Menu

af1.it

Uno che scrive

 

Lampadina: storia, caratteristiche, tipologie, consumi

10 minuti
aggiornato il
Lampadina: importante scegliere le giuste lampade in ambiente domestico per ottenere illuminazione ottimale senza affaticare gli occhi

Lampadina

La lampadina elettrica è uno di quegli oggetti cui siamo, anche in modo inconsapevole, più affezionati, un dispositivo elettrico destinato a creare illuminazione nelle nostre case, sul luogo di lavoro, ovunque. È bene cercare di scegliere la lampadina specifica per ogni esigenza di illuminazione, classe A e LED rappresentano forse il futuro dell'illuminazione.

Cenni storici della lampadina

Due soli anni dopo l'invenzione del primo generatore elettrico della storia da parte di Alessandro Volta, la pila, il chimico inglese Humphry Davy si cimentò con la sperimentazione che consisteva nel portare alcuni metalli all'incandescenza impiegando la corrente elettrica.

Dopo avere scoperto il principio di funzionamento dell'arco elettrico (un arco luminoso tra le estremità di due elettrodi immersi in un gas), fu necessario attendere il 1850 per vedere realizzati i primi generatori di corrente capaci di arrivare alla pratica dell'illuminazione.

Nonostante i continui miglioramenti su questa tipologia di lampada continuarono fino al 1900 circa, la lampada ad arco era parecchio costosa, produceva un'intensa illuminazione e risultava destinata a grandi capannoni, ampi spazi come le stazioni ferroviarie, immensi luoghi commerciali, etc.

Sebbene vi siano attribuzioni ad altri, comunque pregevoli, studiosi ed inventori, l'invenzione della lampada ad incandescenza viene attribuita a Thomas Edison nel 1878, in quanto per primo riuscì a realizzarla in modo che fosse efficace ed ottimale nel funzionamento e che potesse essere concretamente impiegata in modo fattibile e commercializzata (nel 1880).

Tra i diversi ed illustri inventori figura anche l'italiano Alessandro Cruto, anch'egli interessato al sistema di illuminazione ad incandescenza che ebbe inizio nei primissimi anni dell'800, parallelamente alla lampada ad arco.

Edison riuscì nel funzionamento impiegando un filo di cotone carbonizzato, sebbene ancora lontana dall'essere perfezionata tanto da rendere il prodotto appetibile dal punto di vista commerciale, per prezzo della lampadina e durata, nel 1891 Gerard Philips iniziò in Olanda la produzione di lampadine ad incandescenza a filamento di carbone; il successo ottenuto dall'azienda è ben noto.

Qualche anno più tardi, dal momento che le ricerche per evolvere il prodotto non si erano mai fermate, il fisico statunitense William David Coolidge scoprì che il filo in tungsteno era molto migliore di quello in cotone carbonizzato, per efficienza luminosa e durata, e nel 1907 la produzione ebbe inizio.

Quando da Siemens venne risolta la problematica relativa alla produzione dei fili di tungsteno dello spessore adatto, molto sottili, nel 1910 iniziò la produzione di questa innovazione della lampadina ad incandescenza, due anni dopo il chimico statunitense Irving Langmuir comprese che, grazie all'inserimento di gas inerte nel contenitore in vetro della lampada si poteva diminuire in maniera considerevole il precedente annerimento dovuto all'evaporazione del filamento.

Le lampade Wotan, così si chiamavano, vennero commercializzate nel 1913 ed ebbero un successo così considerevole tale da far uscire dal mercato le altre tipologie di lampade. Edward George Zubler e Frederick Mosby nel 1959 furono così capaci e innovativi da aggiungere al gas una modesta quantità di alogeno (es.: bromo, fluoro, iodio) ottenendo la lampada che porta l'aggettivo del sostantivo, ovvero: lampada alogena, capace di avere maggiore efficienza e resa luminosa e più lunga durata.

Dai primi anni 20 da parte dei produttori la ricerca venne concentrata sulla realizzazione di lampade a scarica di vapori di mercurio a bassa pressione, per arrivare al 1935 dove la prima lampada fluorescente e tubolare fece la sua comparsa, ancora non era ovviamente ottimale in quanto a resa luminosa, ma gli studi continuarono, e nell'immediato dopoguerra l'efficienza era già migliorata di molto, per arrivare negli anni 70 dove aumentò notevolmente.

La ricerca relativa ad una resa luminosa ottimale e contemporaneo abbassamento dei consumi non si è mai fermata, data la buona scelta che oggi offre il mercato, con una gamma di lampade di diverse caratteristiche per venire incontro alle specifiche esigenze.

Dal 2000 in poi si sono rese disponibili lampade a LED, efficienti ed a basso consumo rispetto all'efficienza luminosa e quantità di luce prodotta.

Caratteristiche principali della lampadina

Le principali caratteristiche della lampadina sono: quelle relative alla tensione di alimentazione della corrente elettrica espressa in Volt; la potenza elettrica, Watt; l'efficienza del flusso luminoso (rapporto tra flusso e potenza d'ingresso espressa in Watt), si misura in Lumen / Watt; lo spettro luminoso misurato in Kelvin, la durata in ore.

