Come testare i cavi audio di un impianto?

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Testare i cavi audio dell'impianto hi-fi: nel tuo abituale ambiente di ascolto
Cavi audio

Testare cavi audio di un impianto hi fi per giudicare le prestazioni sonore: il giudizio finale spetta sempre e solo all'ascolto nell'ambiente dove abitualmente ascolti la musica.

  1. Ambiente di ascolto
  2. Come testare cavi audio: serenamente
  3. Puro ascolto
  4. Correggere e migliorare la riproduzione sonora
    1. Dischi di prova audio
  5. La qualità del cavo

Testare cavi audio: nel tuo abituale ambiente di ascolto

La riproduzione sonora di qualità del proprio impianto audio, è data dalla buona scelta dei componenti abbinati tra loro; quindi anche dei cavi che devono essere adeguati a livello di prestazioni sonore.
E la prova di ascolto, la devi sempre eseguire nell'ambiente dove ascolti la musica abitualmente.
Io, la penso così.

Come testare cavi audio di un impianto: serenamente…

1) Senza lasciarti condizionare da marchi, prestazioni tecniche sulla carta, prezzi: meglio non saperli (compatibilmente con la propria disponibilità economica), e con cavo adeguato al proprio impianto.

2) Con gli stessi dischi che si conoscono bene, e che si utilizzi per giudicare l'ascolto dell'impianto.

3) Soffermati anche su specifici passaggi dei dischi stessi, puoi ottenere ottime informazioni dal cavo in questione.

4) Facendo riferimento a precisi passaggi musicali, e sostituendo i cavi da provare, puoi notare quei cambiamenti che stai cercando.

5) La differenza dev'essere udibile, non campata per aria.
Dev'essere qualcosa di concreto, tangibile, in caso contrario il cavo non cambia nulla nella riproduzione sonora che si cerca di migliorare.

6) Il miglioramento, anche minimo, che apporta uno specifico cavo, lo devi notare; anche se minimo, perché talvolta manca poco perché la riproduzione sonora di un impianto sia come desideri.

7) Dimenticati quanto costa, di quale marca è, i dati tecnici, quello che eventualmente promette scritto sulla confezione o quello che hai sentito dire a proposito del cavo che provi; dimenticati di tutto, giudica solo quello che ascolti.

8) Vale la pena ricordare, che si tratta sempre e comunque di un componente passivo, miracoli non se ne ponno fa' (Pace e serenità – Pino Daniele – © 1993), e se non noti alcuna differenza, lascia perdere.

Per questo, ripeto che è importante non farti suggestionare da nulla, quando esegui una prova di ascolto.

Suggestionare, condizionare, dal prezzo, dalla marca, dalle specifiche tecniche sulla carta, prestazioni teoriche, etc.)
Se la differenza tra il cavo che hai, e quello che provi, non è tangibile, non spendere denaro in qualcosa in cui non trovi nessun miglioramento.

Perché è una questione di ascolto.

Puro ascolto…

…E la riproduzione sonora di qualità, quindi l'ascolto di un buon impianto che suona bene, non può essere dato solo da una valutazione dei dati tecnici; che sicuramente hanno un valore inequivocabile, interessano i più esperti, ma non possono bastare per giudicare le prestazioni sonore di un cavo rispetto ad un altro, quindi dell'impianto.

Perché poi, alla fine, è l'impianto che suona.

Se una persona ha anche conoscenze tecniche specifiche, tanto meglio, la cultura è sempre un valore aggiunto, non occorre però essere esperti tecnici rapiti dai parametri, per giudicare serenamente le prestazioni sonore di un impianto hi-fi.

Sarebbe un po' come se ogni persona che guida l'automobile, dovesse avere la competenza di un ingegnere meccanico, o ciascuno di noi avere competenze medico-scientifiche per avere una qualità di vita ottimale.

Sarebbe assurdo.

Pur senza essere ingegneri meccanici ed esperti motoristi, si può comunque apprezzare, e molto, la propria automobile e le sue prestazioni, e le attenzioni nel prendersi cura del mezzo e della sua manutenzione, forniscono informazioni basilari, ma sufficienti per mantenere in buono stato il mezzo ed apprezzarne le caratteristiche.

Così come per fare una vita sana e apprezzare quanto di buono questa offre, non è necessario essere medici.

