Piraña, Pygocentrus nattereri in acquario: purché non esemplari di cattura

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Pygocentrus nattereri, Piraña in acquario: purché non siano esemplari di cattura ma riprodotti in cattività
Pygocentrus nattereri: Piraña (Foto di Hans Braxmeier da Pixabay)

Piraña: Pygocentrus nattereri, classificato in passato come Serrasalmus nattereri, certo maggiormente noto ai più come Piraña.


L'aggressività innata

Noto per il suo essere famelico, molto ci è stato romanzato in proposito, comprese pellicole che hanno dato l'inizio a film, per la serie: via libera alla fantasia.

Non metto certo in discussione l'innata aggressività di questo pesce; aspetto che fa parte delle sue caratteristiche comportamentali.

La Natura, ha sempre il suo perché; ogni animale, anche quando ha un comportamento crudele, si dedica alla sua sopravvivenza e a quella della sua specie.

Mi sento di affermare, più ancora che in altri casi, che solo un appassionato con la A maiuscola di questa specie, si cimenta nell'allevamento e nella riproduzione; quest'ultima comunque non facile.

Servono vasche molto grandi, tanta passione, e pazienza.

Gruppo di Piraña
La specie in gruppo (Photo by Robert Katzki on Unsplash)

Caratteristiche morfologiche

Il Pygocentrus nattereri, presenta un corpo piuttosto compresso rispetto all'altezza, e alla lunghezza.

Il capo è convesso, risulta ben inserito nella struttura corporea, contribuendo a conferire al Piraña, una buona caratteristica idrodinamica.

I denti, dai quali deriva tutta la sua fama, sono aguzzi, seghettati, particolarmente acuminati, e la mascella inferiore e quella superiore, si chiudono facendo coincidere i denti contrapposti tra loro.

La potenza e l'efficacia del suo morso, risulta quindi particolarmente temibile, spesso letale, per le sue vittime.

La pinna dorsale non è molto alta, anzi, piuttosto corta rispetto alla stazza del corpo da adulto.

Poco prima del peduncolo caudale, si colloca un piccola pinna adiposa, mentre la pinna caudale è pressoché triangolare, e discretamente sviluppata in proporzione.

La pinna anale può presentarsi ben sviluppata, soprattutto negli esemplari più vecchi e robusti, colorata di rosso, stessa colorazione nelle pinne ventrali, piccole.

Colorazione rossastra che il Pygocentrus nattereri mostra anche nella parte ventrale, in tutta la parte inferiore del corpo, estendendosi fino alle branchie.

Distribuzione geografica

In Natura, nuota nelle acque di fiumi e torrenti dell'America meridionale, dalla corrente piuttosto lenta, e anche ricchi di vegetazione.

Comportamento

Anche se non si direbbe, più che altro per la fama che gli è stata attribuita, può manifestare un comportamento timido, capace di guizzi rapidi e violenti quando desidera appartarsi, e nascondersi, perchè si sente in qualche misura disturbato.

Alcune persone amano tenere un unico esemplare nel loro acquario, per godere di quello che considerano uno spettacolo: vedere il Piraña nutrirsi di cibo vivo, cioè altri pesci.
Personalmente non condivido questo scopo ornamentale, e piuttosto raccapricciante, fine a sé stesso.

Il Piraña invece, necessita di essere allevato in gruppo, e comprendi anche che le vasche piccole, non sono certo adatte.

Un esemplare adulto
Un esemplare adulto (Foto di anncapictures da Pixabay)

Dimensioni del pesce e della vasca: e comportamento

Raggiunge dimensioni, che possono arrivare, una volta adulto, ai 30 cm di lunghezza, e anche se il corpo ` compresso rispetto alla lunghezza, diventa un animale di una certa stazza, specialmente se pensi che viene allevato in acquario; stazza come quella dell'Astronotus ocellatus, tanto per citarne uno.

Personalmente, non prenderei in considerazione l'allevamento della specie in vasche inferiori ai 400, 500 litri, ben sviluppate tanto in lunghezza, quanto in larghezza e altezza.

Perché? Il Pygocentrus nattereri diventa di notevoli dimensioni, ha bisogno di spazio per nuotare e muoversi liberamente, un'adeguata mancanza di spazio lo rende nervoso, e quindi aggressivo, anche verso gli esemplari della stessa specie.

E quando il Piraña si arrabbia, ne fanno le spese gli esemplari a lui forzatamente vicini, in particolar modo quelli più piccoli.

Come sempre, sarebbe ideale inserire nella vasca un esiguo numero di giovani esemplari, ponendo particolare attenzione alla crescita di ciascuno, che sia equivalente per tutti gli esemplari.

Una disparità di taglia, può significare far pagare un prezzo elevato ai pesci, seppur della stessa specie, che rimangono di taglia inferiore.

Risulta ovvio che un acquario destinato a ospitare questi pesci, dev'essere una vasca dedicata alla specie, per quanto riguarda l'arredamento, meglio sia piuttosto spartano, anche qualche pianta robusta volendo, di buone dimensioni.

Inutile dire che una volta cresciuti, gli esemplari, anche quando sono piccoli comunque, mettere le mani nella vasca non è una buona idea: io non ci scherzerei.

