Dischi in vinile, la storia, le caratteristiche, la cura

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Il fascino indiscutibile del vinile non è destinato al tramonto
Il fascino del vinile …

I dischi in vinile non hanno mai smesso di essere un supporto importante per la riproduzione sonora di qualità.

  1. Un supporto senza età
  2. La qualità
  3. Cenni storici
    1. Il fonoautografo
    2. Il microfono
    3. Il ripetitore telegrafico
    4. Il fonografo
    5. Il grammofono
    6. I materiali prima del vinile
    7. Intorno al 1950
  4. Caratteristiche
    1. Cos'è il PVC
    2. I microsolchi
    3. I primi LP
    4. Lo stampaggio a caldo
    5. Il Master Disk
    6. Le matrici
    7. Policarbonato di vinile
    8. Dopo il CD
    9. Grammatura del vinile
  5. Cura del vinile
    1. La pulizia
    2.  → La polvere
    3.  → Pulizia approfondita
    4. Conservare gli LP
    5. Limite agli ascolti consecutivi
  6. Panno in microfibra
    1. Cosa uso io

Dischi in vinile: un supporto senza età

Il celeberrimo Long Playing, è considerato ancora oggi, a ragione, dagli appassionati di musica, un supporto insostituibile per la riproduzione sonora di qualità.

Nonostante la musica, o meglio un suo surrogato, è disponibile compressa nei supporti digitali più disparati, gli LP incisi come si deve, non temono confronto alcuno.

Dischi in vinile: la qualità della riproduzione sonora

Fermo restando che vengono prodotti Compact Disc di elevata qualità, il vinile ben realizzato, non potrà mai essere sostituito da supporto alcuno.

La morbidezza, la rotondità, le sfaccettature della riproduzione analogica, non possono temere confronto nemmeno nei riguardi dei supporti di registrazione e incisione più recenti, tanto da rendere il buon vecchio vinile, uno degli acquisti più preziosi per gli appassionati di musica.

Cenni storici del vinile

Tutto ebbe inizio, con il fonografo, inventato da Thomas Edison (sull'enciclopedia) nel 1877, una vera e propria rivoluzione nel settore della riproduzione sonora.

Un cilindro ricoperto di carta stagnola, permetteva le prime incisioni musicali, successivamente il cilindro venne impiegato in cartone ricoperto di cera.

Il fonoautografo

Sembra però corretto citare che anni prima di Edison, nel 1857, il francese Léon Scott de Martinville mise a punto il fonautografo (guarda), ovvero un dispositivo che permetteva di registrare graficamente i suoni, in una sorta di stenografia.

Il microfono

Non era ancora possibile però registrare, ma gli inventori e scienziati del tempo, continuarono gli studi fino a quando nel 1876, Alexander Graham Bell inventò il microfono.

Il ripetitore telegrafico

L'anno successivo, come sopracitato, Thomas Edison mise a punto un
ripetitore telegrafico: un disco ricoperto di carta, messo a girare su di un piatto, la sua incisione si rese possibile grazie ad uno stiletto sospeso su di un braccio, questo stiletto andava ad imprimere sul supporto dei solchi disposti a spirale.

Un dispositivo dotato di imbuto atto a raccogliere i suoni, che producevano una vibrazione di un diaframma in metallo posizionato all'estremità dell'imbuto stesso, vibrazioni che mettevano in moto lo stilo.

La puntina quindi, rendeva possibile incidere un solco sul foglio di stagnola avvolto sul cilindro, che veniva azionato manualmente.

La medesima operazione veniva svolta nella riproduzione sonora: lo stilo leggeva i solchi incisi sul cilindro, movimentato alla stessa velocità di incisione, restituendo così il suono registrato in precedenza.

Il fonografo

Il fonografo, messo a punto da Edison, non venne da Egli studiato solo per riprodurre musica: anzi, era stato pensato proprio come un supporto dove possibile dettare e registrare testi, scritti, in maniera da permetterne la custodia su di un supporto, pronto da ascoltare.

La riproduzione sonora, concepita e studiata, fu messa a punto da Emile Berliner, tedesco, qualche anno più tardi dall'invenzione di Edison.

Berliner ed il grammofono

Berliner, mise a punto il grammofono, evoluzione del fonografo creata proprio per la riproduzione musicale.

La macchina a cilindro messa a punto da Edison, venne in breve tempo sostituita dal grammofono, che trovò da subito impiego anche come strumento di divertimento, e passatempo, per ascoltare musica.

Il solco e la puntina, sono entrati di prepotenza nel mondo della riproduzione sonora, ben lungi dall'essere abbandonati.

Mentre i cilindri venivano impiegati per registrare dettati, i dischi si erano legati alla musica, registrazione e riproduzione.

I materiali prima del vinile

Le sperimentazioni per trovare il materiale più idoneo per sviluppare il supporto, sono molteplici: la gommalacca è destinata ad entrare nella storia insieme al disco 78 giri.

