Aequidens pulcher

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Aequidens pulcher, Andinocara pulcher
(photo by Loïc Tremblay, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons)

Aequidens pulcher (Andinocara pulcher) è un interessante esemplare che appartiene alla famiglia dei Ciclidi americani.


Provenienza

Attualmente, Aequidens pulcher è classificato come Andinocara pulcher, dato che ogni tanto la nomenclatura scientifica viene aggiornata.

Questo Ciclide, trova distribuzione in Natura nella parte centro meridionale del Continente Americano.

Aequidens pulcher: morfologia

Il corpo è piuttosto alto rispetto alla lunghezza, compresso ai lati, il capo è ampio, e risulta convesso in maniera evidente.

Le labbra sono robuste e spesse, le pinne si presentano tutte ben sviluppate in modo armonioso con il corpo.

La lunghezza della pinna dorsale, giunge in prossimità della caudale, come la pinna anale del resto.

Anche le pinne ventrali sono ben delineate, la colorazione di fondo della livrea è grigio argentea, a volte anche più scura, con riflessi turchesi piuttosto luminosi, specialmente sui fianchi, e sulle pinne.

Il corpo è attraversato da numerose bande verticali scure, che appaiono più evidenti quando il pesce mostra una colorazione meno intensa.

La colorazione poi, è anche arricchita da macchie iridescenti, stessa caratteristica che si riscontra ad esempio nel Microgeophagus ramirezi.

A differenza di quest'ultimo però, Aequidens pulcher può risultare aggressivo nel suo comportamento, anche per via del fatto che raggiunge una lunghezza di 15 cm circa, più che rispettabile in acquario, e pesci di taglia minore, possono essere presi di mira dalle sue ire.

Comportamento

Diamo ai pesci dunque uno spazio sufficientemente spazioso, per una sana convivenza.

Un tipico aspetto del comportamento di questo pesce, è quello di effettuare delle lotte tra gli stessi esemplari della specie, prendendosi per le labbra, anche nei rituali amorosi, momento nel quale la colorazione della livrea si accende, si arricchisce di colori e sfumature, per diventare davvero luminosa e sgargiante.

Dimorfismo sessuale

Il dimorfismo sessuale, non è facilmente riscontrabile, alcuni appassionati sostengono che la femmina in genere rimane un po' pi` piccola del maschio, e che costui presenta pinne più allungate.

Il momento della deposizione delle uova, serve per fugare ogni dubbio.

Riproduzione

Quando questa avviene, le uova possono essere davvero molto numerose, e deposte su di una superficie liscia, pulita in precedenza dalla coppia; la femmina specialmente, e la difesa del territorio da parte della coppia, in questo momento diventa davvero notevole.

Anche nel prendersi cura della prole, viene manifestata una certa aggressività, anche a pesci che non hanno intenzione alcuna di dare fastidio agli avannotti, ma solo per il fatto che si trovano nelle vicinanze.

Sarebbe da prendere in considerazione l'ipotesi di spostare gli altri pesci della vasca, se Aequidens pulcher dovesse diventare troppo aggressivo.

Un appassionato del resto, queste cose le conosce bene, e non è raro che dedichi la vasca proprio a loro, per riuscire nella riproduzione.

Anche questo esemplare ama scavare buche sul fondo dell'acquario, anche per custodirvi i piccoli avannotti che non si sono ancora liberati del sacco vitellino, dopo la schiusa delle uova.

È un pesce molto bello, dal comportamento estremamente interessante, e nel periodo riproduttivo, ricorda che può manifestare un'aggressività davvero forte verso gli altri pesci.

Capacità del filtro

Altra cosa importante, è la capacità di un filtro di buona efficienza: questa specie ha ottimo appetito, e per questi buoni mangiatori, serve provvedere con una dieta ricca; carne, cibo vivo, che devono tassativamente andare a integrare le scaglie liofilizzate.

Aequidens pulcher risulta piuttosto sensibile a un'acqua non particolarmente pulita, quindi, attenzione al filtro, e alla pulizia, cambi di acqua parziali, periodici, e frequenti, aiutano molto.

Una temperatura dell'acqua mai inferiore ai 26°C, mediamente tenera (4-7 dGH) e acida (ph 6,5) dovrebbe andare bene.

Spettacolare vedere i genitori, prendersi cura dei piccoli.

Considerazioni

Ciclidi come questi, come ripeto non è raro che vengano allevati da soli, per fare in modo che la coppia, una volta formata, possa provvedere in tutta tranquillità alla riproduzione, e, importante, alla cura della prole senza doversi guardare le spalle.

Cosa che del resto è normale per tutte le specie, quella di prendersi cura dei piccoli, e di proteggerli.

A meno che tu non abbia una vasca particolarmente capiente, 200 litri indicativi, dove puoi eventualmente inserire una sorta di divisorio, per lasciare indisturbata la coppia, durante il periodo riproduttivo, è meglio non eccedere con la presenza di altre specie.

Semmai, qualche piccolo gregario, pesci pacifici come i Paracheirodon innesi, che non esitano a farsi da parte, in un'altra zona dell'acquario, quando comprendono che la coppia depone e le uova, le feconda, e se ne prende cura.

 

Felice Amadeo - af1.it
Dal 2006 lavoro con internet, scrivo i contenuti e provvedo alla gestione del sito. Ho conosciuto WordPress tanti anni fa, e dal 2013 uso questo.
Invecchiando, ho scoperto che mi piace portare il cappello.