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Chitarra elettrica: storia, costruzione, caratteristiche

9 minuti
aggiornato il
Chitarra elettrica, corpo color rosso/amaranto in primo piano, fotografia presa in diagonale sulle corde, bella prospettiva di inquadratura

Chitarra elettrica

Nella chitarra elettrica la vibrazione prodotta dalle corde viene convertita in segnale elettrico tramite induzione elettromagnetica in quanto rilevata da un pick-up (dispositivo elettronico che trasforma la vibrazione in impulso elettrico); tale segnale (in quanto debole) viene amplificato ed inviato all'altoparlante, di conseguenza la chitarra elettrica necessita di amplificatore.

Cenni storici della chitarra elettrica

Fu nei primi anni del XX secolo che iniziano venire eseguiti esperimenti, tentativi per riuscire ad amplificare elettricamente il suono la chitarra, vennero presi alcuni trasmettitori telefonici in qualche maniera adattati ed installati su qualche chitarra, violino, banjo per cercare di amplificare il suono.

Altri tentativi vennero eseguiti con microfoni a carbone collegati in prossimità del ponte della chitarra, cercando di sfruttare il segnale debole e di amplificarlo. I tentativi continuarono ad essere numerosi tanto negli anni '20 quanto nei '30 a tal punto che molteplici individui cercavano di attribuirsi la paternità dell'invenzione della chitarra elettrica.

Tuttavia i primi tentativi davvero concreti furono eseguiti con un approccio più professionale dai liutai, costruttori di chitarre, esperti di elettronica, produttori di strumenti musicali e musicisti che hanno sempre creduto nell'innovazione, proprio come Les Paul (Lester William Polfuss) straordinario, eclettico e versatile musicista jazz che, sperimentando, provò collegare un microfono alla sua chitarra.

Qualcuno dei primi tentativi per cimentarsi nella realizzazione di una chitarra elettrica, utilizzò una cassa armonica tipo hollow-body di strumenti acustici impiegando pick-up in tungsteno. George Beauchamp nel 1931 iniziò a produrre un tipo di chitarra elettrica amplificata e successivamente iniziò la commercializzazione diventando co-fondatore della Electro-Patent-Instrument Company (successivamente rinominata in Rickenbacker Electro Stringed Instrument Company per via delle partnership commerciali) di Los Angeles.

Le potenzialità polifoniche scaturite dall'amplificazione della chitarra elettrica si rivelarono ben presto in tutto il loro interesse, e la necessità della chitarra di essere amplificata era di rilevante importanza specialmente nel periodo in cui le big band riscuotevano un successo ed un apprezzamento sempre maggiori, anche per fare in modo che il suono prodotto dalla chitarra elettrica amplificata potesse sostenere e risultare ottimale a quello prodotto dagli ottoni, dalla sezione fiati.

Interessante ricordare come per opera dei fratelli Dopera (sembra però che il nome corretto sia Dopyera) vide la luce la chitarra resofonica, resonator guitar o più semplicemente (e largamente conosciuta come) Dobro (DOpera BROthers), un vero e proprio chitarrone metallico, strumento particolarmente apprezzato ed utilizzato da molti bluesmen; il geniale inventore di questo strumento fu John Dopyera e comunque fondò l'azienda insieme ai suoi fratelli: era la fine degli anni 20.

La chitarra elettrica venne largamente apprezzata dai musicisti jazz; il corpo della chitarra elettrica era già costituito allora da legno massello, corpo in cui non vi era risonanza alcuna, oltre al già citato Rickenbacker anche la Audiovox costruì e commercializzò diversi modelli di chitarre elettriche nei primi anni 30.

Sembra che le prime incisioni discografiche utilizzando una chitarra elettrica furono di Andy Iona, rinomato musicista, compositore, cantante, autore.

Nel susseguirsi degli anni la chitarra elettrica prese sempre maggiore piede, fu oggetto di sempre maggiore richiesta da parte dei musicisti al punto che le aziende costruttrici di strumenti musicali iniziarono a commercializzare la chitarra elettrica in modo capillare, spesso seguendo proprio le indicazioni, le richieste, e di consigli degli specifici musicisti che avevano particolari esigenze al fine di ottenere determinate sonorità dalla propria chitarra elettrificata.

