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Uno che scrive

Andava a Rogoredo – di Enzo Jannacci

6 minuti
aggiornato il
Enzo Jannacci in un'immagine del 1964 tratta da YouTube

Enzo Jannacci

Una canzone, un brano musicale, è un romanzo condensato, una storia quando la canzone rispecchia la cultura, è cultura, quando ha qualcosa da raccontare. Quando la canzone non rispecchia niente, non racconta niente, non è niente. Andava a Rogoredo di Enzo Jannacci è una bellissima e stralunata poesia dialettale, struggente, divertente e straziante insieme oltre che uno degli innumerevoli successi di Enzo.

Andava a Rogoredo, il testo della canzone, poesia dialettale

Andava a Rogoredo © (di Enzo Jannacci) è una storia d'amore, un po' come tutte le storie d'amore degne di tale definizione è un po' struggente, un po' onirica, un po' cinica, un po' tenera, un po' vera, con un po' di ingenuità e di necessità.

Le canzoni raccontano storie, personali, sociali, storiche, politiche, etc. diverse cose insieme, nella fattispecie questa canzone di quell'immenso artista, cardiologo, bella persona che risponde al nome di Enzo Jannacci.

E così inizia il narrato di questa struggente storia d'amore mai cominciata (o mal cominciata…) quando il narratore racconta che quanto si accinge a raccontare è una storia vera, di uno che non era capace di dire di no:

Quel che sunt drè a cuntav l'è ona storia vera

de vun che l'era mai stà bon de dì de no.

E s'eren conussu visin alla Breda

le l'era de Rogored e lu el su no

di un uomo ed una donna che si erano conosciuti vicino alla Breda (storica azienda metalmeccanica), Lei era di Rogoredo (quartiere periferico della città di Milano) e Lui… non lo so!

Un giorno lui la portò a vedere la fiera, Lei indossava un vestitino… culur de tra su!!!

Letteralmente tirare su: dare di stomaco, il colore quindi è inequivocabile. E già da questa parte del testo esplode l'ironìa, la leggera satira, e la storia di due disperati (uno di più una un po' meno…), due dei tanti, certo non due signorotti ricchi e viziati.

Lui che probabilmente era già innamorato di lei ancor prima che lei stessa gli apparisse davanti, ancor prima ch'Ella entrasse, anche se rimasta affacciata sulla soglia, nella vita di lui, Lei che non poteva indossare nulla di meglio di un "vestidin culur de tra su", e comunque doveva dare fondo alle sue risorse per sopravvivere, perché è sopravvivenza, come talvolta amare, e forse era il più bel vestitino che avesse.

Un dì lu l'avea menada a vedè la fera

la gh'aveva un vestidin color de tra-su

disse vorrei un kraffen oh… non ho moneta

Pronti, el g'haa dà des chili e l'ha vista pu

Lei gli domandò del denaro per comprare un kraffen e quella è l'ultima volta che l'ha vista!!!

L'ingenuità congenita dell'uomo innamorato, anche un po' disperato in questo caso, bisognoso di credere nell'amore anche se l'amore el ghe no, non c'è, ma è solo un'illusione, perché Lei pensava solo a sopravvivere, di certo a non condividere l'amore proprio con questo strampalato lui.

E allora cos'altro resta da fare ad un uomo ingenuamente e perdutamente innamorato, se non cercare per quanto possibile di rimettere insieme i cocci di quel vetro rotto tanto trasparente noto come amore?!

Cercare la sua bella, il suo amore, supplicandola, ingenuamente, di non lasciarlo, anche se sono solo parole al vento, perché ovviamente la Lei che gli ha rubato il cuore, oltre che i daner, non la (ri)vedrà più. Mai più.

Sì, fingeva di cercare i soldi, i danari (Oddio, anche se per i poveri Cristi non bastano mai), ma i denari li avrebbe sacrificati ben volentieri se Lei fosse ritornata da lui anche senza il becco d'un quattrino.

Non mi lasciare, non mi lasciare, il grido struggente di un cuore straziato:

Andava a Rogoredo e cercava i so danée

Girava per Rogoredo el vosava 'me 'n strascée

No, no, no, non mi lasciare

No, no, no, non mi lasciare mai, mai, mai

E qui la faccenda si fa seria. Perché, fino ad ora era uno scherzo?! No, decisamente no, ma ora la situazione è davvero drammatica e potenzialmente tragica.

Triste é un mattin d'aprile senza l'amore

ghera vegnu anch' a in ment de andàa a negà.

Là doe el Navili l'è pusse negher

là doe i barcon poden no 'rivà

È davvero triste un mattino d'aprile senza l'amore, quando ancor di più la stagione non fa che accentuare il pensiero proprio nei confronti dell'amore, si tratta di una cosa istintiva, quasi banale tanto è scontata. Ma amare non può mai essere banale o scontato, anche se si tratta di un sentimento largamente popolare (Questo sentimento popolare nasce da meccaniche divine – E ti vengo a cercare – © Franco Battiato).

Dal momento che la tristezza di un mattino d'aprile senza l'amore è quasi insopportabile, ecco che l'uomo ferito, tradito nella fiducia, deluso nei sentimenti, pensa al tragico gesto, togliersi la vita, "ghera vegnu anch' a in ment de andàa a negà" – aveva pensato di annegarsi, proprio là dove il Naviglio è più nero, dove le acque sono più scure, dove il fiume (canale artificiale usato per l'irrigazione, che era anche navigabile) incute maggior timore ed in un punto dove i barconi non possono arrivare.

e l'era bel fermott iammò d'un quart d'ora

e l'era passada anca l'ora de andà a timbrà.

Mi credi che a massass bisogna pensagh sora

Adess voo a toeu i mè des chili, poi si vedrà

Ed era lì fermo da oltre un quarto d' a ripensare a quell'amore malato ancor prima di nascere, era passata anche l'ora di timbrare il cartellino delle presenze sul posto di lavoro, ma… mi credi, che per ammazzarmi ci devo pensare, non posso decidere così… "Adess voo a toeu i mè des chili, poi si vedrà" – Adesso vado a recuperare i miei denari, mente a se stesso sapendo di mentire, poi si vedrà… si nutre della sua stessa illusione, quella che si è inventato lui… per sopravvivere!!!

E di nuovo andava Rogoredo a cercare i suoi denari e gridava come uno straccivendolo, supplicando il suo amore di non lasciarlo ben sapendo che difficilmente sarebbe stato ascoltato.

Andava a Rogoredo e cercava i so danée

Girava a Rogoredo el vosava 'me 'n strascée

No, no, no, non mi lasciar

No, no, no, non mi lasciar mai, mai, mai

Perché le fregature c'è chi le tira e chi le prende, ed a qualcuno tocca di prenderle, ed è semplicemente straziante, triste, ma così è: e allora continua ad andare a Rogoredo a cercare il suo amore !!!

Una storia triste per tutti e due i protagonisti della storia, Lei presumibilmente molto carina (così la immagino non so perché) e lui piuttosto ingenuo e non proprio un Adone, eeeeeeh… si è illuso che un pò d'amore potesse spettare anche a lui.

Storie di disperati, di cittadini dimenticati cui non si sa nemmeno che esistono; fino a quando arriva una bella persona come Enzo Jannacci che ti fa conoscere tante realtà parallele che non conoscevi.

 

               

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

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