Stufa a pellet: come funziona, pro e contro

Immagine vettoriale di stufa a pellet: una stufa di questo tipo può bruciare diversi tipi di combustibile, come legna e pellets
(photo by OpenClipart Vectors on Pixabay)

Stufa a pellet: brucia combustibili compressi derivati da legno come segatura essiccata o materiali biocompatibili.


Brucia pellets compressi come segatura essiccata, impiegata specialmente per uso civile per il riscaldamento domestico, trova talvolta utilizzo anche nei locali industriali.

Etimologia

Interessante capire come il termine “stufa”, risulti legato a stube (oppure stua), tipico e caratteristico locale, stanza, dal rivestimento di legno, ambiente riscaldato unicamente con questa soluzione.

Nel dialetto lombardo, pur con qualche caratterizzazione tipica delle diverse province, “stüa” significa proprio stufa.

L'etimologia della parola dunque, è da ricercare nell'antica lingua teutonica, con la definizione stoevchen (o stoev), nella lingua frisone (treccani․it), si intendono gli scaldini, di metallo invece che di terracotta, etc.

La storia della stufa a pellet

La sua storia, è indubbiamente preceduta dalla stufa a legna, il pellet ha trovato impiego negli ultimi decenni.

È risalente all'età del bronzo, indicativamente dal dal 3500 a.C. al 1200 a.C. per quanto riguarda l'Europa.

Periodo in cui l'uomo iniziò a familiarizzare con la metallurgia, e la lavorazione dei diversi metalli da impiegare; nello specifico, per la costruzione di stufe e altri oggetti adibiti al riscaldamento domestico, ed alla loro relativa commercializzazione.

Sebbene all'epoca dell'Impero Romano, erano già in uso sistemi di riscaldamento che utilizzavano fornaci sotterranee dove ardeva la legna, il cui braciere e fiamma prodotta, distribuiva il calore attraverso tubi di terracotta, collocati sotto la pavimentazione, o dentro le pareti.

Condotti denominati “cacabus”, termine latino che molto probabilmente deriva dal tedesco kachel (en․wiktionary․org), parola con cui si intendono le mattonelle usate nelle stufe realizzate in muratura, che portano il nome di kachelöfen.

Più di 2000 anni or sono dunque, il concetto e la pratica legati alla realizzazione di impianti per il riscaldamento, erano sviluppati, e in evoluzione.

Altre metodologie di riscaldamento risultano legate a bracieri aperti, le cui esalazioni però potenzialmente nocive.

O ancora, gli antesignani delle moderne stufe, ovvero contenitori metallici (si torna dunque alla capacità da parte dell'uomo di lavorare il metallo), capaci di diffondere il calore attraverso condotti e tubi collocati negli ambienti più diversi.

Il pellet

Tornando nella fattispecie al pellet, gli scarti del legno già da diversi decenni circolavano anche sulle navi che mettevano in comunicazione tra loro, specialmente prima dell'esistenza dei velivoli, le diverse località nel mondo.

Risulta logico come da parte dell'uomo, vi fosse l'idea di utilizzare, per meglio dire riutilizzare, tali scarti a proprio favore.

E cosa più logica avendo a che fare con gli scarti del legno, produrre energia utile alla diffusione di calore in un ambiente domestico o industriale, cercando di incrementare il risparmio economico, e diminuire l'impatto ambientale, prodotto dall'inquinamento delle fonti di calore.

Nei primi anni del XX secolo, vennero costruiti esemplari di stufe e forni a legna, che, grazie a delle tramogge, utilizzavano segatura essiccata per produrre riscaldamento; niente di più vicino alle moderne stufe a pellets.

Il concetto del riutilizzo e del risparmio per il combustibile della stufa a pellet

Non solo segatura essiccata, anche scarti di legno sminuzzato e triturato; soprattutto nell'epoca della Depressione (cominciata negli anni 20 del secolo scorso), nonché in tutti quei periodi in cui la crisi economica è particolarmente pressante, l'essere umano cerca di ingegnarsi, al fine di riutilizzare tutti quei materiali, che nei periodi di abbondanza stupidamente tende a non considerare.

Infatti, evitare periodi di crisi particolarmente pesante, passa anche e soprattutto dalla prevenzione dello spreco.

A periodi più o meno alterni, questa tipologia di prodotto, non ha mai smesso di esistere e di essere perfezionata.

Un incremento è stato dato durante la crisi petrolifera degli anni 70, mentre negli ultimi 20, 30 anni, abbiamo visto un notevole incremento di questa fonte di calore, capace di sostituire la caldaia tradizionale, cui tanto siamo abituati a vedere in quasi tutte le abitazioni.

Negli ultimi anni, causa anche i costi sempre crescenti del gas metano, della manutenzione e realizzazione degli impianti di riscaldamento più utilizzati, nonché, per cercare di ridurre l'inquinamento e cercare di avere un impatto ambientale più rispettoso, l'impiego di queste stufe ha spinto diverse aziende a produrre modelli di facile utilizzo e installazione.

