Amplificatore finale di potenza: le caratteristiche principali

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Amplificatore finale di potenza

Amplificatore finale: deve esaltare, dare forza, amplificare il segnale audio che arriva dal preamplificatore ed inviarlo ai diffusori.

  1. Sostanza, non forma
  2. Estetica spartana e minimale
  3. Ampere: non Watt
  4. Il trasformatore
  5. La scelta

Amplificatore finale: sostanza, non forma

L'amplificatore di potenza o finale di potenza, riceve il segnale audio, che gli viene inviato dal preamplificatore, e poi inviarlo, con la giusta potenza, agli altoparlanti, e farli suonare.
Molto spesso l'aspetto di un amplificatore finale è quello di una scatola, uno stile spartano, in metallo invece che in legno, che presenta il solo interruttore di accensione e spegnimento.
Sostanza, non forma.

Estetica spartana e minimale

Un'estetica spartana se vogliamo, minimale, ridotta all'osso, ma tutto ciò che è racchiuso al suo interno può essere in grado di fare la differenza qualitativa, tra un'eccellente riproduzione sonora ed una che invece non lo è.

Quando il preamplificatore ha svolto il suo lavoro, il finale di potenza entra in gioco.

Se in grado, saprà far muovere gli altoparlanti a dovere.

Ampere invece di Watt

Tanto per cambiare, la qualità dei materiali impiegati si rivela essenziale.

Inoltre, un finale di potenza degno di tale nome, deve essere in grado di veicolare la giusta capacità di corrente, motivo per il quale è stato costruito.

Non in termini di Watt, ma di Ampère: i Watt arrivano dopo, ed a detta di molti sono relativi.

Il trasformatore

È il trasformatore, dell'amplificatore di potenza, che in questo caso deve fare la differenza.

Il cuore del finale, è proprio questo, e per far suonare a dovere gli altoparlanti la sua capacità di erogazione della corrente deve essere consona a quella richiesta dai diffusori acustici.

Gli altoparlanti, possono essere ostici da pilotare, per l'amplificatore finale.

La buona qualità di un finale di potenza quindi, la si può determinare solo se risulta in grado di supportare a dovere gli altoparlanti, nelle condizioni di utilizzo dell'impianto Hi-Fi.

Altro aspetto importante, è relativo alla dinamica dell'amplificatore, la velocità e la precisione nel passare da un movimento musicale ad un altro, specialmente quando si discostano per intensità; ad esempio, dal "solo del violino", all'imponenza sonora dell'intera orchestra.

Come scegliere l'amplificatore finale che serve all'impianto

Come fare per scegliere quello giusto?

Ascoltare, poi ascoltare ancora, provare e riprovare l'impianto nel suo abituale ambiente di ascolto.

Un amplificatore di potenza, a dispetto del suo nome, deve essere capace di riprodurre un suono che sia il più naturale possibile: non solo forza, ma dolcezza e sensibilità, naturalezza nella riproduzione sonora fin nei più piccoli dettagli, o sfumature, dell'incisione.

Per un buon finale, le sfumature non sono dettagli, bensì particolari da evidenziare, da mettere in risalto durante l'ascolto.

Molti finali, sono concepiti per essere pilotati da preamplificatori della stessa marca, ma nulla vieta, quando le caratteristiche tecniche sono compatibili, di provare Pre+Finale di costruttori differenti.

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