Acqua in acquario dolce: dipende la vita dei pesci, delle piante, e di tutto l'ecosistema che si viene a creare nella vasca, la cura dell'acqua merita attenzione.

Negli anni in cui ho avuto acquari di acqua dolce, ho coltivato piante e allevato pesci, mi sono reso conto da subito quanto fosse importante la qualità dell'acqua in acquario, e i relativi cambi periodici, e parziali.


Cambi di acqua in acquario

Cambiare l'acqua dell'acquario: preferisco eseguire cambi periodici e parziali per alleggerire il lavoro del filtro e mantenere l'acqua più pulita
Acquario (Photo by Silas Hao on Unsplash)

Cambi di acqua in acquario: sì, no, come, perché: esistono diverse scuole di pensiero tra gli appassionati, ma importa la salute di pesci e piante.


Come cambiare l’acqua dell’acquario

Come cambiare l'acqua in acquario di acqua dolce
(Image by GraphicMama-team from Pixabay)

Come cambiare l'acqua dell'acquario: i cambi sono parziali e periodici, non bisogna mai cambiarla tutta, e va fatto con i dovuti accorgimenti, per evitare malanni a pesci e piante.


Impianto di osmosi inversa per acquario

Impianto di osmosi inversa per l'acqua dell'acquario per trattare l'acqua del rubinetto
Osmosi inversa per l'acqua dell'acquario (photo by Martin Str on Pixabay)

Osmosi inversa per acquario: quel processo che permette di depurare l'acqua del rubinetto e renderla idonea e biologicamente corretta.


Qualità dell’acqua in acquario di acqua dolce

L'importanza della qualità dell'acqua in acquario di acqua dolce è da tenere in grande considerazione soprattutto in presenza di acqua particolarmente tenera
Importanza della qualità dell'acqua in acquario (photo by Fahad AlAni from Pexels)

Qualità dell'acqua in acquario di acqua dolce: è di estrema importanza in quanto da essa dipende la vita di pesci e piante.


Acqua in acquario di acqua dolce…

Acqua in acquario dolce
(Photo by Daniel Stuben. on Unsplash)

L'acqua dolce in Natura

In Natura, anche quando i pesci vivono la loro intera esistenza di pochi metri quadri, anche meno, di un fiume, o di un lago, l'acqua è costantemente in movimento; talvolta anche lieve, ma indispensabile per mantenerla pulita.

Cambi di acqua

Dopo avere seguito qualche consiglio sbagliato, mi sono rimboccato le maniche, e ho cercato di documentarmi il più possibile, con libri, riviste; quando ho cominciato, internet non faceva ancora parte dell'uso quotidiano.

Eppure, ricordo di avere comprato un libro la cui uscita risaliva agli anni 70, è stato il mio primo grande alleato per comprendere come mantenere nel migliore dei modi l'acquario, provvedere correttamente alla gestione, ai cambi di acqua per la salute di pesci, piante, filtro, e della vasca stessa.

Le piante

Fu la prima volta che lessi a proposito della correlazione che tra durezza carbonatica (dKH), Ph e anidride carbonica (CO2) in acquario.

Da quel momento ne ho compreso l'importanza, soprattutto perché nelle vasche che ho avuto, coltivato piante, e allevavo pesci, che avevano bisogno di acqua particolarmente tenera, quindi con dKH basso, pH acido, e questi parametri fanno sì che, per un fenomeno di fisica, l'anidride carbonica sia presente in livelli molto bassi, insufficienti per il fabbisogno delle piante, che di giorno, con la luce, assimilano CO2 ed emettono ossigeno, e la notte assorbono ossigeno, e vanno ad espellere anidride carbonica.

L'ossigeno che producono durante il giorno, è prezioso per i pesci, e per l'intero ecosistema dell'acquario; filtro, quindi materiale filtrante, substrato.
Assimilano anche l'anidride carbonica che vanno ad espellere la notte, ma non è sufficiente perché possano crescere rigogliose.

CO2

Da quando ho iniziato a usare l'impianto di CO2 per acquario, non solo ho visto crescere le piante rigogliose, più robuste, ma ho risolto anche il problema legato all'instabilità del pH quanto la durezza carbonatica è bassa.

Quando la dKH inizia ad avere un valore intorno a 5, 6, funge da tampone per il pH, impendendone la sua instabilità.
Questi, sono fenomeni legati alla fisica dell'acqua, e in acquario, spetta a chi lo gestisce provvedere alla sua qualità.

Ci sono pesci, e piante, che vivono in Natura in acqua di media durezza (dGH), e qui si tratta di durezza totale.

In questi casi, è più semplice gestire il pH che non è instabile; ma quando si allevano pesci, e si coltivano piante, che necessitano di acqua tenera (dGH 4) e pH acido (6,0), mantenere il valore di durezza carbonatica almeno a 2, sotto questo limite diventa ingestibile e può essere pericoloso,[1] richiede un impegno maggiore nel gestire l'acquario, nella fattispecie: l'acqua.

[1] La durezza carbonatica, funge da tampone per il pH, come ho accennato, purché il valore non sia troppo basso.

Io ho sempre cercato di mantenerlo a 3, mentre la durezza totale a 4 o 5.
Con dKH 3 non ho mai avuto problemi, nonostante la dHG bassa, a mantenere costante il valore di pH a 6, anche perché l'erogazione di anidride carbonica provvede a mantenere l'acqua acida.

Se il valore dKH fosse inferiore a 2, potrebbero crearsi pericolosi sbalzi di pH, farlo precipitare, mettendo a rischio la salute di pesci, piante, e dell'intero “ecosistema acquario”.

Acqua tenera e dura

Si intende acqua tenera, quando la durezza totale (dGH) è al massimo 5;

acqua di media durezza fino a dGH 10;

acqua dura, oltre i 10 dGH.
Questi valori sono espressi in gradi tedeschi.

Osmosi inversa

Mi ero anche procurato l'impianto di osmosi inversa, di modo che potevo iniziare con acqua biologicamente corretta, per provvedere poi ai cambi periodici, e parziali, di acqua.

Ero solito cambiare 1/3 di acqua della vasca, ogni 15, 20 giorni circa.
Anche in questo caso ovviamente, l'acqua va preparata.

Quando ha subito il processo di osmosi inversa, è priva di tutto; sostanze in gran parte nocive per pesci e piante tropicali, dal momento che l'acqua di rubinetto, non va bene così com'è.

L'osmosi inversa depura l'acqua, però toglie anche il calcio necessario, quindi prima di essere destinata al cambio parziale di acqua della vasca, aggiungevo sali appositi per farle raggiungere dKH 3° - dGH 5° - pH 6; il ph 6 era impostato dalla fabbrica sull'impianto.