Menu

af1.it

Uno che scrive

Shampoo per capelli, storia, tipologie, ingredienti

12 minuti
aggiornato il
Lo shampoo per i capelli dovrebbe essere il meno aggressivo possibile, del resto più che sufficiente per pulire i capelli e mantenerli sani e puliti

Shampoo per capelli sempre puliti

Lo shampoo è uno specifico prodotto realizzato per la pulizia dei capelli e del cuoio capelluto, un altro degli aspetti molto importanti sotto l'aspetto igienico. Anche in questo caso i tensioattivi (che favoriscono la bagnabilità della superficie, in questo caso il capo) risultano presenti, come sovente anche in altri detergenti destinati all'igiene personale. Quale shampoo scegliere, e come ?

Cenni storici dello shampoo per capelli

Sebbene per alcuni aspetti l'igiene personale e la cura di se stessi per quanto riguarda la cura del corpo ha raggiunto talvolta livelli quasi morbosi, non c'è niente di nuovo sotto il sole (Nihil sub sole novum – Quello ch’è stato è quel che sarà; quel che s’è fatto è quel che si farà; non v’è nulla di nuovo sotto il sole. Ecclesiaste 1, 9).

Nulla di nuovo in quanto semmai si può parlare di un ritorno; da che mondo è mondo l'essere umano si è dedicato all'igiene personale e spesso anche in modo maniacale, l'eccesso è proprio di chi se lo può permettere, non è la prima volta che la storia (anche quella più recente) ci mostra come talvolta persone più abbienti abbiano ecceduto nel dedicarsi a esigenze o passioni, fino a farle diventare sfarzose e ridondanti.

Comunque anche lo shampoo, o meglio la pulizia dei capelli (come la cura per l'igiene personale), è qualcosa che realmente esiste da quando esiste l'essere umano. L'esigenza dell'uomo di produrre beni destinati all'igiene personale si è manifestata quando si è compresa l'importanza delle relazioni sociali e del rispetto per il prossimo.

La parola inglese shampoo deriva dall'Hindi ed è recente, risale al XVIII secolo, champo, che significa massaggiare, fare una pressione leggera, del resto è la cosa più istintiva quando ci si lava la testa quella di massaggiare, anche energicamente, il cuoio capelluto, questo contribuisce a rimuovere le cellule di pelle morte, cosa normale quando ci si lava del resto, non è il caso di usare la spazzola per cavalli, ma una buona ripulita è necessaria.

Risale a migliaia di anni a.C. la cura per il corpo e per i capelli, ed ha avuto un suo grande riscontro a partire dall'età del bronzo. quindi a partire da 3500 anni a.C. Anche se lo shampoo non era come lo si conosce oggi, l'esigenza della pulizia è simile. È probabile che i prodotti destinati all'igiene personale fossero di gran lunga migliori, qualitativamente parlando, rispetto alla moltitudine di quelli offerti oggi dall'industrializzazione e commercializzazione su larga scala che implica sovente basso costo e qualità non eccellente. Anche se un prezzo alto non necessariamente implica un prodotto di indiscussa qualità

E comunque non è corretto lasciarsi ingannare dalla schiuma; che è composta perlopiù da aria, e l'aria non pulisce, non deterge. Un buon sapone probabilmente puliva meglio. L'esigenza di curare e mantenere al meglio i capelli è legata anche all'attenzione del proprio aspetto, per quanto riguarda la cultura Masai l'acconciatura è sempre stata importante, il trattamento ai capelli con il rosso ocra o altre radici, oltre che al tipo pettinatura (dreadlocks), non serviva solo ad un fattore estetico ma anche a proteggere i capelli e mantenerli più puliti e più sani, al riparo da eventuali microbi indesiderati.

