Calorifero: caratteristiche, funzionamento, manutenzione

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Il calorifero quando bene utilizzato migliora il comfort abitativo senza togliere la giusta umidità necessaria per una salutare respirazione
Calorifero

Il calorifero è ancora uno dei componenti di riscaldamento domestico largamente utilizzati nonostante innovative soluzioni come il riscaldamento a pavimento e la pompa di calore.
Conosciuto anche con la definizione di termosifone, quest'ultima sta a significare il fenomeno fisico grazie al quale in un circuito idraulico (in questo caso il calorifero) si crea la convezione.

  1. Caratteristiche
  2. Funzionamento
  3. Manutenzione e utilizzo

Caratteristiche del calorifero

Ghisa, alluminio, acciaio, sono i materiali impiegati per la costruzione del calorifero, che risulta solitamente composto da pannelli, o moduli, che determinano la dimensione del calorifero stesso e la sua capacità di riscaldamento.

Più moduli assemblati insieme per locali più grandi, e viceversa pochi moduli sufficienti per riscaldare anche gli ambienti più piccoli.

I materiali del calorifero

Ghisa, alluminio, e acciaio, in quanto metalli capaci di scaldare piuttosto velocemente e mantenere a lungo il calore, ciascuno con specifico potere calorifico e caratteristiche proprie.

In modo particolare la ghisa che risulta essere il materiale per eccellenza del calorifero, largamente utilizzata ancora oggi per le sue eccellenti proprietà, nonostante richieda maggiore tempo per riscaldare, poi però mantiene il calore a lungo.

L'acciaio viene anch'esso utilizzato, tuttavia i caloriferi in acciaio, così come quelli in alluminio, sono indicati per zone dove le temperature non siano particolarmente rigide, data la capacità di riscaldamento e raffreddamento piuttosto veloce che tende quindi a dissipare in maniera piuttosto rapida il calore.

Gli elementi del calorifero

Ogni elemento (o modulo) del calorifero, contiene acqua; il calorifero è collegato alla caldaia con l'impianto di riscaldamento, quando la caldaia viene accesa scalda l'acqua, e di conseguenza scalda il calorifero che emana il calore nell'ambiente.

Forme e stili del calorifero

Si trovano sul mercato diversi modelli di caloriferi, che comprendono moduli dal design anche ricercato, capace di essere integrato in ambienti di particolare stile.

Un buon interesse hanno suscitato negli ultimi anni i caloriferi che si possono usare come stendini, solitamente impiegati nel bagno, ci si possono letteralmente stendere gli asciugamani.

Le valvole

Sul calorifero, si trova una manopola che permette di chiudere e aprire la circolazione dell'acqua calda, spinta della caldaia; questa manopola agisce sul rubinetto di apertura e chiusura alimentazione dell'acqua, quindi può mantenere in funzione, o meno, il calorifero.

Se un ambiente risulta particolarmente caldo, puoi chiudere questo rubinetto, di modo che il calorifero smetta di funzionare.

Risulta presente anche una valvola di spurgo (o valvola di sfiato) dell'acqua; azionandola puoi far uscire dal calorifero una certa quantità di acqua, solitamente una poca quantità risulta sufficiente.

Questa operazione serve per andare a ripristinare la pressione ottimale dell'acqua, sia nei caloriferi che nella caldaia, destinata a circolare negli elementi del calorifero; quando risulta presente troppa aria all'interno dei moduli te ne accorgi facilmente in quanto il riscaldamento del modulo stesso non risulta omogeneo, uniforme.

È facile accorgersi: basta avvicinare una mano all'elemento in tutta la sua lunghezza, e constatare che il calore sia distribuito in modo uniforme su tutta la superficie.

Quando presenta zone fredde ed alcune calde, significa che la pressione dell'acqua e dell'aria che circola al suo interno devono essere ripristinate, azionando la valvola di sfiato.

Le valvole termostatiche

La valvola termostatica è collocata in prossimità dell'ingresso dell'acqua nel calorifero, dove il tubo arriva dalla caldaia al termosifone.

Questa valvola è molto importante, in quanto permette di impostare una temperatura limite che il calorifero deve raggiungere oltre la quale non salire, e controllare la temperatura massima del fluido (acqua) in entrata.

Questa importante caratteristica permette un'aria più salubre all'interno dell'ambiente riscaldato, in quanto una temperatura ottimale incide in maniera determinante sulla giusta umidità (non inferiore a 60%) che deve essere presente nell'aria che respiriamo.