Ecco che quindi non è necessario essere esperti di elettroacustica, il che ovviamente non guasta, per apprezzare la riproduzione sonora di qualità di un impianto; altrimenti, l'hi-fi, sarebbe ad esclusivo appannaggio di un limitato gruppo di persone.

Ecco perché l'ascolto, unito al buonsenso, è giudice unico nell'esprimere un parere della riproduzione sonora di un impianto audio, lo stesso vale quando si provano dei cavi.

Buonsenso, perché non sarebbe logico avere componenti, tra loro sovra o sottodimensionati per prestazioni; bensì equilibrati tra loro, anche per caratteristiche tecniche ovviamente.

Correggere e migliorare la riproduzione sonora

Ascoltare musica è e deve essere un piacere, un regalo che si fa a se stessi e alle persone a cui si ascolta musica insieme.
Anche quando si vuole valutare un impianto, in generale, o nella fattispecie, un testare un cavo audio.

Dato per scontato, che sia scelto equilibrato al resto dei componenti che compongono l'impianto, concentrarsi sui dati tecnici non ha senso, per il semplice motivo che poi è all'ascolto che deve piacere, entusiasmare, suonare.

Anche perché se un componente è equilibrato agli altri, inevitabilmente anche le caratteristiche tecniche lo sono.

Sebbene il cavo sia un componente passivo, merita comunque di essere equilibrato ai componenti audio dell'impianto, e non sottovalutato.
I miglioramenti che si possono ottenere possono essere apprezzabili.

Un cavo può correggere dei difetti, o solo migliorare le caratteristiche della riproduzione sonora?
Correggere difetti equivale a migliorare le prestazioni della riproduzione sonora.

Quando si testa un impianto all'ascolto, è piuttosto normale utilizzare dischi le cui sonorità vadano a mettere in difficoltà, o cerchino di farlo, l'impianto stesso o un preciso componente audio, per comprendere dove può arrivare.

Dischi di prova audio

Uno dei dischi che utilizzo per testare cavi audio di un impianto, è di Antonio Vivaldi:

Six Flute Concertos, Op. 10
Jiří Stivín
Slovak Chamber Orchestra
Artistic Director: Bohdan Warchal

Mi soffermo in particolare, sul Concerto No. 3 in D maggiore, "Il Gardellino", dove il flauto raggiunge sonorità particolarmente acute, a tal punto che riescono a far stridere gli altoparlanti, se tutto l'impianto non è adeguato.

Tanti anni fa, quando avevo i diffusori Sonus Faber Parva FM4, sono riuscito a correggere questo difetto di ascolto, cambiando il cavo tra preamplificatore e finale, con un Audioquest.
Magicamente, la riproduzione sonora non ha più fatto sbavature.

Costava parecchio, 800.000 delle vecchie lire al metro.
Talvolta, per ottenere qualcosa in più, i costi lievitano.

La qualità del cavo deve servire a migliorare le prestazioni sonore

Altrimenti non serve sostituirlo.

Un cavo audio hi end, è realizzato con materiali di qualità, sovente all'avanguardia, ed è sempre il risultato di un progetto ben preciso che tende a portare specifici miglioramenti in un impianto audio adeguato.

Dall'alta qualità, e ricerca, del materiale impiegato per veicolare il segnale, all'isolante, ai connettori audio, il fine unico è migliorare la riproduzione sonora, e ovviamente, ogni cavo dev'essere adeguato ad ogni impianto, equilibrato ad esso.

In caso contrario, si complicherebbe, e non poco, l'eventuale ricerca di miglioramenti.

Un buono, anche ottimo cavo, viene venduto anche terminato, completo di connettori; anche la qualità dei connettori è parte integrante del cavo, quindi è interesse di chi lo realizza offrire al cliente, e consumatore, un prodotto completo, di qualità e pronto da utilizzare.

Per chi desidera avventurarsi oltre, può scegliere il cavo e poi terminarlo con i connettori che preferisce; occorre conoscere sia la qualità degli specifici cavi, e altrettanto dei connettori, per comporre un assemblaggio interessante.

E per rifarla breve, ciò che conta è quanto il cavo è in grado di dare all'ascolto.

Questi sono cavi audio da urlo:

AUDIOQUEST Kit Cavi Audio Impianti Hi-Fi L3 -Type 4 -Red River RCA- NRG-X3

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Felice Amadeo

L'autore: Felice Amadeo
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