Dal 1 settembre 2009 è iniziata la sostituzione graduale di tutte le (ormai obsolete) vecchie lampadine ad incandescenza in favore di altre aventi bassa efficienza energetica (basso consumo) per la migliore salvaguardia dell'ambiente; ciò è dettato dalle leggi della Comunità Europea. Gli obiettivi sono quelli di ridurre le emissioni di CO2, risparmiare energia e denaro.

Le nuove lampadine ad incandescenza sono dotate di una capsula interna, una sorta di lampadina inserita nella lampadina, le lampadine ad incandescenza migliorate hanno la tecnologia alogena, poi ci sono quelle compatte che durano molto di più e sono parecchio efficienti. Già in circolazione da parecchi anni sono diventate oggi di normale utilizzo.

Le attuali classi sono A, B e C in quanto le gloriose lampadine vecchie e meno efficienti (classi D, E, F, G) saranno via via tolte dal mercato per essere sostituite da altre di maggiore resa luminosa, minor impatto ambientale e incrementare il risparmio; almeno questi sono gli obiettivi.

Lampade fluorescenti

Le lampade fluorescenti (a scarica di gas) si distinguono per la loro particolare durata e resa luminosa. I tubi (di diversa lunghezza) sono forse il tipo di lampada maggiormente associato a questo tipo di lampadina, sebbene ve ne siano di particolari strutture e grandezze. Le lampade fluorescenti sono a bassa, media od alta pressione (dove sono contenuti anche alogenuri metallici), dove un gas come l'argon e vapori di mercurio sono presenti all'interno del tubo, sulle pareti del quale sono applicati fosfori che si illuminano per la fluorescenza attivata (eccitata) dalle radiazioni ultraviolette dei gas.

La diversa composizione dei fosfori determina la qualità dell'illuminazione, la gamma di tonalità della luce; quando questi fosfori sono di scarsa qualità la luce risulta falsata, o meglio risultano falsati i colori degli oggetti illuminati, lampade di questo tipo vengono sovente definite luce standard. Tuttavia fosfori di maggiore qualità vengono impiegati per realizzare lampade specificamente pensate per l'uso domestico, dove l'illuminazione deve essere ottimale, confortevole e favorevole alla capacità visiva, non affaticante.

Le lampade dalla luce standard vengono sovente usate invece per illuminazioni di uso industriale dove gli operatori non risentano di questa illuminazione falsata che potrebbe creare problemi di affaticamento visivo. Nelle lampade tubolari fluorescenti di tipo tradizionale l'efficienza luminosa è di circa 90 Lumen / Watt, la durata (sempre indicativa) è di 10.000 ore.

Invece le lampade ad alta frequenza utilizzano reattori elettronici, ad alta frequenza appunto, a cui si riferisce la definizione della tipologia di queste lampade, alimentate dal reattore, hanno una durata di circa 12.000 ore e l'efficienza luminosa è indicativamente di 100 Lumen / Watt.

Troviamo poi le lampade fluorescenti compatte che sono una sorta di miniatura di quelle più grandi, hanno le dimensioni delle lampade ad incandescenza ma presentano i vantaggi delle fluorescenti, in termini di durata, 10.000 ore circa, l'efficienza luminosa va da 40 ai 60 Lumen / Watt circa; in queste lampade il tubo appare raccolto su se stesso, ripiegato. Esteticamente può anche essere occultato per migliorarne l'estetica con un involucro che la fa sembrare una comune lampadina; le compatte risparmiano tra il 60 e l'80% rispetto alle tradizionali.

Le fluorescenti compatte hanno forme che ben si prestano ad ogni occasione, in quanto sono state riprodotte nelle forme e negli attacchi simili a quelli delle vecchie incandescenti, forma sferica, a oliva, a spirale.

Le lampade fluorescenti è bene che non siano sottoposte con una certa frequenza ad accensione / spegnimento in quanto si potrebbero deteriorare più rapidamente e compromettere la loro efficienza durante l'utilizzo. Occorre utilizzarle con un minimo di intelligenza, non sono le lampade accendi / spegni che si possono posizionare in uno sgabuzzino, una cantina, un garage, etc. dove la permanenza è limitata ed occorre avere illuminazione per il solo e breve saltuario momento.

Queste lampade devono essere accese quando si ha intenzione di rimanere a lungo in una stanza, e poi spente. Non conviene nemmeno accenderle se non si pensa di rimanere un periodo di tempo sufficientemente prolungato nella stanza o luogo in cui ci si trova. Ovviamente queste sono lampade, a parte le luce standard, pensate per l'ambiente domestico o comunque ufficio, etc. dove la presenza sia prolungata.

Dove si ha la necessità di accendere / spegnere per più di 3 – 4 volte al giorno è bene pensare ad altra soluzione, al fine di incidere positivamente, e non il contrario, sul risparmio energetico.