Al di là dell'uso specifico per la pulizia unita al piacevole massaggio, l'impiego dello shampoo così com'è conosciuto oggi risale al XVIII secolo (come già indicato), anche perché si adotta una terminologia precisa quando un prodotto inizia a diventare di uso comune; l'igiene esisteva anche prima (!!!) tuttavia l'evoluzione dello shampoo è recente, introdotta (e sviluppata) nel tardo XVIII inizi XIX secolo nei centri per la cura del corpo, un piacevole massaggio alla cute del capo con oli, fragranze, profumi. L'impiego di tensioattivi naturali come derivati oleochimici, vennero sostituiti dai tensioattivi sintetici (petrolchimici) agli inizi degli anni '30. L'industrializzazione che ne è conseguita, anche per quanto riguarda lo shampoo, è cosa ben nota.

Tipologie di shampoo per capelli

Possiamo affermare che lo shampoo si divide in due categorie: detergente (caratteristica comune a tutte le tipologie di shampoo) e trattante. Per quanto riguarda determinate e specifiche necessità (eccesso di sebo, forfora, capelli secchi, grassi, etc.) è sempre bene avere il parere di un esperto in materia, o il proprio parrucchiere di fiducia, oppure il medico farmacista, o il medico dermatologo nei casi più importanti di specifiche necessità.

Lasciamo perdere lo shampoo, così definito, anticaduta, in quanto se così fosse molti calvi avrebbero ancora i capelli. Gli shampoo trattanti ovvio che devono essere utilizzati solo in caso di effettiva necessità; non avrebbe senso logico utilizzare uno shampoo antiforfora se il problema forfora non c'è, così sarebbe come prendere una compressa contro il mal di testa quando il mal di testa non c'è (per inciso se si ha mal di testa occorre avere un parere medico del perché la testa duole).

Per quanto riguarda uno shampoo da usare spesso, dovrebbe: non produrre schiuma in modo eccessivo, non sgrassare troppo il cuoio capelluto (lasciando la pelle più esposta a irritazioni), anche se gli ingredienti sono sintetici e non naturali, possono comunque essere di buona qualità. Naturale non necessariamente significa ciò che sia meglio per la specifica esigenza. Le promesse di risultati eccezionali o strabilianti da parte di pubblicità in qualunque forma, meglio lasciarle perdere.

La FDA (Food and Drug Administration) ha stabilito quali ingredienti possano usare e quali no, i produttori di shampoo, ovvio che queste regole hanno validità negli Stati Uniti. A questo proposito ha fatto scalpore negli U.S.A. quando società attente alla salvaguardia dei consumatori, avere scoperto che il quaternium 15 (conservante potenzialmente nocivo) era presente in uno shampoo di una marca molto famosa. A maggior ragione occorre leggere sempre attentamente l'etichetta delle confezioni, ed informarsi quando si leggono ingredienti di cui non si conosce nulla, che magari non si è mai sentiti nominare prima.

Dato che il regolamento INCI prevede sia definizioni in inglese che in latino, talvolta accade di comprendere quanto scritto, e se si comprende di non conoscere uno specifico ingrediente, esempio il Sodium Lauryl Sulfate, usato nello shampoo anche in Italia, tuttavia è un ingrediente che è sottoposto ad attenzione da parte di organizzazioni che si occupano di salvaguardare la salute dei consumatori, in quanto questo ingrediente potrebbe essere preoccupante specialmente quando in alte concentrazioni nell'organismo.

Occorre sempre leggere attentamente l'etichetta (anche quando si è clienti affezionati di uno shampoo in quanto gli ingredienti possono essere cambiati, quindi non dare per scontato quanto riportato in etichetta) e conoscere gli ingredienti, informarsi se non li si conosce e capire a cosa servono e se soprattutto sono compatibili con il normale impiego. Questo è un aspetto molto importante in tutti i prodotti cosmetici.

Ingredienti dello shampoo per capelli

Vale la pena comprendere quali sono gli ingredienti da accettare e quelli da rifiutare. Il già citato Sodium Lauryl Sulfate non è indicato ad esempio nei bambini; un altro esempio è quello dato dai parabeni, conservanti largamente utilizzati per lunghissimo tempo che ora sono sostanze sotto osservazione da parte delle organizzazioni sanitarie. Ci sono poi prodotti petrolchimici che sostanzialmente sono anallergici, ma dove sta l'inghippo?! Hanno un impatto ambientale non indifferente perché non sono biodegradabili.