Impossibile non citare Les Paul e Leo Fender (tecnico progettista di amplificatori) che hanno letteralmente segnato, lasciato un marchio indelebile nella storia della chitarra elettrica, citiamo due modelli celeberrimi dello strumento come la Gibson Les Paul e la Fender Stratocaster che hanno letteralmente rivoluzionato il mondo della chitarra elettrica, tanto da essere impiegate, riviste e rivisitate, personalizzate da straordinari musicisti nel corso degli anni; si pensi ad esempio ai celeberrimi chitarristi degli AC DC Angus Young ed a Eddie Van Halen (la cui storica band porta il suo nome) capaci di reinventarsi lo strumento al fine di personalizzare il suono prodotto, renderlo originale e consono alle proprie esigenze.

Questo implica andare a mettere mano tanto alle meccaniche quanto alla parte elettronica dello strumento, che presenta una costruzione complessa frutto del lavoro di progettisti esperti che da sempre cercano l'innovazione. Nel corso degli anni la chitarra elettrica ha visto comparire al suo fianco distorsori di ogni risma e tipologia, amplificatori per tutti i gusti e le esigenze, forme del corpo dalle più svariate alle più tradizionali; pensiamo alle forme del corpo di una chitarra elettrica in puro stile metal invece che una destinata ad un musicista jazz, dove le forme più disparate della prima spaziano fino ad arrivare a quelle più tradizionali della seconda.

La chitarra elettrica ha rappresentato per tantissimi musicisti uno strumento che ha ulteriormente ispirato il loro desiderio di fare musica, di comunicare con essa, a tal punto da spingersi sempre oltre nella ricerca di quel suono che ciascun musicista ha in mente come proprio; questo ha certo incentivato i progettisti, i maestri liutai, i costruttori di strumenti musicali a produrre chitarre sempre più originali e particolari; pensiamo ancora ad esempio ad uno straordinario modello di chitarra elettrica usato da Pino Daniele con le corde in nylon invece che di metallo.

Costruzione della chitarra elettrica

Nonostante le forme più disparate che possono essere assunte del corpo e la scelta dei materiali (legno, bachelite, etc.), della paletta, la chitarra elettrica necessariamente mantiene determinate caratteristiche comuni; la paletta su cui alloggiano le meccaniche per agire sulla tensione delle corde, il capotasto (“nut” che può essere di materiale plastico, metallo, osso animale, grafite) dentro il quale passano le corde prima di arrivare alla tastiera, delle barrette metalliche che delineano i tasti sulla tastiera stessa, e sempre sulla paletta in alcuni modelli è presente il truss rod che tramite regolazione è in grado di compensare la forza esercitata dalle corde sul manico (tastiera), e quindi il manico arriva al corpo della chitarra, è avvitato oppure incollato, il corpo della chitarra può essere realizzato in diversi materiali come sopracitato: legno lavorato, dipinto, laccato, oppure fibra di carbonio, policarbonato, etc.

Sul corpo della chitarra prima che inizi la tastiera troviamo posizionati i pick-up che possono essere magnetici oppure piezoelettrici, solitamente ascendere verso la spalla troviamo i potenziometri per regolare il tono ed il volume del suo prodotto dalla chitarra elettrica, non troviamo il ponte fisso oppure il tremolo system capace di particolari vibrazioni che riesce a conferire alle note una certa distorsione. Possibile trovare sempre sul corpo della chitarra una mascherina plastica per proteggere il corpo stesso da eventuali graffi possono scaturire dalla manipolazione sulle corde o sulle manopole.

La costruzione del corpo della chitarra è un argomento di disputa, nel senso che c'è chi sostiene che non abbia alcuna influenza sul suono prodotto dalla chitarra stessa mentre altri sostengono il contrario, e più specificamente che la differenza dei legni impiegati influisca sul suono stesso.

Ontano, mogano, acero, etc. sono solo alcuni dei legni impiegati che ovviamente hanno caratteristiche ben diverse gli altri capaci sicuramente di fare una differenza sostanziale nel suono espresso dalla chitarra acustica, quindi ci sono diverse scuole di pensiero per quanto riguarda la costruzione del corpo in legno della chitarra elettrica, e di quanto il legno stesso (nelle differenti tipologie) possa influire sul suono prodotto.

