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Riscaldamento a pavimento, storia, caratteristiche, pro e contro

7 minuti
aggiornato il
Simpatico disegno del progetto di casa su tre livelli: il riscaldamento a pavimento potrebbe essere preso in considerazione proprio quando di decide di realizzare l'edificio

Disegno del progetto di casa

Riscaldamento a pannelli radianti, più noto probabilmente come riscaldamento a pavimento, è senza ombra di dubbio una delle tipologie di impiantistica più interessanti per riscaldare gli ambienti, al fine di coniugare rendimento ottimale e risparmio energetico.

Storia del riscaldamento a pavimento

Il concetto del riscaldamento distribuito sotto la pavimentazione è davvero antico, ricerche archeologiche dimostrano come fosse utilizzato ben prima di Cristo, da romani, cinesi, egiziani.

Il sistema utilizzato da egiziani e cinesi era sostanzialmente piuttosto semplice, andando a creare un'intercapedine sotto la pavimentazione, intercapedine che veniva riscaldata grazie ad un focolare interrato.

Andava ad interessare per lo più l'unico locale sopra il focolare; il sistema di riscaldamento invece impiegato dai romani rappresentava qualcosa di tecnologicamente avanzato per l'epoca, a testimonianza della capacità creativa ed architettonica degli antichi.

Con un unico focolare sotterraneo, si provvedeva al riscaldamento di più locali, grazie ad un sistema di intercapedine ben progettato e realizzato, sfruttando il tiraggio dei fumi si andava a creare una sorta di reticolo di intercapedini che si distribuivano, appunto, in più locali.

Queste intercapedini venivano realizzate in murature ben progettate, di importante spessore, particolarmente utilizzati risultavano essere i centri benessere nell'antica Roma realizzati sfruttando le acque termali.

Notevoli camini interrati provvedevano al riscaldamento della pavimentazione soprastante nonché dell'acqua che serviva a trattamenti di benessere, sfruttando così sia l'acqua calda prodotta che l'aria calda prodotta dal riscaldamento dell'acqua, forni alimentati con carbone di legna.

Nel XX secolo il sistema di riscaldamento a pavimento venne reintrodotto, nel dopoguerra soprattutto, i tubi destinati alla circolazione dell'acqua venivano sistemati direttamente nel materiale cementizio senza coibentazione alcuna.

Anche per questo motivo questo sistema di riscaldamento venne ripensato, rivalutato, e per molto tempo non ha più trovato un largo utilizzo come era sembrato potesse essere agli inizi del suo impiego.

La scarsa coibentazione delle abitazioni provocava tutta una serie di svantaggi nell'utilizzo di questo sistema di riscaldamento, come ad esempio l'elevata temperatura che potevano talvolta raggiungere le pavimentazioni, addirittura si arrivava ad un eccesso di inerzia termica in quanto la soletta veniva riscaldata interamente, e troppo, per mancanza di mezzi che potessero controllare la temperatura.

L'eccessivo calore distribuito nelle abitazioni provocava non pochi disturbi fisici agli abitanti, disturbi provocati da sudorazione, quindi innalzamento della pressione arteriosa, etc.

Dal momento che non tutto il male viene per nuocere, commissioni mediche, dopo la serie di disturbi provocati dall'allora avveniristico riscaldamento a pavimento alle persone che lo utilizzavano, arrivarono alla conclusione che per godere di un microclima ideale, la temperatura del pavimento non doveva superare i 30° C circa, invece dei quasi 40° C cui erroneamente si raggiungeva in precedenza.

Le commissioni non diedero parere negativo a questa tipologia di riscaldamento, ma bensì fecero comprendere quanto il calore non dovesse essere prodotto, e distribuito, in eccesso tale da provocare, come ben comprensibile, disturbi all'organismo.

Il riscaldamento a pannelli radianti venne riconsiderato e nuovamente rivalutato intorno agli anni 70, complice, ahinoi, anche la crisi energetica che fece comprendere l'importanza della coibentazione degli edifici (per avere uno sfasamento ottimale) ed una più accurata produzione del riscaldamento all'interno dei locali.

Sebbene il rispetto ambientale ed il consumo energetico non siano mai stati presi, ahinoi una volta in più, troppo sul serio, oggi si è arrivati ad un punto in cui è imprudente e pericoloso non tenerne conto.

Caratteristiche del sistema di riscaldamento a pavimento

Il calore si sposta verso l'alto: questo è un principio molto semplice e già di per sé rappresenta un punto focale interessante per avere una tipologia di riscaldamento radiante a pavimento.

Ovvio che se si intende rifare daccapo l'attuale impianto di riscaldamento presente per puntare su di una soluzione come, per l'appunto, quella a pavimento, il costo del lavoro si presenta certo ingente.