I coloranti: sono inutili, in quanto non influiscono minimamente sulla qualità del prodotto, servono solo a dare un colore più appetibile per far sì che il prodotto venga acquistato. Idem per i profumi se presenti, soprattutto se in quantità eccessiva. Presenza minima se inclusa negli ingredienti. A volte possono ingannare, è molto facile, talvolta una persona può aprire la confezione di uno shampoo, rimanere affascinata dal profumo e pensare: è buono! Sì, è buono il profumo, ma il prodotto che ingredienti ha ?

Dal momento che pensare male è peccato ma ogni tanto ci si azzecca, se il profumo è particolarmente intenso posso pensare che sia fatto per catturare la mente del consumatore che, dopo avere sentito un profumo gradevole non pensa più al resto.
Formaldeide e derivati (utilizzati come conservanti): sono da evitare assolutamente, nocivi, anche per inalazione. Oggi come oggi i controlli (ci si augura) sono molto più serrati, a beneficio del consumatore, tuttavia fino a non molti anni or sono persino aziende dal marchio famoso, utilizzavano ancora, seppur in minima parte, queste sostanze potenzialmente nocive.

Methylisothiazolinone, conservante, tetrasodiumEdta, conservante anch'esso che consente al cosmetico di mantenere nel tempo un aspetto ottimale (altro punto: sembra buono quindi è buono) ma altamente inquinante: da evitare? Molto meglio.
Per diversi anni ho lavorato in un'azienda chimica, dove si producevano formulati epossidici per l'edilizia, tra cui un prodotto, che conteneva un agente schiumogeno, che serviva per produrre un materiale isolante termoacustico, il prodotto finale realizzato dall'edilizia era composto dall'80% di aria e 20% di calcestruzzo.

In quanto schiumogeno conteneva una modesta percentuale di sapone base. Parlando con i camionisti che eseguivano le consegne, ho scoperto che lo stesso sapone base veniva consegnato ad aziende cosmetiche, invece che di prodotti per auto o per cani. Perché il sapone base era sempre quello (sintetico derivato petrolchimico), che servisse per produrre shampoo per auto, per cani, per esseri umani. La base di partenza era sempre quella insomma, poi le aziende cosmetiche immagino mettessero profumi, oli, etc. lo stesso discorso vale per le altre aziende secondo le esigenze del prodotto finale.

Niente di allarmante per carità, se il sapone è sapone può essere, ed è, impiegato, per molteplici usi.

Anche perché se il sintetico è fatto come si deve, rispettando certi criteri di produzione, può essere valido; rimane il problema non indifferente dell'impatto ambientale, il riciclaggio ahinoi ancora non è praticato sempre come si dovrebbe. Dal momento che, da una parte le associazioni di consumatori, fortunatamente, negli ultimi anni cercano sempre più di controllare tutto quanto viene offerto sul mercato affinché sia compatibile con gli esseri umani e l'ambiente, dall'altra alcune, tra le aziende cosmetiche che cambiano ingredienti per sostituire quelli potenzialmente più dannosi, anche per non perdere il mercato, insomma: non è una cosa facile acquistare.

Internet offre una soluzione rapida e gratuita per acquisire molteplici informazioni; se non conosciamo un ingrediente, ci possiamo, e dobbiamo, informare. Una volta che un ingrediente si conosce si può procedere con maggiore tranquillità. Ovviamente tutto ciò per quanto riguarda il normale shampoo detergente, in quanto per necessità di utilizzare shampoo trattante è bene farsi consigliare da personale esperto (meglio un medico dermatologo, meglio chiedere una volta in più invece che fidarsi di consigli di presunti esperti).

Inoltre, la presenza di eventuali prodotti naturali come camomilla, betulla, malva etc. se sono presenti in quantità davvero ridotte (0,00tot%) non servono a niente, se non ad obiettivi di vendita, con tanto di scritta più o meno enorme sulla confezione, esempio: Shampoo all'estratto di camomilla. Ma quanta camomilla?!