Molto curioso il fatto che, la gommalacca, sia una resina di produzione organica, secreta da un piccolo insetto.

I dischi in vinile intorno al 1950

Il disco in vinile, appare sul mercato nei primi anni del 1950, i solchi vennero rimpiccioliti, tanto da essere considerati microsolchi, e la velocità rallentata da 78 a 33 giri al minuto, al fine di ottenere registrazioni di durata superiore: Long Playing.

Poco tempo dopo, venne introdotta la stereofonia, rivoluzione qualitativa nella riproduzione sonora.

Caratteristiche dei dischi in vinile

La definizione vinile, entrata nel linguaggio comune per intendere i Long Playing, fa capo al materiale impiegato per la produzione: il PVC (Polivinilcloruro o Cloruro di polivinile).

Cos'è il PVC

Il PVC, è un polimero del cloruro di vinile: il polimero è una molecola caratterizzata da elevato peso molecolare, a sua volta costituita da molecole più piccole (monomeri e copolimeri): approfondisci.

Una delle principali caratteristiche di questo materiale, è la sua estrema versatilità ad essere impiegato, mescolato, con più sostanze termoplastiche, allo scopo di rendere il prodotto finale, meglio indicato alla funzione per cui viene costruito.

I microsolchi

L'impiego del PVC nella produzione di dischi, ha trovato ampio successo grazie all'introduzione dei microsolchi; con notevole riduzione del fruscio rispetto ai dischi realizzati in gommalacca.

Durante la riproduzione sul giradischi, il disco gira alla stessa velocità con cui è stato registrato: per questo riveste particolare importanza, oltre che l'accuratezza dell'incisione, la buona capacità del giradischi come strumento di precisione.

Perché questo è il giradischi: uno strumento di precisione, da cui dipende l'elevata, o meno elevata, capacità di riproduzione sonora.

Le prime riproduzioni degli LP

Le prime riproduzioni dei dischi, erano sovente effettuate dagli stessi artisti, o comunque chi per loro, e l'incisione era resa possibile sfruttando l'opposto procedimento della lettura.

Il suono raccolto dall'imbuto, produceva vibrazioni alla puntina (stilo), che con il suo peso incideva la superficie del disco mentre ruotava, girava.

Ovviamente, non era possibile duplicare il supporto, ed ogni disco doveva venire prodotto singolarmente, in base alla quantità di copie che si intendeva realizzare.

Stampaggio a caldo

Lo stampaggio a caldo del disco, ha permesso di trovare la giusta evoluzione nella produzione in serie dei dischi.

Il Master Disk, ovvero la prima copia che deve essere incisa nelle apposite sale di registrazione, avviene sostanzialmente come si faceva un tempo.

Grazie però alle sofisticate evoluzioni in campo tecnologico ed elettronico, è davvero possibile oggi ottenere incisioni di elevata qualità, che sarà poi la qualità di base per dare vita a tutte le copie che si desidera produrre.

Il Master Disk

Questo disco, il Master, può essere realizzato in cera, perché molto malleabile, grazie a questo è possibile ricavare le due matrici; ovvero le placche di metallo che riportano fedelmente i solchi del Master Disk.

Le matrici

Le due matrici metalliche ricavate, che sono un vero e proprio stampo, grazie ad elevata pressione vengono chiuse sul supporto in vinile creando così il disco.

La registrazione del master però, può avvenire anche grazie ad un supporto magnetico, un nastro.

Questo sistema rende possibile la modifica del registrato, non permessa dal supporto in cera.

Una volta ottenuta la desiderata elaborazione del nastro magnetico, si procede con la creazione del Master Disk su supporto acetato, grazie all'impiego di un bulino (sottile scalpello dalla punta in acciaio) che incide a spirale, dal bordo esterno fino al centro del disco stesso.

Si procede poi alla creazione delle matrici, per la produzione di altri supporti.

Policarbonato di vinile

Il policarbonato di vinile, è un'amalgama impiegata per la produzione dei dischi.

Anche se il compact disc, e altri supporti digitali, sono entrati a pieno titolo nella riproduzione audio, il gusto tutto particolare e sofisticato dell'analogico non potrà mai essere sostituito da supporto alcuno.

Come sempre, tra gli appassionati di elettroacustica e Hi-Fi, oggetto di estimatori e detrattori, il vinile è un supporto ancora oggi capace di regalare emozioni di ascolto molto apprezzabili.

Dopo il CD

Dopo l'effetto boom, dell'ormai anch'esso vecchio Compact Disc, in parte anche effetto boomerang per la scarsa qualità di incisione dei primi esemplari, alcune aziende specializzate, amanti della buona riproduzione sonora di qualità, hanno iniziato a produrre con passione e professionalità, esemplari di Long Playing che nulla hanno da invidiare al CD.

La grammatura del vinile pesante

L'impiego oculato della tecnologia nella produzione di questi dischi, rende possibile produrre gioielli di riproduzione audio, caratterizzati spesso da grammatura più pesante del disco standard, in alcuni casi anche doppia.

