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Televisore: storia, caratteristiche e tipologie

8 minuti
aggiornato il
Immagine vettoriale di un monitor di televisore, lo schermo del televisore è in costante evoluzione

Televisore

Il televisore è l'apparecchio elettronico più prepotente in assoluto, la televisione entra nelle case senza bussare; eppure (quasi) tutti ne hanno almeno uno.
Basta accenderla.
Televisore, termine che quasi risulta obsoleto e sostituito poi da definizioni come schermo al plasma, LCD, LED, OLED, HD, Full HD, Ultra HD, 4k, ha il compito di ricevere il segnale, le onde elettromagnetiche grazie all'antenna, dopodiché le trasforma in segnali elettrici, prima di essere inviati allo schermo dove vengono a loro volta convertiti in immagini.

Cenni storici del televisore

Il primo modello di televisore era elettromeccanico, molto difficile apportarvi miglioramenti, fu ben presto sostituito da un modello elettronico che impiegava un iconoscopio (tubo elettronico capace di convertire in immagini i segnali elettrici) ed il cinescopio.

Il vetro (schermo) spalmato da un composto di fosfori era alloggiato sul fondo del cinescopio.
Dalla parte opposta i segnali elettrici convertiti in segnali luminosi, andavano a colpire i fosfori facendoli illuminare, per via di una loro proprietà ben definita quando colpiti dalla luce.

Il raggio di luce proiettato dava vita alle immagini.
Questa invenzione piuttosto recente, venne perfezionata nel secondo dopoguerra.
Il televisore, comunemente chiamato anche TV o televisione, iniziò a portare una certa idea di benessere, grazie alla rivoluzionaria trasmissione di immagini in movimento.

Lo schermo colleziona una sequenza di punti luminosi, tanto più rapidamente questi si accendono, meglio risulta definita l'immagine e maggiormente visualizzabile all'occhio.

I primi modelli di televisore erano in bianco e nero, quelli a colori fecero la prima comparsa negli U.S.A. adottando lo standard NTSC che venne impiegato anche in altri paesi.

Nella seconda metà degli anni 60 anche in Europa approdò la televisione a colori, adottando due nuovi standard di comunicazione.

SECAM inventato in Francia e PAL che trovò origine in Germania.
Questi due allora nuovi standard, cercarono di migliorare i difetti dimostrati dal sistema NTSC, ed ogni sistema doveva essere decodificato da un apposito dispositivo.

Un televisore costruito per funzionare con il sistema NTSC non poteva invece funzionare con il PAL o con il SECAM, e viceversa.

Ogni standard di comunicazione è specifico per ciascuna area geografica che occupa.
Oggi però, esistono modelli di televisore che racchiudono al loro interno i tre decodificatori necessari per funzionare correttamente nelle diverse località

Diciamo che oggi il televisore è l'elettrodomestico più utilizzato?!

Caratteristiche del televisore

Il televisore analogico è stato il primo modello disponibile a trovare ampia diffusione nel mondo.
Il suo impiego è possibile grazie ad emissione di onde radio captate da trasmettitori sulla superficie terrestre.

Troviamo anche la trasmissione via cavo e satellitare. Oggi possiamo fruire anche del televisore digitale, che sfrutta le medesime trasmissioni (terrestre, via cavo, satellitare) ma converte il segnale in digitale anziché in analogico.

La trasmissione satellitare rende necessario installare un'antenna parabolica per captare il segnale dal satellite.
Il televisore standard, che adotta cioè la visualizzazione sullo schermo 4:3, quella cui siamo più abituati, è il pilastro standard del televisore in Hertz, ma negli ultimi decenni sostituito dall monitor 16:9 (widescreen), impiegabile anche su tubi catodici per riprodurre le immagini.

La qualità dell'immagine era spesso migliore ed adottava una visualizzazione innovativa, più allungata, questo richiedeva un posizionamento diverso dell'apparecchio tv, si necessita di maggiore spazio per poter godere al meglio della qualità offerta dallo schermo allargato.

La dimensione massima per un televisore standard (con tubo catodico) è di 29 pollici, per dimensioni maggiori è necessario orientarsi agli schermi LCD, oppure al plasma, che possono raggiungere dimensioni ragguardevoli.

Schermo a cristalli liquidi (LCD)

Lo schermo a cristalli liquidi, noto come LCD, è uno schermo leggero, sottile, costituito da un liquido racchiuso in una quantità di celle.

Ogni cella è dotata di contatto elettrico da poter applicare al liquido che in essa è contenuto.
Le celle sono intrappolate in mezzo a due schermi con capacità di polarizzazione, ovvero la possibilità di far oscillare le onde propagate nella direzione del campo elettrico.

Questi schermi sono perpendicolari tra loro, ed i cristalli liquidi guidano la polarizzazione della luce affinché venga trasmessa da uno schermo all'altro.

Gli schermi LCD si dividono in transmissive e reflective.
I primi vengono illuminati su di un lato e visti dal lato opposto, facendo posizionare la luce sul fondo dello schermo, mentre i cristalli liquidi filtrano il colore secondo disposizioni ben definite.

La luminosità raggiunta da questo tipo di schermo è elevata, sovente più del necessario.
Per questo devono trovare collocazione in ambiente con poca luce per poter essere visualizzati al meglio.

Gli schermi LCD reflective invece, utilizzano la luce presente nell'ambiente grazie all'impiego di uno specchio posizionato dietro lo schermo.

Con il diminuire della luce esterna allo schermo, la loro visibilità si attenua, presenta però il vantaggio di consumare molta meno energia elettrica rispetto ad uno schermo transmissive.

Tuttavia, le nuove tecnologie di sviluppo e produzione, permettono agli schermi LCD (retroilluminati) di essere visualizzati in qualsiasi condizione di luce, presentano immagini più nitide rispetto ad un televisore tradizionale, maggiore contrasto (miglior discernimento tra chiaro e scuro), grazie alla capacità maggiore di illuminazione dello schermo.

Un pixel nello schermo LCD è costituito da tre sotto-pixel, ciascuno di un colore primario. La luce riflessa dallo specchio passa attraverso i cristalli liquidi e viene colorata dal vetro (monitor).

La retroilluminazione produce luce bianca, il vettore del campo elettrico in cui si muove la luce determina la polarizzazione, cioè la direzione che la luce deve seguire.

Gli schermi opposti e perpendicolari tra loro svolgono il compito di polarizzatori, e la proprietà dei cristalli liquidi, se posizionati (interposti) tra i due polarizzatori, è quella di allineare i due polarizzatori lasciando passare la luce facendole seguire una direzione ben precisa.

I televisori LCD più piccoli (es. 20 pollici) adottano il formato 4:3, ed a salire con le dimensioni è possibile usufruire del formato 16:9.
Lo schermo LCD ha una definizione di fabbricazione più alta rispetto ad uno schermo al plasma delle stesse dimensioni, e risulta più leggero.

Uno schermo LCD rappresenta quanto di meglio per un'alta qualità di definizione delle immagini (HDTV) anche con dimensioni ridotte dello schermo.

Rispetto allo schermo al plasma però, la prospettiva di visualizzazione dalle angolazioni è inferiore, in quanto la luce deve attraversare i due polarizzatori prima di arrivare sullo schermo.
La tecnologia LCD è inoltre un poco più lenta rispetto al plasma per quanto concerne le immagini in movimento.

Schermo al plasma PDP

PDP è l'acronimo che indica lo schermo al plasma.
È un tipo di schermo piatto usato per televisori di grandi dimensioni, superiori ai 32 pollici.
Troviamo una quantità di celle tra le due pareti di vetro, celle atte a mantenere gas come neon, xeno, che viene trasformato in plasma grazie agli impulsi elettrici.

Il plasma agisce sui fosfori affinché proiettino luce e quindi immagini.
Grazie a due elettrodi, anteriore e posteriore, ed al passaggio in essi della corrente, il plasma che si viene a creare viene continuamente movimentato, forma raggi UV (non visibili ad occhio umano) cha vanno a colpire gli scintillatori (costituiti da fosforo) di ciascun colore primario (rosso, verde, blu).
La luce creata attraversa il vetro e può così essere vista dallo spettatore.

La gamma cromatica offerta dallo schermo al plasma risulta essere più ampia di un altro schermo, ed ha colori particolarmente brillanti.
Le prospettive della visuale inoltre, sono più ampie paragonate ad altra tipologia di schermo, il contrasto e la luminosità sono davvero ad alti livelli qualitativi.

Lo schermo al plasma è più pesante di quello ai cristalli liquidi, tuttavia raggiunge dimensioni anche notevoli, ben si adatta in una stanza spaziosa adibita alla visione.
I costi sono maggiori, e si rende necessario adottare specifici supporti per posizionare correttamente lo schermo a muro.

La dimensione dei pixel rappresenta uno dei maggiori limiti dello schermo al plasma, è molto arduo ridurre le dimensioni sotto una certa soglia, per questo uno schermo al plasma parte da misure da 32 pollici in su, diversamente non sarebbe possibile ottenere qualità sufficiente.

Crea immagini straordinariamente uniformi da una certa distanza, ma mal si presta alla visione ravvicinata.
Fermare l'immagine troppo a lungo in uno schermo al plasma inoltre, accelera il deterioramento degli scintillatori, che verrebbero continuamente accesi e spenti durante il fermo immagine.

Perché questo è il principio di funzionamento dei pixel in uno schermo al plasma, vengono continuamente illuminati, cosa che produce un normale invecchiamento degli scintillatori in caso di movimento delle immagini.

Quale schermo scegliere

1) Il budget a disposizione;

2) lo spazio a disposizione per collocare lo schermo.

Se il budget è limitato, non ci possiamo spostare dal punto 1, ma se possiamo avere risorse economiche maggiori ed adeguato spazio per godere di una sala da visione, gli schermi grandi, a partire dai 50 pollici in su, sono uno spettacolo.

I continui sforzi dei produttori per raggiungere qualitativamente la definizione, produce risultati notevoli.

In base alla spesa affrontata, oltre allo schermo si può puntare ad un sistema audio stereofonico di qualità, ovviamente i prezzi decollano.

Difficile però pensare ad un sistema visivo qualitativamente superiore senza un sistema audio di consona qualità.

L'Ultra HD 4k rappresenta attualmente una delle soluzioni più appetibili, la possibilità di rateizzazione per l'acquisto non fa che incentivare il desiderio di possedere un oggetto di recente generazione, se si decide di fare una spesa, meglio farla bene.

La moltiplicazione dei pixel rispetto al passato (anche recente come nel già ottimo Full HD conosciuto anche con la definizione 1080p che indica una risoluzione video piuttosto elevata in termini di qualità), permette di avere nelle proprie case, a prezzi anche tutto sommato abbordabili, schermi che un tempo erano solo un miraggio.

Accontentarsi di qualcosa in meno, forse non vale nemmeno la pena neanche dal punto di vista economico.

 

                 

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

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(un deca, le vecchie 10.000 lire…)
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