Shampoo per capelli: storia: tipologie: ingredienti (da evitare)

  
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Lo shampoo per i capelli dovrebbe essere il meno aggressivo possibile, del resto più che sufficiente per pulire i capelli e mantenerli sani e puliti
Shampoo per capelli (photo by Liisa Wrang on Pixabay)

Shampoo per capelli: prodotto specifico realizzato per la pulizia dei capelli e del cuoio capelluto, igienicamente molto importante.

  1. I tensioattivi
  2. Cenni storici
    1. Etimologia della parola
    2. Nell'età del bronzo
    3. Il sapone puliva meglio
    4. Nel XVⅢ secolo
  3. Tipologie
    1. Per un frequente utilizzo
    2. Ingredienti ammessi e non
    3. Leggere con attenzione l'etichetta
  4. Quali ingredienti evitare
    1. Sodium Lauryl Sulfate
    2. Parabeni
    3. Prodotti petrolchimici
    4. Coloranti
    5. Profumi
    6. Formaldeide e derivati
    7. Methylisothiazolinone e tetrasodiumEdta
  5. Il sapone base
  6. Prodotti sintetici
  7. Acquisire informazioni
  8. Ingredienti naturali
  9. Vitamine
  10. Io uso il sapone

Anche in questo caso, i tensioattivi, che favoriscono la bagnabilità della superficie, in questo caso il capo, risultano presenti, come sovente anche in altri detergenti destinati all'igiene personale, come il sapone.

Una delle differenze dei tensioattivi utilizzati per lo shampoo, rispetto a quelli del sapone, è che sono meno aggressivi nei confronti della pelle, in modo da lasciare la giusta quantità di sebo che possa proteggere la struttura del capello.

Cenni storici dello shampoo per capelli

Per alcuni aspetti, l'igiene personale e la cura di sé stessi per quanto riguarda la cura del corpo, ha raggiunto talvolta livelli quasi morbosi, ma non c'è niente di nuovo sotto il sole: Nihil sub sole novumQuello ch'è stato è quel che sarà; quel che s'è fatto è quel che si farà; non v'è nulla di nuovo sotto il sole. Ecclesiaste 1, 9).

Nulla di nuovo, in quanto semmai si può parlare di un ritorno; da che mondo è mondo, l'essere umano si è dedicato anche all'igiene personale, e spesso anche in modo maniacale.

L'eccesso, è proprio di chi se lo può permettere, non è la prima volta che la storia, anche quella più recente, ci mostra come talvolta persone più abbienti, abbiano ecceduto nel dedicarsi a esigenze o passioni, fino a farle diventare sfarzose e ridondanti.

Comunque, anche la pulizia dei capelli, è qualcosa che realmente esiste da quando esiste l'essere umano.

L'esigenza di produrre beni destinati all'igiene personale, si è manifestata quando si è compresa l'importanza delle relazioni sociali e del rispetto per il prossimo.

Etimologia della parola

La parola inglese shampoo, deriva dall'Hindi, ed è recente, risale al XVⅢ secolo, champo, che significa massaggiare, fare una pressione leggera.

Del resto, è la cosa più istintiva, quando ci si lava la testa quella di massaggiare, anche energicamente, il cuoio capelluto; questo contribuisce a rimuovere le cellule di pelle morte, cosa normale quando ci si lava del resto, non è il caso di usare la spazzola per cavalli, ma una buona ripulita è necessaria, anche con una spugna di luffa.

Nell'età del bronzo

Risale a migliaia di anni a.C. la cura per il corpo e per i capelli, ed ha avuto un suo grande riscontro a partire dall'età del bronzo.

Quindi, a partire da 3500 anni a.C. anche se lo shampoo non era come lo si conosce oggi, l'esigenza della pulizia è simile.

È probabile che i prodotti destinati all'igiene personale, fossero di gran lunga migliori, qualitativamente parlando, rispetto alla moltitudine di quelli offerti oggi, dall'industrializzazione e commercializzazione su larga scala che implica sovente basso costo e qualità non eccellente.

Anche se un prezzo alto, non necessariamente implica un prodotto di indiscussa qualità

E comunque non è corretto lasciarsi ingannare dalla schiuma; che è composta perlopiù da aria, e l'aria non pulisce, non deterge.

Il sapone puliva, e pulisce meglio

Un buon sapone probabilmente puliva meglio. L'esigenza di curare e mantenere al meglio i capelli, è legata anche all'attenzione del proprio aspetto.

Nella cultura Masai, l'acconciatura è sempre stata importante, il trattamento ai capelli con il rosso ocra o altre radici, oltre che al tipo pettinatura (dreadlocks), non serviva solo ad un fattore estetico, ma a proteggere i capelli e mantenerli più puliti e più sani, al riparo da eventuali microbi indesiderati.

