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Uno che scrive

 

Tastiere meccaniche: la struttura e gli switch

6 minuti
aggiornato il
Tastiera meccanica con retroilluminazione accesa: la struttura del case e gli switch sono particolarmente importanti per avere la miglior risposta possibile

Tastiera meccanica con retroilluminazione accesa

Dalla struttura e dagli switch delle tastiere meccaniche dipende il responso tattile, uditivo, la resa della scrittura e la soddisfazione di chi la utilizza.
Perché se scrivere per te è un piacere, lo è anche utilizzare gli strumenti di scrittura che preferisci, e se ami scrivere pigiando i tasti la tastiera meccanica e gli switch sono un argomento che certo ti può interessare.

Le caratteristiche principali delle tastiere meccaniche

Appena ho provato una tastiera meccanica ho subito trovato un ottimo riscontro in termini di soddisfazione durante l'utilizzo, per i seguenti motivi:

1) miglior rendimento durante la scrittura;

2) responso uditivo gradevole nel sentire il suono prodotto dai tasti;

3) ottima sensazione tattile;

4) sensazione di stabilità della tastiera anche durante la scrittura veloce;

5) possibilità di cambiare i tasti fino ad una completa personalizzazione della tastiera; aspetto particolarmente importante per migliorare il rendimento.

Come se non bastasse, la retroilluminazione della tastiera che in primo momento pensavo superflua, ha invece rivelato la sua grande utilità.
Sebbene io cerchi il più possibile di scrivere senza guardare i tasti, quando capita di usare la tastiera al buio, non ho necessità alcuna di avere una lampada sulla scrivania.

La tastiera meccanica deve avere una solida e robusta struttura; detto questo, la notevole differenza la possono fare, e la fanno, gli switch.

La struttura delle tastiere meccaniche

La struttura della tastiera meccanica, la solidità che inevitabilmente si percepisce, che si deve percepire*, è alla base della validità di un prodotto buono, rispetto ad uno che non lo è.

* Solidità che si deve percepire, in quanto la tastiera meccanica necessita di una certa spinta, sui tasti, di una certa pressione, anche minima che però deve dare un responso preciso, perché la principale caratteristica è proprio questa: il responso tattile.

Già dal nome, tastiera meccanica, suona bene, ha il suo perché, non si tratta di una tastiera delicata, bensì qualcosa di solido, che ricorda le vecchie e mai datate macchine per scrivere con tutta la loro robustezza, solidità rumorosità e peso; se una macchina per scrivere non avesse avuto un peso adeguato, alla pressione dei tasti si sarebbe spostata a destra e manca con un niente; anche perché le macchine per scrivere più datate, necessitavano di una pressione dei tasti piuttosto decisa, affinché i caratteri potessero restare impressi sul foglio in modo adeguato.

Per certi aspetti la tastiera meccanica ricorda le macchine per scrivere, questo è uno dei motivi per cui mi sono appassionato alle tastiere meccaniche, anche se ovviamente la pressione necessaria per pigiare i tasti, non è certo paragonabile a quella delle macchine da scrivere.

Le tastiere meccaniche buone, quelle valide, sono roba forte, un po' come quella del Korova milk bar (…); devono necessariamente esserlo, perché devono essere in grado di assorbire una certa forza, la pressione dei tasti digitati, e non sono tastini, nulla nemmeno a che vedere con il touch screen e lo slide, sono tasti meccanici, che vanno premuti con una certa pressione e che producono un sonoro interessante.

Di conseguenza, la struttura delle tastiere meccaniche deve essere adeguata, altrimenti non potrebbe avere un rendimento interessante.
Non è così raro trovare strutture metalliche, alluminio, acciaio, per le tastiere più robuste, quelle create per il gaming professionale ad esempio; tuttavia anche chi ama scrivere, o comunque chi usa molto la tastiera, potrebbe scegliere un prodotto così robusto, una sorta di Hummer, per esercitare (sissignore) la propria passione: la scrittura, con una robusta, stabile e solida tastiera meccanica.