Tuttavia materiali scadenti tentano di influenzare negativamente non solo la qualità della chitarra, ma bensì anche il suono prodotto, in quanto la chitarra elettrica è l'ennesimo esempio di uno strumento di precisione e la qualità dei materiali ha sicuramente un suo peso in quanto la pressione esercitata dalle corde in tensione non è cosa da poco, ma per tutti gli strumenti musicali a corda occorre che il materiale di costruzione siano idonei e perfettamente consoli a sopportare una tensione notevole nel tempo, mantenendo caratteristiche qualitative di rilievo; di conseguenza tanto il manico quanto il corpo della chitarra devono sicuramente essere costruiti con materiali qualitativamente apprezzabili, e presentare ottima stabilità, buona rigidità e contemporaneamente capacità di resistenza alle sollecitazioni: rigidità e flessione.

Pick-up della chitarra elettrica

Non possiamo certo equiparare la risonanza di una cassa armonica in una chitarra acustica, con il corpo di una chitarra elettrica che ovviamente non è dotato di cassa armonica; quindi è necessario un amplificatore, quando le corde della chitarra elettrica vengono suonate e sottoposte a vibrazione questo movimento genera, induce corrente nel pick-up (magneti avvolti in bobine di filo conduttore molto sottile), la corrente passa poi attraverso un cavo (collegato alla chitarra elettrica) all'amplificatore per chitarra.

La vibrazione delle corde che a sua volta è capace di far scaturire, generare corrente, dipende anche dalle forme diverse che può presentare il corpo della chitarra, e come sopraccitato anche la tensione che complessivamente una chitarra è in grado di sopportare.

Il pick-up può essere in alcuni casi isolato in un involucro di resina epossidica o cera, in quanto può essere necessario isolare il pick-up dalle vibrazioni prodotte dalle corde, ed in quanto dispositivi ad induttanza tendono a captare segnali elettromagnetici quindi esserne anche disturbati, e produrre eventuali ronzii, quindi assume particolare importanza la schermatura del pick-up.

Il pick-up inoltre può essere in grado, come tutti i componenti, di cambiare anche drasticamente il solo prodotto da una chitarra, ovvio che come sempre vale la logica: in una chitarra di pessima qualità non avrebbe alcun senso andare ad installare un pick-up dalle qualità pregevoli in quanto miracoli non ne potrebbe fare comunque, e viceversa.

I pick-up double coil (humbucker) sono in grado di ridurre drasticamente le diverse interferenze elettromagnetiche

Scegliere la chitarra elettrica da acquistare

Acquistare e scegliere una chitarra elettrica: quale ?!!!

Domanda scontata, ovvia e banale: nessuno meglio del musicista stesso conosce quelle che sono le sue personali esigenze e quindi decidere su quale tipo di chitarra elettrica orientarsi nell'acquisto, inoltre anche quando ha le idee chiare tipo di chitarra elettrica che intende acquistare non è certo sbagliato provare comunque altre chitarre, magari similari, di diverse marche e rientrano tutti nella fascia di prezzo in cui si intende rimanere, al fine di effettuare ulteriori confronti e comparazioni e potrebbero anche rivelare piacevoli sorprese.

Qualsiasi negozio specializzato nella vendita di strumenti musicali non nega a nessuno di provare lo strumento stesso quando si ha intenzione di acquistarlo; sarebbe infatti assurdo il contrario, comprare uno strumento musicale anche se lo si conoscesse alla perfezione senza provarlo.
Provando lo strumento poi, si possono ottenere anche ottime occasioni dall'usato, revisionato o comunque ben mantenuto.

Per i più esperti è possibile anche assemblare diversi componenti modificando quindi la chitarra elettrica dalla quale si intende partire; tuttavia data l'ampia scelta a disposizione nella vasta gamma offerta dal mercato delle aziende specializzate, è piuttosto difficile non riuscire a trovare la chitarra che può soddisfare quelle che sono le personali esigenze, in termini di resa sonora, manegevolezza della chitarra, peso, etc.

Quindi: non rimane che trovare uno o più negozi specializzati dove poter tranquillamente provare e comparare gli strumenti, e… buona musica !!!

 

                 

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

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(un deca, le vecchie 10.000 lire…)
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