Come scegliere l’amplificatore dell’impianto Hi-Fi

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Come scegliere l'amplificatore Hi-Fi per il proprio impianto, puntare sulla sostanza e non sulla forma
Amplificatore

L'amplificatore Hi-Fi è il componente audio in grado di modificare l'ampiezza del segnale in entrata che si trova a gestire.

  1. Porta il segnale agli altoparlanti
  2. Caratteristiche generali
    1. Integrato o Pre+Finale
    2. Transistor e valvole
    3. Corrente erogata e potenza
    4. Qualità dei componenti audio
  3. Quale scegliere
    1. Prova di ascolto
    2. Gli ingressi
    3. Controlli di tono

Il segnale di ingresso che arriva da una sorgente esterna (giradischi analogico, lettore cd, registratore, etc.), viene amplificato modificando, in uscita, quello che è il segnale in entrata.

Caratteristiche dell'amplificatore

Questo componente audio, rappresenta il vero e proprio cuore pulsante, dell'impianto di riproduzione sonora di alta fedeltà; l'impianto Hi-Fi.

Amplificatore integrato oppure Pre+Finale

L'amplificatore integrato, svolge sia il ruolo di preamplificatore, che finale.

Esistono diverse correnti di pensiero tra gli appassionati più esigenti ed attenti; chi preferisce un'unità di amplificazione composta da Pre+Finale separati, e chi opta per un amplificatore integrato.

Transistor e valvole

Ed ancora, a transistor, o a tubi (valvole).
Le mitiche valvole, arrivano da lontano, prima ancora che esistessero i transistor.

Tuttavia, sono ancora un punto di riferimento per gli appassionati più attenti, sono in grado infatti di offrire delle sonorità calde, avvolgenti, molto fedeli all'incisione del supporto.

Sia i Pre che i Finali a valvole, hanno costi piuttosto elevati, già per quanto riguarda i componenti entry-level.

Esistono anche soluzioni ibride, ovvero transistor e valvole, che possono essere davvero interessanti per qualità della riproduzione sonora.

MAGNAT RV4 AMPLIFICATORE INTEGRATO IBRIDO

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Corrente erogata e potenza

Ogni prodotto presenta determinate caratteristiche, sia in termini di corrente che è in grado di erogare, sia per la qualità e la fedeltà del suono cui risulta capace di riprodurre.

Deve essere in grado di pilotare al meglio quelli che sono i diffusori acustici; anche in termini di dinamica, l'amplificatore deve valorizzare al meglio gli altoparlanti.

Componente adeguato, per altoparlanti adeguati.

La scelta di un questo componente dell'impianto Hi-Fi, deve essere fatta in base ai componenti che dovrà supportare.

Qualità dei componenti audio

La qualità dei componenti con cui è costruito deve essere elevata, per garantire una qualità di riproduzione sonora costante nel tempo.

La corrente infatti, dato il calore che è in grado di sviluppare, mette a dura prova la resistenza all'usura di tutti quei dispositivi che attraversa.

I transistors, i trasformatori, i cavi di collegamento interni: se fossero di bassa qualità, in breve tempo andrebbero a deteriorarsi, compromettendo indelebilmente la qualità sonora alla quale si cerca di allestire l'impianto Hi-Fi.

Meglio puntare sull'essenzialità dell'amplificatore, eliminare tutto ciò che non è utile.

Molti amplificatori di elevata qualità ad esempio, sono privi dei controlli di tono per gli alti ed i bassi; e non è affatto strano.

Se la qualità sonora di base espressa è buona, non risulta affatto necessario correggere una tonalità invece che un'altra.

Ogni controllo presente infatti, che lo si voglia oppure no, è un'interruzione del segnale che deve arrivare invece il più integro e fedele possibile agli altoparlanti, per valorizzare al meglio la riproduzione sonora.

Scegliere l'amplificatore

La scelta di un buon prodotto, non deve essere fatta in base alla potenza, questo aspetto potrebbe anche essere accantonato.

La potenza dichiarata, si riferisce alla sua potenza erogata in condizioni ideali, in laboratorio, che non rispecchiano quelle reali, nel suo utilizzo, durante l'ascolto nel proprio abituale ambiente dove si ascolta la musica.

Una cosa è collegarlo ad esempio ad una resistenza da 8 Ohms e constatare la potenza erogata, altro discorso, completamente diverso è collegare l'amplificatore ai diffusori, che spesso presentano carichi molto più complessi da gestire, e la potenza erogata dipende da come sia in grado di pilotare gli altoparlanti.

Quello che conta, alla fine, è la qualità di riproduzione sonora che è data dall'ascolto, null'altro.

La potenza fine a sé stessa, non serve a nulla.

Importanza della prova di ascolto

Valutare quale prodotto possa essere più idoneo per l'impianto Hi-Fi, lo si appura solo attraverso l'ascolto.

I parametri espressi sulla carta e quelli che poi ascoltiamo uscire dai diffusori, possono rappresentare differenze che conviene valutare.

La capacità principale dell'amplificatore, deve essere quella relativa alla capacità con cui è in grado di far suonare gli altoparlanti.

Nessun calcolo può quantificare questa capacità, teoricamente sì, ma il vero riscontro è dato dall'ascolto.

Gli ingressi audio e di alimentazione

Altra considerazione importante, è quella relativa agli ingressi cui è dotato l'amplificatore: ovvero per collegarlo all'alimentazione della corrente, al preamplificatore se presente, al lettore CD, al giradischi analogico, al registratore, la radio, ed altri componenti ausiliari.

Questi ingressi, sono più che sufficienti, a meno che non si voglia collegare un numero maggiore di sorgenti.

La cosa importante, è di avere gli ingressi che servono, e nulla di più.

Se ha 8 ingressi ad esempio, e ne utilizziamo solo 4, che senso hanno i 4 inutilizzati?

Nessuno, non servono a niente, se non a far diminuire nel suo complesso la qualità degli ingressi effettivamente utilizzati.

Idem per le uscite: 2 altoparlanti 2 ingressi, non 4 o 8.

La semplicità è spesso sinonimo di intelligenza: meglio puntare ad avere il meglio per quanti componenti andiamo effettivamente ad utilizzare.

Avere l'uscita per 4 diffusori ed utilizzarne 2, idem come sopra.

Come già citato nelle caratteristiche a proposito dei controlli di tono, l&##9;amplificatore necessita di: tasto di accensione/spegnimento, selezione sorgenti, e regolazione del volume.

Tutto il resto avanza.

Controlli di tono

Persino i controlli di tono, per non parlare di equalizzatore, loudness e lucette varie. Non hanno nulla a che vedere con la qualità.

Per forza di cose, il segnale che arriva dalla sorgente viene corretto da dispositivi elettronici all'interno dell'amplificatore stesso: impossibile quindi pretendere che il segnale possa giungere puro ed intatto agli altoparlanti.

Tutti quei dispositivi in gran parte spesso inutilizzati (es. controlli di tono) non fanno che interrompere il segnale degradandolo inutilmente, creando una sorta di ostacolo.

Il suono migliore è quello relativo al segnale più puro e meno corrotto che sia possibile ottenere, senza modificarne la timbrica, la dinamica, con giochetti strani e fuorvianti come loudness, equalizzatore, etc.

Alta fedeltà, è una cosa, rumore è un'altra.

Ogni componente della catena dell'impianto, deve essere equilibrato, inutile avere altoparlanti scadenti e cercare di ottenere il meglio.

Deve esaltare il segnale che arriva dalla sorgente, cercando di corromperlo il meno possibile.