Occorre quindi comprendere quanto tempo risulterà necessario per ammortizzare la spesa al fine di risparmiare sul consumo energetico.

Molto più interessante il concetto quando invece si acquista un appartamento nuovo, dove si può pensare da subito di installare questa tipologia di riscaldamento, bensì anche se si intende comprare un appartamento usato, quindi a prezzo più ridotto in alcuni casi particolarmente conveniente, dove si va a preventivare tra le spese anche quella della ristrutturazione dell'impianto di riscaldamento puntando quindi sulla soluzione radiante.

Od ancora potrebbe risultare una soluzione alla portata (per la serie: abbiamo fatto trenta facciamo trentuno) quando si intende rifare la pavimentazione.

Una delle caratteristiche particolarmente interessanti nel riscaldamento a pannelli radianti che prevede tubature di acqua sotto il pavimento, è quella che l'acqua circola ad una temperatura che si aggira intorno ai 35° C circa invece di 75° circa di un convenzionale calorifero.

Si evince già un risparmio in quanto la temperatura dell'acqua necessita una minor temperatura, in quanto la distribuzione del calore avviene in maniera pressoché uniforme.

Una omogenea distribuzione del calore nell'ambiente è un principio basilare al fine di avere un reale risparmio energetico, che ovviamente prevede fattori concomitanti che vanno a ridurre al minimo la dispersione del calore: serramenti (doppi vetri e porte) installati come si deve, isolamento a cappotto, il miglior rapporto tra calore prodotto e minor dispersione possibile.

L'impianto di riscaldamento viene posizionato sopra una base isolante, il massetto e poi il pavimento.

Riscaldamento radiante con tubature

Una serie di tubature (in cui circola acqua riscaldata) viene installata sotto la pavimentazione, la coibentazione delle tubature deve essere accurata al fine di evitare dispersioni e quindi poca efficienza del sistema di riscaldamento.

Il riscaldamento radiante alimentato ad acqua calda è quello convenzionale, per così dire, e comunque la sua efficacia è interessante, soprattutto se al riscaldamento dell'acqua si potesse provvedere con energia elettrica prodotta magari dall'impianto fotovoltaico dell'edificio.

Nelle tubature circola acqua calda oppure glicole propilenico, oppure un mix di liquidi appositi.

Riscaldamento radiante con resistenze elettriche

Il riscaldamento radiante con resistenze elettriche rappresenta un prodotto innovativo, tecnologicamente avanzato e il risparmio energetico potrebbe trovare un valido alleato nell'impianto fotovoltaico presente nell'edificio.

Questo sistema rappresenta il vantaggio di essere utilizzato anche laddove vi siano lievi danneggiamenti meccanici, in quanto non causerebbe la fuoriuscita di liquido come accadrebbe nelle tubature.

Il sistema di riscaldamento radiante con resistenze elettriche ha un rendimento inferiore rispetto a quello convenzionale alimentato ad acqua calda, dovrebbe essere quindi molto ben valutato.

Pro e contro del riscaldamento a pavimento

Svantaggi: per quanto riguarda il riscaldamento radiante con resistenze elettriche occorre valutare bene il consumo di energia elettrica per calore prodotto.

Il costo medio, indicativamente, per una superficie con impianto a riscaldamento radiante varia tra i 70 € e i 110 € a mq, ma sono davvero valori indicativi.

Lo svantaggio maggiore di questa tipologia di impianto risiede nel costo di installazione, di gran lunga maggiore rispetto ad un sistema di riscaldamento tradizionale, all'incirca il 60% in più.

Il riscaldamento va solitamente lasciato acceso 24 ore su 24, in quanto se spento impiegherebbe parecchie ore prima di riportare la temperatura ottimale nell'ambiente.

Vantaggi: l'impianto viene fatto lavorare con una temperatura di acqua a bassa temperatura incidendo sul risparmio: la temperatura del pavimento non dovrebbe mai superare i 29° C.

Il riscaldamento con radiatori brucia con il calore il pulviscolo presente nell'aria, e può provocare arsure e fastidi alla gola o respiratori talvolta, ecco perché sovente si applicano piccoli contenitori di acqua sul termosifone in maniera che venga rilasciata parte di umidità nell'aria, insieme al calore prodotto.

Nell'impianto di riscaldamento radiante questo inconveniente non si presenta, data anche la ben lieve differenza di temperatura tra pavimento e ambiente, differenza molto inferiore rispetto a quella del termosifone.

Una maggiore libertà nel posizionare l'arredamento in quanto l'impianto di riscaldamento è nascosto sotto il pavimento, quindi si ha massima disponibilità dei metri quadri da utilizzare.

La tecnologia può essere convertita per l'impiego di condizionatore estivo.

La distribuzione di calore risulta ottimale.

 

               

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

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