Lampade ad incandescenza alogene

Le lampade ad incandescenza alogene (semplicemente conosciute come lampade alogene) rappresentano l'evoluzione della tradizionale lampadina ad incandescenza, la caratteristica principale che le distingue è che al gas contenuto nella lampada viene aggiunto xeno (xenon), o iodio per permettere al filamento di raggiungere temperature più elevate al fine di ottenere una efficienza luminosa maggiore.

Queste lampade hanno un'efficienza luminosa indicativa di 20 Lumen / Watt, la temperatura di colore raggiunge oltre i 3.000 Kelvin rispetto ai tradizionali 2.700, ed un buon rendimento cromatico, la durata è di 2.000 ore circa per le classe C e 3.000 per le classe B.

Con le classe C si determina un risparmio energetico del 20 – 25% indicativo rispetto alle tradizionali, mentre con le classe B con basso voltaggio di alimentazione sia ha un risparmio del 45%; circa.

Se si necessita di avere un'illuminazione direzionale una potenza in Watt media è l'ideale, mentre per illuminare un ampio locale è opportuno disporre di potenze più ampie. Sono disponibili con i diversi attacchi, proprio come le lampadine tradizionali.

Lampadine a led

Diodo ad emissione luminosa, Light Emitting Diode (da qui l'acronimo LED), uno strumento optoelettronico capace di convertire la corrente elettrica in luce, disponibili con un buon assortimento che offre una temperatura di colore che va da 2.700 a 6.500 Kelvin, per uso domestico 40/ 60 Lumen / Watt sono soddisfacenti, anche in questo caso tranquillamente disponibili negli attacchi E27 ed E14 (come le fluorescenti compatte), per adattarsi alle lampade e lampadari di casa.

Rappresentano sicuramente un'alternativa interessante al fine di avere ottima illuminazione e concreto risparmio energetico sul consumo, inoltre la tecnologia per quanto riguarda questa tipologia di lampade è ancora in evoluzione quindi ci si augura non debba che migliorare per offrire un rapporto ideale per qualità / prezzo, ovvero come già scritto: resa luminosa e risparmio energetico e migliore rispetto ambientale. Ci si augura che trovando una maggiore produzione il prezzo sia sempre più accessibile.

Leggiamo l'etichetta sulla confezione della lampadina

È importante leggere e verificare l'etichetta della confezione che contiene la lampadina: CE il simbolo della Comunità Europea, l'indicazione della classe energetica (dalla A – altamente efficiente – alla G – poco efficiente).

Poi il flusso luminoso espresso in Lumen, la potenza espressa in Watt, e la durata media espressa in ore (h).

Ricordiamo che la temperatura del colore espressa in Kelvin, indicativamente 2.700 K indicano una luce adatta per il riposo, cosìddetta luce bianca calda, a salire arrivando a 4.000 – 5.000 K dove si avrà una luce bianca fredda, più indicata dove si ha la necessità di avere una maggiore illuminazione, più intensa.

Leggere sempre attentamente le informazioni sull'etichetta.

Se possibile usare il dimmer (potenziometro), quante accensioni / spegnimenti mediamente la lampadina sopporta, tempo di avvio, etc. tutte informazioni interessanti che troviamo nel link indicato.

Quando vi sono regolamentazioni dettate da un'istituzione, un governo, in questo caso dalla Comunità Europea, come giusto che sia si sollevano anche molte domande, per quanto riguarda le lampadine:

lo smaltimento è eseguito in maniera corretta, e controllata proprio per appurare che un impatto ambientale minore, laddove realmente verificato, non venga dissipato da un metodo di smaltimento non idoneo?! Idem per quanto riguarda la produzione?!

Sarebbe come utilizzare l'impianto fotovoltaico incidendo in maniera significativa per quanto riguarda la produzione e consumo di energia pulita, e poi inquinare durante la lavorazione o lo smaltimento delle cellule fotovoltaiche.

Risulta molto importante da parte di ciascuno cercare di essere il più esigenti possibile al fine di ottenere tutte le informazioni necessarie, e controllare, spendendo un po' di tempo, la veridicità di tali informazioni.

 

                 

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

af1.it è mantenuto dalla mia passione.
Se vuoi sostenere af1.it fai una donazione.

Se qualche articolo ti è piaciuto e vuoi fare una donazione, ti ringrazio.

Tanti anni fa, quando c'erano ancora le lire, un bravo artista di strada, terminata la sua esibizione di giocoliere disse alla folla intorno: se il mio spettacolo vi è piaciuto, dimostratemelo, se non vi è piaciuto scrivetelo su “un deca…”

(un deca, le vecchie 10.000 lire…)
So smile & stay in touch !!!

af1.it usa cookie tecnici anche di terzi per le statistiche visite e per annunci pubblicitari.
Per sapere come negare il consenso leggi l'informativa estesa.
Cliccando su Va bene, scorrendo la pagina o continuando la navigazione acconsenti all'uso dei cookie.
Leggi informativa estesa

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi