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Stufa ad accumulo di calore, caratteristiche e funzionamento

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Vecchio esemplare di stufa che ha fatto il suo dovere: le stufe ad accumulo di calore possono ottenere grandi risultati e sono indicate per spazi di grandi metrature

Vecchio esemplare di stufa che ha fatto il suo dovere …

La storia della stufa, l'evoluzione dell'uomo e della sua necessità di riscaldare gli ambienti domestici. Le stufe ad accumulo di calore (o accumulazione) sono certamente molto conosciute in tutti quei paesi di lingua tedesca (definite come Kachelöfen), ed è sicuramente una tipologie di riscaldamento tra le più efficaci ed antiche, una stufa di questo tipo è concepita per riscaldare per irraggiamento (calore radiante) uno o più locali.

Cos'è la stufa ad accumulo di calore

La diffusione del calore che avviene tramite l'irraggiamento risulta essere particolarmente gradevole, ben distribuita in maniera uniforme, con una sola carica di legna (due nei periodi più freddi) è possibile provvedere all'accumulazione di calore che verrà poi distribuito durante tutto l'arco della giornata.

Chissà quante volte ciascuno di noi è capitato di sedersi in prossimità di un focolare, e comprendere come sia possibile ricevere calore anche una volta che il fuoco è stato spento; dal braciere infatti continua a fuoriuscire calore per un lungo periodo di tempo, tanto la pace quanto la pietra sono capaci di trattenere a lungo il calore e quindi rilasciarlo in un periodo di tempo molto prolungato.

Ecco dunque come la pietra refrattaria dotata di alta conducibilità termica diventa materiale prezioso per una stufa di questo tipo, vero e proprio cuore radiante della stufa stessa.

Il calore radiante consiste in raggi infrarossi e presenta il vantaggio della propagazione orizzontale. La pietra ollare (roccia metamorfica che porta il nome di steatite) così come la ceramica (maiolica) risultano essere materiali particolarmente indicati per la distribuzione di calore dopo accumulazione, in quanto come citato capaci di alta conducibilità termica.

Anche la ghisa risulta essere un materiale molto apprezzato per quanto riguarda questa tipologia di stufa, nonché gli impianti di riscaldamento in generale; questa tipologia di riscaldamento altro non fa che riprodurre per certi aspetti quello che fa il sole con la terra.

Il sole riscalda la terra che accumula il calore e lo distribuisce. La pietra ollare è presente sulla terra da migliaia di anni, frutto di metamorfosi geologiche, è capace di raggiungere temperature davvero elevate anche nella stufa (sfiorare anche i 1000°C) e rilasciare il calore molto lentamente, come effetto piacevole benefico per chi vive nell'ambiente domestico riscaldato da questa tipologia di stufa.

In una stufa di questo tipo di riscaldamento solitamente e a legna, la pietra ollare riesce riscaldare velocemente e altresì mantenere a lungo il calore: una pietra davvero ideale.

Pro e contro della stufa ad accumulo di calore

La grande capacità di una stufa di questo tipo infatti sta proprio nel riscaldare velocemente, mantenere a lungo il calore con una o due carichi di legna.

Una stufa di questo tipo è in grado di sostituire un qualsiasi altro tipo di impianto di riscaldamento o fonti di calore, una volta spento il fuoco non è necessario riaccendere in quanto la pietra mantiene il calore per periodi di tempo possono coprire tutto l'arco delle 24 ore, ed il rendimento termico risulta essere davvero buono.

Sebbene il fuoco sia da accendere una o due volte al giorno (con relative cariche di legna) la pietra e in grado di mantenere il calore lungo; tuttavia non dobbiamo dimenticare che una stufa ad accumulo di calore deve necessariamente essere pesante: in caso contrario la conducibilità termica della pietra andrebbe persa.

