Riscaldamento a pavimento: caratteristiche, pro e contro

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Riscaldamento a pavimento
(photo by Sabine Kroschel on Pixabay)

Riscaldamento a pavimento: una delle tipologie di impianti più interessanti per il riscaldamento domestico.


Riscaldamento a pannelli radianti, più conosciuto come riscaldamento a pavimento, è senza ombra di dubbio una delle tipologie di impiantistica più interessanti per riscaldare gli ambienti, al fine di coniugare rendimento calorifico ottimale e risparmio energetico.

Storia del riscaldamento sotto la pavimentazione

Il concetto del riscaldamento distribuito sotto la pavimentazione è davvero antico, ricerche archeologiche dimostrano come fosse utilizzato ben prima di Cristo, da Romani, Cinesi, Egiziani.

Il sistema utilizzato da Egiziani e Cinesi, era piuttosto semplice, andando a creare un'intercapedine sotto la pavimentazione, che veniva riscaldata grazie a un focolare interrato.

Andava a interessare per lo più l'unico locale sopra il focolare; il sistema di riscaldamento invece impiegato dai Romani, rappresentava qualcosa di tecnologicamente avanzato per l'epoca, a testimonianza della capacità creativa e architettonica degli Antichi.

Focolare sotterraneo

Con un unico focolare sotterraneo, si provvedeva al riscaldamento di più locali, grazie a un sistema di intercapedine ben progettato e realizzato, sfruttando il tiraggio dei fumi si andava a creare una sorta di reticolo di intercapedini che si distribuivano, appunto, in più locali.

Queste intercapedini venivano realizzate in murature ben progettate, di importante spessore, particolarmente utilizzati risultavano essere i centri benessere nell'antica Roma realizzati sfruttando le acque termali.

Notevoli camini interrati provvedevano al riscaldamento della pavimentazione soprastante, nonché dell'acqua che serviva a trattamenti di benessere, sfruttando così sia l'acqua calda che l'aria calda prodotte dal riscaldamento dell'acqua, da forni alimentati con carbone di legna.

Il riscaldamento a pavimento nel XX secolo

Nel XX secolo, venne reintrodotto in larga misura, nel dopoguerra soprattutto; i tubi destinati alla circolazione dell'acqua venivano sistemati direttamente nel materiale cementizio senza coibentazione alcuna.

Anche per questo motivo, questo sistema di riscaldamento venne ripensato, rivalutato, e per molto tempo non ha più trovato un largo utilizzo, come era sembrato potesse essere agli inizi del suo impiego.

Coibentazione edifici non idonea

La scarsa coibentazione delle abitazioni, provocava tutta una serie di svantaggi nell'utilizzo di questo sistema di riscaldamento.

Come ad esempio, l'elevata temperatura che potevano talvolta raggiungere le pavimentazioni, addirittura si arrivava a un eccesso di inerzia termica, in quanto la soletta veniva riscaldata interamente, e troppo, per mancanza di mezzi che potessero controllare la temperatura.

L'eccessivo calore distribuito nelle abitazioni, provocava non pochi disturbi fisici agli abitanti, disturbi provocati da sudorazione, quindi innalzamento della pressione arteriosa, etc. trattandosi poi di impianti di riscaldamento centralizzato, non erano possibili regolazioni soggettive.

L'evoluzione degli impianti del riscaldamento a pavimento

Commissioni mediche, dopo la serie di disturbi provocati dall'allora avveniristico sistema di riscaldamento sotto la pavimentazione, alle persone che lo utilizzavano, arrivarono alla conclusione che per godere di un microclima ideale, la temperatura del pavimento non doveva superare i 30°C circa, invece dei quasi 40°C cui erroneamente si raggiungeva in precedenza.

Le commissioni non diedero parere negativo a questa tipologia di impianto, bensì fecero comprendere quanto il calore non dovesse essere prodotto, e distribuito, in eccesso tale da provocare, come ben comprensibile, disturbi all'organismo.

Riconsiderato e rivalutato negli anni 70

Il riscaldamento a pannelli radianti venne riconsiderato e nuovamente rivalutato intorno agli anni 70, complice, anche la crisi energetica che fece comprendere l'importanza della coibentazione degli edifici (per avere uno sfasamento ottimale) e una più accurata produzione del riscaldamento all'interno dei locali.

Sebbene il rispetto ambientale e il consumo energetico non siano mai stati presi, ahinoi, troppo sul serio, oggi si è arrivati a un punto in cui è imprudente e pericoloso non tenerne conto.

Caratteristiche

Il calore si sposta verso l'alto: questo è un principio molto semplice e già di per sé rappresenta un punto focale interessante per avere una tipologia di riscaldamento radiante a pavimento.

Ovvio che se intendi rifare daccapo l'attuale impianto di riscaldamento presente, per puntare su di una soluzione come quella a pavimento, il costo del lavoro si presenta certo ingente.

Occorre quindi comprendere quanto tempo risulterà necessario per ammortizzare la spesa al fine di risparmiare sul consumo energetico.

Molto più interessante il concetto, quando invece si acquista un appartamento nuovo, dove si può pensare da subito di installare questa tipologia di riscaldamento, pensata insieme al progetto.

Mettere nel preventivo della spesa di casa questa tipologia di impianto

Tuttavia, se intendi comprare un appartamento usato, quindi a prezzo più ridotto, e in alcuni casi particolarmente conveniente, vai a preventivare tra le spese, anche quella della ristrutturazione dell'impianto di riscaldamento puntando quindi sulla soluzione radiante a pavimento.

O ancora potrebbe risultare una soluzione alla portata, per la serie: abbiamo fatto trenta facciamo trentuno, quando si intende rifare la pavimentazione.

Una delle caratteristiche particolarmente interessanti nel riscaldamento a pannelli radianti che prevede tubature di acqua sotto il pavimento, è quella che l'acqua circola a una temperatura che si aggira intorno ai 35°C circa invece di 75°C circa di un convenzionale calorifero.

Risparmio energetico

Comprendi già un risparmio, in quanto la temperatura dell'acqua necessita un minor riscaldamento, perché la distribuzione del calore avviene in maniera pressoché uniforme.

Un'omogenea distribuzione del calore nell'ambiente, è un principio basilare al fine di avere un reale risparmio energetico.

Prevede fattori concomitanti che vanno a ridurre al minimo la dispersione del calore: serramenti (doppi vetri e porte) installati come si deve, isolamento a cappotto, il miglior rapporto tra calore prodotto e minor dispersione possibile.

L'impianto di riscaldamento viene posizionato sopra una base isolante, il massetto e poi il pavimento.

Riscaldamento radiante con tubature

Una serie di tubature (in cui circola acqua riscaldata) viene installata sotto la pavimentazione, la coibentazione delle tubature deve essere accurata al fine di evitare dispersioni e quindi poca efficienza del sistema di riscaldamento.

Il riscaldamento radiante alimentato ad acqua calda è quello convenzionale, per così dire, e comunque la sua efficacia è interessante, soprattutto se al riscaldamento dell'acqua si potesse provvedere con energia elettrica prodotta magari dall'impianto fotovoltaico dell'edificio.

Nelle tubature circola acqua calda, oppure glicole propilenico, o ancora un mix di liquidi appositi.

Riscaldamento radiante con resistenze elettriche

Il riscaldamento radiante con resistenze elettriche rappresenta un prodotto innovativo, tecnologicamente avanzato e il risparmio energetico potrebbe trovare un valido alleato nell'impianto fotovoltaico presente nell'edificio.

Questo sistema rappresenta il vantaggio di essere utilizzato anche laddove vi siano lievi danneggiamenti meccanici, in quanto non causerebbe la fuoriuscita di liquido come accadrebbe nelle tubature.

Il sistema di riscaldamento radiante con resistenze elettriche ha un rendimento inferiore rispetto a quello convenzionale alimentato ad acqua calda, dovrebbe essere quindi molto ben valutato.

Pro e contro

Come ogni tipologia di impianto, ci sono pro e contro, quanto sarebbe ideale per una zona climatica, potrebbe non esserlo affatto per un'altra: la temperatura raggiunta dal freddo, la media di ore giornaliere in cui il riscaldamento resta acceso nei giorni freddi, quanti giorni freddi in un anno, etc.

Gli svantaggi

• Per quanto riguarda il riscaldamento radiante con resistenze elettriche occorre valutare bene il consumo di energia elettrica per calore prodotto.

• Il costo medio di realizzazione, indicativamente, per una superficie con impianto a riscaldamento radiante varia tra i 70€ e i 110€ a m2.

Lo svantaggio maggiore di questa tipologia di impianto, risiede nel costo di installazione, di gran lunga maggiore rispetto a un sistema di riscaldamento tradizionale, all'incirca il 60% in più.

Il riscaldamento va solitamente lasciato acceso 24 ore su 24, in quanto se spento impiegherebbe parecchie ore prima di riportare la temperatura ottimale nell'ambiente.

I vantaggi

• L'impianto di riscaldamento a pavimento, viene fatto lavorare con una temperatura di acqua a bassa temperatura incidendo sul risparmio: la temperatura del pavimento non dovrebbe mai superare i 29°C.

• Il riscaldamento con radiatori brucia con il calore il pulviscolo presente nell'aria, e può provocare arsure e fastidi alla gola o respiratori talvolta; ecco perché sovente si applicano piccoli contenitori di acqua dove presenti i termosifoni, in maniera che venga rilasciata parte di umidità nell'aria, insieme al calore prodotto.

Nell'impianto di riscaldamento radiante questo inconveniente non si presenta, data anche la ben lieve differenza di temperatura tra pavimento e ambiente, differenza molto inferiore rispetto a quella del termosifone.

• Una maggiore libertà nel posizionare l'arredamento, in quanto l'impianto di riscaldamento è nascosto sotto la pavimentazione, quindi si ha massima disponibilità dei metri quadri da utilizzare.

• La tecnologia può essere convertita per l'impiego di condizionatore estivo.

La distribuzione di calore con il riscaldamento a pavimento, risulta ottimale.

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Felice Amadeo - af1.it
Dal 2006 lavoro con internet, scrivo i contenuti e provvedo alla gestione del sito. Ho conosciuto WordPress tanti anni fa, e dal 2013 uso questo.
Invecchiando, ho scoperto che mi piace portare il cappello.