Che deve comunque e sempre essere realizzata da parte di personale specializzato e qualificato, installazione a regola d'arte, favorendo un notevole risparmio economico sulla spesa del riscaldamento domestico.

Anche industriale, perché questo tipo di prodotto può essere tranquillamente utilizzato, anche più d'uno, nei locali destinati al lavoro.

Non solo pellets derivati del legno, anche mais e altri materiali biocompatibili, sono utilizzati per produrre riscaldamento con queste stufe di recente generazione che arrivano dal passato.

Talvolta capaci di bruciare tanto il mais, quanto i pellets di legno, o altro materiale biocompatibile (stufe onnivore).

Caratteristiche delle stufe a pellet

Oggi troviamo sul mercato prodotti realizzati con i migliori materiali, e con un design capace di integrarsi al meglio in qualsiasi arredamento, tanto è vasta la scelta.

Serbatoio, coclea e camera di combustione

L'aspetto di questo importante prodotto, può essere diverso secondo le tipologie, le diverse realizzazioni progettuali e stilistiche.

Tuttavia, risulterà composta da:

• un serbatoio, dove viene alloggiato il materiale combustibile, che andrà poi ad alimentare grazie a una coclea (una vite senza fine): questa infatti va a pescare il materiale combustibile (pellets), e lo introduce per caduta nella camera di combustione.

L'accensione, avviene grazie un getto di aria calda sul combustibile, sostanzialmente facendolo appiccare.

Aspiratore, bruciatore, scambiatore di calore, ventilatore

L'aspiratore dell'aria comburente, la veicola nel bruciatore, e contemporaneamente dirige i fumi della combustione in apposito scarico, collocato posteriormente all'elettrodomestico.

In questa fase, i fumi caldi prodotti, cedono parte del caldo allo scambiatore di calore, che viene sfruttato dal ventilatore dell'aria calda, in grado di riscaldare quella fredda, proveniente dall'ambiente circostante.

Tutto il meccanismo e il suo funzionamento, è controllato da un sofisticato microprocessore alloggiato su di una scheda elettronica, al fine di ottimizzare la combustione, e relativa produzione e diffusione di calore.

Lo scambiatore di calore

È alettato, per favorire lo scambio termico, aumentando, proprio grazie alle alette, la superficie di scambio.

Il residuo di cenere è solitamente molto limitato, e raccolto in un cassetto posizionato in maniera comoda da pulire.

Possiamo trovare stufe a pellet delle più svariate dimensioni, per corrispondere al preciso quantitativo di calore che viene prodotto, in base alle dimensioni dell'ambiente da riscaldare.

Non dobbiamo infatti confondere queste stufe, comunque già capaci di una certa produzione di calore, con la tipologia di caldaia pensata per produrre l'intero riscaldamento di un'abitazione.

Come ad esempio una caldaia a pellets da 25 kW, capace di riscaldare tranquillamente un'abitazione di 100 e oltre metri quadri.

La struttura della stufa a pellet

Riassumendo, possiamo descrivere il funzionamento così:

1) serbatoio per il combustibile;

2) coclea;

3) due ventilatori (combustione e convezione);

4) il focolare con un braciere e vano di raccolta cenere;

5) il pannello comandi.

L'accensione

Si rende possibile elettricamente, grazie a una candeletta, che entra in funzione quando dev'essere riaccesa.

Grazie al termostato con sonda integrata, è possibile gestire l'intero funzionamento.

Come impostare una temperatura minima, sotto la quale automaticamente entrerà in funzione, e una soglia massima, al raggiungimento della quale smette di funzionare: proprio come la regolazione di una qualunque caldaia dotata di termostato.

Qualità del prodotto

Le odierne stufe a pellet, hanno raggiunto un buon livello qualitativo, a tal punto che è possibile impiegarle per provvedere all'intero fabbisogno termico di tutta l'abitazione, tanto per il riscaldamento, quanto per l'acqua calda.

Occorre però sempre ricordare, come la posa in opera e installazione a regola d'arte, debba essere eseguita da personale qualificato e autorizzato.

La stufa a pellet funziona elettricamente, e specialmente nei modelli più recenti il consumo di elettricità è piuttosto contenuto.

• Serve però valutare con attenzione le specifiche tecniche, per rendersi conto in maniera tangibile ed oggettiva, quanto il consumo di energia elettrica incide sul costo totale dell'utilizzo dell'elettrodomestico.

Dal momento che, rispetto ad altri combustibili fossili, il risparmio di questa tipologia di riscaldamento permette risparmi notevoli, risulta sempre comunque sensato e logico, fare tutti i conti del caso prima di eseguire l'acquisto.

Centralina elettronica di controllo

Data la richiesta sempre crescente di questa tipologia di prodotto, le stufe più recenti e aggiornate, dispongono di centralina elettronica, che è il vero cuore pulsante dell'apparecchio.

Stufe con sensori elettronici sofisticati, che permettono una fine e accurata regolazione della temperatura.

Le centraline elettroniche, risultano essere particolarmente delicate, anche se il loro funzionamento ha raggiunto livelli qualitativi molto buoni, e i guasti sono rari.