1600 kg è un peso che infatti non deve stupire per una tipologia di stufa come questa, risulta chiaro che il pavimento deve tenere perché una stufa di questo tipo è davvero molto pesante, vengono costruite ed assemblate in loco e comprendete che non possono più essere spostate, di conseguenza serve anche un certo spazio per ospitare 1600 kg di pietra.

Dipende dalle dimensioni della stufa e dalla sua capacità di riscaldare specifiche metrature.
Indicativamente una stufa ad accumulo di 500 kg circa è in grado di riscaldare metrature di tutto rispetto, oltre 300 m3.
Occorre tenere conto della zona climatica di appartenenza oltre che di altri parametri ovviamente.

Tuttavia è bene ricordare che la pietra ollare ha un peso specifico pari a circa il doppio rispetto a quello di un qualsiasi altro materiale refrattario, questo quindi permette di avere 1600 kg di pietra in uno spazio tutto sommato contenuto: un indubbio vantaggio.

La modulazione del calore non è così facile e scontata, ma con un pizzico di esperienza si possono ottenere grandi risultati.

Caratteristiche della stufa ad accumulo di calore

Abbiamo compreso come maggiore è la massa di materiale refrattario capace di accumulare e trattenere il calore di maggiore quindi risulta essere il tempo in cui la massa refrattaria stessa che il calore nell'ambiente circostante.

Ovvio che il calore nelle ultime ore dopo l'ultima accensione del fuoco sarà meno intenso, tuttavia questa tipologia di stufe raggiunto oggi (forse ha sempre avuti) livelli qualitativi davvero eccellenti, capace di distribuire su quasi tutto l'arco delle 24 ore il calore accumulato; comprendiamo dunque come sia fattibile riscaldare maggiormente quel periodo della giornata dove i locali domestici sono vissuti durante il giorno fino alla sera.

In alcuni casi queste stufe sono parte integrante dell'abitazione in quanto progettate e costruite insieme all'abitazione stessa, parte dell'opera muraria, tuttavia ricordiamo come sia importante assicurarsi il pavimento si è in grado di reggere un determinato peso prima di decidere di acquistare una stufa di questo tipo.

Possono assumere un aspetto estetico davvero gradevole, personalizzato, con tutte le rifiniture che preferiamo, con le ceramiche più preziose e gradevoli che conferiscono finiture al prodotto davvero eleganti: è ovvio pensare che i costi siano destinati inevitabilmente salire, ma del resto stiamo parlando sostanzialmente di un impianto di riscaldamento, quindi la spesa di tutto l'impianto dovrà essere calcolata in previsione dell'ammortizzamento futuro di tale spesa.

Come abbiamo già citato nei pro e nei contro uno dei limiti di questa tipologia di stufa può essere la modulazione del calore, diverso da quello di un qualsiasi altro tipo di impianto di riscaldamento, occorre prendere un po' di familiarità con l'accensione del fuoco e la carica della legna, ma sicuramente questo non può rappresentare un problema vero e proprio; ricordiamo anche come una massa di un certo peso di pietra necessiti comunque di un minimo di tempo per riscaldare sebbene la conducibilità termica sia elevata.

Imparare a modulare il calore in questo tipo di stufa è anche un compito soggettivo in base ciascuna tipologia di abitazione.

Quindi la lunga autonomia è quella che realmente deve fare la differenza, prerogativa irrinunciabile per questa tipologia di stufa, capace di autonomia tutto rispetto in grado di mantenere caldo l'ambiente domestico andando coprire tutte le 24 ore.

Non tutte le stufe però sono pensate per un rendimento di lunga autonomia: vale quindi la pena soffermarsi su questo punto e forse fare proprio questo requisito nel caso si decida di acquistare una stufa di questo tipo.

Una tipologia di stufa molto interessante capace di incidere positivamente sul risparmio energetico e ridurre l'impatto ambientale per quanto riguarda le emissioni nocive e sprechi inutili.

 

                 

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

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