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Caldaia a condensazione: quando conviene ?

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La caldaia a condensazione può avere una resa maggiore rispetto ad una caldaia ad alto rendimento (e tradizionale), in quanto va a recuperare il calore latente, quello dovuto alla condensazione.
È possibile incidere sulla produzione di riscaldamento a costi inferiori, ma specialmente sulla produzione di acqua calda a basse temperature (come il sistema di riscaldamento a pavimento), ed il costo di queste caldaie è ancora elevato.
Sono comunque caldaie con tecnologia superiore in quanto in grado di riciclare quel calore latente dei fumi di scarico (altrimenti corrosivo in altre caldaie quando si raffredda in quanto crea una condensa acida riducendo le emissioni.

Come funziona la caldaia a condensazione e le sue caratteristiche

La tecnologia delle caldaie a condensazione è specifica in quanto permette di sfruttare la condensa che sarebbe corrosiva in altre tipologie di caldaia, questo implica che sia gli scambiatori di calore che le canne fumarie utilizzano materiali resistenti alla corrosione; per gli scambiatori acciaio inox ed una lega di alluminio e silicio, e per i tubi della canna fumaria materiali plastici come polipropilene oppure specifico acciaio inox.

Questa tecnologia permette inoltre di abbassare la temperatura dei fumi in uscita rispetto ad una caldaia ad alto rendimento, riducendo in questo modo parte del calore prodotto dalla caldaia stessa; minor dispersione.
Abbassamento della temperatura che permette l'impiego di materiale plastico per i tubi dove veicolare i fumi, con una riduzione dei costi.

La condensa acida creata dai fumi di uscita viene raccolta in apposito contenitore e nelle caldaie per uso domestico (cioè con potenza minore di 35 kW) viene scaricata nel condotto fognario in quanto ininfluente e trascurabile (questo secondo la normativa UNI 11071), in caldaie per uso non domestico questa condensa deve essere invece smaltita o deve essere presente un apposito neutralizzatore di condense.

Mediamente in abitazione privata la condensa di scarico viene neutralizzata dagli altri scarichi domestici, il calcare ad esempio è talmente basico da formare residui sui tubi e neutralizzare quindi gli acidi.

È sempre bene comunque assicurarsi che vengano rispettati i criteri del Decreto legislativo 258/2000 relativi all'inquinamento e lo scarico in acque superficiali.
Ricordiamo inoltre le normative UNI 7131 relativa ad impianti con alimentazione a GPL e UNI 7129 per alimentazione a gas metano.

Il sistema di scarico della condensa è quindi allacciato a quello dei fumi, e comunque non deve disperdere sostanze gassose tanto in ambiente quanto nello scarico fognario.
Ovviamente i raccordi devono essere a tenuta e permettere comunque tramite semplice operazione (sempre da eseguire da parte di un tecnico specializzato) l'ispezione periodica del vano smaltimento dei reflui.

Il gas metano risulta quello più indicato per fornire alimentazione in questo tipo di caldaia, in quanto la differenza tra potere calorifico superiore ed inferiore è maggiore nel metano rispetto ad altri gas.
Dato che maggiore è la differenza e maggiore sarà anche la quantità di calore che si può recuperare.

Il potere calorifico (espresso in MJ/kg) è la quantità di calore prodotto dalla combustione di una unità (chilogrammo, grammo) di combustibile.
Il potere calorifico superiore (talvolta espresso come PCS) è prodotto dalla combustione e dalla condensazione del vapore, quando invece non si calcola il calore prodotto dalla condensazione si parla di potere calorifico inferiore (PCI).

Nel gas metano la differenza tra PCS e PCI è dell'11%.
Indicativamente una caldaia ad alto rendimento ha una resa del 90% ed il 10% di calore viene disperso attraverso i fumi di scarico, dove il calore del vapore acqueo è di oltre 100°C, l'11% del calore latente non viene recuperato.
Nelle caldaie a condensazione solo circa l'1% di calore viene disperso con i fumi di scarico, l'11% di calore latente viene recuperato e si ha un rendimento teorico fino al 111%.

Il recupero di calore è sicuramente superiore rispetto alle altre caldaie, e le emissioni inquinanti inferiori; tuttavia la teoria non è sempre sufficiente a giustificare un concreto risparmio.
Con temperature di esercizio piuttosto elevate infatti, non è possibile che il recupero di una parte delle condensa in quanto via via che la temperatura dei fumi di scarico aumenta la possibilità di recupero di calore della condensa si riduce.

Tutto ciò in parole povere, ma credo renda bene l'idea.

In una caldaia ad alto rendimento si ha una resa circa del 90% mentre con quella ad alta condensazione teoricamente si va oltre il 100%, e le centraline elettroniche sono in grado di gestire una combustione ideale.
Tali centraline dovrebbero anche controllare la temperatura dei fumi di scarico affinché sia recuperabile il più possibile di calore altrimenti disperso.

Pro e contro della caldaia a condensazione

È sempre doveroso ricordare come per arrivare ad un risparmio energetico vero, sia necessario soddisfare diversi parametri, a partire dalla buona coibentazione di un edificio, impianto di riscaldamento adeguato, infissi capaci di evitare dispersione di calore, etc.
Quando anche uno solo di questi parametri viene a mancare, si vanifica, anche in grande misura, tutto il resto.
La temperatura dei fumi di scarico nelle caldaie dipende dalla temperatura di esercizio che riscalda l'acqua che va nei caloriferi.

● Nelle caldaie a condensazione la temperatura dei fumi non deve essere troppo elevata se si intende recuperare al meglio (quindi risparmiare denaro) tutto il calore (o quasi) altrimenti disperso.

● Ecco perché queste caldaie sono particolarmente indicate dove la temperatura dell'acqua è ridotta, come ad esempio negli impianti di riscaldamento a pavimento, dove la temperatura dell'acqua è di 30°C circa, la metà rispetto ad un impianto tradizionale.
Con un range di temperatura dell'acqua tra 30 e 50°C (caloriferi e sanitari) si può arrivare ad avere un risparmio del 40%.

● Se invece si dispone di un impianto di riscaldamento con caloriferi, per sfruttare al meglio le potenzialità della caldaia a condensazione è bene che a superficie dei caloriferi sia più ampia rispetto agli standard, come ad esempio dei grossi caloriferi in ghisa utilizzati tempo fa molto di più rispetto ad oggi.

Caloriferi dalla superficie più ampia permettono di gestire meglio il calore prodotto dall'acqua a temperature più basse degli usuali (circa) 70°C e 50°. per l'acqua destinata a caloriferi e sanitari.

● In una zona dal clima freddo dove il riscaldamento è acceso per molte ore al giorno la caldaia a condensazione può rivelarsi un giusto investimento, fermo restando che il prezzo è ancora parecchio alto rispetto alle caldaie ad alto rendimento; è bene ricordare però come la detrazione fiscale del 65% è stata prorogata a tutto il 2014.

● La caldaia a condensazione non deve essere inserita in un qualunque impianto di riscaldamento, la spesa sostenuta potrebbe essere superiore all'eventuale e futuro risparmio.

● Se si dispone di un edificio ben coibentato che può permettere di avere la temperatura di esercizio dell'acqua calda inferiore rispetto alle caldaie tradizionali, si può prendere in considerazione l'installazione di una caldaia a condensazione, ma occorre sempre valutare con precisione la temperatura dei fumi di scarico e relativo recupero del calore latente, cosa che inevitabilmente dipende dalla temperatura dell'acqua che riscalda i caloriferi.

● Se il riscaldamento viene acceso solo pochissime ore al giorno non vale la pena sostenere la spesa di una caldaia a condensazione.

● In una casa piccola non vale la pena sostenere questa spesa.

● Dato l'alto rendimento teorico di questa caldaia è possibile acquistarne una di potenza inferiore rispetto alle altre, con conseguente risparmio energetico e riduzione delle emissioni di scarico.
È sempre necessario un calcolo preciso (da parte di persona specializzata) che tiene conto di diversi fattori, come:

· Zona climatica di appartenenza;

· Differenza tra temperatura esterna ed interna;

· Coibentazione dell'eidificio (ottima, buona, mediocre).

Nessuno meglio di chi abita in una casa conosce la resa di quello che è l'attuale impianto di riscaldamento, e conosce quelli che sono i pro e contro per decidere se installare una caldaia a condensazione, preferibile comunque dove vi sia una metratura media / abbondante della casa, buona coibentazione, necessità di accensione riscaldamento per diverse ore al giorno (più di 8 ore).

Il risparmio dato dall'impianto dei pannelli fotovoltaici unito a quello della caldaia a condensazione può incrementare notevolmente il risparmio: ma installare entrambi non è uno scherzo, nonostante le detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica, anche perché se queste non vi fossero i prezzi sarebbero davvero proibitivi.

 

                 

 

Felice Amadeo: autore di af1.it

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