Carnegiella strigata

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Carnegiella strigata
(The original uploader was Dawson at English Wikipedia., CC BY-SA 2.5, via Wikimedia Commons)

Carnegiella strigata è un piccolo pesce che si alleva facilmente in acquario: attenzione ai suoi salti.


Carnegiella strigata, morfologia

Questo bellissimo pesce dalla forma particolare, si chiama Carnegiella strigata, la sua provenienza è l'America Meridionale, come altre specie della famiglia cui appartiene, ovvero Gasteropelecidae.
Il corpo è molto compresso, alto, il profilo dorsale è dritto, a differenza di quello ventrale che è particolarmente curvo.

Il capo è piccolo rispetto al corpo, la bocca è rivolta verso l'alto. Le pinne ventrali sono minuscole, mentre quella caudale è ben sviluppata, e quelle pettorali vengono quasi usate come delle ali, che permettono al Carnegiella strigata di compiere voli radenti sopra la superficie dell'acqua dopo avere spiccato un balzo, cosa che si rende possibile grazie ai muscoli pettorali particolarmente sviluppati.

Questo comportamento è usato spesso in Natura dalla specie Carnegiella strigata per fuggire ai predatori, ed è un comportamento che può adottare anche quando è spaventato.

Scherzosamente, si può affermare che questo pesce è un pettorale unico! Il che non è poi così distante dalla realtà.
La colorazione oscilla dal marrone olivastro al nero, mentre i fianchi sono argentei, attraversati da tre bande scure parallele.

Comportamento della specie

Questo pesce ama vivere in gruppo, vicino alla superficie dell'acqua, sempre pronto a spiccare il balzo.
L'alimentazione del Carnegiella strigata è molto importante, ed è un aspetto da tenere ben presente, e ti spiego perché.

• Non è certo agevolato, data la sua conformazione fisica, a raccogliere cibo sul fondo, e dal momento che vive vicino alla superficie dell'acqua, è opportuno somministrare cibo di cui si possa nutrire con facilità e velocemente, prima che il cibo possa cadere sul fondo; quindi, poco alla volta.

In Natura, si occupa di catturare cibo vivo sulla superficie dell'acqua, e in acquario sarebbe bene dare lui la stessa possibilità, se non puoi somministrare al Carnegiella strigata cibo vivo, puoi optare per quello congelato, dopo averlo portato a temperatura ambiente, e avendo cura di inserirne nell'acquario poco per volta, e osservando che la specie si possa nutrire con facilità.

La giusta e corretta alimentazione per questo pesce è la chiave del successo nel suo mantenimento, e il suo sviluppo non va oltre i 5 cm circa di lunghezza, anche qualcosa meno.

La vasca che ospita questa sola specie può anche essere di modeste dimensioni, 50, 60 litri, e la superficie deve presentare un certo spazio per far sentire a proprio agio questi pesci.
L'illuminazione troppo intensa disturba notevolmente Carnegiella strigata, che come ripeto ama vivere nelle zone alte dell'acquario.

Protezione sopra la superficie dell'acqua

Il fatto che Carnegiella strigata possa saltare fuori dalla superficie dell'acqua, può rappresentare un problema, anche letale per la specie.

In caso di acquario scoperto, puoi immaginare cosa possa accadere se facesse un balzo fuori dalla vasca.
Se invece l'acquario è coperto, e le lampade sono posizionate a pochi centimetri dalla superficie, quando accese diventano molto calde, e se il pesce saltando ci andasse contro, sarebbe un bel problema.

Per allevare la specie Carnegiella strigata, e dormire sonni tranquilli per evitare incidenti drammatici a questi pesci, sarebbe bene mettere una rete di protezione sotto le lampade, sopra la superficie dell'acqua, di modo che eventuali salti non possano far precipitare il pesce fuori dall'acquario, o finire sulle lampade che scottano.

Allestimento acquario

Il materiale di fondo meglio se scuro, e la vegetazione che lasci in superficie lo spazio per nuotare la specie.
Se l'acquario è di buone dimensioni, si possono creare delle zone adatte a Carnegiella strigata non rinunciando comunque a una folta vegetazione.

Acqua tenera (6, 7 dGH) con aggiunta di torba, acida (pH 6, 6,5), temperatura che varia dai 25 ai 30°C sono le condizioni ideali per la specie.
Pesce dal particolare aspetto, ma davvero bello.

Gasteropelecidae

La famiglia Gasteropelecidae, appartiene alla superfamiglia Characoidea (cui fanno parte anche i Caracidi), nel sottordine Characoidei, ordine Cypriniformes, e ovviamente classe Osteichthyes (Osteitti).

Sono andato a ritroso nel descrivere la provenienza.
La nomenclatura ufficiale dei pesci, rigorosamente in latino, non deve assolutamente spaventare l'appassionato meno esperto, in primo luogo perché dopo breve tempo avrà preso confidenza con tanti di quei nomi che in un primo istante possono sembrare incomprensibili, e secondo, perché proprio grazie alla nomenclatura e alla classificazione è stato possibile classificare e ordinare tutte le specie di pesci esistenti, e dobbiamo essere grati a chi si è voluto sobbarcare l’onere di svolgere un lavoro così ampio e delicato.

Nella fattispecie ci ha pensato Linneo, considerato a pieno titolo il padre della classificazione degli esseri viventi.

Alla famiglia Gasteropelecidae, Gasteropelecidi “italianizzando” il nome, appartengono nove specie di pesci, che si dividono nei generi Carnegiella e Gasteropelecus.

Questa famiglia di pesci proviene dalle acque dell'America Meridionale, dalla Guyana, e dal bacino del Rio delle Amazzoni.

Caratteristica comune

Tutti i pesci appartenenti alla famiglia Gasteropelecidae, hanno in comune una caratteristica: quella di avere il corpo alto e particolarmente compresso, con potenti muscoli pettorali estremamente sviluppati.
Da questo aspetto à nato il soprannome di “pesce accetta” per riconoscere facilmente questi pesci.

Se dunque decidi di allevarli in acquario, non dimenticare questo loro tipico modo di fare, perché non sarebbe affatto raro, ma piuttosto una consuetudine.

In particolar modo in acquario, dove il pericolo predatori non c', anche perché vanno allevati con pesci compatibili, ma anche al più piccolo spavento questi pesci reagiscono scappando, e per farlo saltano quindi fuori dall'acqua, che ` il loro modo innato di fuggire al pericolo; compiere ripetuti balzi oltre la superficie dell'acqua esibendosi in voli radenti.

Riproduzione della specie

La riproduzione di questi pesci in acquario richiede un po' di esperienza, che si può sempre acquisire.
Nel periodo riproduttivo, il dimorfismo sessuale è evidente, ben distinguibile la femmina perché le uova si rendono visibili in trasparenza.

Interessante osservare la danza del maschio per spingere la femmina alla deposizione delle uova, che avviene sulla vegetazione in prossimità delle superficie dell'acqua.
I pesci appartenenti alla famiglia Gasteropelecidae amano vivere proprio in prossimità della superficie.

 

Felice Amadeo - af1.it
Dal 2006 lavoro con internet, scrivo i contenuti e provvedo alla gestione del sito. Ho conosciuto WordPress tanti anni fa, e dal 2013 uso questo.
Invecchiando, ho scoperto che mi piace portare il cappello.