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Sapone di Marsiglia, storia e caratteristiche

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Sapone di Marsiglia in forma di splendidi panetti cubici, un sapone in assoluto tra i più apprezzati e conosciuti, dalle proprietà molto interessanti

Sapone di Marsiglia

Il sapone di Marsiglia (Savon de MarseilleMarseille soap) è un sapone tradizionale realizzato sia a livello artigianale che industriale (con dovuti distinguo), con la saponificazione di una miscela di oli vegetali dalla soda, particolarmente apprezzato per il suo potere pulente anche per quanto riguarda l'igiene personale, risulta particolarmente profumato.
Per essere considerato originale deve contenere il 72% di olio di oliva negli ingredienti.

Cenni storici del sapone di Marsiglia

La comparsa del sapone di Marsiglia fece la sua prima apparizione storica nel XVII secolo per quanto riguarda ovviamente la specifica tipologia di sapone, perché fu creato utilizzando ciò che si apprese dalle tecniche dei maestri saponari di Aleppo, il cui sapone di Aleppo risalirebbe al 2500 a.C. in Mesopotamia.

Gli artigiani marsigliesi furono capaci di sfruttare al meglio tutte le informazioni acquisite fino ad allora (molte delle quali portate in Europa dai Crociati, come anche per altre tradizioni come ad esempio la camicia), un sapone, quello di Aleppo, che vantava una tradizione di millenni per la produzione di un prodotto che ha mantenuto nei secoli un livello qualitativo molto apprezzato.

Sotto il regno di Luigi XIV di Francia venne promossa una legge che stabiliva che il sapone di Marsiglia dovesse essere prodotto con l'olio di oliva e nella regione del capoluogo che dava, e dà ancora oggi, il nome al sapone. Olio di oliva e di alloro, questo fa parte delle tecniche di produzione del sapone di Aleppo che hanno dato vita a quello di Marsiglia.

La produzione era davvero importante anche in termini di quantità e lo è stata fino agli anni '50. L'editto del Re obbligava ad utilizzare olio di oliva per produrre il sapone di Marsiglia, via via che i vincoli di produzione si allentarono, e questo inevitabilmente diminuì la qualità del prodotto che utilizzava olio di cocco, di palma, certo inferiore per proprietà a quello di oliva, anche questo certo contribuì a far diminuire le vendite nel corso degli anni, complice la produzione industriale di detergenti con la crescita della chimica.

Precisazione: sebbene la provenienza di questo prodotto è attribuita a Marsiglia, non è certo che sia così. Ovvero, a quanto pare in altre località avevano iniziato ad impiegare le tecniche similari per produrre un sapone di questo tipo realizzato con materie prime pregiate, a Gallipoli usavano l'olio di oliva e la soda per saponificare; ma va dato atto a Re Sole (alias Luigi XIV, alias Luigi il Grande) di avere monopolizzato il marchio e di averlo fatto per primo.

Sempre l'editto da lui emanato (per la precisione da uno dei suoi ministri, ovvero Jean Baptiste Colbert) stabiliva che il 72% degli ingredienti doveva essere di solo olio di oliva.

Come sopra citato la produzione crescente di detergenti negli anni '50 iniziò a mettere in crisi la produzione del sapone di Marsiglia, che non era più quello di una volta, quello della tradizione millenaria di Aleppo, quello dell'editto di Re Sole con il 72% di contenuto dato dall'olio di oliva.

Quella che per molti anni è stata il fiore all'occhiello dell'industria di produzione del sapone (e che sapone, apprezzato, con qualità superiori), oggi questa industria è ridotta, ahinoi, a pochissimi stabilimenti (tre, quattro) che a Marsiglia producono ancora il sapone, perché la contraffazione non ha risparmiato nulla e nessuno, anche nei piccoli mercati della Provenza vengono talvolta offerti prodotti simili realizzati in altri paesi e con metodologie che nulla hanno a che spartire con quello che è stato il vero sapone di Marsiglia.

Ingredienti del sapone di Marsiglia

La definizione Sapone di Marsiglia è dettata dall'organo di controllo Direction générale de la concurrence, de la consommation et de la répression des fraudes (DGCCRF), gestito dal Ministero francese dell'economia e delle finanze.

Il vero sapone di Marsiglia, era ed è quello prodotto con ingredienti naturali al 100% che contiene il 72% di olio di oliva, senza coloranti e presenta un colore verde marrone dovuto proprio alla copiosa presenza dell'olio di oliva.

L'olio di arachidi, di cocco, di palma (quest'ultimo al centro di numerose discussioni in quanto contiene grassi potenzialmente pericolosi per l'organismo ed osteggiato per gli effetti ambientali dovuti alla sua coltivazione, sia le autorità sanitarie internazionali e le associazioni ambientaliste sono attente alle problematiche) non raggiungono la qualità di quello di oliva (Sodium Olivate), ma vengono impiegati comunque per produrre un surrogato di quello che è stato il sapone di Marsiglia, non solo, ma l'uso di grassi animali come il sego bovino (sodium tallowate, attenzione all'etichetta del prodotto) allontanano ancora di più il sapone di Marsiglia dalla sua stessa "essenza".