Il peso di un LP può arrivare anche a 200 grammi, questo a tutto vantaggio della rigidità del supporto, ovvero del disco, minore possibilità di deformazione, e maggiore qualità audio.

Ovviamente, parlo di 33 giri, nonostante molti 45 giri trovano ancora spazio nelle collezioni di molti appassionati.

Cura del disco in vinile

Risulta ovvio che il disco in vinile non è così resistente, né agli urti, né allo sporco, rispetto ad un Compact Disc, realizzato in alluminio e poi ricoperto di materiale plastico.

Tuttavia, riguardo agli urti problema non sussiste, il Long Playing non è un frisby, serve solo fare attenzione a non farlo cadere, e non urtarlo, il che non è difficile.

La pulizia

Una cura particolare però deve essere dedicata a questo tipo di supporto, in particolare per quanto riguarda la pulizia.

Evitare in primo luogo di lasciare impronte digitali dei polpastrelli sul disco, che deve essere sempre movimentato per i bordi.

La pulizia del disco in vinile, è da sempre oggetto di studio degli audiofili più oltranzisti, anche qui, chi sostiene un metodo, chi un altro.

Pulire dalla polvere

Per esperienza personale, senza rovinarmi troppo la vita, utilizzo uno spesso panno di cotone per pulire delicatamente la superficie del disco, seguendo i solchi a spirale nel movimento di pulizia.

Panno di cotone che conservo sempre in luogo chiuso, dentro un sacchetto nel cassetto, al fine di farlo sporcare il meno possibile.

Pulizia periodica e approfondita

Altro metodo di pulizia, periodica e più profonda, consiste nell'utilizzare acqua distillata, occorre però fare attenzione:

1) un minimo di pratica;

2) ed assicurarti di una totale asciugatura prima dell'impiego del disco.

Sia per questo metodo di pulizia, come per l'impiego di altri solventi, è bene essere assolutamente certi dell'utilizzo dei prodotti: se manca la sicurezza, meglio affidarsi al tradizionale panno in cotone, oppure spazzole apposite come quella in fibra di carbonio, capace di ripulire discretamente i solchi.

Per sua natura, il disco in vinile attira la polvere: nulla di grave, davvero.

Come conservare gli LP

Altro punto essenziale, è conservare il disco in vinile in posizione verticale, affinché non debba essere soggetto a pressioni, che ne causerebbero un'inevitabile deformazione.

Se desideri leggere un articolo davvero interessante riguardo la pulizia del disco in vinile, ti rimando all'ottimo sito web TNT Audio, in un articolo dedicato alla manutenzione degli LP: visita la pagina.

Limitare la riproduzione consecutiva

Altra caratteristica importante per la cura del disco in vinile, è quella di non esagerare con il ripetuto ascolto consecutivo.

La normale deformazione dei microsolchi, che avviene durante la lettura da parte della puntina (stilo), necessita di tempo per farli tornare alla loro forma originale.

Anche se la buona qualità di uno stilo, riduce sensibilmente questo aspetto, non secondo il fatto che il disco venga prodotto in vinile pesante, questo riduce ulteriormente la deformazione dei microsolchi.

Un giusto intervallo di tempo tra due ascolti (24 ore secondo alcuni), permette al disco di avere lunga vita a tutto vantaggio della buona qualità di riproduzione sonora.

Panno in microfibra per pulire il vinile

Nel settore tessile, per microfibra si intende una tecnofibra, ovvero un materiale ottenuto con particolari tecnologie, che ha un titolo (in questo caso la titolazione (guarda) è una unità di misura che determina il titolo di un filato) minore o uguale al DTex, unità di misura usata in tessitura che serve a quantificare la densità lineare delle fibre.

Risulta opportuno fare attenzione all'etichetta del prodotto, in quanto microfibra in sé non significa nulla; basta solo ad indicare la densità della fibra stessa, impiegata per fabbricare il supporto di pulizia, che può essere poliestere, cotone, oppure misto.

I panni in microfibra, risultano particolarmente usati, negli ultimi anni hanno avuto un certo riscontro da parte dei consumatori.

Cosa uso io

Personalmente, ho un panno in microfibra di cotone che utilizzo per pulire la superficie degli LP; ha la caratteristica di catturare la polvere in modo piuttosto evidente, e pulire a fondo il vinile in maniera accurata, è sempre stata l'operazione non complessa, ma sicuramente impegnativa, per via del fatto che va eseguita meticolosamente, e spesso.

Nella confezione di acquisto, sono riportate le modalità per lavare il panno quando necessita: non usare saponi, detergenti e ammorbidenti, ma è possibile immergerlo in acqua calda con scaglie di sapone.

Questo procedimento, serve a preservare la microfibra, che altrimenti verrebbe compromessa dall'uso di detergenti e ammorbidenti vari; in modo che la pulizia del vinile possa essere sempre efficace, grazie al supporto di pulizia, in questo caso il panno in microfibra, sempre efficiente.