A completare le valvole, si trova il detentore, valvola collocata in basso al termosifone e serve per regolare la forza, la velocità del flusso di acqua in uscita (che scorre all'interno del calorifero).

Collocazione dei caloriferi

Il posizionamento del calorifero, all'interno di una nicchia ricavata nel muro, come si faceva solitamente anni fa, è una soluzione oggi non più impiegata.

Questo perché capace di incidere negativamente (in misura più o meno importante), sull'efficienza del riscaldamento, andando a creare il cosiddetto ponte termico, ovvero impedendo una distribuzione il più possibile omogenea ed uniforme del calore.

E questa mancanza, può essere responsabile di zone in cui l'umidità può essere maggiore, e soprattutto non prevista, capace di essere a volte l'origine di muffe.

Nell'odierna costruzione di nuovi edifici, il cosiddetto cappotto, cioè l'ideale ed ottimale coibentazione dei muri, fatta anche durante la ristrutturazione dell'edificio, tende sicuramente a minimizzare la dannosa, anche economicamente parlando, dispersione di calore.

Tuttavia, tale nicchia richiamata nel muro, esteticamente caratteristica, non risulta quasi più utilizzata, a vantaggio di una distribuzione del calore più uniforme.

Funzionamento del calorifero

Il funzionamento del calorifero è possibile grazie alla caldaia, che tramite la pompa spinge l'acqua riscaldata negli elementi del calorifero stesso.

I tubi collocati all'interno del muro, collegano la caldaia con i caloriferi, l'impianto deve essere seguito nel rispetto delle leggi vigenti ed avere l'attestato di conformità dei lavori eseguiti a regola d'arte.

Questo impianto viene eseguito tanto nei locali di nuova costruzione, quanto in quelli ristrutturati dove si rende necessario il parziale, o totale, rifacimento dell'impianto di riscaldamento.

Il termostato per la regolazione della temperatura

Il termostato elettronico viene per comodità posizionato in uno dei locali dell'appartamento, al contrario della caldaia che per legge deve essere installata fuori dall'appartamento stesso, per impedire esalazioni nocive di gas all'interno del locale.

Questo permette con facilità di impostare ad una temperatura specifica il calore che desideri avere all'interno della casa.

Le tipologie di termostato più recenti, permettono tutta una serie di regolazioni secondo le specifiche esigenze: regolazione di temperatura diversa per ogni stanza, timer per regolare l'accensione e lo spegnimento automatico del riscaldamento (impostazione giornaliera, settimanale, etc.).

Questo termostato, viene solitamente impostato su una temperatura minima di 16°C, di modo che non permetterà di scendere sotto il valore minimo impostato, in modo da mantenere sempre un certo calore negli ambienti domestici, e preservare la funzionalità dell'intero impianto di riscaldamento da temperature troppo basse.

Manutenzione e utilizzo dei caloriferi

La manutenzione del calorifero, si limita alla semplice pulizia dello stesso dalla polvere o da eventuali macchie di sporco che si possono depositare sugli elementi.

La buona pulizia del calorifero, contribuisce in buona misura alla uniforme ed omogenea distribuzione del calore; può essere riverniciato quando necessita, quando presenta scrostature notevoli della vernice che indubbiamente non favoriscono una corretta distribuzione del calore, ma al contrario, la limitano.

In questo caso è un lavoro da eseguire con la massima cura ed attenzione.

Occorre procedere alla totale rimozione della vecchia vernice presente, con solventi appositi e carta vetrata per rendere la superficie il più liscia ed omogenea possibile, di modo che possa permettere alla vernice da applicare di aggrapparsi in modo più facile.

Per un corretto ed ottimale utilizzo del calorifero, è necessario che questo sia sgombro da qualsiasi copertura che possa limitare, e quindi non permettere l'ottimale distribuzione del calore, che deve sempre essere invece omogenea ed uniforme.

Anche quando si tratta di caloriferi espressamente costruiti come stendini, è importante non eccedere con i capi che si intendono appoggiare, stendere, sul calorifero, per non limitarne il corretto funzionamento.

È sufficiente stendere pochi capi per volta, che siano asciugamani, magliette, etc. in modo da permettere comunque l'ottimale diffusione di calore, e la facile e veloce asciugatura dei capi stesi.

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

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