Tuttavia, come sempre, forse è bene diffidare dei prodotti proposti a un prezzo troppo conveniente, anche per il consumatore meno avveduto.

Inoltre, la caratteristica autopulente delle odierne stufe, risulta un ulteriore passo in avanti per quanto riguarda la manutenzione.

Pro e contro delle stufe a pellet

I vantaggi

1) Il pellet, o altro combustibile biomassa, risulta facilmente collocabile, e non occupa molto spazio, rispetto ad esempio alla tradizionale legna.

2) La resa termica del pellet è notevole, purché sia di ottima qualità, e le emissioni inquinanti sono davvero molto basse.

Produce bassi quantitativi di cenere, ed è biocompatibile.

3) Il riempimento del serbatoio si può fare in una sola volta, invece che a più riprese, e può essere sufficiente per periodi di tempo medio/lunghi.

Questo ovviamente, dipende dalla discrepanza di temperatura dell'ambiente da riscaldare, rispetto a quella desiderata.

4) L'installazione non richiede molto tempo, sebbene sia sempre doveroso ricordare come debba sempre essere eseguita da personale specializzato e autorizzato.

Svantaggi

1) Dal momento che la stufa a pellet utilizza un sistema di ventilazione, questo potrebbe andare a muovere la polvere, rendendo l'aria che respiri più asciutta, e quindi un ambiente meno salutare.

È possibile l'uso di un depuratore d'aria, capace contemporaneamente di andare a umidificare.

Occorre naturalmente fare due conti, per comprendere se la spesa aggiuntiva di questo elettrodomestico conviene, oppure no.

2) Il funzionamento, dipende dall'energia elettrica, quindi in caso di eventuali black-out, rischi di rimanere senza riscaldamento.

Una soluzione è quella di utilizzare un gruppo di continuità (U.P.S.), per risolvere il problema quando si presenta.

Il blackout di corrente non è così frequente, sebbene sia opportuno tenere in considerazione anche questo aspetto.

3) Il rumore prodotto dalla ventola, quanto quello del combustibile che scende dalla tramoggia, può essere fastidioso; serve puntare su stufe particolarmente silenziose, per ovviare a questo inconveniente.

4) La qualità del combustibile dev'essere eccellente: in caso contrario, vai a vanificare, tanto la resa termica, quanto il riscaldamento nell'ambiente in cui vivi.

La reperibilità di un pellet, o comunque altro combustibile, di alta qualità, può essere problematica, anche per quanto riguarda la logistica, e la disponibilità del fornitore.

5) Ricordiamo ancora una volta, quanto i componenti elettronici siano delicati, e il loro possibile malfunzionamento.

Quindi si rende necessario al momento dell'acquisto, investire su prodotti di qualità maggiore, che ovviamente presentano prezzi più elevati.

6) Se non è inclusa la funzione autopulente, la pulizia della cenere dovrà essere frequente, almeno ogni 2 o 3 giorni, in base all'intensità di utilizzo.

E dovrà essere usato un apposito aspiratore, in virtù della cenere particolarmente sottile: utilizzando il comune aspirapolvere, si andrebbe a danneggiare.

7) L'eventuale pessima qualità del pellet impiegato, può danneggiare l'apparecchio, andando a lasciare depositi e incrostazioni.

Considerazioni sull'acquisto della stufa a pellet

Le considerazioni che dovrebbero essere fatte quando decidi di acquistare una stufa a pellet, per rivoluzionare il proprio sistema di riscaldamento, o comunque per installarne uno nuovo, sono considerazioni legate ai pro e contro.

La qualità del combustibile (pellet), dev'essere alta, diffidare assolutamente di fornitori che non sono in grado di fornire pellets di elevata qualità, corrispondente agli standard imposti dalle normative.

Eventuali sostanze presenti, anche in minima parte come colla, vernici, etc. sono semplicemente inaccettabili: si tratta di combustibile ecocompatibile, quindi deve assolutamente provenire da prodotti naturali (legno, mais, etc.).

Stufe onnivore

Merita la giusta attenzione, considerare l'eventuale acquisto delle cosiddette onnivore, stufe e termostufe a pellet onnivore e superonnivore, così definite, in grado di consumare più di 40 tipi di combustibile.

A partire dagli scarti del legno, spaziando da quelli ottenuti dai rami di potatura, ai diversi tipi di cereali.

Questa tipologia di elettrodomestico, permette davvero di ottimizzare la combustione, al fine di avere un risparmio economico per il consumatore.

Miglior produzione di calore, e minor impatto ambientale in termini di emissioni nocive e inquinamento, nonché un riciclo importante di tutte quelle sostanze organiche che altrimenti andrebbero perse inutilmente, dal momento che possono essere riutilizzate, per produrre energia pulita.

Queste stufe risultano infatti capaci di bruciare i diversi tipi di combustibile, che sia pellet di legno invece che mais, solitamente hanno 2 tipi diversi di bruciatori: uno apposito per il pellet, l'altro per i triti, ovvero tutta quella biomassa economica, e non inquinante.

Articoli consigliati

1) Pellet di qualità
Per le stufe che funzionano con questo combustibile, serve che sia certificato per tutelare persone e ambiente.