

Trovo che se un sito ospita cookie di terzi, dovrebbero essere proprio i terzi a svolgere il lavoro di informazione e spiegare come usano i cookie traccianti, chiamati anche cookie di profilazione, quali dati raccolgono e per quali finalità; la finalità primaria è di quella di guadagnare il più possibile con la pubblicità, per non fare di peggio, come Cambridge Analytica, anche perché sono proprio “i terzi” ad avere maggiore vantaggio economico, spropositato rispetto ai siti che ospitano i cookie, che si trovano praticamente a fare da galoppini alle multinazionali; certo, nessuno ti obbliga, ma se vuoi mangiare e provare a guadagnarti da vivere con il tuo sito web, non è che la scelta sia così vasta…

Il blogger che tenta di sbarcare il lunario, con impegno, in modo onesto e leale, come fa a sobbarcarsi una responsabilità del genere davanti alla legge, ovvero il trattamento dei dati personali degli utenti, dati che di fatto lui non tratta?

I cookie di profilazione, o traccianti, sono quelli che memorizzano la tua precedente navigazione per il web quando visiti siti, come questo, dove sono presenti annunci pubblicitari.

Io ad esempio, trovo molto utile cancellare molto spesso l'intera cronologia dal browser, cookie inclusi, di modo che la navigazione possa essere il più pulita possibile.
Questo perché preferisco sempre una pubblicità il più possibile pertinente con l'argomento che tratta una tal pagina, o un tal sito.

Gli speculatori senza scrupoli né arte né parte né Patria né onestà sono sempre esistiti, e le informazioni rubate senza consenso alcuno su internet, costituiscono per loro l'ennesima miniera d'oro.

Trovo nobile combattere, da parte dei legislatori, questo fenomeno: il punto è che se colpisci sempre, o quasi sempre, il bersaglio sbagliato, perché questo di fatto accade, la guerra la perdi, come accade per tante altre battaglie portate avanti quotidianamente, e con fatica immane, da molte persone.

E manco a dirlo, finisce sempre che se beccano il pesce grosso, questo non ne risente, e fai il fiscale con il piccolo blogger, lo penalizzi pesantemente e basta.

Che poi anche i cookie di profilazione potrebbero avere il loro valido perché, se offrissero sempre una sana e buona pubblicità contestualizzata al contenuto dell'articolo, e non solo sulla navigazione precedente.

Cosa cambia in meglio? Presumo nulla, a parte tanto fumo e poco arrosto

Questa ennesima trovata, ormai famigerata GDPR, nommecovvincepenniente perché temo che non serva a molto, per non dire a nulla, un po' come a suo tempo gli orribili banner che hanno infestato internet su quasi ogni sito web, a cosa sono serviti ?

A fare in modo che qualche anno dopo arrivasse un'altra e più potente normativa, sì con il nobile tentativo di tutelare i dati privati degli utenti, ma nei fatti credo non serva granché.
Per dirla tutta penso proprio che non serva a niente, se non a mettere in ulteriore difficoltà i piccoli gestori di siti web, che cercano di guadagnare qualcosa con il loro, spesso, prezioso e leale lavoro.

Per questo dico che è più fumo che arrosto, anche se mi fa molto piacere ricordare il Grande Freak Antoni che, "tra le altre", disse: a volte il fumo è molto meglio dell'arrosto.

Quasi dimenticavo: il Regolamento generale sulla protezione dei dati è entrato in vigore dal 25 maggio 2018.

So, keep calm, have a good time and stay in touch.

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

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Tanti anni fa, quando c'erano ancora le lire, un bravo artista di strada, terminata la sua esibizione di giocoliere disse alla folla intorno: se il mio spettacolo vi è piaciuto, dimostratemelo, se non vi è piaciuto scrivetelo su “un deca…”

(un deca, le vecchie 10.000 lire…)
So smile & stay in touch !!!