Il suo comportamento in cattività, è legato alle dimensioni della vasca, e ai pesci con i quali convive.

Riproduzione

Il Pygocentrus nattereri, è un esemplare molto bello, che merita di essere allevato con rispetto e cura, non trattato come un fenomeno da baraccone.

È un pesce estremamente affascinante, personalmente non mi sono mai cimentato nel suo allevamento, anche perché è necessario disporre di vasche particolarmente capienti, diciamo intorno ai 500 litri, certamente non inferiori, per chi decide di tentare la sua riproduzione.

Inoltre, questa specie, pare sia l'unica cui si disponga di informazioni riguardo la sua riproduzione in cattività, comunque non facile, le altre sono esclusivamente di cattura.

Personalmente non trovo giusto inserire negli acquari pesci di cattura, in quanto si va a depredare quello che è l'habitat naturale.

Diverso è il discorso della salvaguardia, nei propri acquari, di specie talvolta in via di estinzione, allevamento questo che dovrebbe però essere mirato a salvaguardare la specie, per poi reintrodurla in Natura con i dovuti modi, discorso riservato a persone competenti che si occupano, per lavoro, di questo, come i biologi.

A quanto ho appreso, raggiunge la maturità sessuale intorno al terzo anno di età, bisogna poi avere la fortuna di trovare una coppia affiatata, che decida di provare la riproduzione in cattività, e sempre a quanto ne so, necessitano di vasche particolarmente capienti, indicativamente 700 litri.

Molti anni fa, quando avevo 11 anni e i miei genitori decisero di comprarmi il mio primo acquario, ricordo che il negoziante aveva una vasca da 1.000 litri dove teneva una sola coppia di Serrasalmus nattereri; al tempo era ancora classificato così nella nomenclatura scientifica, comunque ancora della Famiglia Serrasalmidae.

Mi disse che questa coppia aveva scavato una piccola buca nel fondo, lui ovviamente tentava la loro riproduzione, un signore molto esperto che è riuscito, tanto per dire, nella riproduzione di numerosissime specie di Ciclidi.

Lui mi raccontò che aveva provato, con cautela, a ricoprire la buca scavata dalla coppia di Piraña, per capire se facevano sul serio, oppure no, e loro l'avevano scavata di nuovo, e al solito posto.

Non ho mai saputo com'è andata a finire.

Allestimento della vasca

Ecco perché l'arredo della vasca va pensato, e sistemato per bene a vasca vuota, insieme alle piante: poi metterci mano è da dimenticare.

Numerosi nascondigli ricavati da legni, sassi, possono tornare utili ogni qualvolta i pesci desiderano appartarsi.

Anche per via della manutenzione, e interventi nella vasca che richiede un acquario stile olandese, non è prudente riempire di piante la vasca destinata ai Piraña.

Quindi, pochissime piante robuste, tipo Echinodorus amazonicus, parviflorus, illuminazione non troppo intensa, più che sufficiente per le piante, e che non disturbi i pesci.

Altro capitolo importante nell'allestimento della vasca, lo merita il filtraggio.

Un ottimo mangiatore come il Pygocentrus nattereri, produce rifiuti organici in notevole quantità, quindi l'efficienza del filtro dev'essere potente e adeguata alla vasca, onde evitare il crearsi di malattie dovute a un'incorretta e insufficiente capacità del filtro, in quanto a:

• adeguata regolazione della pompa dell'acqua, indicativamente dovrebbe filtrare due volte in un'ora l'acqua presente nella vasca);

• pulizia frequente del materiale filtrante, che è abbondante, se sporco perde notevolmente la sua efficienza.

Un esempio di allestimento della vasca
Un esempio di allestimento della vasca (Image by Rudy and Peter Skitterians from Pixabay)

Alimentazione

Il cibo? Quello vivo, piccoli pesci, anche se si tratta di teoria discutibile, non è affatto necessario.

In primis, ogni pesce vivo introdotto nella vasca, può essere portatore di malattie, inoltre, eventuali resti potrebbero inquinare notevolmente l'acqua dell'acquario; quindi, attenzione.

In natura, il Pygocentrus nattereri si nutre prevalentemente, com'è ovvio supporre, di carne di pesce.

Anche in acquario questa esigenza va rispettata. Come? Pesce fresco, anzi freschissimo, dalla carne rosa, come salmone, trota.

Freschissimo perché, in caso contrario gli oli rilasciati dalla carne possono risultare altamente inquinanti per la vasca, mai perdere di vista il filtraggio, vista l'alimentazione carnivora di questa specie.

Pesci dalla carne rossa, attenzione: il sangue inquina notevolmente l'acqua, oltre che renderla maleodorante.

Molluschi, crostacei, gamberetti, vongole, cozze, calamari.

Risulta importante essere parsimoniosi nella somministrazione del cibo, e abituare i pesci sin da giovani a nutrirsi di una discreta varietà, per diversificare la dieta.

Una volta adulto, difficilmente accetterà cibo a lui nuovo.

Carne di vitello, petto di pollo, carne di tacchino può andare bene: non troppo spesso, non oltre le 5, 6 volte al mese, in quanto ricca di proteine, grassi, calorie che potrebbero risultare eccessive.