Termocamino: caratteristiche, combustibile

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Il termocamino in ambiente domestico è una soluzione decisamente interessante per provvedere al riscaldamento ed all'acqua calda, collegabile all'impianto idraulico dei termosifoni
(photo by James DeMers on Pixabay)

Termocamino (camino termico) ad acqua: interessante come generatore di calore per riscaldamento e acqua calda per i sanitari.


Il focolare chiuso, può impiegare tutto il calore prodotto e ridistribuirlo, sia per riscaldare l'ambiente, che l'acqua per i sanitari.
Il termocamino, alimentato a legna o a pellet, grazie alla camera chiusa dal vetroceramica, è in grado di contribuire in buona misura sul risparmio energetico, rispetto ad un impianto a metano, o altro combustibile.

Caratteristiche del camino termico

Il vantaggio, è dato dal recupero di calore, che altrimenti andrebbe disperso nella canna fumaria, come accade nel caminetto tradizionale.

In parole povere, può tranquillamente sostituire la caldaia andando ad allacciarsi all'impianto di riscaldamento esistente, anche in caso di riscaldamento a pavimento con pannelli radianti.

Per quanto riguarda il riscaldamento domestico, rappresenta un'interessante soluzione; sebbene visto, come la stufa a pellet, innovativo, e senza dubbio lo è, il funzionamento del camino è una forma di riscaldamento molto antica, come la stufa ad accumulo.

Viceversa, il riscaldamento a combustibile (metano, gasolio, GPL) oggi considerato obsoleto, rappresenta in realtà il nuovo, rispetto a quando il riscaldamento degli edifici, prevedeva solo il camino.

Uno di quei casi in cui la storia si ribalta per certi aspetti, torna anche alla mente il proverbio popolare: chi lascia la strada vecchia per la nuova male si ritrova.

Ovviamente non è sempre così, assolutamente; tuttavia, il massiccio impiego di combustibile usato senza criterio o scrupolo alcuno, ha portato al problema consistente dell'inquinamento ambientale, e a tutto ciò che comporta.

Il riscaldamento con la legna che brucia, è quanto di più antico, e contemporaneamente innovativo, e con il camino termico si riesce a sfruttare tutto il calore prodotto, quasi senza dispersione alcuna, riducendo anche drasticamente l'inquinamento ambientale esterno e interno; non è sempre piacevole e salutare, la continua e prolungata presenza nella casa dei fumi della legna bruciata.

Il vecchio camino, produce tanto calore: l'innovazione, se così vogliamo definirla, è di non sprecare, non disperdere, il calore prodotto, insieme al fatto, non indifferente, di non respirare il fumo prodotto dalla legna bruciata.

Il termocamino ad acqua, ha al suo interno un'intercapedine, e lo scambiatore di calore, all'interno del quale circola e si riscalda l'acqua, che poi scalda i caloriferi, e serve per i sanitari.

Il termocamino ad aria invece, riscalda l'ambiente grazie a ventole che distribuiscono l'aria calda; è l'aria ad essere riscaldata nell'intercapedine.

Quando quello ad acqua viene avviato, lo sportello di vetroceramica è aperto, e mentre la combustione diventa ottimale, i fumi vengono espulsi tramite la canna fumaria; quando la combustione è ben avviata lo sportello del vano combustione viene chiuso, contemporaneamente si chiude lo sportello, interno al camino. dei fumi, che invece di disperdersi nella canna fumaria, insieme al calore, questo viene recuperato.

Termocamino: ormai tecnologicamente avanzato

I termocamini oggi sono tecnologicamente avanzati, progettati e realizzati per scaldare metrature di grandi dimensioni.

La capienza della camera di combustione, è tale, secondo i diversi modelli di prodotto e diverse potenze, da essere in grado di ospitare il quantitativo di combustibile (legna o pellet) necessario per riscaldare senza problemi per un periodo di tempo prolungato, dalle 10 alle 16 ore e oltre, una casa di grandi metrature.