Gli switch delle tastiere meccaniche

Gli switch: il cuore pulsante delle tastiere meccaniche: click, clack, clacking key caps, clickety clackety !!!

Il tasto di una tastiera meccanica è così composto, a scendere:

1) Keycap, quello che solitamente si intende come tasto, in realtà è la sola parte superiore, l'involucro, il cappello del tasto, dove sopra sono presenti i caratteri, lettere, numeri, simboli.
Il materiale di realizzazione può essere plastico (ABS, PBT) o metallico.
Interessante la possibilità di cambiare i tasti, colori e stili diversi.
Basta sollevare delicatamente con le dita un keycap per toglierlo, oppure usare l'estrattore, una sorta di pinza che si incastra sotto la base del keycap, dopodiché si solleva ed il tasto si toglie.

2) Sotto il cap troviamo lo switch, dai colori diversi che servono per distinguere le varie tipologie di prestazione.
Realizzati in fibra di vetro, quindi impiegati con resine o altri prodotti sintetici.

3) Nella parte inferiore dello switch è presente un perno alloggiato in una molla di precisione.

4) Un contatto metallico alla base che viene toccato dal perno, quando il tasto viene premuto e la molla va in pressione.

5) 2, 3 e 4 sono contenuti in un solo involucro, un case, un contenitore che alloggia insieme i diversi pezzi.

Tutti questi piccoli strumenti di precisione, formano il tasto, quello che poi quando premuto, restituisce una determinata risposta in base alla precisa tipologia.

Gli switch vengono suddivisi in:

lineari, dove la corsa del tasto si comprende dalla definizione;

tattili, dove i tasti vengono attivati a circa metà dell'intera corsa, prima di imprimere il carattere digitato, che può anche corrispondere ad un comando, non solo alla scrittura;

clicky, come il tattile, però accompagnati da un suono deciso quando vengono premuti (clickety, clack).

Per ottenere ciascuna delle 3 differenti tipologie, servono progettazioni e lavorazioni diverse, al fine di ottenere uno specifico risultato.

Indipendentemente dalla tipologia di switch che si predilige, la risposta che si ottiene pigiando i tasti sulle tastiere meccaniche, è ben definita, precisa.
Se la tastiera ti serve per scrivere, giocare, sta a te decidere qual è la tipologia di risposta (feedback) che preferisci.

Non sono mai stato appassionato di giochi elettronici, ma so che nel gaming professionale le diverse tipologie di switch hanno un peso importante, e si differenziano quando le azioni da compiere sono diverse.
Questa bellissima guida spiega bene le diverse differenze degli switch Cherry MX, Kailh, Razer, Logitech, Cooler master, Matias: the complete guide to mechanical keyboard switches for gaming.

Anche se la guida è dedicata agli switch principalmente pensati per il gaming, anche per la scrittura vanno più che bene, provare per credere; anzi, essendo progettati per sollecitazioni estreme date dal gaming, per scrivere non possono che andare meglio nel restituire un responso decisamente interessante.

Ricorda che, anche se ogni colore contraddistingue le univoche prestazioni e caratteristiche di uno specifico switch, un'azienda può anche realizzare uno switch di colore diverso perché specificamente pensato, anche se a grandi linee i colori restano di riferimento (red, white, blue, brown, black, gray, green, speed …).

Ad esempio, i green switch sono una variante dei blue, più heavy (blue tougher version), per chi ama sentire un suono piuttosto forte oltre che un responso tattile deciso.
Molte tastiere meccaniche utilizzano gli Outemu blue che sono una sorta di clone degli Cherry MX blue switch, quindi il colore blue inequivocabilmente indica uno switch clicky and heavy, sebbene alcune sfumature nelle prestazioni possono essere differenti tra un marchio ed un altro.

Write, write, push and write … clickety clack !!!

 

                 

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

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(un deca, le vecchie 10.000 lire…)
So smile & stay in touch !!!

 

 

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