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Fotografia, cenni storici, la camera oscura

4 minuti
aggiornato il
Fotografia di giovane donna di spalle

Fotografia

La fotografia è una tecnica che permette di creare immagini utilizzando la luce.
È utilizzata da quando esiste come importantissimo strumento di comunicazione nonché forma espressiva, artistica e di creatività, che trova nell'arte la sua più nobile giusta collocazione.

La camera oscura

Scrivere con la luce, questo il significato della parola fotografia, che deriva dal greco.
La camera oscura è indiscutibilmente legata alla fotografia, senza la quale non sarebbe possibile ottenere nulla.
Così come l'uomo è riuscito nella costruzione di aerei osservando il volo degli uccelli, osservando la natura si è arrivati a ricreare una camera oscura che permette di sviluppare le immagini.

Il principio di funzionamento della macchina fotografica è stato liberamente ispirato e suggerito studiando il comportamento dell'occhio umano.

Possiamo azzardare una similitudine tra la lente dell'obiettivo della macchina fotografica (sarebbe più corretto che mai in questo caso dire fotocamera) con il cristallino dell'occhio, la pupilla da cui entra la luce si può paragonare al foro stenopeico (dal greco, piccolo foro) della camera oscura.

La melanina è il pigmento nero antiriflesso che ha la stessa funzione anti-diffusiva della vernice nera all'interno della camera oscura.
Sul fondo dell'occhio è posizionata la rètina dove si proiettano, rovesciate, le immagini.

Noi vediamo le immagini nel giusto verso perché il nostro cervello è capace di raddrizzarle con un procedimento affascinante e complesso.

Del resto non è un mistero che osservando la natura l'uomo ha da sempre potuto imparare molto, acquisire una miriade di informazioni utili alla sua evoluzione.

Aristotele, qualche anno fa, sembra che diede vita ad una camera oscura per studiare al meglio il fenomeno di una eclissi di sole.

Il concetto della camera oscura è parte fondamentale della fotografia, dalla camera oscura inizia tutta la tecnica fotografica, partendo dalle sue basi.

I primi esemplari di camera oscura erano vere e proprie camere abitabili in cui gli studiosi e gli artisti entravano e procedevano con il loro lavoro.

Una camera buia in cui, grazie al piccolo foro che lasciava penetrare luce, è in grado di proiettare al rovescio l'immagine, sul lato opposto della camera rispetto al foro, immagine che si trova di fronte al foro di entrata stesso.

Da qui si svilupparono interessanti studi e concetti relativi all'ottica, alla proiezione delle immagini ed alla loro prospettiva.
Nel periodo rinascimentale, diversi artisti ne fecero un uso abbondante di questa tecnica.
Grazie all'impiego di grandi fogli, si andava a disegnare seguendo i tratti dell'immagine proiettata sulla parete della camera oscura.

Cenni storici della fotografia

Il dagherrotipo è stato il primo mezzo per sviluppare fotografie.
Ottenute su lastre di rame ricoperto di argento ed esposto allo iodio.

L'immagine risultava presente nella fotocamera, diventava evidente e positiva grazie ai vapori di mercurio e fissata con acqua salata calda. Gli esemplari erano unici, non riproducibili.

Louis Daguerre e Joseph Nicéphore Niépce furono i pionieri che arrivarono a tanto, nel 1839.
L'utilizzo della fotografia diventò ben presto popolare nella nobiltà, che esigeva in notevole richiesta questa nuova sorta di ritratto.

I primi esemplari di fotografie subivano un lavoro di incorniciatura davvero notevole, soprattutto se destinate ai nobili: cornici preziose, finemente lavorate, inserti in legno, pelle, la creatività iniziò ben presto a lavorare anche in questa direzione, per fornire al cliente un prodotto finale sempre più raffinato e soddisfacente.

Il desiderio degli esseri umani di lasciare traccia di loro e della loro storia, ha inizio con le primissime raffigurazioni preistoriche dove l'uomo disegnava su pietra con il fango cercando di raffigurare al meglio soggetti di interesse.

Attraverso lo studio della luce e della chimica perpetrato negli anni, si è potuti arrivare alla rappresentazione attraverso la fotografia.
Da quando iniziò a concretizzarsi la possibilità effettiva di scattare fotografie, gli studi mai abbandonati dall'uomo si concentrarono al fine di rendere il più semplice possibile l'utilizzo degli apparecchi fotografici.

I primi esperimenti di fotografia con il dagherrotipo richiedevano lunghi tempi di preparazione prima di poter effettuare una riproduzione.

Migliorando ulteriormente il procedimento i tempi si abbassarono notevolmente; in pochi secondi diventò finalmente possibile scattare una fotografia senza attendere anche un'ora, cosa che accadeva con i primi procedimenti.

L'estremo interesse e la naturale applicazione dell'uomo nel migliorare le tecniche fotografiche, portarono nel 1889 la realizzazione di supporti in celluloide come elemento fotosensibile negli apparecchi fotografici.

La fotografia, che in un primo istante era solo utilizzata allo scopo di documentare, raffigurare, iniziò a farsi strada tra i reporter che potevano inviare ai loro giornali determinati servizi fotografici.

Ben presto la fotografia diventò anche forma di espressione artistica, grazie alla quale il fotografo poteva rappresentare spaccati di umanità che potessero essere ricordati e rivisitati negli anni a venire.

Data la grande quantità di foto che iniziarono ad essere scattate, si resero necessari gli album portafoto, speciali involucri atti a conservare al meglio le fotografie.

Si rese possibile stampare le fotografie anche a colori, anche se quelle in bianco e nero continuarono, e continueranno, a mantenere il loro fascino, tanto da risultare ancora oggi lo strumento espressivo preferito scelto da fotografi di importanza mondiale, considerati a ragione artisti della fotografia.

 

                 

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

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