Sono controllati da centraline elettroniche, quindi automatizzati, alle quali sono collegati, da cui si può gestire tutto il funzionamento, dopo il caricamento manuale di legna, o pellet.

All'interno del termocamino, sono presenti dispositivi in grado di forzare la cessione del calore da parte dei fumi, prima che questi vengano espulsi dalla canna fumaria, fino al comignolo.

La ghisa impiegata nei componenti interni, fa sì che il calore rimanga disponibile a lungo.

I termocamini ad aria, presentano il vantaggio di riscaldare rapidamente l'aria della casa, però non si ha la possibilità di riscaldare l'acqua per i sanitari; quindi si dovrebbe avere un altro impianto specifico, per provvedere a questo.

Però, non devono essere allacciati all'impianto di riscaldamento già esistente, e sono più economici in termini di consumo, perché hanno l'aria da riscaldare, e non anche l'acqua.

A conti fatti, occorre calcolare quanto si spende per ottenere sia il riscaldamento dell'ambiente, che quello dell'acqua calda, che probabilmente sarà riscaldata dalla caldaia.

Nel termocamino ad aria, la fiamma di combustione non dovrà essere così viva, come invece dev'essere in quello ad acqua, per fare in modo che il riscaldamento, ambiente e acqua sanitari, sia adeguato.

È possibile installare anche un serbatoio per l'accumulo di acqua, da avere a disposizione per i sanitari (ACS, Acqua Calda Sanitaria); proprio come quelli la cui acqua viene riscaldata da pannelli solari, appositamente per questo utilizzo.

Un serbatoio appositamente coibentato, dove l'acqua viene mantenuta calda per la doccia, etc.

Tale serbatoio, è definito spesso puffer. L'acqua calda di accumulo, può servire anche per il riscaldamento.

Il serbatoio richiede spazio, più acqua contiene, più spazio occupa; il risparmio energetico può essere maggiore, in quanto la coibentazione, permette un minor consumo di energia da parte del generatore di calore; in questo caso, il termocamino, controllato dalla centralina elettronica in tutte le sue funzioni, in quanto se la temperatura dell'acqua fosse già ottimale, la centralina interviene nel ridurre la potenza di esercizio.

Come nelle caldaie, il vaso di espansione può essere aperto, o chiuso.

Nei periodi più caldi, in cui il riscaldamento non si utilizza, è comunque necessario avere un impianto specifico per la produzione dell'acqua calda.

A conti fatti, occorre sempre valutare se il gioco vale la candela.

Combustibile: legna, pellet, combinato

La cosa particolarmente interessante del termocamino ad acqua, è che può sostituire la caldaia, con un presumibile risparmio rispetto ai costi della bolletta del metano, o di altro combustibile.

La legna può offrire un risparmio indicativo del 60% rispetto al metano, i pellet costano di più della legna, la resa è diversa, ma si può arrivare anche in questo caso a un buon risparmio, sempre rispetto al metano, di circa il 40%.

Se la coibentazione dell'edificio è ben realizzata, e la dispersione di calore assente, il risparmio può davvero essere consistente rispetto a un impianto di riscaldamento che funziona con combustibile come GPL, gasolio, metano.

I materiali utilizzati per produrre combustione, sono legna e pellet.

Sono disponibili termocamini pensati per funzionare sia con legna, che pellet, combinati.

Il pellet, negli ultimi anni è stato pubblicizzato parecchio, e dal momento che non è tutto oro ciò che luccica, come sempre c'è il rovescio della medaglia.

I costi sono aumentati tanto, diciamo pure troppo, e certamente non è il modo di incentivare il risparmio energetico.

Il costo di un termocamino combinato, costa mediamente 3 volte quello che costa uno a legna.

La legna costa indicativamente circa 150,00 € a tonnellata, il pellet intorno a 5,00 € per 15 kg.

La resa del pellet è maggiore rispetto a quella della legna, il camino termico combinato però costa anche parecchio di più, e occorre augurarsi che il prezzo del pellet sia stabilizzato, o prossimo a farlo, e non essere oggetto di speculazione, come sempre accade quando un prodotto gode di ampia richiesta.

In quanto ogni ambiente, e ogni impianto di riscaldamento, in base a zone climatiche differenti fanno storia a sé, il consumo medio giornaliero di legna o di pellet bruciati per fornire un riscaldamento ottimale, non può essere uguale.

Coibentazione, capacità isolante dei serramenti, zona climatica, metratura locali, potenza termocamino, etc. sono alcuni parametri che possono essere anche notevolmente diversi tra loro, quindi il consumo di combustibile non è lo stesso.

Per la legna, serve spazio adeguato dove poterla accatastare, la stessa cosa potrebbe valere per il pellet, se il prezzo risultasse più conveniente, se acquistato in grandi quantità, quindi su bancali.

Considerazioni

La gestione dei camini termici, stufe a pellet, stufe ad accumulo, pompe di calore, termoconvettori, cosìddetti generatori di calore di ultima generazione, innovativi, in grado di contribuire al risparmio energetico, e fornire energia più pulita rispetto ad altri combustibili.

Bene: la gestione di questi generatori, è oggi completamente automatizzata, gestita totalmente, o quasi, da centraline elettroniche.
Questi apparecchi, sono a tutti gli effetti elettrodomestici, in quanto senza l'alimentazione di corrente elettrica, tutte le funzioni, gestite dalla centralina elettronica, non potrebbero essere messe in atto, quindi questi generatori non potrebbero funzionare.
Fortunatamente, la mancanza di corrente elettrica è rara, quindi non rappresenta un problema da questo punto di vista, la gestione di questi dispositivi.

Cosa valutare

• costo del generatore di calore, comprensivo di installazione, e allacciamento all'impianto di riscaldamento;

• costo dell'impianto per la produzione di acqua calda per i sanitari, nel periodo estivo, o comunque quando non si ha la necessità di accendere il riscaldamento;

• quantità di acqua calda a disposizione, e per quanto periodo;

• tempo necessario per ammortizzare la spesa.

La grande differenza quantitativa, e qualitativa, in termini di risparmio energetico e buona vivibilità dell'ambiente, è sempre data da una buona/ottima coibentazione dell'edificio, dove anche l'isolamento termico dei serramenti, contribuisce in maniera determinante, con un occhio di riguardo al punto critico dato da controtelaio/muratura.

Infatti, anche quando i serramenti sono di buona qualità, se spifferi d'aria penetrano da eventuali microfessure presenti tra controtelaio e muratura, la dispersione di calore, va che è una meraviglia.

Ecco perché il lavoro di montaggio dei serramenti, va eseguito da personale competente e capace, laddove la muratura non sia ottimale, va corretta prima di procedere all'installazione del controtelaio, sul quale poi si esercita la chiusura dei serramenti.

La coibentazione dell'edificio, e la mancanza di spifferi nel controtelaio degli infissi, sono quanto di più importante per arrivare a un efficace e concreto risparmio energetico, oltre che, importantissimo, favorire una sana e piacevole vivibilità negli ambienti.

Se manca questo fondamentale requisito, tutto si complica, sia dal punto di vista del dispendio energetico, e spreco di denaro, oltre che vivere in un ambiente che non sarà mai confortevole come si vorrebbe.

La manutenzione può anche essere minima, in quanto i più moderni modelli di termocamini, riducono davvero al minimo gli interventi di pulizia per una corretta combustione; una periodica revisione da parte di personale specializzato, è comunque, come sempre, un intervento dovuto.

Importante mantenere la pulizia della canna fumaria, e il controllo del corretto funzionamento; pulizia annuale per legge per i combustibili solidi.

Conviene? Potenzialmente sì, ognuno sa, e deve, fare i conti in casa e tasca propria, e calcolare se è conveniente, in base alle proprie esigenze, e necessità.

 

Felice Amadeo - af1.it
Dal 2006 lavoro con internet, scrivo i contenuti e provvedo alla gestione del sito. Ho scoperto WordPress tanti anni fa, e dal 2013 uso questo.