Nel XVⅢ secolo

Al di là dell'uso specifico per la pulizia unita al piacevole massaggio, l'impiego dello shampoo così com'è conosciuto oggi, risale al XVⅢ secolo, anche perché si adotta una terminologia precisa, quando un prodotto inizia a diventare di uso comune.

L'igiene esisteva anche prima, tuttavia l'evoluzione dello shampoo è recente, introdotta, e sviluppata, nel tardo XVⅢ inizi XIX secolo nei centri per la cura del corpo.

Un piacevole massaggio alla cute del capo con oli, fragranze, profumi. L'impiego di tensioattivi naturali come derivati oleochimici, vennero sostituiti dai tensioattivi sintetici (petrolchimici) agli inizi degli anni 30.

L'industrializzazione che ne è conseguita, anche per quanto riguarda lo shampoo, è cosa ben nota.

Tipologie di shampoo per capelli

Possiamo affermare che lo shampoo si divide in due categorie: detergente, caratteristica comune a tutte le tipologie di prodotto, e trattante.

Per quanto riguarda determinate e specifiche necessità, eccesso di sebo, forfora, capelli secchi, grassi, etc. è sempre bene avere il parere di un esperto in materia, o il proprio parrucchiere di fiducia, oppure il medico farmacista, o il medico dermatologo nei casi più importanti di specifiche necessità.

Lasciamo perdere il prodotto, così definito, anticaduta, in quanto se così fosse molti calvi avrebbero ancora i capelli.

Gli shampoo trattanti, ovvio che devono essere utilizzati solo in caso di effettiva necessità; non avrebbe senso logico utilizzare uno prodotto antiforfora se il problema non c'è, così sarebbe come prendere una compressa contro il mal di testa quando il mal di testa non c'è; non possono essere utilizzati a uso preventivo, o paranoico.

Prodotto per uso frequente

Per quanto riguarda uno shampoo da usare spesso, dovrebbe: non produrre schiuma in modo eccessivo, non sgrassare troppo il cuoio capelluto; lasciando la pelle più esposta a irritazioni.

Aanche se gli ingredienti sono sintetici, e non naturali, possono comunque essere di buona qualità. Naturale, non necessariamente significa ciò che sia meglio per la specifica esigenza. Le promesse di risultati eccezionali o strabilianti da parte di pubblicità in qualunque forma, meglio lasciarle perdere.

Ingredienti ammessi e non

La FDA (Food and Drug Administration), ha stabilito quali ingredienti si possono usare, e quali no, ovvio che queste regole hanno validità negli Stati Uniti D'America.

A questo proposito, ha fatto scalpore negli U.S.A. quando, società attente alla salvaguardia dei consumatori, hanno scoperto che il quaternium 15, conservante potenzialmente nocivo, era presente in uno shampoo di una marca molto famosa.

A maggior ragione, occorre leggere sempre attentamente l'etichetta delle confezioni, ed informarsi quando si leggono ingredienti di cui non si conosce nulla, che magari non si è mai sentiti nominare prima.

Dato che il regolamento INCI, prevede sia definizioni in inglese che in latino, se capita di non conoscere uno specifico ingrediente, come ad esempio il Sodium Lauryl Sulfate, è bene informarsi.

Questo prodotto, è usato nello shampoo anche in Italia, tuttavia è un ingrediente che è sottoposto ad attenzione da parte di organizzazioni che si occupano di salvaguardare la salute dei consumatori, in quanto questo ingrediente potrebbe essere preoccupante, specialmente quando in alte concentrazioni nell'organismo.

Leggere sempre con attenzione l'etichetta del prodotto

Occorre sempre leggere attentamente l'etichetta (anche quando si è clienti affezionati di uno shampoo in quanto gli ingredienti possono essere cambiati, quindi non dare per scontato quanto riportato in etichetta) e conoscere gli ingredienti, informarsi se non li si conosce e capire a cosa servono e se soprattutto sono compatibili con il normale impiego. Questo è un aspetto molto importante in tutti i prodotti cosmetici.

Quali ingredienti evitare

Vale la pena comprendere quali sono gli ingredienti da accettare, e quelli da rifiutare.

Sodium Lauryl Sulfate

Il già citato Sodium Lauryl Sulfate, non è indicato ad esempio nei bambini.

Parabeni

Un altro esempio è quello dato dai parabeni (questi), conservanti largamente utilizzati per lunghissimo tempo, che ora sono sostanze sotto osservazione da parte delle organizzazioni sanitarie.

Prodotti petrolchimici

Ci sono poi prodotti petrolchimici, che sostanzialmente sono anallergici, ma dove sta l'inghippo? Hanno un impatto ambientale non indifferente perché non sono biodegradabili.

Coloranti

Sono inutili, in quanto non influiscono minimamente sulla qualità del prodotto, servono solo a dare un colore più appetibile, per far sì che il prodotto venga acquistato.

Profumi

Idem per i profumi, se presenti, soprattutto se in quantità eccessiva.

Presenza minima, se inclusa negli ingredienti. A volte possono ingannare, è molto facile, talvolta una persona può aprire la confezione di uno shampoo, rimanere affascinata dal profumo e pensare: è buono!
Sì, è buono il profumo, ma il prodotto che ingredienti ha?

Dal momento che pensare male è peccato, ma ogni tanto ci si azzecca, se il profumo è particolarmente intenso, posso pensare che sia fatto per catturare la mente del consumatore, che, dopo avere sentito un profumo gradevole, non pensa più al resto.

Formaldeide e derivati

Utilizzati come conservanti: sono da evitare assolutamente, nocivi, anche per inalazione.

Oggi come oggi, i controlli sono molto più serrati, a beneficio del consumatore; tuttavia, fino a non molti anni or sono persino aziende dal marchio famoso, utilizzavano ancora, seppur in minima parte, queste sostanze potenzialmente nocive.

Methylisothiazolinone e TetrasodiumEdta

Conservante, tetrasodiumEdta, conservante anch'esso, che consente al cosmetico di mantenere nel tempo un aspetto ottimale; altro punto: sembra buono quindi è buono.

Ma altamente inquinante: da evitare? Molto meglio.

Sapone base

Per diversi anni, ho lavorato in un'azienda chimica, dove si producevano formulati epossidici per l'edilizia, tra cui un prodotto, che conteneva un agente schiumogeno, che serviva per produrre un materiale isolante termoacustico, il prodotto finale realizzato dall'edilizia era composto all'80% di aria e 20% di calcestruzzo.

In quanto schiumogeno, conteneva una modesta percentuale di sapone base.

Parlando con i camionisti che eseguivano le consegne, ho scoperto che lo stesso sapone base, veniva consegnato ad aziende cosmetiche, invece che di prodotti per auto o per cani.

Perché il sapone base era sempre quello (sintetico, derivato petrolchimico), che servisse per produrre shampoo per auto, per cani, per esseri umani. La base di partenza era sempre quella insomma, poi le aziende cosmetiche immagino mettessero profumi, oli, etc.

Niente di allarmante per carità, se il sapone è sapone può essere, ed è, impiegato, per molteplici usi.

Prodotti sintetici

Se il sintetico, è fatto come si deve, rispettando certi criteri di produzione, può essere molto valido, è qualcosa in cui credo.

Ad esempio, l'alta qualità raggiunta da una giacca a vento.

Rimane il problema non indifferente dell'impatto ambientale, il riciclaggio, ahinoi, ancora non è praticato sempre come si dovrebbe.

Dal momento che, da una parte le associazioni di consumatori, fortunatamente, negli ultimi anni cercano sempre più di controllare tutto quanto viene offerto sul mercato, affinché sia compatibile con gli esseri umani e l'ambiente, dall'altra alcune, tra le aziende cosmetiche, che cambiano ingredienti per sostituire quelli potenzialmente più dannosi, anche per non perdere il mercato, insomma: non è una cosa facile acquistare.

Acquisire informazioni

Internet, offre una soluzione rapida per acquisire molteplici informazioni; se non conosciamo un ingrediente, ci possiamo, e dobbiamo, informare.

Una volta che un ingrediente si conosce, si può procedere con maggiore tranquillità. Ovviamente tutto ciò per quanto riguarda il normale shampoo detergente, in quanto per necessità di utilizzare shampoo trattante è bene farsi consigliare da personale esperto: meglio un medico dermatologo, meglio chiedere una volta in più a persone competenti, invece che fidarsi di consigli di sedicenti esperti.

Prodotti naturali

La presenza di eventuali prodotti naturali, come camomilla, betulla, malva, etc. se sono presenti, in quantità davvero ridotte (0,00tot%) non servono a niente, se non ad obiettivi di vendita, con tanto di scritta più o meno enorme sulla confezione, esempio: Shampoo all'estratto di camomilla.

Molto spesso, la presenza di estratti di erbe, oli essenziali, etc. è sufficiente in quantità minima perché abbiano il loro effetto, in bassa percentuale, affinch´ il compito trattante sia eseguito.

Vitamine

La presenza di vitamine: ma quante? Ed effettivamente servono?

Un altro aspetto è legato alla viscosità dello shampoo, una eccessiva viscosità potrebbe nascondere ingredienti non qualitativamente apprezzabili, in quanto la viscosità fa alla vista, ciò che fa il profumo all'olfatto: può trarre in inganno.

Altro ingrediente potrebbe essere l'acido citrico, anch'esso un conservante. La quantità dell'ingrediente preponderante nello shampoo è l'acqua: circa l'80%, me penso di più.

Io uso il sapone

Un detergente leggero, meno invadente possibile, che serve solo a pulire (anche di frequente) e nient'altro.

Se invece dello shampoo, dai una bella insaponata alla testa con sapone di Marsiglia, potresti sorprenderti piacevolmente.


 

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