Numerosi articoli su internet descrivono come produrre il sapone in casa, cosa che alcuni (pochi) non hanno mai smesso di fare forti di una tradizione familiare (attenzione nell'utilizzare la soda caustica), di modo che possono produrre, se capaci, il sapone che preferiscono.

Il sapone di Marsiglia di produzione artigianale, a differenza di quello industriale, deve utilizzare, come ormai abbiamo compreso, il 72% di solo olio di oliva, e si presenta come un cubo di 600 grammi dal colore tra il verde e il marrone, ed avere indicato nell'etichetta tutte le informazioni necessarie, oltre che riportare sullo stesso sapone la quantità di olio di oliva in esso presente.

Questo per quanto riguarda il sapone di Marsiglia tradizionale; perché oggi si impiegano anche oli diversi come appunto quelli sopracitati, ed in questo caso il sapone è di colore bianco. Quando di un prodotto si usano gli aggettivi, vero, tradizionale, originale, significa ahinoi che la contraffazione o comunque un surrogato, ha sostituito in maniera drammatica, anche nella cultura delle persone, il prodotto originario, che è sempre uno solo.

Un altro esempio, anche se nulla ha a che vedere con il sapone, è quello dato dall'aceto balsamico tradizionale di Modena e Reggio Emilia (ovvero: aceto balsamico, che in quanto tale è sia tradizionale che di Modena) che nulla ha a che spartire con il caramello e farine addensanti per farlo biecamente sembrare denso come quello invecchiato almeno 7 anni nelle piccole botti.

Quindi ben abbiamo compreso come deve essere prodotto e con quali ingredienti il sapone di Marsiglia, tuttavia non è così semplice trovarlo perché il surrogato (con tutto il rispetto) ha sostituito anche nella cultura di parte delle persone quello che era, ed è, il prodotto originario.

Come scegliere il sapone di Marsiglia per l'acquisto

Controllare molto bene l'etichetta del prodotto, quali gli ingredienti ed in quale quantità. Dal momento che la denominazione internazionale impiegata per descrivere in etichetta gli ingredienti dei prodotti cosmetici dettata dall'INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) usa nomi in latino ed in inglese, ed i coloranti indicati utilizzando la numerazione Colour Index International (CI), cerchiamo di comprendere come leggere l'etichetta.

Dunque, se dovessimo trovare nel sapone di Marsiglia il sodium tallowate, si tratta di sego animale, sovente bovino, quindi grasso animale e non vegetale: non è accettabile acquistare un sapone, spacciato per quello di Marsiglia, che niente ha a che vedere con quello vero. È sempre un problema quando davanti all'unicità di un prodotto ci si trova a dover distinguere dalle copie (brutte copie).

Il sodium Peanutate corrisponde all'olio di arachide, il sodium cocoate all'olio di cocco, sodium palmate olio di palma, così sappiamo anche il significato di questi altri oli.

Scegliere quel sapone che contiene solo sodium olivate (olio di oliva), nei peggiori dei casi sodium cocoate (olio di cocco) o sodium palmate (olio di palma) ma il sapone di Marsiglia, che deriva direttamente da quello di Aleppo (olio di oliva e di alloro), poco ci azzecca con il moderno e fuorviante surrogato.

Non è così semplice trovare nei centri commerciali questo tipo di prodotto, forse in qualche erboristeria, o qualche negozio o rivenditore specializzato, ma sempre: occhio all'etichetta. Si trovano spesso prodotti pubblicizzati come sapone di Marsiglia puro al 100%, Sapone di Marsiglia all'olio di oliva; se fosse sapone di Marsiglia non ci sarebbe bisogno di specificare che contiene solo olio di oliva, in caso contrario non è più sapone di Marsiglia, ma è qualcos'altro.

Alcuni contengono davvero olio di oliva; insieme però ad olio di palma ed olio di cocco. Eh no, non ci siamo.

Utilizzo del sapone di Marsiglia

Il sapone di Marsiglia, così come quello di Aleppo, sono espressamente realizzati per l'igiene personale, per pulire la pelle avendo sostanze emollienti e tonificanti, nutrienti per l'epidermide.

Non è realizzato per il bucato, ma per le persone; che poi si desideri usarlo anche per il bucato, che lusso. Proprietà lenitive ed antibatteriche; piccoli pezzi di questo sapone possono essere inseriti nel guardaroba per proteggere gli abiti puliti da eventuali tarme.

Il profumo che distribuisce è davvero molto gradevole. Può essere usato anche per tutte quelle operazioni che provano la pelle e che potenzialmente la irritano: per la rasatura dell'uomo, la depilazione femminile e come detergente dopo il trucco.

Purché sia vero ed inequivocabile sapone di Marsiglia, che, con quello di Aleppo, ha molto in comune.

Attenzione: in virtù del fatto che una riscoperta di prodotti naturali ha trovato una crescente richiesta negli ultimi anni da parte dei consumatori, aziende più o meno furbe hanno invaso il mercato a destra e manca con prodotti che sembrano una cosa ma sono un'altra. Per quanto riguarda il sapone ad uso personale, se non dovesse essere fedele all'originale potrebbe creare allergie e problemi di diversa natura. Magari tecnicamente sono legali certe azioni (per chi poi può usufruire di plotoni di avvocati certo è più semplice), ma la fregatura può arrivare comunque.

 

                 

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

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