Molto spesso la presenza di estratti di erbe, oli essenziali, etc. è sufficiente in quantità minima perché abbiano il loro effetto, in bassa percentuale, affinch´ il compito trattante sia eseguito.

La presenza di vitamine: ma quante ?! Ed effettivamente servono ?! Un altro aspetto è legato alla viscosità dello shampoo, una eccessiva viscosità potrebbe nascondere ingredienti non qualitativamente apprezzabili, in quanto la viscosità fa alla vista che fa il profumo all'olfatto: può trarre in inganno.

Altro ingrediente potrebbe essere l'acido citrico, anch'esso un conservante. La quantità dell'ingrediente preponderante nello shampoo è l'acqua: circa l'80%. A parte l'acqua, quasi tutte le altre sostanze possono essere potenzialmente irritanti; possono essere, non "sono". C'è una bella differenza. Possono essere in quanto, fortunatamente, oggi i controlli da parte di istituti che analizzano i prodotti, portano spesso alla luce tutto quanto c'è da sapere, ed è giusto che se lo shampoo contiene un ingrediente potenzialmente irritante, il consumatore lo sappia anche se questo ingrediente non provocherà nessun effetto collaterale.

È una questione di trasparenza. Sempre rimanendo allo shampoo per uso frequente, anche se non proprio quotidiano ma quasi (per esigenze di pulizia molte persone tutti i giorni lavano i capelli, chi si sporca i capelli di particolari polveri sul luogo di lavoro, gli sportivi che terminato l'allenamento sono sudati fradici, etc.), meglio usare un prodotto specifico per bambini, in quanto pensato, e realizzato, per pelli più delicate, con pH neutro (7) o leggermente acido, quindi se si ha la necessità di lavarsi i capelli con una certa frequenza meglio utilizzare shampoo per bambini. un prodotto che deve essere solo detergente.

Per quanto riguarda invece uno shampoo trattante, innanzitutto occorre sapere con precisione se e cosa trattare (forfora, seborrea, etc.) e di conseguenza è più logico rivolgersi al medico dermatologo che può consigliare in maniera precisa ed univoca quale shampoo trattante usare e come. “Non è così grave” rivolgersi al medico una volta in più, delle indicazioni e dei consigli dati se ne può fare tesoro.

Una delle differenze dei tensioattivi utilizzati per lo shampoo, rispetto a quelli del sapone, è che quelli per lo shampoo sono meno aggressivi nei confronti della pelle, in modo da lasciare la giusta quantità di sebo che possa proteggere la struttura del capello, il sapone risulterebbe troppo aggressivo in quanto ha maggiore potere sgrassante, troppo per il cuoio capelluto.

Quale shampoo per capelli scegliere ?

Quello più leggero, neutro, meno invadente possibile, che serve solo a pulire (anche di frequente) e nient'altro, se indicato anche e soprattutto per i bambini dovrebbe essere uno dei prodotti più delicati disponibili.
Se prima dello shampoo dai una bella insaponata alla testa con sapone di Marsiglia, potresti sorprenderti piacevolmente.

 

                 

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

af1.it è mantenuto dalla mia passione.
Se vuoi sostenere af1.it fai una donazione.

Se qualche articolo ti è piaciuto e vuoi fare una donazione, ti ringrazio.

Tanti anni fa, quando c'erano ancora le lire, un bravo artista di strada, terminata la sua esibizione di giocoliere disse alla folla intorno: se il mio spettacolo vi è piaciuto, dimostratemelo, se non vi è piaciuto scrivetelo su “un deca…”

(un deca, le vecchie 10.000 lire…)
So smile & stay in touch !!!

 

 

af1.it usa cookie tecnici anche di terzi per le statistiche visite e per annunci pubblicitari, per sapere come negare il consenso leggi l'informativa estesa. Cliccando su Va bene, scorrendo la pagina o continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie. Leggi informativa estesa

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi